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27.02.06

Elogio dubitoso di Michelangelo Zizzi

di Livio Romano

michelangelo_zizzi.jpgAllora io vado in uno di questi convegni che si organizzano a Lecce, mi ci invita il per me sempre ottimo Mauro Marino, quello che anima le cose più interessanti della città, quello che fa le pulci - e sempre con intelligenza e garbo - agli eventi culturali salentini. Insomma vado. C'è Mansueto e c’è Desiati che per la prima volta incontro. C'è Piergiorgio Leaci che pure vedo per la prima volta e che, a dispetto della roba splatterissima che scrive, ha un'indole buonissima, un aspetto da zio che porta a pesca i nipotini. C'è Mauro, yes. Chi altri c'era? Non mi ricordo benissimo. Sicuramente c'era questo Michelangelo Zizzi, a me fino ad allora oscuro personaggio, rivelatosi poi ricercatore e poeta, nonché prodottosi in un intervento del quale non ricordo assolutamente nulla, tranne che un paio di centinaia di «io» associate a «funambolico», «istrionico» e altri polposi aggettivi che Egli riferiva costantemente a sé stesso. Bene. Poi lo rincontro su un treno. Ci salutiamo molto formalmente. Ognuno di noi è preso dalla voglia di ritornarsene alle sue letture e amen.

E ieri sera, nonostante la mia proverbiale smemoratezza in fatto di fisionomie (ah! ricordo un'altra cosa dell'intervento del Zizzi: che gli stavo «fisiognomicamente simpatico nonostante tutto», accettai il complimento di buon grado pur non realizzandone il senso), vado in un altro convegnino, parlo, dico, vado via, lo incoccio, lo abbraccio, ne constato la crescita di zazzera che fa moltissimo aiuto regista di Chabrol. Mi dice senza parafrasi:

«Non sono intervenuto per non metterti in imbarazzo...».
«Ma no, Michelangelo, saresti dovuto intervenire, ma che imbarazzo, avresti dato un tocco di verve alla serata...».
«No. Se intervenivo ti facevo fare una figura di merda».
«E che problema ci sarebbe stato?».

A questo punto, da questi occhi luciferini che mi punta addosso, capisco che non sta affatto scherzando. Che sul serio questo s'era partito da dove s'era partito per venire a far fare una figura di merda a me. Smetto di pizzicottargli fraternamente la faccia.

«Beh, dico io, hai sbagliato. Dovevi intervenire. Comunque sei sempre in tempo per dire quello che pensi. Dimmelo in faccia».
«Avrei detto che sei un coglione, ché, lo saprai ormai, altro non sei, tu, che un coglione...».
«E perché non l'hai detto pubblicamente?».
«Perché l'ultima volta che t'ho detto qualcosa pubblicamente tu non ti raccapezzavi più, iniziasti a balbettare, non ti raccoglievi con le parole, ho voluto risparmiartelo».
«Io non mi raccapezzavo?».
«Tu».
«E cosa mi avresti detto, e quando?».
«Lo scorso anno. Visto che sei un coglione, non hai saputo ribattere».


A questo punto lo mando a cagare con il modo che ho io di mandare a cagare la gente: girando i tacchi e andando via. Ma la cosa assumeva un che di vagamente grottesco poiché il Michelangelo continuava a gridarmi addosso: «Sei un coglione, e sta' tranquillo io lo dimostrerò».

Ora. Uno fa tre passi, poi torna e scatena una rissa. Oppure se ne fotte. Oppure chiama l'insultatore e gli chiede cosa ha fatto per meritarsi sittanta smodata acredine. Ma mi dicono che il tipo è restio a usare aggeggi quali cellulari e computer, e poiché non ho voglia di perder tempo a vergare epistole a mano da spedirgli via posta (né ho tempo tout court per questo genere di spostati che del tutto gratuitamente vengono e ti insultano davanti a una folla di studentesse del liceo giovani e carine e ammirate e agognanti nientemeno che un autografo): mi dico solo che, alla prossima occasione, raduno un po' di energumeni i quali invece ritengano che non mi sia del tutto rincoglionito (ad ognuno di questi ridicoli incontri ce ne sono almeno due o tre, e tutti della cricca di un veneziano amico mio), e andiamo all together a chiedere allo Zizzi di fare il funambolo per noi.

