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23.02.06
Come si fa un riassunto fatto bene
di giuliomozzi
Riferendo al Parlamento sui fatti di Bengasi, il ministro degli Esteri Gianfranco Fini ha dichiarato, secondo quanto riferiva qui, ieri, il quotidiano La Repubblica: "E' verosimile che senza i motivi offerti dalle affermazioni di Calderoli, nonché dalla loro reiterazione con intenti apparsi provocatori, le manifestazioni di Bengasi difficilmente avrebbero preso di mira obiettivi italiani".
Faccio notare che in questa dichiarazione Fini non dice che le manifestazioni di Bengasi hanno preso di mira obiettivi italiani in conseguenza delle affermazioni di Roberto Calderoli (dice solo che chi lo pensi pensa qualcosa di verosimile: ma di cose verosimili sono pieni, per dirne una, tutti i romanzi); inoltre non definisce "provocatorie" le affermazioni di Calderoli e la loro reiterazione (dice solo che tali sono apparse ad altri); infine non dice che se Roberto Calderoli non avesse fatte e ripetute quelle affermazioni le manifestazioni di Bengasi sicuramente non avrebbero presi di mira obiettivi italiani, ma dice che (e comunque sempre su un piano di verosimiglianza) in assenza di tali affermazioni "difficilmente" (che è tutt'altra cosa) sarebbero stati presi di mira obiettivi italiani.
Il ministro della Giustizia Roberto Castelli (stesso articolo) ha così reagito: "Io credo che [questa dichiarazione di Fini] sia assolutamente inaccettabile perché in quella sede, e soprattutto un ministro, riferendosi a un suo collega deve dire le cose suffragate dai fatti: dice quello che è vero oppure nega quello che non è vero, ma che lui esponga una sua opinione di tale gravità ritengo sia assolutamente inaccettabile".
Roberto Castelli quindi non dice che ciò che Gianfranco Fini ha proposto come "verosimile" non sia effettivamente "verosimile" (e tantomeno mette in dubbio che sia "vero": nessuno, infatti, sostiene che sia "vero"): dice invece (ed è tutt'altra cosa) che riferendo al Parlamento sui fatti di Bengasi Gianfranco Fini doveva riferire "fatti" e non "opinioni": ossia dire "Questo è vero, questo non è vero" e non "Questo è verosimile", "Quelle di Calderoli erano o non erano provocazioni" e non "Quelle di Calderoli sono apparse ad altri delle provocazioni", eccetera.
Sempre La Repubblica riassume oggi in questo modo (peraltro tra virgolette, cioè come se si trattasse non di un riassunto, ma di uno stralcio) ciò che Fini ha detto ieri: "Senza le provocazioni di Calderoli, le violenze di Bengasi non ci sarebbero state".
Pubblicato da giuliomozzi, il giorno e l'ora: 23.02.06 11:26
Interventi
Dovresti insegnare logica.
Pubblicato da: Vincenzo - 23.02.06 12:20
poi, detta così "È verosimile che ... le manifestazioni di Bengasi difficilmente avrebbero preso di mira obiettivi italiani" sembra anche che le manifestazioni ci sarebbero state comunque, più facilmente contro obiettivi non italiani. no?
Pubblicato da: monica - 23.02.06 12:22
Monica l'integralismo islamico (che alcuni chiamano più correttamente integrismo o islamismo) non è una invenzione nostra, esiste (anche se è una piccolissima minoranza) ed è un problema per molti governi del medioriente e del nordafrica. Si è sviluppato contro i governi, i regimi, dei loro paesi, che sono (o erano) laici (ad es. algeria, egitto, libia, iraq, siria ecc.). Un po meno dove ci sono monarchie (come marocco e giordania che discendono direttamente da maometto).
