« Dopo Carosello / Buon Caos e Felici Emozioni | Main | Romano Bilenchi: Conservatorio di Santa Teresa (1940) »
22.12.05
Conversazioni (un racconto)
[Il circolo Walter Tobagi, che dal febbraio del 1995 organizza a Mestre (Ve) presso l'Hotel Bologna un Laboratorio di scrittura creativa, ha deciso di festeggiare i dieci anni di attività pubblicando un volume di racconti scritti dai frequentanti e dedicati proprio all'Hotel Bologna. Il titolo è: Non disturbare. Il sottotitolo è: Scritture in corso. L'editore è: Nuova dimensione. La prefazione è di: Tiziano Scarpa. Centosessantatré pagine - arricchite da una bella fotografia di Luigi Tirittico - per dodici euro. Il libro è piacevole da leggere; il livello, come sempre in questi casi, è assai vario; ma almeno un paio di racconti sono davvero notevoli. In accordo con il circolo e con l'editore pubblico qui il racconto Conversazioni, di Andrea Rasa. gm]
Conversazioni, di Andrea Rasa
Ecco, adesso mi metto seriamente, lascio da parte le distrazioni, chiudo la porta a chiave e abbasso le tapparelle. Faccio una luce decente. Mi rilasso facendo scendere le spalle, contraggo i muscoli trapezoidali e li distendo. Lo faccio due o tre volte fino a che mi sento pronto, calmo, rilassato, perfettamente padrone di me stesso. La mia volontà è solo mia, io la comando e le ordino di seguirmi, sempre io. Sono convinto della mia volontà, almeno ci provo. Invece mi appoggio sul tavolo, con i gomiti puntati, non serve a niente, è un inganno per farmi credere che sia possibile. Nella stanza tutto mi rassicura, la sveglia è sul comodino, la televisione è regolata a basso volume. La volontà è solo mia, lo penso, lo voglio. Ma non serve a niente volerlo, non è possibile volere niente. Penso a Grazia e ai suoi amanti.
Le piacerebbe legarmi, mordermi, le piace succhiare fino allo sfinimento. Non lo ha mai detto a nessuno. Grazia ha segreti che una volta confessati diventano desideri, e non c’è niente che mi dia più piacere che conoscere i suoi desideri. Non so quando un suo segreto cessi di essere tale, quante persone devono conoscerlo perché si possa tranquillamente dire che ha smesso di esserlo, forse è solo una questione di persone giuste. Io conosco i desideri che Grazia non dice e altri di cui riesce a parlare. Me li racconta mentre ceniamo in un ristorante, davanti a una bottiglia che si svuota troppo velocemente. Guarda un punto sopra la mia testa, in fondo alla sala e io lo seguo involontariamente, cercando di capire che cosa sta guardando. Qualche volta i suoi pensieri sono i suoi segreti. Per giocare alla pari io le racconto i miei. [...]
Pubblicato da giuliomozzi, il giorno e l'ora: 22.12.05 06:22