Ma c'è qualcosa che mi ferma. Qualcuno. È un accademico che io stimo moltissimo. Molto amato dagli studenti. Una persona buonissima. Comunista commovente ma anche sapiente navigatore di pelaghi aristocratici - come solo i comunisti commoventi sanno fare. Come può, mi dico. Come può questo Michelangelo essere allievo fedele di cotanto maestro? Ho capito male io? Zizzi era solo ubriaco e voleva fare del teatro? C'è dell'ironia che non percepisco? Le spiegazioni che mi son dato sono molte.

1. Lui è il serissimo e rigoroso studioso (ho dato un'occhiata all'abstract della sua tesi di dottorato: nessun dubbio, serissimo e rigorosissimo). Il detentore del Sapere. Colui che tribola ad ascoltare le sciocchezze che gli scrittorini come me vanno imbastendo durante questi teatrini di provincia. Colui al quale spetta il compito di rimettere a posto i tasselli della Verità sparpagliati dalle stupidaggini pronunciate da noialtri.

No problem. Io non so nulla di letteratura. Dicevo tempo fa a Rossano Astremo che leggo robaccia per sciampiste in quantità industriale e che ambisco a diventare un narratore per commessi di profumeria. Non sono nell'Accademia, e anzi con Essa ho intrattenuto un rapporto molto difficile (esattamente come Gianluca Morozzi che pure ieri sera parlava in quel siparietto, ho studiato per quindici anni legge e, a un esame dalla laurea, l'ho abbandonata). Non so fare discorsi colti perché colto non sono. Non ho letto i classici. Faccio un mestiere umile e romantico (maestro elementare). Passo la maggior parte del mio tempo ad allevare le tre amate figlie. Non ho fatto neppure il classico, e al massimo posso avventurarmi in qualche brocardo latino temendo sempre di sbagliarne gli accenti. Ma non ne faccio mistero. Lo dichiaro sempre.

2. Oppure è che Lui è un poeta, e di quella speciale specie di poeti che danno performance pubbliche. È inammissibile, dunque, che alcuno non declami "interventi" insieme molto pensosi e musicali e istrionici e poetici. È inammissibile che si spacci per scrittura la spazzatura che propala dai nostri pc, e che ci sia anche gente disposta non solo a comprarla, quella spazzatura, ma a venire ad ascoltare l'autore che conciona intorno al nulla. Anche in questo caso Zizzi avrebbe ragione. I nostri raccontini faticosi nulla hanno a che spartire con la Grande Tradizione Letteraria del Bel Paese della quale, leggo, Michelangelo è autorevole esponente.

3. È inoltre inammissibile che uno che ha avuto la faccia di culo di pubblicare un paio di libri non abbia la prontezza di riflessi, l'intelligenza, la brillantezza, la sagacia di rispondere con arguzia disinvolta ai rilievi critici mossi da autorevoli studiosi. Perfettamente d'accordo anche stavolta con Zizzi. Lo confesso. Quando sono in questi simposi spesso mi assento. Vago con la mente. Non sto ad ascoltare le ragionate e dotte dissertazioni dei miei corelatori. Io che al massimo ho potuto citare, durante il mio intervento, una canzone di Sergio Caputo: mentre loro parlano guardo le ragazze. Le loro scarpe. Le loro gambe. Guardo l'architettura. Valuto se mi piace o meno la ristrutturazione apportatavi. Sarà stato per questo che dopo l'intervento di un anno fa del Zizzi cominciai, come dice lui, a «balbettare». Perché avrò perso il filo del discorso. Perché di quel discorso colsi solo «istrionico» e «funambolico» e pensai che erano parole molto adatte alla faccia che le pronunciava con compiacimento e senso dello humour. Dunque anche in questo vengo io stesso incontro al Professore: un bel coglioncello che non apprezza la cultura alta né dimostra buone intenzioni per il futuro. Non c'è niente da dimostrare. La mia svanita vacuità è sotto gli occhi di tutti quelli che mi vengono a sentire nonché marchiata sulle cose che scrivo.

