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06.02.06

Barbe, Madonne, privilegi e comodità o de La comodità di sfottere i santi altrui

di Angela Scarparo

Non sto dicendo di volere a tutti costi la libertà di disegnare la Madonna a gambe aperte, mentre si sottopone a un aborto. E che mentre lo fa magari (nel senso di forse!) bestemmia. Non me ne frega niente di queste libertà. Spero di non dover mai essere costretta, ad arrabbattarmi - magari con altre compagne, quindi condividendo ansie - per descrivere una situazione di disagio. Spero semplicemente di doverne affrontare - cosa che credo sperino tutti, anche se si rivela spesso solo una beata speranza! - il meno possibile di disagi. Giustamente, no? Spero quindi che, a proposito di aborto, in Italia ogni donna continuerà a essere libera di praticarlo ogni qualvolta lo riterrà necessario.

Non credo però che la destra italiana, o quella americana se ne starebbero zitte, a ridere, e ad acclamarmi come una grande ridanciana, se le mie vignette con la Madonna sotto i ferri a gambe aperte con un bel ghigno sulla faccia - come a volte è nella realtà femminile quando si tratta di ferri - avessero un minimo di visibilità. Se comparissero cioè su qualche quotidiano nazionale. Non credo che invocherebbero, ridendo con me, la libertà di stampa, come hanno fatto nel caso delle vignette danesi. Ma può essere. Perchè non pensarlo? Può essere, sì, che io viva in un paese molto più libero di quel che non immagini. Nel qual caso sarei disposta a scusarmi. "Mi scuso", direi, "per averlo solo pensato, che le vignette con la Madonna che abortisce, sarebbero state ritirate e io denunciata!". Sarebbe un bel paese. Mi scuserei io, sì. Peccato però. Non credo che andrebbe così. Credo che - a torto o a ragione - non tanto la chiesa, quanto i credenti, chiederebbero a gran voce il ritiro delle vignette della Madonna e segnerebbero me a dito, piuttosto. Così è più palusibile, sì. Sarei considerata una blasfema, credo. E, be', il mio dire, "La libertà di stampa! Di opinione!", suonerebbe come una canzone vecchia e stonata. Stonata, e di cattivo gusto, soprattutto. I cattolici, si sa a differenza dei beduini, hanno sempre avuto buon gusto e si sono sempre alleati con gente bene. Non tutti, è chiaro. Non tutti. Questo per dire che anche in paesi dove la libertà di stampa viene proclamata e difesa a rischio di creare un pandemonio, ci sono poi argomenti tabù, miti e personaggi - non sto a dire se sia giusto o no - che vanno rispettati. Ci pensano, i difensori della libertà di opinione a tutti i costi che fa comodo e piacere alle destre fomentare l'odio per il diverso? Ci pensano che in Europa oggi il diverso è soprattutto il barbuto con il turbante in testa? Se si rendono conto di questo, i paladini, mi va bene anche che, le impongano le loro comodità. Mi va bene anche la loro ingenuità. Mi va bene che ingenuamente non si rendano conto che una comodità - come potrebbe essere la libertà di opinione - è davvero tale solo quando non comporti un disagio per troppi. Se no, una cosa così, una cosa imposta perchè piace a te, non si chiama comodità, si chiama - si è sempre chiamato - privilegio.

Pubblicato da Angela Scarparo, il giorno e l'ora: 06.02.06 23:45

Interventi

Restringiamo l'attenzione all'Italia: nel recente passato la destra ha messo a tacere Paolo Rossi, Sabina Guzzanti, Paolo Hendel, Daniele Luttazzi e altri. Immagino che la loro satira potesse urtare la sensibilità di un bel po' di gente in Italia. La maggioranza degli elettori, a giudicare dalla composizione del parlamento.

Se la sinistra incomincia adesso a fare distinguo sulla libertà di stampa, su ciò che è satira e ciò che è offesa, si forniscono alla destra argomenti per il prossimo caso di censura in Italia.

Cedere ora di un passo sulla difesa di questo diritto, significa indebolirne le fondamenta, con possibilità di crollo al prossimo urto.

