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14.12.05

L'Angelippica e Raboni

di Angela Scarparo

A proposito dei blog e delle lobby (congreghe, conventicole chiuse, feudi), posso provare a fare un poco l'anziana piena di esperienza? Bene. Ci provo. Mi è venuto in mente un episodio. Provo a usarlo.
Protagonista: Giovanni Raboni. Location: il cortile della casa editrice Guanda di Milano. Epoca: inizio degli '80. Spettatori: 5 di cui 1, (come giovane redattrice) ero io.

Il povero (e non simpaticissimo a essere sinceri) Raboni, allora responsabile di una collana di poesie, veniva periodicamente inseguito da nugoli di poeti. Probabilmente fra questi ce n'era anche qualcuno bravo. Una volta, inseguito da uno di loro, sul portone della casa editrice, il Raboni si fermò, si girò e chiese al poeta, "Ma lei cosa vuole da me?". "Io con lei voglio parlare", rispose il poeta. E aggiunse, guardandolo in viso, "Voglio parlare con lei, perchè lei dice di essere democratico, e parla di cose democratiche nei suoi libri, e coi suoi collaboratori, e allora se tutto questo è vero, lei deve parlare anche con me, perchè io ho bisogno di parlare con lei!" Il Raboni ci pensò un po' su, poi rispose, "No. Lei deve leggere i miei libri, se ha bisogno di parlare con me. Primo perchè io sono molto meno interessante delle cose che scrivo. E secondo perchè lei, è per via dei miei libri che mi conosce...". Il poeta non se ne andò, anzi, lo insultò ancora di più, e cercava in tutti in modi di convincerlo che non era affatto democratico come diceva, e che lui, il poeta, glielo aveva dimostrato. Questa favoletta che non ho mai più dimenticato, in questo contesto mi serve per fare alcune domande:

Perchè si vuole entrare nella lobby, se si proclama già di prima di esserci entrati, l'esistenza di tale lobby? Che c'entra l'amore per la letteratura con il voler far parte di questa lobby? Perchè non si vivono in modo rilassato cert blog, anzi come un modo (un'opportunità) di avvicinare i Raboni di turno senza dover fargli la posta sotto i portoni? Perchè non si vivono certi blog come mezzi per imparare dai Raboni come fanno il loro mestiere? Perchè non si vivono certi blog come mezzi per chiedere a Raboni bibliografie, informazioni, consigli? Perchè non si vivono certi blog (molti lo fanno, è chiaro) come un mezzo per conoscere (e confrontarsi con) altri blogger, come noi? Perchè si presume sempre di non valere abbastanza? Perchè si prova il desiderio di far vedere a Raboni che noi sappiamo molto, ma molto più di lui e che il suo posto è immeritato? Perchè si vuole essere continuamente giudicati e accettati da Raboni? Perchè perchè se un Raboni e una Rabona (o due Raboni) si parlano in modo confidenziale si tende a pensare non che stiano parlando di cazzi loro, ma che stiano parlando di noi? O che prima o poi parleranno (male) di noi? Perchè certe richieste di attenzione vengono mosse solo su certi blog e non su altri, magari meno visitati, o gestiti da personaggi meno Raboni, diciamo così? Perchè coi nostri amici non usiamo lo stesso tono che usiamo coi Raboni dei suddetti blog?

Fine dell' Angelippica.

Pubblicato da Angela Scarparo, il giorno e l'ora: 14.12.05 16:26