Insomma dopo arrovellamento un po' divertito un po' affannato (ce lo siamo confessato una volta con Elio Paoloni: non siamo veloci, nell'intuire le cose; non riusciamo ad assestare la battuta giusta al momento giusto; dobbiamo pensarci due giorni; magari ne troviamo una che avrebbe fatto ridere mille persone per venti minuti, ma dopo due giorni non serve più a niente; d'altro canto è giusto per questo che siamo grafomani piuttosto che performer): sono giunto alla conclusione che Zizzi aveva ragione e che il suo non essere intervenuto è stato un gran peccato. Le ragazzine del liceo ne avrebbero tratto giovamento e insegnamento. Avrebbero assistito alla lotta della Cultura contro la Cialtroneria. Avrebbero osservato la Cialtroneria estraniarsi durante le volute virtuose della Cultura. Sarebbero tornate a casa rinfrancate nello spirito. Convinte che al mondo la gentaglia vada infilzata per benino e con parole appropriate (non esclusi, ovviamente, taluni epiteti che Michelangelo deve aver mutuato come minimo da Boccaccio, per non dire del resto del Ben Di Dio che io mi sogno solo di notte di leggere e studiare e commentare).

[P.S. Scrissi questo raccontino un paio d’anni fa, la sera stessa del vivace incontro. Poi la leggenda dadaista, appunto, di questo guastatore di professione ha finito per stregare anche me, e, pur non avendolo quasi mai più rivisto, il tipo m’è diventato assai simpatico (tranne che per la sua passione per l’omeopatia, dottrina che massimamente stigmatizzo). Fra l’altro, fuori dal merito delle sue qualità poetiche, che – come detto - non sono in grado di valutare, Egli è curatore di una collana di Besa che ha fatto esorodire una pattuglia di giovanissimi versificatori, fra cui Ilaria Seclì, le cui poesie, al mio orecchio profano, suonano bellissime].

Pubblicato da giuliomozzi, il giorno e l'ora: 27.02.06 15:13

Interventi

Purtroppo Dice giusto Sgarbi. Si parli bene o si parli male di una persona, l'importante è parlarne.

e molti del settore, questo lo sanno.

Pubblicato da: Sud-ovest - 27.02.06 15:48

Mannaggia! Sud-Ovest dice parole sante.

Io mi trincero dietro un no-comment e passo ad altri argomenti... pardon, altre zizzanie.

Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 27.02.06 17:07

la retorica dell'umiltà ha sempre un buon sapore, e personalmente ci credo che lr sia arrivato a queste conclusioni(sono stato spettatore di uno degli episodi narrati). però se mi permette su una cosa lo correggo: la collana di besa a cui lui si riferisce ovvero I POET/BAR non è a cura di M.Zizzi, ma di Mauro Marino(operatore culturale e responsabile del fondo verri di lecce). zizzi ha solo scritto la prefazione per diverse pubblicazioni presenti nella collana.

Pubblicato da: angelo petrelli - 27.02.06 18:04

Collana nella quale Angelo Petrelli ha esordito.

Pubblicato da: sud - 27.02.06 18:16

sì, mi sa anche che mi hai prefatto tu, o sbaglio caro? oppure sei solo l'amico dell'amico che non è più mio amico?

Pubblicato da: angelo petrelli - 27.02.06 18:34

All'università, tanti anni fa, ho avuto la fortuna-sfortuna di frequentare la Normale di Pisa. Là dentro ne ho conosciute a vagonate, di persone così. Piene di prosopopea per una loro presunta superiorità culturale. Francamente, pallosissime e indisponenti. Ma, almeno, mi sono vaccinata contro questi comportamenti: li ritengo infantili e come tali li tratto, se proprio devo parlarci. Altrimenti, li ignoro, perché per questa gente è la punizione peggiore...

