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22.02.06

Di mestruazioni e di dentiere

di Angela Scarparo

Mi è piaciuta molto (a proposito di realtà e letteratura) la recensione al libro di Willleford (mi piace anche lui) Come si muore oggi (Marcos y Marcos), di Daniela Bandini (che mi piace sempre), uscita oggi su Carmilla. E' un libro che parla dell'esperienza dell'autore. A un certo punto descrivendo Mosely, il detective protagonista del libro, Daniela dice che porta la dentiera. E partendo da qui fa una riflessione. Dice che nei romanzi di oggi è più facile parlare di omicidi che di dentiere. E va avanti Daniela, e, come per le mestruazioni, aggiunge, tutti fanno l'amore ma nessuna ha mai le mestruazioni, nessuna scopata è mai interrotta o impedita. Nessun evento aggiungo io, è mai minato o dirottato da questo evento così frequente invece, nella realtà. Evento in sé, né brutto né bello: frequente. Mi è piaciuto, quello che dice Daniela, perché è vero. Dopodiché. Tocca dirlo.

Lo devo dire perchè ci avevo messo tanta passione nel raccontare quel personaggio e quella sua furbizia. In Disturbando famiglie felici c'è una delle donne che fa andare avanti la storia che per giustificare dei suoi atteggiamenti (un po' merdosi) trova la scusa delle mestruazioni. Qualche pagina dopo, per giustificarla, si trovano in due o tre a parlare di mestruazioni. Nella realtà è così. Lo sanno le donne, e lo sanno gli uomini. Se una ha la mestruazioni magari non sta bene. E se non sta bene può essere sgarbata. O vedere la realtà con molto più pessimismo. Daniela, io pensavo che qualcuno lo notasse questo personaggio con le mestruazioni. Pensavo che attraverso di esso io stessi descrivendo la storia, o meglio il mio modo di raccontare la storia: con quel personaggio e con le sue mestruazioni mi stavo mettendo dalla parte del vissuto (come dici tu). Fa differenza? Se parli di una tazzina dopo averla conosciuta, o se parli di una tazzina non guardando una tazzina, fa differenza? Io credo di sì. Volevo parlare di questa differenza. Prima o poi ne parlerò meglio, in modo esplicito. Ho scritto questo post per parlare di questa differenza. (E per carità. Non è un lamento sul mio libro questo! Per quanto mi riguarda il libro è stato fin troppo apprezzato e recensito! Forse sono state notate cose più belle). Scrivo questo post adesso, per dirlo: Daniela parla di mestruazioni e io la seguo. Se vi interessa, nel libro che ho scritto, si parla di mestruazioni. Si parla di mestruazioni perchè si parla di realtà. Il libro nasce e si sviluppa anche a partire da lì. Che cosa voglio dire? Perché anche oggi parlo di me? Voglio dire (e non è una novità, anche se qualche volta si tende a mettere in secondo piano) che la letteratura si può dividere fra quelli che parlano di pidocchi, dentiere, mestruazioni, puzzo di scarpe, tendine sporche, e quelli che non ne parlano. Qualche volta vale la pena ricordarlo.

Pubblicato da Angela Scarparo, il giorno e l'ora: 22.02.06 09:57

Interventi

A me questi post della Scarparo paiono ogni giorno più deliranti.

Pubblicato da: nessuno - 22.02.06 10:52

Nessuno, la tua affermazione è per me motivo di vero conforto: cfr ultima frase del post precedente dove si parla di delirio (anche se in senso più specifico e realistico di come lo usi tu, per l'appunto).

Pubblicato da: angela scarparo - 22.02.06 11:00

“ Qualche pagina dopo, per giustificarla, si trovano in due o tre a parlare di mestruazioni. Nella realtà è così.”
“che la letteratura si può dividere fra quelli che parlano di pidocchi, dentiere, mestruazioni, puzzo di scarpe, tendine sporche, e quelli che non ne parlano.”

Non sono d’accordo. Non ha senso fare una simile divisione.Ti chiedo di spiegarti meglio. Perché, se ho ben capito, la letteratura non è tra chi scrive di puzza e chi no. Non è parlando di mestruo o coiti interrotti che si è realistici, ed è banale dirlo. Ogni forma estetica è la forma di un contenuto determinato? Si o no? Ma aspetto di capire meglio

Pubblicato da: Francesco Sasso - 22.02.06 11:12

'Se parli di una tazzina dopo averla conosciuta, o se parli di una tazzina non guardando una tazzina , fa differenza? Io credo di sì.

Volevo parlare di questa differenza.

Chiaro che al posto della dentiera o della tazzina potrà esserci un compasso o uno scarafaggio, ma la misura che prendi con lo scarafaggio o con il compasso, o con la tazzina, dovrà (in un racconto, o in un romanzo, non in un trattato filosofico) essere rapportata a te.

