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01.02.06

I migliori romanzi americani di tutti i tempi - Concorso

Sul sito www.perceber.com è stato indetto un concorso per eleggere I MIGLIORI ROMANZI AMERICANI DI TUTTI I TEMPI.

Per partecipare andate qui: troverete l'elenco dei 175 romanzi tra cui scegliere (dovete segnalare i vostri 10 preferiti).
Buon divertimento!

Pubblicato da , il giorno e l'ora: 01.02.06 12:33

Interventi

1. Ernest Hemingway, Per chi suona la campana
2. Jack Kerouac, On the road
3. Charles Bukowski, Post Office
4. Vladimir Nabokov, Lolita
5. Henry Miller, Tropico del cancro
6. Gore Vidal, Statua di sale
7. Wiliam Faulkner, L’urlo e il furore
8. Henry James, Ritratto di signora
9. William Burroughs, Pasto nudo
10. Isaac B. Singer, La famiglia Moskat

A che serve 'sto giochetto? ^____^

g.

Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 01.02.06 14:16

Caro Giuseppe, assolutamente a nulla.

P.S.: Vi prego di non inserire le vostre classifiche qui su Vibrisse, ma su www.perceber.com, perché se no tenere il conto diventa un macello.

Pubblicato da: Leonardo Colombati - 01.02.06 15:00

A nulla! :-)
Vabbe'. E io che mi pensavo. ;-)

L'ho subito ripetuta su Perceber.

Cari abbracci

g.

Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 01.02.06 16:46

Un primo aggiornamento in diretta dallo Stadio Olimpico della Letteratura, signore e signori in ascolto.
Sono le 17:44 e la gara dura da appena 4 ore e mezza.
Al comando è in questo momento mr. Francis Scott Fitzgerald con "Tenera è la notte", che totalizza 43 punti, subito incalzato da Vladimir Nabokov con "Lolita", che è lì a due incollature. Al terzo posto, con 39 punti, è il buon vecchio Herman Melville con il suo sempreverde "Moby Dick", tallonato a quota 37 da Sir Henry James con "Giro di vite". Appaiati al quinto posto troviamo Saul Bellow con "Herzog" e un altro fantino della premiata scuderia Fitzgerald, il fortissimo "Grande Gatsby". Al settimo posto (esultino i nostri cuori tricolori!) rinviene John Fante con "Chiedi alla polvere", che totalizza 31 punti. All'ottavo, in perfetta parità, si trovano Truman Capote con "Altre voci, altre stanze" e John Steinbeck con "Furore". In decima posizione, infine, la formidabile accoppiata Pynchon-DeLillo con i loro "L'arcobaleno della gravità" e "Underword".
E' una gara entusiasmante, gentile pubblico all'ascolto; non mancheranno di certo le sorprese in quella che s'annuncia essere una maratona all'ultimo respiro. Restate sintonizzati con la nostra stazione.
A risentirci al prossimo collegamento!

Pubblicato da: Leonardo Colombati - 01.02.06 17:44

Beh, io vorrei lamentare la mancanza di Henry Roth dall'elenco. Il meraviglioso Mercy of a Rude Stream non è fra i primi 175? E Call It Sleep?
ma il mio, ovvio, è anche il parere di un fanatico...

Nicola Manuppelli

Pubblicato da: Nicola Manuppelli - 01.02.06 19:18

Colombati,
manca Tom Robbins. Rifiuto di scegliere :-) anzi, I would be not
besos

Pubblicato da: spettatrice - 01.02.06 22:01

Leonardo, ti voglio bene. Lo sai che ti voglio bene. Ma questo proprio non puoi chiedermelo. Non ce la faccio, le competizioni e le epuazioni mi terrorizzano! ;-) (seguirò però da fuori, da vero sportivo "all'italiana", seduto sulla poltrona, per poi dire, alla fine: "ma no! Hanno sbagliato tutto...")

Pubblicato da: gianni biondillo - 01.02.06 22:11

Colombati, il pessimo inglese e una cronica distrazione mi hanno impedito di dire la cosa giusta, faccio ammenda.
come il caro, buon Bartleby: I would prefer not to

Pubblicato da: spettatrice - 01.02.06 23:32

Anche da iniziative come queste si vede come il colonialismo culturale statunitense ci abbia imposto l'iperconoscenza di TUTTO ciò che hanno scritto loro. Probabilmente non sapremmo neanche mettere insieme 175 romanzi europei, visto l'eccesso di attenzione che dedichiamo agli americani. Non parliamo poi del protezionismo culturale americano, così solerte a propagandare i propri prodotti letterari nel mondo e così impermeabile alla lettura di libri stranieri. Mi sa che loro non saprebbero mettere insieme nemmeno 50 romanzi scritti al di fuori dell'anglofonia.

