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19.02.06
Corpi, merci, persone, oggetti
[vedi anche l'articolo di Gabriella Fuschini in Il primo amore Merce scaduta, ripreso anche in vibrisse. gm]
Senza accorgercene, siamo sempre più immersi in un Paese che confonde indifferentemente corpi e merci, oggetti e persone. Un Paese nel quale anche i più elementari diritti sembrano messi ogni giorno in discussione. La recente sentenza della Terza sezione penale della Cassazione ha stabilito come, di fatto, uno stupro sia meno grave se compiuto su una ragazzina di 14 anni non più vergine, ne è una ulteriore conferma.
E' più che comprensibile lo shock e l'indignazione che si è creata nei giorni scorsi nell'opinione pubblica, di fronte a una sentenza che ha improvvisamente riportato l'Italia indietro di oltre cinquant'anni.
Da che cultura nasce una sentenza del genere? Probabilmente da una confusione - voluta? non voluta? - tra ciò che è un corpo e ciò che è un oggetto. E, di conseguenza, da una errata e pericolosa concezione, evidentemente ancora tristemente presente, del corpo - in particolare il corpo femminile - inteso unicamente o comunque essenzialmente come oggetto.
Se una automobile è usata, costa necessariamente meno di una automobile nuova. Se un abito è usato, deve per forza costare meno di un abito nuovo. Lo stesso ragionamento deve essere stato applicato al corpo di Maria, la ragazzina sarda stuprata dal proprio patrigno: non essendo il suo corpo "un oggetto" illibato, questo "oggetto", sembrerebbe, non poteva aver subito la stessa offesa e la stessa violenza di "un oggetto" nuovo.
Peccato che il corpo di una persona non sia un oggetto: dico una banalità, me ne rendo conto, ma evidentemente, ancora oggi, non tutti la pensano così.
Siamo tutti o quasi tutti offesi da questa sentenza, ma accettiamo ormai come "normalità" che il corpo - soprattutto, ancora una volta, quello femminile - sia considerato una merce per vendere altra merce: basta guardare la tv, la pubblicità. Maggioranza delle donne compresa.
Pubblicato da giuliomozzi, il giorno e l'ora: 19.02.06 19:23
Interventi
LA RAGAZZA VIOLENTATA A QUANTO PARE OGGI, MAGGIORENNE, CONVIVE CON IL TIZIO VIOLENTATORE. BISOGNA GUARDARE AL CASO SPECIFICO NON AI PRINCIPI GENERALI...
TRA POCO IN CASSAZIONE ARRIVA LA SENTENZA SU PREVITI. CHE SIA INIZIATA UNA CAMPAGNA DI DELEGITTIMAZIONE SULLE SENTENZE DELLA CORTE?
Pubblicato da: INGENUI - 20.02.06 08:53
un corpo di donna che ha fatto l'amore è un corpo usato?
Pubblicato da: per@ple.it - 20.02.06 09:17
Caro ingenuo anonimo urlatore (tutto maiuscolo, nello scritto, è come urlare): se non hai mai sentito parlare di mogli violentate dai mariti, sei proprio un ingenuo. E urli pure.
Caro Alberto: Caliceti sostiene appunto che, secondo la corte, "un corpo di donna che ha fatto l'amore è un corpo usato". Caliceti sostiene che così è secondo la corte, e scrive il suo articolo appunto per dire che, secondo lui, non è per niente così. (Bastava leggere l'articolo di Caliceti, peraltro, per capire questo).
Pubblicato da: giuliomozzi - 20.02.06 10:00
Ho provato, per questa questione, ad addentrarmi all'interno dei meandri aiutato da un amico avvocato e... mi sono perso. Alla fine pare che, a fronte dell'attuale normativa, la Cassazione abbia ragione e la sentenza sia stata rimandata per un vizio di forma (?) o qualcosa di simile del precedente tribunale.
Alla fine non mi è rimasto che un bohh, non ci capisco più nulla.
Mi consolava, l'amico avvocato, rassicurandomi sul fatto che questa sentenza della Cassazione non sarà utilizzabile in alcun modo per processi futuri e non farà "legislazione". Non ho ben capito il motivo...
Ma l'amaro in bocca mi è rimasto.
Buona giornata. Trespolo.
Pubblicato da: Trespolo - 20.02.06 14:49
