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12.11.05

Lucio Angelini: Grande, Grosso e Giuggiolone (1994)

di Bartolomeo Di Monaco

Lucio_Angelini.jpgÈ un storia destinata ai ragazzi, ma non solo. Come tutte le storie rivolte alla piccola età, esse hanno sempre qualcosa da insegnare anche ai grandi. Non è facile, come comunemente si crede, scrivere una storia adatta ai ragazzi. Troppi equilibri devono essere messi in conto, troppe rigidità della mente, soprattutto se acculturata, debbono essere sciolte per fluire in un linguaggio in cui tutto ciò che sappiamo, tutto ciò che vogliamo esprimere, scorra fluido e lento appena sotto le parole. Lucio Angelini ha scelto di percorrere questa strada difficile. Il suo carattere giocoso, la sua intelligente e mai spocchiosa disponibilità all'ascolto, la sua innata ironia, che gli consente di ammorbidire le asprezze di cui è strapiena la realtà, ne fanno un autore predisposto a tessere quel filo delicato e tenero che unisce i ragazzi alla vita. Questo libro ne è una prova.

Contiene due fiabe. La prima, che dà il titolo al libro, ci presenta Dario, un ragazzino che ha letto molte fiabe, ne ha la mente stracolma, ed ora vuole scriverne pure lui una, ma di quelle che resteranno per sempre, un capolavoro, come Cenerentola o Pinocchio o Il brutto anatroccolo. Si deve, però - ragiona - cominciare dal titolo, perché se il titolo è buono, tutto scorrerà più facilmente. E la fortuna gli viene incontro proprio quando disperava di trovarne uno adatto. È la mamma a fornirglielo, allorché, rimproverandolo, lo chiama: Grande, grosso e giuggiolone. È il titolo che cercava. Ora si può cominciare, ma anche un buon inizio è importante quanto un buon titolo. Fa vari tentativi, dopo che ha deciso che questi tre aggettivi diventeranno i nomi dei suoi tre personaggi, ma con una caratteristica da contrappasso: Grande sarebbe stato il più piccolo, Grosso il più magro e Giuggiolone “il più riflessivo e maturo”. È una specie di vendetta che il ragazzo si prende nei confronti dei grandi, autoritari ed intransigenti. Essi decidono di fare un viaggio della durata di un anno (il viaggio del “cambiamento”, annota l'autore, è presente in quasi tutte le fiabe); camminano insieme fino a che non giungono ad un trivio e si dividono.
È questa l'occasione per offrire a Dario l'opportunità di seguire ad uno ad uno i suoi protagonisti e all'autore del libro di inserirsi nella storia per puntualizzare i vari momenti della scrittura di Dario. Se questo espediente può rischiare di appesantire lo svolgimento della storia, il suo fine di entrare dentro i meccanismi di un racconto, per mostrarne lo scheletro, la struttura e renderla quindi accessibile agli altri (che poi sono i lettori tutti, e i ragazzi in particolare, desiderosi tra i primi di trasformarsi in narratori di fiabe) rende questa soluzione originale e da condividere.
L'anno è finalmente trascorso e i tre fratelli tornano a casa. Li abbiamo lasciati mentre compivano la loro avventura raccontata da Dario, il narratore, ma tornati a casa, accolti dai loro genitori con un abbraccio, si siedono alla tavola e ciascuno narra la propria storia, colmando i vuoti e le incertezze che avevano colpito Dario, ossia diventano narratori essi stessi; non solo, ma grazie ad un anello “magico”, i personaggi agiranno sull'autore e gli chiederanno di trasformare il loro viaggio (che è stato piuttosto sterile, a prima vista, e contrario alle regole della fiaba) in una crescita da “vincitori”. Da questo contatto, che risolverà le incertezze di Dario come autore della storia, egli stesso conseguirà una maturazione personale.

