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11.10.05

Capitalismo 9 (Un'idea per togliere ai capitalisti il capitalismo come iettatura)

di Angela Scarparo


Avrei un'idea per togliere agli Agnelli la 'rete di disgrazie' che spesso si accompagna alla loro ricchezza, e di cui sono personalmente dispiaciuta. Un'idea un po' da letterata, lo ammetto. Un'idea da romanziera che pur di raccontare storiacce di famiglia, è disposta a sacrificarsi e a non scrivere bestseller. Un'idea che anche i Tanzi, per esempio, avrebbero dovuto adottare un po' prima dello sfacelo di cui sono stati 'vittima' come 'famiglia di capitalisti'. Avrei un modo per togliere agli Agnelli il 'disagio' che continuamente viene espresso da qualche rappresentante della famiglia. E che questo disagio si esprima sotto forma di una malattia - che molti dicono sia - a base psicosomatica, come il cancro, o con l'uso della droga in 'forme pesanti', e delle frequentazioni particolarmente 'diverse' - rispetto al 'modo Agnelli' - il risultato non cambia. Forse gli Agnelli dovrebbero liberarsi di qualcosa che li opprime, li avvilisce, li danneggia, non li fa volare in alto come meriterebbero visto il sacrifico (secolare) che hanno fatto e fanno per l'Italia.

Qualcosa che come succede spesso nelle vicende di 'capitali e famiglie' - con l'andar del tempo si sa, le cose cambiano, a meno uno/a non sia particolarmente ostinato/a... e non si capisce perché ci debba essere questa terribile ostinazione dannosa, questo attaccamento - a molti effetti non appartiene più a loro. E' fuori di dubbio che ci siano in giro molti ventottenni in grado di occuparsi della Fiat esattamente nello stesso modo in cui se ne occupa Lapo Elkann. (E se la Agnelli non fosse una famiglia di 'capitalisti veri' lo capirebbe da sè, che sarebbe suo interesse procurasene almeno un paio di questi 'bravi ragazzi').Quando dico Fiat, dico da italiana, la 'Fiat bene comune' la Fiat delle migliaia di operai, la Fiat bene nazionale, la Fiat che tutti siamo contenti di contribuire a mantenere, la Fiat storia d'Italia, la Fiat, 'comprate macchine italiane'. Se la Fiat è un bene di tutti, se - e non da oggi - tutti dobbiamo gioire ogni volta che questa grande azienda riceve una megasovvenzione, un megacontributo, dovremmo essere tutti consapevoli e responsabili nel chiedere che qualcuno di 'competente davvero' Agnelli o non Agnelli intervenga prima o poi, per salvare un bene che - sborsa oggi, sborsa domani - è diventato a tutti gli effetti, di tutti. Oppure no, che scema. Mi ero dimenticata che siamo in pieno Capitalismo, ed è di questo che dovevo scrivere. La Fiat è 'di tutti', ed è nazionale - ah, già, Capitalismo Italiano! - per quanto riguarda le sovvenzioni. Però è solo dela famiglia Agnelli quando si tratta di prendere delle decisioni importanti, o quando bisogna scegliere a chi affidare i ruoli dirigenziali, o anche quando bisogna decidere le tecniche di rilancio e le strategie aziendali.