I governi di quei paesi hanno fatto continue stragi di fratelli musulmani e religiosi (famoso è l'episodio della città di Hama dove nel 1982 furono uccisi 15.000 militanti dei fratelli musulmani, alcuni erano solo oppositori politici, ma si sa che in quei casi....). Chiaro che questi paesi sono sempre sul punto di esplodere in manifestazioni, non aspettano che una scusa, sia da una parte che dall'altra, da parte dei regimi per far vedere che poi alla fin fine hanno il paese sotto controllo, da parte dei militanti integristi per acquistare nuovi adepti.
Tra l'altro gli integristi si sono allargati sostituendosi alle carenze dello stato, nella sanità nelliistruzione ecc.. Ti faccio un esempio: in egitto le donne per frequentare l'università devono fare lunghi tragitti (pericolosi per donne sole) e allora molte rinunciano. Gli islamisti offrono, gratis, servizi di trasporto per sole donne, ma in cambio chiedono il velo ecc. Uguale fenomeno è successo nei territori palestinesi, dove hamas ha fornito molti servizi sociali in questi anni.
Fino alla prima guerra del golfo l'odio per l' occidente non esisteva, o esisteva in maniera del tutto marginale. Dopo è stato una slavina, da quando poi un gruppetto di pazzi insediatosi al pentagono (neocons) ha deciso che andava creato a tavolino uno scontro di civiltà tutto è precipitato nell'irrazionalità.
Gli scontri di bengasi (dove non a caso è concentrato, e non da oggi, tutto il dissenso a Gheddafi dissenso che oggi si presenta in gran parte come religioso) ci sarebbero stati ugualmente se non oggi domani. Ovunque ci sarebbero stati, ma la storia delle magliette e di caldaroli è stata la miccia. Ora chi conosce qualcosa, anche minimissima, sapeva bene che sarebbe successo, gli integristi non avrebbero smosso masse vistose (i loro veri seguaci sono o erano 4 gatti) senza l'offesa provocatoria al profeta (che funziona sempre su masse disperate). La religione è rimasta l'unica speranza di molte popolazioni, noi non possiamo e non vogliamo, capirlo ma è così. Se noi ci comportiamo rozzamente e da razzisti cinici e beotamente "atei", come ci stiamo comportando, andiamo incontro a scontri di cui faremmo tutti volentieri a meno.
L'immigrazione non la fermi, ormai è chiaro, non ci riesce neppure la legge bossi fini (e non credo se ne possa fare una peggiore) e allora deve tornare la politica, deve essere colta, sensibile e intelligente e non da paroloni da bar e soprattutto cercare di conoscere quel mondo che da noi dista poche ore di viaggio in mare.
L'integrismo non è un problema religioso (l'islam non c'entra, ce'entra solo indirettamente) è un problema prima di tutto politico
Basta con le guerre e basta con le provocazioni marziali costruite a tavolino.
Con la nostra politica irresponsabile
Abbiamo crato una tale situazione che in ogni paese musulmano si facessero elezioni libere ora vincerebbe il partito religioso, ma questo è colpa nostra e solo nostra.
geo
Pubblicato da: georgia - 23.02.06 13:11
Georgia, come al solito mescoli considerazioni accettabili con opinioni personali discutibili.
E' inaccettabile che sia attribuito ai paesi occidentali l'attuale stato socio-politico della maggiro aprte dei Paesi Arabi. Sono nazioni con ricchezze spropositate (mai distribuite e concentrate in poche mani), spesso superiori alle nostre, e non vedo come l'occidente possa, se non con azioni di esproprio (??) dei beni e ridistribuzione, mofidicare la situazione di quei Paesi che devono la loro situazione a una politica ecnomica interna (!!) disastrosa che mantiene livelli di analfabetismo inaccettabili e, quasi sempre, superiori al 50%.
Attribuire tutto questo all'occidente è da "miopi" (e sono gentile), così come è da "miopi" attribuire la ripresa dell'estremismo islamico a noi occidentali. Noi siamo la scusa, il punto debole sul quale andare a triangolare la revisione socio-economica e politica di scelte interne.
Buona giornata. Trespolo.
Pubblicato da: Trespolo - 24.02.06 12:53