Il secondo racconto trae il titolo - con una piccola modifica - dalla celebre fiaba di Hans Christian Andersen: La principessa sul pisello, ma qui il principe, che nella celebre fiaba resta in ombra e si sa solo che andava cercando con impazienza una moglie, è un fannullone che a tutto pensa fuorché a legarsi ad una sposa. Sono i genitori a tormentarlo, e soprattutto la regina, finché non hanno la meglio. Il principe esce sulla sua carrozza e va in giro, senza però mai mettere piede a terra, sbirciando qua e là in cerca di una ragazza piacente, che fosse anche - come lo aveva ammonito la regina - di sangue reale. La ricerca è infruttuosa e, come accade nella fiaba di Andersen, sarà in una notte di tempesta “come non se ne ricordavano da un pezzo” che avviene il miracolo. Si sente bussare alla porta e la serva (badate, non il re come in Andersen) va ad aprire. È una principessa che si è persa in quella notte terribile e nera, e la serva la conduce dai sovrani. La regina si propone di preparare lei il letto della sconosciuta e nasconde sotto venti materassi un pisello. La risposta che darà quest'”altra principessa” sarà la stessa della nota fiaba, e così la regina tutta contenta (“si mise a ballonzolare come una mentecatta per la stanza”) si loda di fronte al marito di essere stata abile nel trovare il marchingegno per scoprire se avessero a che fare con una vera principessa. Il principe dà un'occhiata alla ragazza e la trova di suo gradimento. Siamo giunti, così, alla fine della storia, che però ci riserva ancora una sorpresa che delizierà il lettore. Ma a questo punto è bene metterci da parte e lasciare a lui il piacere di gustarne tutta l'ironia.
Questa fiaba si legge col sorriso sulle labbra, infatti, e ci si figura facilmente l'autore che sghignazza mentre scrive. Il suo divertimento è palese e dà il sugo alla storia, che ha il titolo: Un'altra principessa sul pisello, che, per quanto riguarda chi scrive, non ha niente da invidiare, in leggiadria e in bellezza, alla succinta favola di Andersen.

Pubblicato da Bartolomeo Di Monaco, il giorno e l'ora: 12.11.05 13:32

Interventi

Bel pezzo, Bart, e abbastanza breve per farsi leggere anche da quel pigraccio dell'Angelini (che, non ha caso, ha ormai abbandonato le dure ferrate alpine per le comode e svaccatissime cure termali).

Pubblicato da: Luca Tassinari - 12.11.05 14:14

Grazie, Luca. Sto seguendo sul tuo blog (che diviene sempre più interessaante) Le diatribe letterarie. Aspetto il seguito.

Un complimento fatto da te, è cosa preziosa.

Ciao.

Bart

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 12.11.05 14:54

Lucatassa: ma quali "cure" termali, mi faccia il piacere. Nuotate a cielo aperto in acqua calda in pieno autunno. Adoro l'acqua calda, ed è così facile scoprirla! Prova anche tu. Abano Terme è la stazione termale più importante del mondo. L'acqua piovana penetra nel sottosuolo sino a una profondità di 3500 metri e vi scorre per ben TRENTA ANNI prima di sgorgare nelle falde acquifere di Abano. Durante questo lungo tragitto dalle Prealpi (a quote di circa 2000 metri) sino al bacino euganeo, le acque si arricchiscono di sali minerali e aumentano la propria temperatura fino a 90° prima di risalire in superficie. E a proposito di risalire... domani dovrei fare la ferrata Pero De Gasperi sul monte Bondone. Ti attizza?

Bart. "Tu vuo' ch'io rinnovelli / disperato dolor che 'l cor mi preme / già pur pensando, pria ch'io ne favelli":-). Bei tempi, prima della fatidica colazione a base di nuvole (come da mio blog):-) Però sei veramente carino e ti ringrazio di cuore.

Pubblicato da: http://www.lucioangelini.splinder.com - 12.11.05 15:17

P.S. La foto da te usata (che avevo ironicamente intitolato "Ritratto dell'artista da giovane") somiglia più a mio figlio che a me, naturalmente.

Pubblicato da: http://www.lucioangelini.splinder.com - 12.11.05 15:23

Somiglia o è quella di tuo figlio?

Vedi, in quest'ultimo caso, di farmi avere in e-mail quella giusta, per non ingannare le tue numerose fans:-)

Bart

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 12.11.05 15:36

A scanso di equivoci sono andato a pescarne un'altra da un tuo sito. Non puoi negare che sei tu!

Bart

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 12.11.05 17:40

Monte Bondone? Hai detto monte? No grazie, Lucio. Son più da cavedagne che da ferrate.

Bart, grazie per la costanza con cui segui la mie svagate divagazioni blogghiche.