Pubblicato da Angela Scarparo, il giorno e l'ora: 11.10.05 14:39

Interventi

Angela, gli Agnelli controllano la Fiat tramite la 'Giovanni Agnelli e C. s.a.s.', un marchingegno inventato dal patriarca per evitare colpi di mano. Le nomine dunque sono di esclusiva spettanza della famiglia, salvo, come hai giustamente osservato, quando stavano per fallire, nel qual caso sono entrate le banche, con relativa scelta degli operativi. Ma il gioco è chiaro, in attesa di tornare in sella, magari dopo scarico dei costi sociali, la famiglia necessita di visibilità, a qualunque costo. Ecco spiegati gli Elkan, mancando a dire il vero una generazione di mezzo. Nel passato accadde lo stesso, l'azienda la conduceva Valletta.Che si iludeva, sperando che il giovane Agnelli rimanesse in Costa Azzurra a fare il play boy. Invece l'avvocato, ormai quarantenne (questa la differenza cruciale con oggi) un giorno entrò nel suo ufficio e disse: "la famiglia le è grata, ma da oggi il Presidente sono io". Un simile potere non ce l'hanno più, diciamo che sono in braghe di tela, e perciò si accontentano della vetrina, in attesa di tempi migliori che sembrano alle porte. Quanto alla visibilità, inoltre, per gli Agnelli non è un fatto velinesco, considerando il rapporto feticistico che li lega alla città di Torino. Io questa estate mi sono fatto un sacco di risate. Un'amica torinese di mia figlia confidava che si era fatta tre ore di fila con l'intera famiglia per piangere sul feretro di Umberto. Pare fuori tempo ma è così.

Pubblicato da: Carlo Capone - 11.10.05 17:07

qual è l'idea?
usare dirigenti esterni?

Pubblicato da: paolo beneforti - 11.10.05 17:55

Carlo, fa impressione la drammaturgia. Titolo: L'UOMO NUOVO.

La storia: tre vecchie sorelle, fra foto dei fratelli (Inetti, ma loro ne parlano come di Eroi) e chincaglierie varie, stanno aspettando un Uomo Nuovo che prenda in mano di nuovo le redini della loro azienda, che con le unghie e con i denti hanno tenuto, da quando il loro nonnino caro gliela fece (durante la guerra, fabbricando armi, ma fra di loro le sorelle si raccontano zuccherose che il nonnino fabbricava tricicli). La tappezzeria della loro casa è costituita da mani umane, le lampade sono occhi e il soffitto persone intere attaccate alle travi, ma loro sorseggiano il loro tè. Ogni tanto un pezzo di tappezzeria cade, sfinito, le cameriere lo portano via e lo buttano. Per le vecchie è normnale. Si schifano anche un po'. Sentono puzza. I camerieri battono la tappezzeria. Danno aria.

Poi, alla Platea, (da 'sensali' di vario tipo - ministri, rappresentanti dell'Indotto, proprietari di piccole aziende - che hanno interesse che la Casa stia in piedi per poter stare in piedi loro, a loro volta), vengono chiesti continuamente soldi per appiccicare pezzi di tappezzeria, poichè la casa è preziosa, dicono, ed è interesse di tutti tenerla lì. Perchè? Perchè vale. Perchè ha un nome. Che nome? Un nome antico. Un nome che vale. La Platea paga. La Platea guarda, e paga. Ogni tanto viene annunciato l'Uomo Nuovo. Bum, bum.

Arriva? Non arriva? E lì: o non arriva nessuno. O arriva qualcuno che dopo essersi per un po' mostrato, esibito, dopo un po' di saltelli e prove d'orchestra, viene tristemente inghiottito nella buca del suggeritore, sacrificato. Sempre Uomini, donne mai. Donne sono solo le tre vecchiette, che vanno avanti ad aspettare l'Uomo Nuovo, come se niente fosse. Continuano a bere il loro tè. Parlano. Parlano di qualcuno che ogni tanto muore, di qualcuno che ogni tanto si sposa. Ogni tanto qualche pezzo di tappezzeria della bella (?) casa delle vecchie, continua a cadere. Le vecchie sentono puzza. Le cameriere portano via. Il tutto condito da una retorica da Libro Cuore. La Platea applaude. A molti ogni tanto scappa una lacrima. Mai per la tappezzeria. Sempre per i discorsi delle tre vecchie, che a loro volta, parlando, si commuovono. Teatro dell'Assurdo. Che non è teatro, però.

