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11.02.06
Il clima della manifestazione
di Angela Scarparo
Spelndeva il sole, anche se faceva freddo. C'era parecchia gente. Clima festoso. Canti più gettonati:
8 x 1000 calci nel culo
Silvio Silvio che peccato
quando sei nato tu
l'aborto era reato
Dai Radicali
a Servo della Chiesa
Rutelli Rutelli
è tutta una discesa.
Dei vostri peccati è lunga la lista
pregate solo che Dio non esista
Ratzi fatti
li catzi tua
Pubblicato da Angela Scarparo, il giorno e l'ora: 11.02.06 20:35
Interventi
Evidentemente, anche dichiarare che Silvio Berlusconi doveva essere ammazzato da piccolo - o addirittura prima che nascesse - non è disdicevole.
Pubblicato da: giuliomozzi - 11.02.06 21:26
ma è la bacheca di un cral ?
Pubblicato da: cletus - 12.02.06 00:10
Cara Angela,
daccordo col sole (non faceva poi così freddo) e col clima festoso...
Ma davvero ti siamo sembrati parecchi? Intendo, rispetto all'enormità della controffensiva cui, scendendo in piazza, ci prefissavamo di rispondere?
Non lo so, forse è una mia miopia, la malriposta speranza che l'illuminismo abbia lasciato tracce nelle menti oltre che sulle pagine dei libri, forse l'uno e l'altro o semplicemente sono io che sbaglio... Ma mi aspetto sempre più partecipazione di quanta ne vedo quando c'è da affrontare gli assolutismi.
Anyway...
Laicamente,
Vanni Schiavoni
Pubblicato da: Vanni Schiavoni - 12.02.06 00:20
Vanni, per me un corteo che va dalla Bocca della Verità fino al Campidoglio non è un trionfo, ma è un corteo. Dopo di che, tu hai ragione, "Ma, e tutti quelli che si lamentano sempre per la troppa presenza del Vaticano, dove sono?". Come dici tu, anyway...laicamente.
Pubblicato da: angela scarparo - 12.02.06 03:24
Angela Zapatero ... pardon Scarparo.
Che finezza! Vera letteratura!
E il sole "Spelndeva", "Spelndeva" ...
8 x 1000 = 8.000 calci nel culo ai (pochi) coraggiosi che non sanno farsi i "catzi" loro, ma romponi i "catzi" a noi.
za'
Pubblicato da: za' - 12.02.06 05:43
Quando dici "noi", Za', chi intendi? Quale gruppo sociale? Quale ceto? Quale classe? Quale popolazione? Quali abitanti di quale quartiere di quale città? E: dici "noi" in quanto sei delegato o incaricato o eletto a parlare a nome di altri? E in che modo, da chi, sei stato delegato o incaricato o eletto?
Perché, vedi, Za', è un tanto facile dire "noi", facendo intuire di avere altri alle spalle: ma se si hanno altri alle spalle, i casi sono due: o si dà la possibilità di contarli, questi altri alle spalle, e di verificare l'eventuale delega; o non si danno queste possibilità.
Angela era in piazza con altre persone, che rappresentavano solo sé stesse (non avendo una delega precisa); e tutti, per pochi o tanti che fossero, erano lì con il loro corpo, la loro storia, tutto. Era possibile contarli. Era possibile domandare loro se erano affiliati a una qualche organizzazione, se erano collegati con questo o quel soggetto, se avevano una qualche forma di delega ricevuta in qualche (a sua volta più o meno rappresentativa) assemblea, eccetera.
Ma il tuo "noi", Za'? Come fai a dire "noi", se nemmeno tu sei del tutto presente? Come fai a rappresentare qualcuno, se nemmeno offri una possibilità di verifica non dico della delega, ma della tua stessa consistenza?
In altri momenti (durante una discussione nella quale contava la propria competenza in un certo argomento: quindi contava la propria persona) ti ho chiesto di esibire il tuo nome, Za', e tu ti sei rifiutato (dicendo di non volerlo fare per tutelarmi, per non farmi venire una paresi dallo stupore: che mi sembra il più cretino degli argomenti).
