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08.02.06
"La città difficile. Venti racconti da e per Napoli"
L'antologia "La città difficile. Venti racconti da e per Napoli" (Ippogrifo Editore)è la raccolta del Laboratorio di Scrittura Lalineascritta diretto da Antonella Cilento a Napoli.
Dall'8 gennaio 2006 è in libreria "La città difficile. Venti racconti da e per Napoli" antologia degli allievi del Laboratorio di Scrittura Lalineascritta edita da Ippogrifo! I diciassette autori sono stati pubblicati nel corso del 2005 su L'Articolo, supplemento campano de L'Unità, a cura di Massimiliano Amato e Antonella Cilento.
Mercoledì 8 febbraio h 18 alla Feltrinelli Libri&Musica di Napoli (Piazza dei Martiri) presentazione dell'antologia "La città difficile. Venti racconti da e per Napoli" (Ippogrifo Editore), raccolta del Laboratorio di Scrittura Lalineascritta.
e Mercoledì 9 marzo alla Fnac di Napoli Via Luca Giordano 39
Ne discuteranno Marco De Marco, direttore del Corriere del Mezzogiorno, Maurizio Braucci, scrittore, e i curatori Massimiliano Amato, giornalista de L'Unità, e Antonella Cilento, scrittrice e ideatrice e conduttrice del Laboratorio Lalineascritta.
Saranno presenti gli autori.
“Erano molti anni che Lalineascritta, pur "producendo" scrittori giunti a serio esordio come Antonella Del Giudice ("L'ultima papessa", Avagliano, 2005) e Rossella Milone (in uscita per Avagliano, "Prendetevi cura delle bambine") entrambe finaliste segnalate del Premio Calvino, non pubblicava un'antologia dei suoi giovani (e non più giovani) partecipanti.
E' quindi con vero piacere che si presenterà questa selezione di scritti orientati intorno al tema di Napoli e del Sud come luogo difficile da raccontare, sfondo, luogo della storia e nucleo problematico.
I racconti di Marco Alfano, Fosco D’Amelio, Antonella Del Giudice, Umberto De Marco, Michele Di Palma, Aureliana Donadio, Francesca Ferrara, Giusi Marchetta, Rossella Milone, Francesca Picone, Giuliana Riccio, Gaia Rispoli, Viola Rispoli, Edoardo Savarese, Roberta Scotto Galletta, Vera Tummillo, Massimiliano Virgilio saranno presentati l'8 Febbraio alla Feltrinelli Libri&Musica di Napoli a Piazza dei Martiri alle 18:00, il 24 Febbraio a Mondo Libri di Salerno alle 19:30 in via Papio, il 9 marzo alle 18 alla Fnac di Napoli in via Luca Giordano".
L’eresia creativa
Postfazione di Massimiliano Amato
(…) raccontare “la città difficile" implica un ardimento che sfiora l’incoscienza. Non è un caso, forse, che l’opera di scavo sotto la pelle di Napoli sia diventata, negli ultimi tempi, un’attività sempre più residuale. E la trasfigurazione letteraria del malessere cosmico nel quale è immerso l’inferno metropolitano (il doppio omaggio al clichè è voluto) un esercizio retorico, se non ripetitivo, fine a se stesso. D’altronde, un posto in cui la realtà si preoccupa ogni giorno di superare la fantasia è materia, da un lato, per sociologi e cronisti d’assalto; dall’altro, per sfiatati propagandisti di un potere sempre più autoreferenziale. Certamente, è terreno infido per i narratori. Non so (e la cosa, sinceramente, non mi interessa troppo) se gli autori formati da Antonella Cilento nel suo laboratorio sono riusciti a dribblare tutti i luoghi comuni: sia di quelli più direttamente riconducibili alla oleografia antica e recente, sia di quelli generati dagli illusori miti con cui la città cerca di stordirsi da più di un decennio a questa parte, talvolta riuscendovi persino. So però che hanno messo in campo un approccio – narrativo, ma anche oserei antropologico, culturale in senso lato – così originale da capovolgere completamente la lettura dominante della fatica di vivere Napoli, ricacciando oltre i confini della città che ci ostiniamo a immaginare (forse per la prima volta dopo molti anni) il pensiero unico neodeterminista.