Pubblicato da: angela scarparo - 11.10.05 18:03

Scusa Paolo, io forse ho un po' troppa fiducia nella 'classe operaia'. Però un po' più di considerazione 'sul che fare' (considerando che i tempi sono cambiati e non siamo più in un libro di Zola) alle operaie e agli operai la darei. Sono un'illusa? Non credo. Visto che è evidente che: lo scatafascio, pur facendo le agende con il marchio FIAT degli anni 30, resta all'orizzonte comunque. Certo, dando più potere ai 'consigli della classe operaia' bisognerebbe ridurre l'entità dei profitti. Bisognerebbe pensare agli/e operai/e in maniera diversa. Meno come tappezzeria.

Pubblicato da: angela scarparo - 11.10.05 18:12

Carlo, mi dispiace smentire almeno in parte le tue affermazioni, ma le Banche non hanno mai nominato un dirigente all'interno di FIAT e la famiglia Agnelli ha sempre avuto in mano, ben saldo, il timone del comando. L'ultimo colpo di mano, che ho descritto in un post di qualche giorno fa e che ipotizzavo in un post del mese di giugno, li ha addirittura portati a "scippare" alle banche il controllo di FIAT, quando le Banche, a fronte della valorizzazione del ptrstito convertendo, già erano convinte di esserne diventate le proprietarie. Con un'abile manovra di equity swap, condotta da una loro finanziaria estera (la lussemburghese Exor) e dimostrando una conoscenza del mercato non comune, sono ritornati dal 22% al 30,06%: sufficiente per mantenere il controllo assoluto e ridare definitivamente il benservito alle Banche. Poi definire gli Agnelli in "braghe di tela" mi pare francamente eccessivo; giusto per darti due numeri recenti: la IFI, una delle due società di controllo assieme a IFIL che dipendono dalla Giovanni Agnelli, ha distribuito giusto la settimana scorsa, fra i soci della famiglia Agnelli, 385 milioni di euro di utili (soldi veri non carta) e dopo aver "riacquistato" FIAT con un equity da 535 milioni di euro (veri pure questi e incassati da Merryl Linch). Non male per essere in braghe di tela :-))

Angela: non ho idea di quanto possa essere in grado di fare un qualunque altro ventottenne infilato nella bolgia dantesca di FIAT, ma, pur non avendo MAI simpatizzato per gli Agnelli imprenditori (e ti risparmio il mio parere personale), lucrare sui problemi della famiglia accomunando il tumore di Giovannino (grandissima persona che ho avuto la fortuna di conoscere per motivi di lavoro) e le disavventure di Lapo, mi pare di cattivo gusto. Lo so, è uno "scherzo" il tuo e tutti i giornali stanno facendo di peggio e sfruttando fino all'ultima oncia di questa notizia per vendere due copie in più (trascurando notizie ben più importanti), ma lascerei tranquilli gli Agnelli su questo fronte e mi preoccuperei più delle loro vicende imprenditoriali. Non volermene per la tirata :-)

Buona serata. Trespolo.

Pubblicato da: Trespolo - 11.10.05 18:15

Trespolo, Carlo non ha detto che le banche hanno nominato un dirigente, ha detto che sono intervenute finanziariamente. Almeno. così ho capito io.

Trespolo, scusami, ma anche se a te è sembrato uno scherzo, io non stavo scherzando. Io penso che ci siano persone 'incapaci' - e va a loro merito - di gestire il potere e i soldi. Penso che ci siano persone disposte ad ammalarsi o a fare di peggio, trovandosi a dover gestire un potere - o dei comportamenti che al potere sono connessi - che non sempre condividono. Se a te pare che stessi scherzando, sono costretta a correggerti. Su certe cose non si scherza. Però restano crudeli.

Pubblicato da: angela scarparo - 11.10.05 18:22

Paolo, potrebbe andare bene come storiella romanzata, ma la realtà è ben più complessa e non è riassumibile con 4 battutine facili facili (i politici, l'indotto, i piccoli industriali, etc...). Scusami, ma, oltre a banalizzare al di là del "consentito" (non mi viene un altro termine e per me puoi scrivere ciò che ti pare, sia chiaro) la situazione, dimostri anche una scarsa conoscenza della realtà imprenditoriale.
Se il commento me lo vuoi "vendere" come storiellina per bimbi mi può anche star bene, ma che tenti di spacciarlo come descrizione riassuntiva della realtà mi pare francamente troppo.