Vedi: senza il tuo nome, non puoi parlare a nome di altri. Nemmeno della "maggioranza silenziosa". Se vuoi parlare senza il tuo nome (e non mi sogno minimamente di negare il tuo diritto di parlare senza il tuo nome, in particolare di parlare qui senza il tuo nome), devi portare argomenti che prescindano completamente dal tuo essere qualcuno, dal tuo appartenere a una qualche fetta della società, dal tuo avere una storia, una competenza, un corpo, eccetera.
E non puoi dire: "noi".
Pubblicato da: giuliomozzi - 12.02.06 08:46
Za, hai scritto 'romponi'.
Pubblicato da: angela scarparo - 12.02.06 12:37
Allora, za, ciao :). Hai ragione. Qui bisogna parlare di letteratura. E la letteratura, (i testi) presuppone sempre un commento. A pensarci bene anche un 'romanzo' non è altro che un commento figurato all'esistenza. Mi guarderò bene dal dire che "io adesso sono stufa di scrivere romanzi voglio sentire l'alito fresco o puzzolente della vita sul mio collo!". No, io vorrei, anche ieri avrei voluto starmene nel mio angolino, a leggere e scrivere nel cilma d'asilo che volutamente riesco a creare quando scrivo i miei inutili fumettoni. Ma nun se po'! Cioè, io non posso. Ognuno è libero di fare com gli pare.
Detto ciò. Visto che in qualche modo mi hai chiesto di parlare di lettertaura, cercherò di speigartela sì, la finezza di queste brevi liriche. Ti spiego la 'finezza', hai usato un giusto termine, perché finezza c'è in queste parole, secondo me. Ma tu puoi dire gisutamente, "Non si capisce!", (aridaje col cattivo gusto!)
8 X 1000 calci nel culo = l'iniziale formula (8 X 1000) che conosciamo dalla pubblicità, e che generalmente abbiniamo alle manine bianche e scarnificate di qualche personaggio in tonaca viene violentemente annullata e resa risibile dall'espressione che segue: calci nel culo. Però bada, calci nel culo in sè, di per sè, potrebbe anche essere un modo di dire violento, fascista. Che cosa invece à alla frase tutta intera una sorta di freschezza, di vera e propria ingenuità? Il ricordo, che la sommatoria delle due fa affiorare alle nostra mente di qualche parente un po' burbero. Quelle risposte, che datano dalla nostra infanzia, in cui, dopo una marachella chiedevamo, "Posso andare a dormire da Marcella, pa'?", "Ma che dormire da Marcella!!! CHE DORMIRE DA MARCELLA!? Calci nel culo". Ecco. E l'espressione, che come dicevo, fa affiorare i ricordi corrisponde esattamente oggi a quello che tante italiane e tanti italiani pensano. "Volete l'8 x 1000? ma quale 8 x 1000? Calci nel culo!"
Con la poesiola che ricorda il buon Silvio, vorrei tirare in causa l'influenza che nella poesia soprattutto degli inizi del secolo (non tanto quella legata alle esperienza moderniste) ha avuto e ha, l'esperienza politica. Il feto. una disquisizione (e tante le nostre orecchie ne hanno ascoltate di recente!) di ore non avrebbe lo stesso effetto di questo breve testo. Perchè Silvio non è rimasto un ammasso di cellule che un aspiratore ha portato via? Perchè la mamma di Silvio non ha optato per una scelta di libertà e di progresso? Ecco. La bellezza della formula poetica (giulio, anche tu hai letto male! non si voleva dire ammazzare Berlusconi, a meno che tu non pensi, anche tu, ti prego no! che l'aborto sia un omicidio) sta nel mettere assieme un giudizio politico su una conquista di civilità (l'aborto è stato un reato, e oggi non lo è più, attenzione, non facciamo si che otnri ad esserlo!) con una battuta su uno die nostri più amati e dipinti governatori (padron) governanti. la rima fa il resto.