Pubblicato da: VitaDaProf - 27.02.06 18:41

Mado' Livio Romano, te lo posso dire con un linguaggio alto? Quando sento parlare persone come te, sono contenta che sono pugliese! Mo' non mi dire che tu invece non sei pugliese, che mi fai fare subito una bella figura da scema, sa? (sei pugliese o no?)

Pubblicato da: angela scarparo - 27.02.06 22:27

E' pugliese, Angela.

Pubblicato da: giuliomozzi - 01.03.06 11:22

scusami angela, ma dov'è che si usa "sa", alto salento forse?! vedi, mi suona strano.

Pubblicato da: angelo petrelli - 01.03.06 13:04

La glossa della Scarparo potrebbe riferirsi ad area jonico - salentina.

Pubblicato da: Un dialettologo - 01.03.06 13:18

Alto salento, Angelo, (che sarebbe a dire, Brindisi e provincia?), sì Alto Salento. 'Sa''... credo si usi nel..salento? Qualcuno mi sa dire perché l'accento alto-basso salentino somiglia a quello messinese (non quello siciliano, solo il messinese: es. Ma verameeeeente?)

Pubblicato da: angela scarparo - 01.03.06 14:51

Angela, Angelo: secondo me l'accento salentino assomiglia tanto a quello messinese, ma anche catanese, ed è talmente diverso dall'altro ceppo campano-lucano-barese, perché l'area ionica ha avuto storie simili, è stata invasa dagli stessi forestieri e via dicendo (vorrei dire che la Magna Grecia è qui, ma mi sembra un'enormità). Come che sia: il fatto che solo Lecce, fra le province pugliesi, risulti così vivace culturalmente (ovviamente escludendo punte d'eccellenza, come orrendamente si dice oggidì, per esempio nei Books Brothers foggiani o nel Teatro Kismet barese e tutte le iniziative che inevitabilmente una grande città porta con sé -molte si coaugulano attorno a Laterza, ma non solo: vedi l'ottimo lavoro di Mansueto con la poesia): è un fatto intorno al quale sociologi e antropologi stanno lavorando da anni. Ieri sera a piazza San Marco c'era l'ensamble della c.d. "Notte della Taranta" che sta girando il mondo, ma in generale qusta enorme metropoli diffusa che è la penisola salentina pullula di robe d'alto livello. Tie', da Zizzi siamo arrivati allo spottone turistico. Proprio da uno che un giorno sì e uno no rompe i coglioni sui giornali criticando tutto e tutti e beccandosi la nomea di "anti-meridiano" (una specie di "antitaliano" de noartri)...

Pubblicato da: Livio Romano - 01.03.06 15:07

scusami anche tu livio, ma non ho ben capito: tu sei "anti-meridiano"? mi sono sfuggiti questi articoli, mea culpa.

Pubblicato da: angelo petrelli - 01.03.06 15:25

ciao livio
sono daniele studente di lettere moderne a lecce, nonchè tuo lettore e anche elettore(!), concordo col tuo spirito: voglio dire saremo pur liberi di leggere e scrivere quello che diavolo ci pare? o dobbiamo andare a seguitare i meandri del massimalismo a tutti costi??
detto questo: non riesco a trovare il tuo libro-saggio "dove non sparano più i fucili"..ho letto le recensioni ma non ho altre notizie bibliografiche...ti sarei grato se mi dessi una dritta.
in attesa del tuo terzo romanzo
buon lavoro

Pubblicato da: daniele - 01.03.06 16:25

Caro Daniele,
lo trovi o da Big Sur o dai Koreja. E' un reportage dalla Bosnia. Un abbraccio e chiedo scusa a tutti se uso questo mezzo per comunicazioni private.