Angela, una soluzione c'è per far contare di più gli operai all'interno di FIAT: il sindacato si metta a fare il sindacato, raccolga fondi e diventi, come in molte altre realtà del settore auto, uno degli azionisti importanti.
Le altre soluzioni, perdonami, sono favolette :-)

Buona serata. Trespolo.

Pubblicato da: Trespolo - 11.10.05 18:27

angela, sarà certamente colpa mia, ma io non capisco quello che scrivi.

Pubblicato da: paolo beneforti - 11.10.05 18:27

trespolo, hai sbagliato interlocutore

Pubblicato da: paolo beneforti - 11.10.05 18:29

Trespolo, quella che hai raccontato tu, (il sindacato faccia il sindacato...) è la stessa favoletta che ho raccontato io, pari pari, solo che è la versione postomderna.

Ah, e non iunsultare Paolo. L'Uomo Nuovo - miserrimo post - è scritto da me. Ma il tuo 'fanatismo scientifico' come vedo colpisce ancora.

Pubblicato da: angela scarparo - 11.10.05 18:31

Angela, ti riporto la frase di Carlo "nel qual caso sono entrate le banche, con relativa scelta degli operativi". Per me "scelta degli operativi" vuol dire... scelta degli operativi.

Per lo "scherzo" che avevo messo fra apici per non essere troppo diretto mi correggo e preciso: ho trovato il tuo post di pessimo gusto e senza scherzo.

Buona serata. Trespolo.

Pubblicato da: Trespolo - 11.10.05 18:31

Angela, di letteratura sei sicuramente più esperta di me, ma per queste argomentazioni scusami, non affermare quello che non conosci. Il sindacato è azionista primario in MOLTE case automobilistiche: Renault, Volkswagen, BMW, pure in Mercedes (anche se in quota minore e anche se ha un nome diverso ma con questo nome la conoscono tutti), oltre oceano in General Motors e Ford. In questo caso mi sa che le favolette le stai raccontando tu.

Mi spieghi come e in che modo avrei insultato Paolo?

Per il fanatismo scientifico mi pare talmente infondata la tua affermazione dal non meritare nemmeno una risposta.

Buona serata. Trespolo.

Pubblicato da: Trespolo - 11.10.05 18:37

Sai Trespolo, scusami, ma non ho il senso della 'sacralità' dei nomi importanti. come mai quando abbiamo parlato di altre 'tragedie' - sempre determinate dal Capitalismo - sei sempre stato lì pronto a far battute? Boh. Sarà il Capitalismo.

Pubblicato da: angela scarparo - 11.10.05 18:39

Sì, Angela, il senso era esattamente quello.
Quanto alle braghe di tela, caro Trespolo, ti ricordo la rinuncia al put da parte di GM. Io non so, ma si sganciano 2 miliardi di dollari (se non sbaglio)rinunciando a un'azienda con un fururo? Poi intendiamoci, un conto è FiatAuto e un altro le attività diversificate. Ma hai dimenticato la corsa alle dismissioni di due anni fa per battere cassa? Forse sei più informato di me, che ne è stato di Toro? ancora Fiat? di Energia non so, ma quello che so è che la sua acquisizione richiese uno svenamento di soldi.
Certo, mi sembra di capire che il titolo nell'ultimo semestre sia stato 'in tensione', e con realizzi succosi, specie vista la prima semestrale positiva dopo tante al ribasso. La sostanza del discorso però per me non cambia.

Saluti

Pubblicato da: Carlo Capone - 11.10.05 18:47

In quanto al sindacato. Di che sindacato parli? A essere messa in discussione dagli operai - che non sempre si sentono rappresentati dal 'sindacato' - mi pare sia la misura in cui vengono 'ripartiti i profitti' (la percentuale di profitto dei proprietari dell'azienda) non la possibilità per altri soggetti sociali di diventare azionisti del gruppo. cosa vuoi che gliene freghi agli operai fiat di diventare azionisti-fiat? agli operai importano le favolette: poter prendere decisioni sul lavoro che fanno. lo so che a te sembrano favolette. mica solo a te.

