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20.02.06

Bingo Bongo

Ieri, domenica 19 febbraio, ero allo Stadio Olimpico, come tutte le domeniche in cui la Roma gioca in casa dal 1974. Questo per dirvi che non sono obiettivo.

Alle 15.08 Francesco Totti si rompe una gamba, non sfuggendo – probabilmente – al destino che lo vuole uno dei più grandi calciatori europei di tutti i tempi, ma anche il più grande degli incompiuti a livello di palmares. Giocare nella Roma, certo, non lo aiuta. Ma con la Nazionale avrebbe potuto prendersi delle soddisfazioni. Nel 2000, agli Europei (quelli del suo famoso “cucchiaio" su calcio di rigore), l’Italia si vide soffiare la coppa dai francesi all’ultimo minuto di recupero. Due anni dopo, ai Mondiali coreani, il capitano della Roma arrivò debilitato da un infortunio dopo la sua migliore stagione in assoluto. E agli Europei del 2004, si autoescluse dopo pochi minuti, per via di uno sputo rifilato al danese Poulsen.
Tutto fa pensare – purtroppo – che anche i prossimi Mondiali tedeschi non saranno i mondiali di Totti. Ci sono, ovviamente, tragedie peggiori. Eppure, per chi ama lo sport, è sempre una tristezza assistere agli strani scherzi della fortuna abbattersi su un campione e condizionarne la carriera.
Per chi ama lo sport, ho detto. Il fatto è che molti, lo sport non lo amano. Con buona approssimazione, il sessanta per cento dei giornalisti sportivi, ad esempio.
Prendete il Corriere della Sera del 20 febbraio. Ecco come Stefano Petrucci riporta le parole di Totti appena arrivato nella clinica in cui dovrà essere operato: “Che ciò? Che me ‘so fatto? Me ‘so rotto tutto, no? Diteme la verità. E se se po’ fa, operateme subito".
Adesso, che l’accento di Totti tradisca chiaramente le sue origini capitoline, direi che è un fatto. Ma che bisogno c’è di buttare tutto in macchietta come ha fatto Petrucci (e molti altri cronisti di calcio da dieci anni a questa parte)? Non mi risulta che nel campionato italiano di Serie A militino accademici della Crusca: ma s’è mai visto un simile trattamento, che so, nei confronti del maccheronico italiano di un Vieri, della melodiosa inflessione patavina di un Del Piero, della parlata partenopea di un Cannavaro? Sempre sul Corriere, quello stesso giorno, così veniva riportato uno sfogo del brasiliano Adriano: “Tutte le volte che non vanno bene le cose, si parla sempre di altro, che non c’entra nulla col calcio. Questo mi dà fastidio e mi intristisce". Chi avesse visto il centravanti dell’Inter in televisione, avrebbe ascoltato questo: “Tuta vuota ke cosa nun van ben, sempe se fala de atro, nunca sentra col calgiu".
Domani sarà la Giornata Internazionale della Madrelingua, evento istituito dall’Unesco nel 1999 con lo scopo di proteggere a promuovere la diversità linguistica e l’istruzione plurilingue. Non vorremmo che la celebrazione venisse fraintesa e che si tornasse al famoso “Bingo Bongo stare bene solo in Congo"…

Pubblicato da , il giorno e l'ora: 20.02.06 10:19

Interventi

Non sono tifoso come te, Leonardo, e seguo assai poco il calcio. Quanto scrivi è giusto, ma non dimenticare che Totti ha venduto un sacco di copie con il suo libro di battute e barzellette in romanesco e un po' questo libro gli è rimasto addosso.

Simpatico, il tuo pezzo.

Bart

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 20.02.06 10:32

er pupone s'è fermato. Petrucci, almeno in questa circostanza, sta al buongusto, come io al Pulitzer. Carry on ! Ce la faremo anche senza.

ps. da morire, se a Petrucci venisse richiesto di decrittare l'aulico slang, osservante dell'ortodossia dei congiuntivi, che so, di Biscardi, no ?

Pubblicato da: cletus - 20.02.06 10:46

Leo, l'è propi vera, te g'ha resùn! ;-)

Pubblicato da: gianni biondillo - 20.02.06 16:47

a colombà, er pupone tuo è un ciccio cordova co' e vitamine. finchè sta da voi dove vuoi che và?
forza lazio.

Pubblicato da: Luciano Freud - 20.02.06 17:03

Io invece spero che siano davvero i Mondiali di Totti.. il pupone sembra maturato e merita una grande occasione

Pubblicato da: slot - 20.02.06 22:11

Totti ha fatto una scelta di vita: quella di restare nell'A.S. Roma. Di diventare una bandiera giallorossa. E va da se' che avrei sinceramente voluto vedere questo grande erede italico di Eric Cantona, un giorno o chissà, con la maglia nerazzurra. Pazienza, non si può aver tutto dalla vita. Eppure sono convinto che Totti ce la farà. Si sottoporrà alle cure con una pazienza ed un'energia impensabili, e soprattutto si preparerà per darci un mondiale imperdibile. Questa è la sua ultima occasione, per dimostrare come si è campioni dentro e fuori dal campo. Ma lui lo è già, e lo sta dimostrando, a dispetto di certo giornalismo di stampo più macchiettistico che di cronaca, che non va invece ad indagare (basta prendere un volo Roma-Nizza...) i comportamenti reali di chi si mangia i gol e (secondo quanto mi riferiscono amici "ventemigliusi") si fa le ciucche di superalcolici nei locali "in" di Monaco, e crede ancora di rientrare nell'elenco finale di Lippi...

Pubblicato da: Achille Maccapani - 21.02.06 22:09