Pubblicato da: Pensieri Oziosi - 07.02.06 01:18

Fosse per me, Pensieri Oziosi , sarebbe (è) tutta una satira! Quello che dico è proprio il contrario, e cioè: non facciamo 'a chi figlio e a chi figliastro'.
Non dobbiamo cioè invocare la libertà di stampa solo quando ci fa comodo, ma sempre, anche quando a essere offesi siamo noi, e i miti o i non-miti che ci appartengano. Non vedo il motivo di pensare a strategie, convenienze, motivi. Ricordare alla destra (in Italia e fuori) che questo principio della libertà deve valere sempre e per tutti.

Pubblicato da: angela scarparo - 07.02.06 01:24

Scusami, non avevo capito che anche tu fossi tra i "difensori della libertà d'opinione ad ogni costo". Bene, siamo d'accordo allora.

Pubblicato da: Pensieri Oziosi - 07.02.06 01:46

Non mi piace la frase 'libertà d'opinioni ad ogni costo'. E' una lbertà anche questa, no? Non mi piace la retorica. Preferisco gli esseri umani.

Pubblicato da: angela scarparo - 07.02.06 10:49

Non capisco più cosa significhi libertà di stampa, quando tocca dei tabù; e che molti islamici praticanti abbiano il tabù della rappresentazione figurale della propria divinità, è un dato di fatto. Figuriamoci satirizzandola all'occidentale! In Italia, ad esempio, abbiamo ancora il tabù sessuale per la donna (dire che Tala dei Tali è una zoccola conclamata, sui media non l'ho mai visto, anche quando è superiore ai meriti di lavoro o civili) e quello della reputazione per l'uomo (dire che Tal dei Tali è un ladro conclamato, sui media non l'ho mai visto, soprattutto quando da ciò dipendono le presunte virtù e fortune). Chi si azzarda a sollevare gli altarini viene qui abbondantemente martellato per via di manganello giudiziario, che è una forma presuntamente civilizzata del bruciabandiera. Di cosa stiamo parlando allora, in relazione alle vignette danesi? Credo, della legittima paura di ritrovarci la guerra in casa, quale che sia il pretesto (che resta sempre un semplice pretesto, anche quando finisce sui libri di scuola col termine di "casus belli").

Pubblicato da: GiusCo - 07.02.06 11:05

GiusCo, non so se faccia parte della mia retorica di stare sempre dalla parte del più debole, e di vivere come una caduta di stile (ognuno ha il suo!) l'appoggiare (in tutte le controversie, dalle piccole alle grandi! è proprio una forma paranoica che ho) quello più forte nelle controversie, ma il caso delle vignette mi ha avvilito.
Sentir serpeggiare anche fra persone che non hanno mai proclamato il Primato dell'Occidente, la vocina "E, va bene tutto, ma adesso state proprio esagerando!" (rivolto ai cosidetti beduini) a me, mi fa ansia. Mi fa venire voglia di inginocchiarmi sul tappeto e fare i salamelecchi. Giuro.

Pubblicato da: angela scarparo - 07.02.06 11:16

Sì, Angela, è fuor di dubbio che le vignette potevano risparmiarsele, in Danimarca; così come è fuor di dubbio (per me) che dall'altra parte si tratti di un'ennesima miccia volutamente cavalcata dagli appiccafuoco estremisti. Vogliono la guerra.

Pubblicato da: GiusCo - 07.02.06 11:24

Qualcuno ha fonti che contraddicono questa intervista?

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2006/02_Febbraio/06/vignette.shtml

Scusate, ma folle inferocite sobillate da oratori invasati a me non piacciono proprio. Come non mi piace il monopolio della verità, televisivo o religioso che sia.
Angela, attenta che non prendano i tuoi salamelecchi per satira anziché per solidarietà :-)

P

Pubblicato da: Paolo S - 07.02.06 11:36

In generale non mi piace pensare che gli altri capiscano meno di me, Paolo. Se mi metto sul tappetino lo faccio per solidarietà. Non vedo perchè una o uno dovrebbe essere così stupida(o) (?) diversa(o) (?) da pensare che stia sfottendo. Non capisco cosa vuoi dire. Esattamente come quelli del tappetino.