Pubblicato da: angela scarparo - 11.10.05 18:49

Paolo, scusami per l'errore e la dabbenaggine, ma faccio a volte faccio confusione con questo schema di commenti. Sorry :-)

Buona serata. Trespolo.

Pubblicato da: Trespolo - 11.10.05 18:52

Resta inoltre inteso che alla morte di Umberto la famiglia abbiano messo il prediletto di Giovanni, alla presidenza: Montezemolo. Banche o non banche

Pubblicato da: Carlo Capone - 11.10.05 18:52

E che il sindacato si muova anche come 'azionista' (di riferimento e non) e non solo nelle aziende che hai citato tu, Trespolo, non biosgna aver studiato diritto commerciale per saperlo. ma non è questo in discussione. che gliene frega alla maggior parte degli operai Fiat - te lo ripeto - di diventare azionista Fiat? questa sì: 'diventate azionisti!' è una favoletta.

Pubblicato da: angela scarparo - 11.10.05 18:55

e.c : la famiglia 'abbia messo'
saluti

Pubblicato da: Carlo Capone - 11.10.05 18:57

Carlo: "nel qual caso sono entrate le banche, con relativa scelta degli operativi". Per me "scelta degli operativi" vuol dire... scelta degli operativi e le Banche non hai scelto nessun operativo in FIAT. Avrò frainteso.

Quando parli di "braghe di tela" non commettere l'errore classico: un conto sono i problemi finanziari di FIAT un conto i soldi veri della famiglia Agnelli: sono due cose diverse da non confondere. Quella struttura societaria è stata pensata per difendere i soldi degli Agnelli a fronte di eventuali problemi di FIAT; ed è stata pensata bene :-)

Non collegare la crescita del titolo FIAT a una semestrale positiva (è un errore), il mercato se ne è fregato della semstrale tant'è che stanno calando.
Sono cresciute per il semplice motivo che gli Agnelli stavano rastrellando in borsa le quote residue che gli sarebbero servite, assieme a quelle legate all'operazione di equity swap, per tornare proprietari nonostante l'intervento delle Banche (che hanno beccato una SOLENNE fregatura e sto ancora ridendo).

Le dismissioni e tutto il resto (che non sempre mi hanno trovato d'accordo, ma non di questo si parla) non sono solo servite a fare cassa (ricordati che incassa la Sas non la FIAT e poi dalla Sas, eventualmente, i soldi tornano in FIAT...), ma a far partire un piano strategico che sta portando FIAT a rifocalizzarsi nel settore auto. Tutto quel "casino" era stato messo in piedi dal "buon" Romiti (che ha tutto il mio disprezzo) a scapito del resto della struttura e DOVEVA essere ceduto per far ripartire il nucleo della società.
L'operazione put poi, è stata, assieme al pacco rifilato alle banche, un VERO capolavoro di energia finanziaria e sta permettendo a FIAT di giocarsi (a me pare che lo stia facendo finalmente bene, la nuova Punto è bella) la possibilità di una ripartenza.
Pensa, gli Agnelli sono riusciti, senza colpo ferire e da signoiri a farsi dare 2,5 miliardi di euro da GM per NON COMPERARLI e 3,5 miliardi di euro dalle Banche per NON CONTARE NIENTE.
Non male direi e se penso che in altri tempi quei soldi sarebbero arrivati tramite finanziamenti pubblici (cioè soldi nostri), non posso che approvare: hanno fatto cassa, per una volta tanto, fottendosi il mercato e non noi :-)

Buona serata. Trespolo.