Domanda: TUTTI gli uomini e le donne al di sopra dei 12 anni sanno delle mestruazioni :). tanti raccontano.di donne, di uomini, di cani, di gatti di città, di civilità intere, di espoche, di sistemi politici. In tutta questa roba, come mai nessuno ha (o sa di qualcuna che abbia) mai le mestruazioni? Come mai soprattutto nessun uomo riflette anche se solo per un nanosecondo, a proposito della propria donna su questo? Due risposte: o chi scrive non rapporta i racconti al proprio sé, o ha un'idea della letteratura e del racconto diversa da quella che ho io.

Pubblicato da: angela scarparo - 22.02.06 11:41

Credo sia la prima volta che leggo la recensione di una recensione.

Angela, con rispetto parlando, senza dentiera che io c'ho 33 denti in bocca (non scherzo, 33 e tutti e 33 senza una carie - sì, 33 e non 32, proprio 33 e tutti perfetti), come va il tuo ciclo? *_________*

Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 22.02.06 11:48

Io lo trovo istruttivo, questo articolo. Pidocchi, dentiere e puzzo di sudore possono costituire gli intingoli di una narrazione. Possono, perchè anche un cibo cotto al vapore ha pari qualità di gusto. E perciò, l'assenza di condimenti indurrà a una lettura ipotensiva,un'abbondanza di grassi ne accrescerà l'ipertensione. Seguendo questo schema alla buona - della cui rozzezza mi scuso- potremmo suddivedere gli scrittori tra chi propina dieta di fibre e chi di colesterolo. Al lettore fissare l'eventuale- e sottolineo eventuale- rischio di aterosclerosi.

Pubblicato da: Carlo Capone - 22.02.06 11:56

Scusa Scarparo

quello che vuoi dire uscendo dal particolare è: chi racconta dovrebbe quantomeno informarsi a fondo sulla materia che tratta? Per cui entarndo nel particolare se racconti di una donna devi sapere che il ciclo e quello che comporta e raccontare di questo?

se ho capito male correggimi

Grazie

Pubblicato da: apparecchiaturefonografiche - 22.02.06 12:29

sorry

"entrando" e non "entarndo"

e dopo il che "ha"

distrattissimo

Pubblicato da: apparecchiaturefonografiche - 22.02.06 12:31

Giu, non ho fatto la recensione di una recensione. Ho preso spunto da una digressione che mi piaceva pe accennnare alla letteratura che mi piace. :).

Il mio ciclo? Il particolare in questo caso, caro Giu, te lo racconto nel caso tu abbia deciso di scrivere una storia. In caso contrario è come se ti dicessi se la tazzina è gialla, trasperente o fiorata, e lì mi dilungassi, senza che tu abbia un reale interesse per la tazzina. Ti farei solo perdere (e perderei io) del tempo. Così, un tanto per parlare.

Carlo. Non è che tutti abbiamo (cioè, io non so se ce l'ho, non sono esperta, ma l'affermazione è valida lo stesso per gli altri) il probelma dell'arteriosclerosi. E le cose buone sono state inventate elaborate dalle persone e vengono cucinate per il piacere che producono in chi mangia. Quindi se a te va bene il cotto a vapore, esangue e senza sale, fai pure.

No, App, è così.ti spiego. Non devi avere il grafico quinquennale degli spostamenti femminili (a meno che non faccia parte, di una tua legittima, quanto innocua e se vuoi anche carina, passione) se vuoi parlare di una donna, o la vuoi descrivere, o vuoi raccontare di lei. Però non devi fare finta - anche se in assoluta buona fede - che non li abbia. Il che credo (ripeto) sia molto diverso.

Pubblicato da: angela scarparo - 22.02.06 13:09

A Giu, dimenticavo, complimenti per la dentatura!

Se ti va, puoi sempre descrivere come procedi per una approfondita pulizia. Ne trarremo, (soprattutto se sei disposto a dirci altro di te: in quale bagno la fai, 'sta pulizia? di che tipo di casa? dove vai dopo averla fatta, la pulizia - al lavoro? dove? resti in casa? sorridi molto, visto che hai una dentatura così interessante? sorridi al lavoro? sei agevolato per questo? ti dispiace di non poter sorridere abbastanza per altri motivi, di non poter sorridere quanto vorresti?), interessanti quanto proficue informazioni. titolo possibile del racconto: LA DENTATURA.

Poi non dire che non tengo a te. :)

Pubblicato da: angela scarparo - 22.02.06 13:18

Non ti pare, angela, che sarebbe "maldestra" la donna che si mettesse a fare l'amore quando ha le mestruazioni?
Forse è per questo che nei romanzi non si trovano situazioni di quel tipo. In qualche scrittura trash, forse, chi lo sa.