Quella di Rutelli è la meno efficace. Un po' perchè chi commenta non ama lo sci. Un po' perchè è la descrizione di un fatto di miseria, di un evento nella vita di una persona un po' miserabile. Il fatto, è in sè, un fatto miserabile. "Ma come", sembra dire l'autore, "sei stato praticante di una politica, che per quanto criticata è comunque una politia che lavora per la libertà, la liberazione, è a favore dela felicità degli esseri umani, sembra tenere a quella, e oggi? Non solo stai con la chiesa (attenzione, fate un breve passo indietro: quella dell'8 x 1000) ma come ci stai? Come un SERVO!" La discesa è riferita alle Olimpiadi. La neve, la neve, che chi scrive ama, ma senza possibilità di ssoffermarsi sul sole che splende l abianchezza. No, la neve e il fenomeno agonistico. Vincere, perdere. Inquadra il breve testo in tutt'altro contesto.
Questa è a mio parere la più bella. Una microstoria. Il pregate che sta fra un'invocazine e un imperativo morale: pregate solo!. E' un testo religioso, ma di una religiosità smeplice, sincera, slegata dalle chiese e della ortodossie. "Quanto male avete fatto? Quanto male continuate a fare?". Far circolare questa domanda - che non è sbgaliata o ingusta, se riferita alla chiesa - no avrebbe prodotto lo stesso genere di efficacia. Eppure questa frase, c'è in "pregate solo che Dio non esista".
Ratzi fatti li catzi tua a me ha fatto particolarmente ridere perchè la compagna che la portava appensa al collo (lesbica) è un'olandese. Un'olandese che parla con accento tedesco (sai, per noi terroni!). Il misto di nordeurpoeo assommato al romanesco produce un effetto luminoso, straniante. E per me ancor di più poichè lo collego a una faccia sorridente. Una faccia che alla balsfemia ci sia arrivata per convinzione ironica, non per spirito di provocazione.
Meno attenta dal punto di visto prettamente formale era
Fuori i preti dalle nostre mutande
ma la modernità dell'argomento, e il fatto che le parole fossero prounciate da persone di orientamento sessuale femminile la rende efficace, solenne, forte, integra, quasi come
oportet studisse
non c'è sbavatura. va fatto.
la vita (se una vita c'è al di fuori delle parole e io non sempre lo credo, anche se poi ieri, ho perso il telefonino, e mi sono accorta che una qualche datità nelle cose c'è. come ho fatto ad accorgermene? mi sono detta " il mio cellulare non è nelle mie mani, ma altrove". dove sarà questo altrove?), è lì, in quelle mutande.
Pubblicato da: angela scarparo - 12.02.06 14:19
lavorerò a questo testo per migliorarlo. perchè, per esempio, vorrei definire che cosa è, e dove si trova, da un punto di vista formale, di linguaggio, la finezza di queste poesie.
Pubblicato da: angela scarparo - 12.02.06 14:22
Questa volta non conto, cara Angela Scarparo. Forse avresti dovuto contare tu, o forse è meglio che nessuno conti e ognuno si esprima un po' come cazzo gli gira. Allora occhio Angela Scarparo, che Ratzi i calci non li tira, ma li amici sui, quelli li tirano e come che li tirano.
Pubblicato da: GiampettinoJebboso - 12.02.06 15:21
Non è la voce
di destra
o di sinistra
a far paura
E' il coro
che fa confusione
promettendo
parziali verità
masticate fra i denti
stretti - troppo stretti
perché ci sia libertà
di respirare -
a generare terrore
in piazza
g.
Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 12.02.06 16:08
@ iannozzi
qui non c'entrano dx e sx,
qui si offende per il gusto di offendere.
@ giulio
hai come sempre (quasi) ragione. Quindi correggo: per "li amici sui", intendo me e il mio amico Tommaso.
Pubblicato da: GiampettinoJebboso - 12.02.06 16:56
Giampettino non ho capito! Oltre ai calci che la vita mi daaaaa (Gabriella Ferri d'annata) ci sei pure che spingi? Spero di aver capito male. Se no mi devi dire chi, e cosa ho offeso? Se mi stai facendo una minaccia, invece, l'hai fatta pubblicamete. Quindi qualsiasi occhio nero verrà addebitato a te (che peraltro io non ho mia offeso, anzi a volte anche difeso: per il mero gusto di dire"Lasciate che parlino tutti!" beninteso, mica per altro).
Pubblicato da: angela scarparo - 12.02.06 17:20
Hai offeso i miei nervi, ma sopravviverò.
Non mi sento di aver minacciato nessuno.