Pubblicato da: Trespolo - 11.10.05 19:08

Paolo, scusami non ti ho risposto. Anche se sembra una favoletta, c'è qualche operaio che dice, "Non vogliamo che cambino i dirigenti, se la solfa poi è la stessa! Se si mira soltanto a incrementare i profitti del padronato, qualsiasi sia il costo sociale dell'operazione! Vogliamo invece una partecipazione alla gestione dell'impresa!". Forse però non ti riferivi a questo.

Pubblicato da: angela scarparo - 11.10.05 19:10

Angela, qui non è questione di diritto commerciale, ma di buon senso. All'interno di una società per azioni, qual è FIAT, puoi contare se sei socio. Non vedo altre vie. Ed essere socio vuole anche dire poter influire in modo più o meno significativo in funzione delle quote sulla gestione della società.
Sono quindi compresi dividendi, scelte organizzative, salari, etc...

Il sindacato italiano preferisce continuare a giocare con le bandierine invece di metterci la faccia? (mi riferisco a scanso di equivoci a CGIL CISL e UIL) e limitarsi a far soldi con i meno rischiosi CAF? (un giochino da circa 500 milioni di euro netti all'anno tanto per chiarire). Beh, non venga poi a rompere le scatole fingendo di fare gli interessi degli operai perchè NON E' VERO: sta facendo i suoi, del sindacato struttura, non quelli degli operai.

Buona serata. Trespolo.

PS: mi dispiace interrompere per un po' questa discussione, ma mi tocca un consiglio di amministrazione. Sì, sono un vile capitalista :-)

Pubblicato da: Trespolo - 11.10.05 19:17

In quanto capitalista capisco gli insulti, Trespolo. Ti dedicherò "Capitalismo 10 (Oltre a governare il Capitalista insulta pure: quale risposta? Piangere, abbozzare, o rispondere agli insulti?")

Pubblicato da: angela scarparo - 11.10.05 19:26

Trespolo, le braghe di tela mi sembra ovvio sia un modo di dire, figurarsi se confondo la situazione patrimoniale degli Agnelli con quella finanziaria della Fiat. Ma se permetti il punto è un altro.
Mi sembra di capire che tu ammicchi al giro conto della Giovanni sas a favore di Fiat come ipotesi eventuale, non come fatto certo, correggi se sbaglio. Fosse vero, e se plaudissimo ai denari da put mancato e a quelli diciamo gabbati alle banche, non vivrei tutto questo come fulgido esempio di riposizionamento strategico. Specie trattandosi della maggiore impresa italiana, le cui sorti sono da sempre legate allo sviluppo del Paese. E quando parlo di riposizione mi riferisco a un qualcosa di stable e duraturo lungo l'arco di almeno 10 anni (lasso, se non male ricordo, preso in esame da qualunque pianificazione decente). Che dire, forse hai ragione, sono bravi a ' gabbare' (lo dico in senso positivo) ma io aspetto i risultati in proiezone futura. Non dimentichiamo, per piacere, che nell'ultimo 15ennio la Fiat ha avuto almeno tre impasse: il 90 'della festa è finita', il 96 della rottamazione a sostegno e il 2002/03. Un po' troppi, a mio sentire.
Quanto a Romiti sottoscrivo in pieno. Ma erano i roaring eighties....

Pubblicato da: Carlo Capone - 11.10.05 19:49

Cavolo, Trespolo, proprio mo' te ne vai al consiglio di amministrazione? te possino.....
evvabbè, te la sei voluta: se suonerai il tuo consiglio io risponderò col mio direttivo.

(Pier Caponi)

Pubblicato da: Carlo Capone - 11.10.05 19:55

Trespolo e Carlo, scusate. Ci vuole una laurea - che io ho preso - per capire quello che dite. Ed è anche molto interessante. Il mio post era su:

i Grandi Capitalisti mettono su dei Teatrini Costosi dal punto di Vista Umano e non guardano in Faccia a Nessuno, se non al Loro Interesse. E' vero, o no?

Altra domanda: avete riferimenti letterari in proposito? Chi ha inviato il post è particolarmente interessata a un'eventuale bibliografia. Si accettano fatti veri.