Pubblicato da: Livio Romano - 01.03.06 17:12

grazie livio!
scusa il disturbo

Pubblicato da: daniele - 01.03.06 17:34

Livio, la Taranta no! Basta! Tu dici Pugl...e subito c'è qualcuno che ti cita la Tarantola! Mi ricordo in proposito di un divertentissimo articolo scritto da Desiati, mi pare su Medicine Show. :)

Pubblicato da: angela scarparo - 01.03.06 22:07

mi dispiace doverlo fare a quest'ora
dopo una giornata dura, caro Angelo, ogni commento che leggi firmato SUD, data l'insinuazione della prefazione, non è mio, firmato LUCIANO PAGANO, non preoccuparti, stai bene, e scrivi che è meglio

Luciano

Pubblicato da: Luciano Pagano - 02.03.06 01:15

In effetti Pagano stava per entrare nella lista nera di Z.

Pubblicato da: Un informatore di servizi segreti letterari - 02.03.06 10:02


caro livio,non sono un energumeno ma in caso di duello,seppure risolto con un semplice lancio di libri,sarò uno dei testimoni al tuo fianco.Conosco la tua ineffabile umiltà e l'impegno con cui onori gli incontri a cui sei invitato.Quindi hai fatto benissimo a puntinare tutte le i della questione.
ps.a proposito del -sà- qui a ceglie messapica,entroterra brindisino,è di uso comune.

Pubblicato da: angelo ciciriello - 02.03.06 12:03

non preoccuparti luciano,
pensa a viverla la tua passione e la tua fatica. forse non ti firmi Sud nelle continue punzecchiature che lanci (chiamiamole così), anzi, forse non solo Sud, in effetti credo tu abbia diversi nick non si sa mai dove ti nascondi e perché poi.
io ricambio e ti consiglio (e vi consiglio) amichetti del profondo sud di scrivere, e scrivere tanto che in questo super-mercato di tendenze c’è spazio per tutti(anche se poi non è letteratura). certo le cose non cambieranno mai a lecce visto il vostro atteggiamento patronale e senza un’azione reale sul territorio che non sia quello che vi passano i giornali nei loro titoli ridicoli in cultura.

ps. so solo che appena insinuo o che si Sud o altro, l'anonimo sparisce dai commenti su un qualsiasi blog. solo caso forse? io vorrei vederli in faccia questi signori. dibattere in qualche serata con questi contestatori fantasma.
perché puntare su di te? è anche vero che di detrattore ne ho a bizzeffe, ma tu sei il più morboso anche se lo neghi.

so dove si usa dire – sa – volevo solo capire se gli altri si stavano divertendo o se davvero si trattava di salentini.

Pubblicato da: angelo petrelli - 02.03.06 13:21

A Ceglie c'è un amico di Z. che si chiama '....néné'. E' abbastanza conosciuto.
E poi caro Angelo Ciciriello, il buon Livio Romano, 'nella misericordia dei suoi mezzi', come avrebbe detto Thomas, non ha postato quell'articolo per mettere i puntini sulle 'i', ma per dimostrarsi simpatico agli occhi di Z.
E anche per farsi un pò di pubblicità prima del suo romanzo con Marsilio.
E ci è riuscito. Perché mi è stato detto di sospenderlo per il momento dalla lista nera.

Pubblicato da: Un informatore di servizi segreti letterari - 02.03.06 19:07

Caro Angelo, togli le dita dalla spina, non verrei fin su Vibrisse per dirti che non sono SUD se non vedessi quanto sei abbacinato;
abbi fede,
L.

Pubblicato da: Luciano Pagano - 02.03.06 23:16

"certo le cose non cambieranno mai a lecce visto il vostro atteggiamento patronale e senza un’azione reale sul territorio che non sia quello che vi passano i giornali nei loro titoli ridicoli in cultura" allora Petrelli, nomi e cognomi dato che io, personalmente, l'ultima mail che ho mandato ad un giornalista negli ultimi sei mesi è stata quella ad Enzo Mansueto per complimentarmi di Ultracorpi, o per lo meno se ti riferisci ad altro evita, ripeto, di mettermi in mezzo, per quanto riguarda i nick, come fai il critico o almeno ci provi, così fai l'investigatore, o almeno ci provi
sincero

Pubblicato da: Luciano Pagano - 02.03.06 23:33

Ciao carissimo Luciano.

