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26.12.05
Di un Natale giuliano, innevato e leninista
di Babsi Jones
La notte di Natale è tale e quale dappertutto. C’è sempre questa situazione di indistinta mestizia, uggia o malinconia, non saprei; come il sentore di aver perduto qualcosa che avrebbe potuto essere utile e non ricordarsi neppure di che si tratta. Sono tutti lo stesso, questi giorni-modello: il primo di scuola e l’ultimo dell’anno, la notte di ferragosto e la vigilia di Natale. O forse è la mia percezione laica, che coglie solo gli sguardi che strisciano via solitari, le facce incupite, un’attesa che non porta mai granché di cui essere felici, niente di niente da nessuna parte. Ai piedi di un grattacielo nel bulevar i vecchi sono raccolti per onorare il fuoco che consumerà le foglie e i rami lentamente; c’è forte sapore di rito pagano e kuvana rakija/кувана ракија: grappa bollita. Il viale un tempo era intitolato a Lenin: ora ha preso il nome di una dinastia regale dell’antica Serbia, quella fondatrice.
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Pubblicato da giuliomozzi, il giorno e l'ora: 26.12.05 07:26