E, quindi, eccola, la Napoli neoverista che s’affaccia qua e là nei racconti che sono raccolti in questo libro: né immotivatamente euforica, né astrattamente depressa. Tenacemente aggrappata a una speranza di normalità. Ambizione che di solito naufraga nei guai del quotidiano, quando non viene uccisa dall’overdose di ottimismo indotto e subdolo delle troppe parole d’ordine che inquinano la corretta rappresentazione del reale.
(…)Il respiro affannoso della città è un filo sottile che lega tutti i racconti. Si vede, mi sia consentito, la mano della “maestra". E’ evidente che Antonella è riuscita a trasferire ai suoi allievi la tensione che attraversa le sue opere. Ciascuno, poi, ha rielaborato in modo originale la “lezione". E l’affresco, molto realistico, che emerge è quello di un non-luogo, ossia la risultante, più o meno attendibile, della somma (azzardata) dei tanti luoghi - diversi, conflittuali e non comunicanti tra loro - di cui risulta composta la metropoli. Dal corpo di Napoli, simbolo unitario non più rintracciabile nella realtà, fino alla decomposizione dell’identità cittadina, persa in un labirinto di finzioni. Cercare di coglierne i singoli frammenti attivando la catena di montaggio della fantasia è un bell’atto di coraggio, che approfondisce la linea di demarcazione già tracciata tra il “vecchio" e il “nuovo" modo di rappresentare la città.
L’elastico dell’anima
Introduzione di Antonella Cilento
E’ raro, ma non impossibile, stringere autentiche forme di collaborazione in ambito culturale a Napoli e nel Sud Italia: il libro che avete fra le mani è frutto di autentica passione e di una di queste rarissime e preziose congiunzioni che producono frutti letterari.
Con Massimiliano Amato, che per tutta la breve ma gloriosa vita de L’Articolo, supplemento campano de L’Unità, è stato redattore, curatore e inventore delle pagine culturali del giornale, l’incontro è stato davvero felice: infatti i diciassette autori dei venti racconti che state per leggere sono stati, o sono ancora, partecipanti del Laboratorio di Scrittura Lalineascritta, che da tredici anni tengo a Napoli e da alcuni anni in tutt’Italia, ma sono anche stati – o stavano per essere, quando L’Articolo cessò di vivere – pubblicati sulle pagine curate da Massimiliano Amato per alcuni mesi del 2005.
(…)
Raccontare storie ambientate a Napoli e che trattano la sua difficoltà nei suoi vari aspetti è certo in questi anni una delle sfide più complesse. Perché le scritture non tengono, perché si cade nell’oleografia, perché il peso della quotidianità è insostenibile e lo si traduce male nella scrittura.
I ragazzi e le ragazze del Laboratorio Lalineascritta hanno raccolto la sfida e sono stati capaci di non perdersi, di non mentire pur conservando la fiducia dei lettori, operazione che richiede sempre l’esercizio della menzogna letteraria e alla quale sono stati lungamente allenati. La forma del racconto, specie se breve e costretto dallo spazio giornalistico, può essere una prova importante per la scrittura: costrizioni, paletti, indicazioni, come sapevano bene gli oùlipiennes, sono pane quotidiano per chi scrive.
(…)Questa è la prima raccolta del Laboratorio Lalineascritta da molti anni a questa parte: giunge a proposito, visto che alcune voci iniziano a distinguersi con successo, e di quest’opportunità ringrazio di vero cuore anche l’Editore.
Antonella Cilento
Pubblicato da , il giorno e l'ora: 08.02.06 17:39
Interventi
resto sempre perplesso quando leggo cose tipo "la città" difficile... ma "i cittadini" non hanno mai nessuna responsabilità? uscità mai un libro "i cittadini difficili"...
Pubblicato da: putto_andaluso - 09.02.06 12:54
Beh, ci sono cittadini e cittadini, non credi? capita che alcuni di essi siano costretti a vivere una città resa difficile da altri cittadini(posto che questi ultimi meritino l'appellativo) ma conservino il coraggio civile di raccontarla. E perciò: cento e mille scuole di scrittura a Napoli! e un grazie ad Antonella Cilento.
Pubblicato da: Carlo Capone - 12.02.06 14:27