Sempre i miei complimenti per Musicaos.


Fra poco ci vorrà la bussola per orientarsi con tutti questi Sud, Sud-ovest, Nord.

L'unica cosa che potrebbe seccare è il fatto che quando si attacca il nick Sud sembra l'attacco all'intero Meridione.

Seccante.

Fabrizio

Pubblicato da: Fabrizio Corselli - 03.03.06 00:04

sincero un cazzo caro luciano, lo so che sei un bravo ragazzo: ma te le consiglio - mettiti l'anima in pace – o meglio - datti da fare che sennò “la banda bardò ti scarica definitivamente”. ti sei chiesto chi sei, cosa vuoi? lo sai benissimo come stanno le cose, accontentati figlio mio, ti ho posto la mano più di una volta non l’hai accettata mi dispiace che ti senti solo. diciamocelo –sei una prima donna – ora gli psicofarmaci non ti bastano più per risolvere la situazione, né la parrucca bionda che ti ostini a portare ti copre più le corna. io non so che farmene del tuo “fare il cristiano” per bene. sei una delle mie più grandi delusioni degli ultimi anni. smettila, e non prendermi per il culo. ti fai solo del male. lascia perdere. non fa per te.

ovviamente i “titoli” non dipendono da te è chiaro: tu conti meno di zero. sono i tuoi amici garibaldini vestiti di rosso sbiadito che mi danno il voltastomaco. il tuo problema è che sei parte “impotente” di questo gioco di promesse che non saranno mantenute. sud o nord la questione non cambia: falla finita perché mi hai rotto il cazzo.

la critica non esiste sul nostro territorio, perché il nostro territorio non fa altro che nutrirsi di merda. e per quanto riguarda musicaos mi fate veramente ridere. tu non esprimeresti un’opinione sincera nemmeno sotto tortura: meglio la letteratura commerciale che almeno passa sotto le mani di un paio di editor panciuti, meglio di quella roba che ti ostini a proporre senza nessuna selezione(se non ideologica). continui a fallire. e non capisci. forse sei in buona fede. ma non serve a niente. a nessuno. sei una vera delusione, non meriti niente caro. nemmeno una pacca sulle spalle

pensa a sopravvivere. e illuditi visto che sei uno degli ultimi buoni.

scrivete, scrivete qualcosa che valga. qualcosa che rimanga - è questo che mi devi: e io ti rispetterò allora - altrimenti con i tuoi buoni sentimenti continuerò a pulirmi il culo e non solo quello.

Pubblicato da: angelo petrelli - 03.03.06 03:00

Ehilà ragazzi su! Ma che modi in casa di Mozzi! E' vero: stiamo dando uno spettacolo VIVACE della Puglia, e anche della Puglia letteraria, ma insomma su, rilassatevi, ci sono problemi più grossi nella vita... Per quel che ne so io entrambi siete degli ottimi ragazzi. Buon poeta l'uno, buon animatore culturale e prosatore l'altro. Non è che interessi A TUTTI, il fatto che non vi sopportiate, su.

Pubblicato da: Livio Romano - 03.03.06 09:32

Lo devo proprio dire, caro Angelo, ma qui si esagera, un pò di calma. Lo sai che ti stimo come scrittore ma nell'insulto creativo vince Zizzi.

Ti richiamo alla moderazione.

Inoltre, potresti dire a me personalmente, dato che scrivo anche io su Musicaos quale parte ti fa più ridere di me, a questo punto?

Grazie.