Pubblicato da: angela scarparo - 07.02.06 12:03

paolo s, tranquillizzati il paladino della libertà d'espressione Flemming Rose che ha scatenato tutto questo (e non a caso) è un amico di daniel pipes non un candido volterriano libertario ;-)
g.

Pubblicato da: georgia - 07.02.06 19:52

Non lo so. A volte vorrei essere una 'sciura' di quelle della pubblicità (signora), quelle che parlano solo con gente (giovani e vecchi, maschi e fewmmine, ma solo della stessa classe sociale) al loro livello, per parlare liberamente e senza tema di offendere nessuno. Vorrei esserlo per poter dire, "Ma caspita ragazzi, la vita l'è minga una partitella di tennis, eh? State minga lì impalati, bei fijeu! Ma non vedete che è paura quella che vi costringe a dire certe cose? Ma aprite gli occhi, no? Siete donne, uomini, ormai!". Forse se mi ci metto ci riesco a diventarlo. "Ma si poteva immaginare o no, con uno sforzetto che la destra ci si è messa di buzzo buono per farci dire, adesso basta! Dalli al turbante!". In quanti, ci siamo cascati? Uei, e qualcuno ancora insiste! La libertà del menga!

Pubblicato da: angela scarparo - 07.02.06 23:29

Angela, non se la cosa può darti conforto, ma sono d'accordo con te. Il perché ho provato a dirlo di là da me, e lo risparmio volentieri all'inclito pubblico di Vibrisse. In breve: qui la libertà di espressione c'entra poco. Far passare tutti i musulmani per terroristi, come fanno le "vignette danesi", è un discorso razzista, e personalmente non ho alcuna voglia di difendere la libertà di fare e divulgare discorsi razzisti.

Pubblicato da: Luca Tassinari - 07.02.06 23:39

Luca, ti ringrazio del tentativo di conforto. Però non serve. Per fortuna mi esaurisco tra una riunioncina e l'altra, così adesso lo dico: basta. Mi sta sulle palle l'atteggiamento di certa sinistra: bilancini, strategie, pesi, misure, "Dico questo così succede quello (a proposito di Dio!)! Mi muovo di qua così mi sposto di là! Sparo 'sta cagata così prendo quei tre voti! Appoggio 'sta scema così prendo i cinque voti de su'zia! Mi tengo 'sto corrotto che mi serve per un voto e mezzo!". Una cagata pazzesca. E così per questa storia delle vignette che, meno male (ci mancavano!) ha acceso 'focolai' qua e là. Ha tenuto in piedi e alimentato dei bei pregiudizioni-oni-oni che meno male, ci servivano! Ma passa, eh? Tutto passa.

Pubblicato da: angela scarparo - 08.02.06 08:23

"The cartoons were largely unnoticed outside Denmark until a group of Muslim leaders there made a point of circulating them, along with drawings far more offensive than the relatively mild stuff actually printed by the paper, Jyllands-Posten. It's far from the first time that an almost-forgotten incident has been dredged up to score points with the public during politically sensitive times"

(International Herald Tribune del 7 febbraio)
(vedi mio blog)

Pubblicato da: Lucio Angelini - 08.02.06 08:54

Lucio, aridaje: ma perchè in Italia se insulto la Santa Vergine sono una che non ha gusto, e se sfotto i Santi Musulmani sono un fico? Cosa c'entra il pretesto? Certo che è un pretesto. Chi ti contraddice? Non bisogna essere un esperto di politica internazionale, per dirlo.

Pubblicato da: angela scarparo - 08.02.06 09:20

Un conto è dire che non si ha gusto, un conto ammazzare incendiare estendere l'ira all'Occidente intero. Ma andassero a cagare, 'sti fondamentalisti, islamici o di qualunque altra religione o fede religiosa o politica.

Pubblicato da: Lucio Angelini - 08.02.06 10:18

Va bene.

Pubblicato da: angela scarparo - 08.02.06 12:56