Pubblicato da: Luca Tassinari - 12.11.05 18:26

Bart, quello della foto sono io, è vero, ma prima che il tempo facesse scempio delle mie giovani e appetitose carni:-)
A proposito, devo ricordare che "Grande, Grosso e Giuggiolone" è fuori catalogo da tempo. Orietta Fatucci di EL/Emme/Einaudi Ragazzi - nella sua furia devastatrice - ha voluto cancellare ogni traccia del mio passaggio come autore. Sopravvive, in compenso, in molte biblioteche per ragazzi.

Pubblicato da: http://www.lucioangelini.splinder.com - 12.11.05 19:14

Luca, è un piacere per me seguirti. I tuoi scritti sono sempre godibili e molto accurati.


Lucio, le vie del Signore sono infinite, chissà che la Fatucci non ci ripensi: ristampi e faccia un lancio a cinque stelle.

Bart

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 12.11.05 19:24

Ma come, Tassinari? "Non ha caso"? :-(

Pubblicato da: Franco Melloni - 12.11.05 21:50

Son cose che capitano, Melloni. Si scrive una frase, si corregge, si aggiunge una parola, si cambia un giro di frase e alla fine, specialmente se la pizza in forno rischia di bruciare, non si riguarda il tutto e si pigia "Post".

Quel vocativo, però, non avresti dovuto chiuderlo con il punto interrogativo, ma con un'altra virgola. Così sembra che tu ti meravigli di vedermi qui, cosa affatto inverosimile.

Pubblicato da: Luca Tassinari - 12.11.05 23:58

Infatti mi meravigliavo di te. Ma come, proprio Tassinari mi cade su queste cose? Era quello, il senso del punto di domanda.

Pubblicato da: Franco Melloni - 13.11.05 00:47

Melloni, dovresti accompagnare Angelini (così torniamo IT) sul Monte Bondone, visto come t'arrampichi bene sugli specchi.

Pubblicato da: Luca Tassinari - 13.11.05 09:41

Gran bel pezzo, Bart. Però Angelini non lo meritava. :-)

Un abbraccio ad entrambi

Beppe

Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 13.11.05 12:34

Dovrei accompagnare Hangelini?

Pubblicato da: Franco Melloni - 13.11.05 14:50

scusami bart se ti uso per un OT, spero che capirai.
-------
per quelli di milano e roma
Domani lunedì 14 e martedì 15 sit-in per protestare contro l'uso a falluja del fosforo bianco.

Lunedì 14 novembre ore 16.00
Sit - in presso Ambasciata Usa a Roma
via Veneto

Martedì 15 novembre ore 18.00
Sit - in di fronte al Consolato Usa a Milano
via Durati - L.go Stati Uniti d'America -
[...]
Per ulteriori adesioni: stampa@unponteper.it; castagnini@arci.it
------
L'appello dei promotori per intero lo potete leggere nel mioblog
Anche genna su carmilla ne parla

Pubblicato da: georgia - 13.11.05 14:56

scusate ma qui non funziona il tag dei link
avevo messo lurl del post con l'appello
http://georgiamada.splinder.com/post/6275882#comment
e quello di carmilla
http://www.carmillaonline.com/archives/2005/11/001573.html

Pubblicato da: georgia - 13.11.05 14:59

@georgia.

Per me tu sei Dolores Ibarruri ed hai il pass-partout nel web:-)

@ Beppe

Grazie. La Fatucci, dovunque sia (non mi intendo di queste cose, dovrebbe riprendersi l'Angelini e stimolarlo a scrivere di nuovi libri per ragazzi.


@ Melloni

Sai dirmi qualcosa sul sito dei VMO.

Riprenderanno?

Bart

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 13.11.05 18:43

Bart. Eccomi di ritorno dalla mia ferrata domenicale (la Pero De Gasperi sul monte Bondone: tutt'altro che banale!). Né la Fatucci, né alcuna editor del FUMER (Fronte Unito Megere Editoria per Ragazzi)mi riprenderà mai, se non su preciso ordine di Silvio.

Lucio Cornacchione:- )

Pubblicato da: Lucio Angelini - 13.11.05 20:40

Lucio, allora la cosa non è così complicata: si telefona al Silvio :-)

Buona notte. Trespolo.

Pubblicato da: Trespolo - 13.11.05 22:47

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