Pubblicato da: spettatore - 01.02.06 23:39

Io trovo invece che un po' di competizione fra "i libri" sia cosa buona, uno stimolo alla lettura, a riconoscere le proprie mancanze.

Poi, dopo questa, magari si farà anche una competizione per i libri anglofoni, nipponici, ecc. ecc.

Non partecipare è un po' come dire che alle elezioni non si andrà a votare: ma siamo italiani, è questo il problema vero, italiani sì ma solo per i lati peggiori, cercando, indarno, di parlare un inglese italianizzato. Pardon, un Global English.


Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 02.02.06 00:51

Giuseppe,
se con il global English intendi fare ironia sulla mia gaffe, vai sul morbido: hai centrato in pieno.
Se nel paragonare la competizione tra libri a quella politica intendi mettere in rilevo una contraddizione non vai tanto sul morbido.
Tra una classifica di questo tipo e la partecipazione a elezioni politiche non vedo paralleli di sorta, ne capisco dove tu li colga.
Francamente partecipo alle elezioni (nonostante le mie visioni 'libertarie' non sempre siano d'accordo), ma mi rifiuto di partecipare a questo 'gioco' delle classifiche e vivo serena, manifestando un ridicolo distacco e lasciando agli altri la piena libertà di fare quello che credono opportuno (e ci mancherebbe altro!!!).
Forse l'unica cosa incongrua è stato il mio commento, potevo risparmiarvelo, ma non sempre si può essere saggi, questo è un mio periodo di scarsa saggezza.
besos

Pubblicato da: spettatrice - 02.02.06 01:17

Spettatrice

ok, ho centrato in pieno. A volte, capita anche a me di non voler essere, per rischiare una gaffe però.

Semplice: in Italia c'è il vizio di tirarsi (di dirsi) fuori, di non schierarsi, di non prendere posizione. Solo questo il parallelismo possibile.

Chiaramente ognuno libero di partecipare e di non partecipare.

Saludos

Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 02.02.06 09:44

Contro la visione (acida: "Noi guardiamo loro, ma loro ci guardano a noi? No? Mamma, mamma, non mi guardano!" E giù di ricci!) di Spettatore ribadisco la mia esigenza di avere Basi Nato per la Letteratura. Quando Berlusconi perderà (non è che per noi Perdenti - test: in quale meraviglioso romanzo AMERICANO recente, ci sono i Perdenti? - andrà molto meglio, ma forse un po' meglio...) raccoglierò le firme. Vale anche per il cinema.

Spettatrice: non ti preoccupare. Nanni Moretti non sa l'americano, nè l'inglese, ma è in grado di capire se un film (anche se americano) è buono o meno.

Noi dobbiamo imparare l'americano che piace a noi! Che non è l'americano. E' l'America che arriva in Italia (non da oggi!). Fenomeno non solo diverso dall'Americano in America, ma unico. Fenomeno italiano.

Esempio per Spettatore: che Caravaggio quando arriva a Roma pensa, "Oddio, no! Adesso sono a Roma, e qua a Roma dipingono tutti questi bei corpaccioni...e io che sono di una zona che corrisponderà nel XXI secolo grosso modo alla Lombardia, che faccio, mi faccio inglobare dai Romani? Io... che ho visto Lorenzo Lotto e i suoi meravigliosi e trasparenti corpicini, e i suoi gattini (veri, senza sciosci misciosci, gattini e basta!). Sia mai detto!"
Ma andiamo, su Spettatore!

Pubblicato da: angela scarparo - 02.02.06 10:57

L'aggiornamento della classifica provvisoria (dopo le prime 24 ore) è qui: http://www.perceber.com/archives/2006/02/i_migliori_roma_1.html


Pubblicato da: Leonardo Colombati - 02.02.06 11:10

Spettatrice , Tom Robbins, si, si, si,e Natura Morta con Picchio. Comunque è stato difficile scegliere. Di Nabokov avrei messo il dono, per esempio.
effeffe

Pubblicato da: furlen - 03.02.06 12:53

Furlen, "Il dono" non c'è perché appartiene al periodo russo di Nabokov, di cui ho scelto solo tra i romanzi che ha scritto (in inglese) dopo il suo arrivo negli Stati Uniti.

Pubblicato da: Leonardo Colombati - 03.02.06 14:08

Chiedo venia per l'imprecisione, però vale lo stesso la mia top ten?
Grazie
effeffe

Pubblicato da: furlen - 03.02.06 16:50

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