Angelo, ricordati che questo tuo exploit non inficia la mia grande considerazione che ho di te, ma così penalizzi la visione di te come persona. Pacatezza nell'animo ci vuole. Ti saranno saltati i nervi ma non mi scadere, ci tengo ad avere un buon ricordo di te.

Fabrizio

Pubblicato da: Fabrizio Corselli - 03.03.06 10:19

Mi spiace intervenire ancora su questo post, ma alcuni interventi di Luciano Pagano vanno chiariti.
Il sud, la Puglia, il Salento in particolare pullulano da un pò di tempo di energie creative smisurate.
Per restare in tema di poesia e di Salento cito almeno Simone Giorgino, Carla Saracino, Ilaria Seclì, Angelo Petrelli, Laura Sergio. Mi sentirei di aggiungere ad essi Gioia Perrone (se carburerà verso una reale 'concentrazione' oltre i vischiosi freni dela 'premessa ideologica') e il primo Pagano: mi auguro torni ai fasti di 'Venenum', la sua prima opera. Per ricordare la grande animazione culturale basti invece il nome dell'immenso Mauro Marino del fondo Verri (dedicato al grande poeta scomparso Antonio Verri).
Dei poeti che cito mi assumo la responsabilità di garantire sulla loro qualità indiscutibile e sul fatto che li si vedrà crescere, anche ad alto o altissimo livello. Nazionale o oltre. Ne sono certo. Si vedrà.
Non sono affermazioni che do così, gratuitamente, ma il risultato di una profonda conoscenza del territorio e di una frequentazione continua del loro ed anche altrui lavoro (intendo degl altri che sono sul territorio e che puntualmente leggo, ma che non ho citato).
Sugli atteggiamenti 'patronali' mi pare che si debba evocare il motto dell'asino.
Intendo dire che non ho quasi mai visto Pagano o altri della sua cricca a presentazioni anche 'consistenti' che spesso abbiamo fatto in Salento.
Inendo dire che se è vero qualcosa di ciò che dice Pagano è vero 'al contrario'. Che mi pare che chi assume atteggiamenti elitari, o, diciamocelo, da veri 'lecchini' delle relazioni culturali o letterarie sono proprio coloro che con tanto livore (spiegabile solo con una teoria etologica o antropologica) si scagliano contro quello che esiste, che si produce, che 'ha valore', autentico, coloro che puntualmente non vengono alle letture, alle manifestazioni, quelli che appena possono svicolano dalla porta di servizio, eccetera.
E comunque, non per fare il promotore turistico culturale, si venga nel Salento, si scenda e quel che qui pare mio motteggio farneticante, vi parrà reale conformazione di un territorio dedito alla creazione e allo scambio culturale, una vera isola felice, in questo senso.

Pubblicato da: Michelangelo Zizzi - 03.03.06 12:51

bene ragazzi, ho sbagliato luogo, mezzo e tono. ok?! chiedo scusa al padrone di casa e a chiunque si sia sentito offeso dalla mia genuina bassezza di modi e di interessi.

non posso dire di conoscere livio romano( a parte i convenevoli), come livio romano penso non conosca me: per altro non credo di essere un buon poeta, né che altri siano buoni prosatori o animatori culturali (e qui luciano pagano dovrebbe offendersi – perché per quanto ne so – luciano fu un buon/ottimo poeta in gioventù – non considerato – ma un poeta).
e soprattutto riguardo alla questione dell’ ”animazione” presunta o possibile e lì che parte la risata o meglio la pernacchia.

su musicaos c’è tutto è niente – collaborano tanti bravi autori, come altri assolutamente non-autori.
nella massa immensa di testi e quant’altro è facile trovare qualcosa di buono. ma poi…
comunque fabrizio non ti preoccupare non ce l’avevo con te. altrimenti non t’avrei contattato mai, né chiesto di collaborare con me, né ti risponderei visto che pretendi spiegazioni.

fabrizio non credo che morirò a breve, e non penso che ti servirà "avere un ricordo di me (buono o cattivo che sia).."

Pubblicato da: angelo petrelli - 03.03.06 12:56