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20.10.05

L'origine dei romanzi [4]

di Pierre-Daniel Huet

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small_trattato_dei_romanzi.JPGI Persiani non hanno punto ceduto agli Arabi nell'arte di mentire piacevolmente; mentre ancorché la menzogna fosse loro in altri tempi molto odiosa nell'uso della vita, e non proibissero altro con tanta severità a' loro Figliuoli, nulladimento, piaceva loro infinitamente ne' loro Libri, e nel commerzio delle Lettere; se pure le finzioni debbonsi chiamar menzogne. Per esserne d'accordo, altro non vi bisogna se non leggere le favolose avventure del loro Legislatore Zoroastro. Strabone dice, che i Maestri davano a' loro discepoli i precetti della Morale mescolati con finzioni, il quale suggiunge in un altro luogo, che non si dee prestar tanto credito alle antiche Istorie de' Persiani, de' Medi, e de' Siri, per l'inclinazione che i loro Scrittori avevano a narrar favole, mentre vedendo, che qelli che ne scrivevano di professione, erano in pregio, stimarono che si avrebbe piacere nel leggere relazioni false e inventate, se fossero scritte in forma d'Istorie. Le favole di Esopo sono state tanto a loro genio, che si sono appropriato l'Autore.

Questi e quel medesimo Locman dell'Alcorano, di cui vi ho parlato, che è sì rinomato tra tutti i Popoli del Levante, i quali hanno voluto togliere alla Frigia l'onore di sua nascita, e attribuirselo; mentre gli Arabi dicono, ch'egli discendeva dagli Ebrei, e i Persiani dicono ch'era un Arabo nero, e che passò sua vita nella Città di Casuvino, ch'era l'Arsacia degli antichi. Altri, al contrario, vedendo che la sua vita scritta da Mirkond ha molto rapporto con quella di Esopo, lasciateci da Massimo Planudès, ed avendo osservato, che come gli Angeli danno la sapienza a Locman nel Mirkond, Mercurio dà la favola ad Esopo nel Filostrato, si sono presuasi, che i Greci avevano tolto Locman agli Orientali, e ne avevano fatto il loro Esopo. Non è questo il luogo di esaminare siffatta questione: dirò solamente di passggio, che bisogna ricordarsi di quel che dice Strabone, che le Istorie di que' Popoli d'Oriente sono piene di menzogne; ch'essi stati favolosi parlando dell'Autore, e dell'origine delle favole, come in tutto il resto; che i Greci furono più diligenti e di miglior fede nella Cronologia e nell'Istoria; e che la conformità del Locman di Mirkond con l'Esopo di Planudès e di Filostrato, tanto pruova che Locman sia Esopo, quanto che Esopo sia Locman. I Persiani hanno dato a Locman il soprannome di Savio, perché infatti Esopo è stato posto tra 'l numero de' Savj. Essi dicono ch'egli era profondamente dotto nella Medicina, che trovò secreti ammirabili, e tra gli altri quello di far rivivere i morti. Hanno sì ben chiosate, parafrizzate, e aumentate le sue favole, che ne hanno fatto, come gli Arabi, un grossissimo volume, di cui se ne vede un esemplare nella Biblioteca Vaticana. Il suo grido è passato fino nell'Egitto e nella Nubia; dove il suo nome e il suo sapere sono in gran venerazione. I Turchi de' nostri tempi non ne fanno minore stima, e credono, come Mirkond, ch'egli sia fiorito a tempo di Davide: in che, s'egli è veramente Esopo, e bisogna prestar credito alla Cronologia Greca, essi fanno sbaglio da quattrocento anni; ma i Turchi non arrivano a tanto. Questo converrebbe meglio ad Esiodo, che fu contemporaneo di Salomone ed a cui, secondo rapporta Quintiliano, si dee la gloria della prima invenzione di coteste favole, che si attribuisce ad Esopo. Non vi ha Poeti che uguagliano i Persiani nella licenza che si prendono di mentire nella Vita de' loro Santi, su l'origine della lor Religione e della loro Istoria. Essi hanno talmente sfigurate quelle di cui sappiam la verità per le relazioni de' Greci e de' Romani, che non paiono che sien desse; e degenerando ancora da quella lodevole avversione ch'essi un tempo avevano contro coloro che si servivano della menzogna per i loro interessi, se 'l recano oggidì ad onore. Essi amano grandemente la Poesia. questo è il divertimento de' Grandi e del Popolo, e sarebbero privi d'un gran piacere senza di essa. Così tutto vi è pieno di Poeti; che si procacciano la stima con i loro abbigliamenti straordinarj. Le lor Opere di galanteria, le loro Istorie amorose sono state celebri, e fanno vedere l'ingegno Romanziero di questa Nazione.

[continua]

Pubblicato da giuliomozzi, il giorno e l'ora: 20.10.05 12:00

Interventi

Continuo a seguire con piacere e interesse questa fascinosa lettera ueziana, antica ma non priva di spunti di riflessione sul nostro presente letterario.

Ad esempio, là dove dice dei Persiani:

«Essi amano grandemente la Poesia. Questo è il divertimento de' Grandi e del Popolo, e sarebbero privi d'un gran piacere senza di essa.»

Sembrano i tempi nostri visti a testa in giù.

Pubblicato da: Luca Tassinari - 20.10.05 14:08

Se ciò che scrive Uezio ai suoi tempi ha avuto una qualche conferma, che valore si può dare allora alla storia raccontata dagli Arabi?

Bart

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 20.10.05 15:14