Bart

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 22.02.06 13:52

Angela, coltivo sia dieta di fibre che la cosidetta ateriosclerotica (quella che indurisce le arterie coronariche, cioè. L'arterioscleresi, nell'accezione usuale, perdonami, è tutt'altro :-)).
Fuor di metafora, per me scrivere o leggere di una donna di cui non si citi ad esempio il mestruo, in quanto testimonianza del suo essere specificamente donna, è come mangiare la pizza senza mozzarella e ciliegini. Certo, esiste anche quella olio e origano, portatrice di uno specialissismo mix di sapori e aromi, ma è tutta un'altra storia. Lo dico a scanso di equivoci e scusamdomi per non aver reso prima il concetto e non specificato i miei gusti.
Però per associazione di idee, e ripensando all'esempio della tazza, mi viene in mente il dramma del protagonista di La Noia. Che per l'avvenuta impossibilità di stabilire un rapporto col reale, e quindi con le cose - presumo a causa di perdita di loro imago primitiva- si ritrova incapace di rappresentarle sulla tela (nel romanzo l'io narrante prende come esempio il bicchiere). Non so quanto c'entri col tuo ottimo articolo, ma credo spieghi l'importanza di possedere un oggetto - nel senso di renderlo parte del personale begaglio di lettore e/o scrittore - per poterlo rappresentare a se stessi.
Concordo insomma con le tue argomentazioni.

Saluti

Pubblicato da: Carlo Capone - 22.02.06 14:00

Leggo adesso il post di Bart. Certo, se indulgo nella descrizione dell'atto sessuale di una donna con le mestruazioni questa è solo esagerazione posticcia. Che nulla aggiunge, anzi guasta.

Pubblicato da: Carlo Capone - 22.02.06 14:07

Bart. Dovremmo dilungarci su agomenti sociologici: quante donne fanno l'amore durante le mestruazioni? Se sono tante, sono tutte maldestre? Direi che è meglio non parlarne. Ma solo perché segnerebbe un'ulteriore digressione rispetto a quello da cui abbiamo cominciato.

Carlo scusa la mia imprecisione su argomenti arteriosclerotici. Doveri cominciare a dedicare alla cosa una maggiore attenzione. magari ti consulto :) E' giusto l'esempio che fai de La noia. Un buon romanzo, secondo me, da cui è stato tratto un buon film.

Pubblicato da: angela scarparo - 22.02.06 14:13

Non è del tutto esatto affermare che non si parli di certe cose in letteratura. Forse non così spesso, ma in fondo è proprio necessario?...C'era un vecchio romanzo(vecchio per modo di dire... anni '80...)dal titolo "Amore senza fine", credo che l'autore fosse un certo Scott Spencer, in cui si descriveva una scena di sesso con contorno di mestruazioni. Ricco di particolari. Non di cattivo gusto, nel contesto della narrazione. Però ritengo anche che se tali particolari "realistici" fossero mancati il libro, che mi era piaciuto e da cui è stato tratto un film negli stessi anni, non ne avrebbe perso nulla in gradevolezza.

Pubblicato da: ramona - 22.02.06 15:12

Cara Angela, nella mia domanda - che poteva sembrare inopportuna o quantomeno fuori luogo - c'era un fondo di verità alla luce delle dichiarazioni portate avanti da Sharon Stone, ovvero che le cinquantenni lo farebbero meglio. E lei, la Stone, si dice pronta a sfidare qualsiasi velina: e l'invito è quello di non aspettare rassegnate la menopausa. Insomma, la Stone vuol essere una rovinatrice di famiglie, o perlomeno una di programmi televisivi o di film hollywoodiani; nell'intanto i suoi istinti l'hanno portata ad accavallare le gambe, come sedici anni fa? ^_____^ Speriamo seme... cioè bene, chiedo venia, un piccolo attacco d'onanismo. *_______*

In quanto ai miei dentini, be', direi che son già stato punito con la pelata, quindi i denti sono la mia ricompenza. :-)

Baci

Giuseppe

N.B.: Obbe', penso non possa far male: ma qui, Angela disturba molte e molte famiglie felici, proprio non le molla, gli sta praticamente appiccicata addosso come una bomba a mano senza la cicuta... pardon, la sicura...


http://www.biogiannozzi.splinder.com/1115624469#4726174


Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 22.02.06 17:15

le mestruazioni offendono: il buon gusto, il tatto, l'olfatto, la vista, il pensiero stesso non deve essere turbato dalla loro presenza, noi eve dobbiamo portarci questa "maledizione" da peccato originale vergognandocene, nascondendole e sentendoci impure.
siamo ancora fermi lì.
l'unico sangue femminile tradizionalmente accreditato è quello della prima notte, con tutto il portato simbolico che rappresenta (sfrondando: rito di passaggio, sottomissione cruenta della donna, biglietto d'ingresso in società del nuovo nucleo familiare come portatore di prole, e via dicendo).
il tentativo di riabilitarle come appartenenti al corpo unico del femminile, e quindi di renderle presenti al mondo delle narrazioni, all'arte, alle considerazioni quotidiane, si deve inevitabilmente scontrare con un senso di pudicizia e di "inopportunità".
ho fiducia in madri meno opprtune e in future generazioni più consapevoli. :-)

daldivano

Pubblicato da: daldivano - 23.02.06 20:34

(mi è venuta un po' didascalica... sarà il pre-mestruo :-)

daldivano

Pubblicato da: daldivano - 23.02.06 21:35

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