Con "occhio Angela Scarparo, che Ratzi i calci non li tira, ma li amici sui, quelli li tirano e come che li tirano", intendevo qualcosa del tipo quelle risposte, che datano dalla nostra infanzia, in cui, dopo una marachella chiedevamo, "Posso andare a dormire da Marcella, pa'?", "Ma che dormire da Marcella!!! CHE DORMIRE DA MARCELLA!? occhio bello mio, che Marcella i calci non li tira, ma li amici sui, quelli li tirano e come che li tirano." Chiaro, no?
Toglimi questo dubbio:
come potrei, qualora io facessi quello che non farei mai (cioè pigliare qualcuno a calci nel culo), procurargli col mio agire bieco e sconsiderato un occhio nero?
Pubblicato da: GiampettinoJebboso - 12.02.06 18:01
Ma Giambo, speravo che tu picchiandomi (come un eroina trash, possibile idolo di molti e molte ieri, mi facessi diventare a mia volta un'eroina - ultratrash - ). Adeso mi dici che non sarà così. Occasione di pubblicità per(ver)sa. Bon. Meglio così, va, che c'ho da fare s'to periodo! Il 19 c'è un'altra manìfestation! Ach. Anche una vecchia volpe come me, non sempre fa bene i suoi conti. Amici come prima? Qua la zampa?
Pubblicato da: angela scarparo - 12.02.06 18:25
ah, dimenticavo. per quanto riguarda la domanda sull'occhio. risposta: perchè ognuno ha i suoi occhi più belli dove Dio glieli ha messi. :-)
Pubblicato da: angela scarparo - 12.02.06 18:27
@ GIANPETTINO
Dài, non litigate!
Sai com'è? Destra e Sinistra, alla fine, confluiscono nello stesso coro, quello molesto che offende per il gusto d'offendere. Io la vedo così, magari sbagliando. Ma a me i cori hanno sempre - e da sempre - destato paura, anzi di più: sospetto... hanno il sospetto in seno i cori che alti si levano in piazza.
Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 12.02.06 18:29
No,Iannozzi è che tu e l'ironia dovete aver talmente tanto litigato nella tua vita, che ormai quella ha cambiato casa. Ciò non vuol dire che io, per esempio, spesse volte non ti invidi. O che tu sbagli. Al contrario.
Pubblicato da: angela scarparo - 12.02.06 18:32
Giampi, fai un sacco di confusione. marcella è la mia amica. caso mai è mio padre che avrebbe dovuto dire, Occhio, figlia mia, che il papino i calci non li tira...no, c'è qualcosa che non va. il papino ha già detto, ma che? calci nel culo!'.
giampi, non sai giocare! mi fai confondere. gioca con tommaso che io ho da fare, dai!
Pubblicato da: angela scarparo - 12.02.06 18:45
Io e l'ironia siamo come marito e moglie, cara Angela: ci mettiamo le corna a vicenda. Vedremo alla fine di questo "cornificarsi" chi l'avrà vinta, se io o l'ironia - che detto inter nos era bottana da ben prima che mi conoscesse, a me.
Però sapendo che spesse volte mi invidi, mi tira sì, su di morale.
smaaackkk
Giuseppe
Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 12.02.06 19:06
@ angela
ho letto cose così:
meglio un burqua che Ratzinger e Ruini.
Dammi le tue misure che passo in sartoria.
Pubblicato da: GiampettinoJebboso - 12.02.06 23:26
Accetto il vestito. Però lo voglio Azzurro Cielo! non me lo fare Rosso Cardinale! Se ci riesci ricordati della balza davanti e dello spacchetto dietro. Non uno spaccone. Uno spacchetto. Grazie del pensiero. Gaurda che non ho soldi. Il Signore ti ricompenserà.
Pubblicato da: angela scarparo - 13.02.06 10:14
Il vestito portamelo a casa: solo il vestito. A casa.
Ho spezzato apposta il post. Pensa un po' se avessi preferito Ratzinger e Ruini (non so da che pulpito ti possa essere stata fatta una tale predica!) come tu proponi. Avrei dovuto tenermi in casa R.e R? Se permetti, in questo senso, meglio un burqa!
Pubblicato da: angela scarparo - 13.02.06 10:21




