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05.02.06

La croce e la spada

di Giuseppe Caliceti

calix.JPGCavriago, il paese a 8 chilometri da Reggio Emilia dove in piazza troneggia il busto di Lenin, torna a far parlare di sé. Non solo per via di Lenin, questa volta. Alcuni giorni fa, infatti, la Chiesa reggiana, su La Libertà, il settimanale della diocesi, ha scritto che si sarebbe aspettata almeno un voto di astensione da parte dei rappresentanti della Margherita - piuttosto che un voto negativo - rispetto alla proposta del Polo di esporre il crocifisso negli uffici comunali di Cavriago. Ne è seguita all'interno del centrosinistra una discussione che ha coinvolto lo stesso segretario della Margherita, Castagnetti, che ha affermato: "La posizione sul crocefisso dei credenti che si riconoscono nella Margherita non è dubbia. I consiglieri di Cavriago hanno voluto esprimere un giudizio negativo non sul simbolo, ma sulla strumentalizzazione del tema".

Sull'uso e sulla strumentalizzazione dei simboli - anche quelli religiosi - in questa cialtronesca campagna elettorale ci sarebbe molto da scrivere. E credo sarebbe un tema interessante da approfondire anche per La libertà.

Per esempio, Gabriele Fossa, cristiano non praticante, capogruppo in consiglio comunale della Lega Nord, si dice a favore dell'affissione del crocefisso nei luoghi pubblici. E, contemporaneamente, i manifesti elettorali del suo movimento equiparano la religione musulmana al terrorismo, e rappresentano una preoccupante istigazione all'odio. Per non parlare, a livello nazionale, delle affermazioni da Gerusalemme liberata del terzo millennio del vate Marcello Pera, più simili a quelle di un "crociato" al servizio dell'Unto del Signore, che di un presidente del Senato della Repubblica italiana.

Con la guerra in Iraq si è promossa a livello planetario, sia da parte di Bin Laden che di Gorge Bush, la sciagurata idea di uno scontro di civiltà - e anche di religioni. In molti, specie a destra, in Italia e all'estero, spingono irresponsabilmente l'accelleratore su questo tema, in particolare quando quando si avvicinano le elezioni. Insomma, c'è chi brandisce il crocefisso come una possibile spada, e chi invece vede in esso e nelle religioni un possibile simbolo e terreno di dialogo. Dopo le considerazioni su La Libertà rispetto alle polemiche di Cavriago, viene da chiedersi da che parte sta la Chiesa reggiana. Si astiene?

Pubblicato da giuliomozzi, il giorno e l'ora: 05.02.06 22:42

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