Peraltro, Trespolo: il rilancio della Fiat in termini 'd'mmagine', che c'è stato, è stato realizzato proprio da Lapo, che seppure un po' troppo 'agitato' ha messo a punto una strategia di comunicazione - che piaccia o no - vincente. E vincente proprio perchè il ragazzo ha messo a profitto quello che 'lui' è: Vasco Rossi come jingle, il marchio di quando era giovane l'adorato nonno, la spregiudicatezza sessuale dell'adorato nonno, la mancanza di furbizia, quella no. Quella è tutta moderna e sua. Se saprà recuperare - e, capitalista o no glielo auguro - potrà far diventare una 'vittoria' quella che si presenta adesso come una sconfitta. E' il Mercato, baby!

Pubblicato da: angela scarparo - 11.10.05 20:03

Angela, scusa l'OT involontario, e indirettamente chiedo scusa anche a Giulio. Lo spirito del tuo post mi era chiaro, e perciò parlavo di immagine, senza sognarmi di 'sfondare'. Anche a me, in questa sede, interessano le esibizioni e il mostrarsi - o il darsi ?- del potere. Tu chiedi agganci letterari, e allora non posso fare a meno di ricordare i Negromonte di 'Di questa vita menzognera', G. Montesano, (Feltrinelli). Oddio, i Negromonte sono disgustosi, e non riesco ad assimilarli agli Agnelli, però il tema della vanità e dell'esibizione c'è tutto. Te lo consiglio vivamente.

Pubblicato da: Carlo Capone - 11.10.05 20:25

Angela: mi spieghi dove e come avrei insultato? Non riesco a capirlo ed è sicuramente una carenza mia.

I peggiori teatrini dal punto di vista umano NON SONO stati "messi su" dai capitalisti, ma dalle ideologie e dai politici: non dimentichiamolo mai questo. Al confronto i capitalisti sono dei dilettanti alle prime armi. E il capitalismo, anche questo non dimentichiamolo mai, è anche quello che consente ad alcuni fortunati (io mi metto fra i fortunati anche se non scrivo) di vivere facendo gli scrittori e non segando bulloni alla catena di montaggio.
Sull'immagine pubblicitaria, e sottolineo pubblicitaria, di FIAT non c'è nulla da ridire: da sempre! Avessero costruito macchine come han fatto pubblicità sarebbbero il più importante produttore mondiale di automobili, Lapo o non Lapo e senza voler sminuire il suo geniale apporto. Purtroppo l'immagine di un'azienda non si costruisce SOLO con la pubblicità, ma con prodotti buoni: sono i prodotti buoni che mancavano (almeno spero) a FIAT.
Il mercato (con la m minuscola che viene sempre dopo le persone) è un'altra cosa e non si costruisce con due felpe per arricchiti e quattro scarpette firmate. Il commento più piacevole che gira nell'ambiente è lo stesso che girava, anni fa, per un ricco rampollo di una diversa ricca famiglia: costa meno farlo giocare con le "macchinine" da corsa che tenerlo in azienda a fare il manager. Qui si aprirebbe un altro discorso interessante sulle seconde e terze generazioni, ma sarebbe clamorosamente OT.
Bibliografie non ne ho ed evito sempre libri che mi ricordino il lavoro, ho l'impressione, sicuramente sbagliata, che tirino la corda forzando i limiti e grattando sui luoghi comuni. Personalmente e vista la loro esperienza e conoscenza del mondo industriale, quasi sempre prossima allo zero, trovo poco più che una barzelletta un romanzo di uno scrittore che parli di lavoro: ma quando mai ci han capito qualcosa? tranne le eccezioni che sicuramente ci sono ma che non conosco. Mettiamola così: una barzelletta ben scritta.

Carlo, il riposizionamento strategico a me pare lo stiano facendo (Punto, Idea, nuova Croma, 159 - gran macchina da far concorrenza seria alle straniere - qualcosa anche in Lancia), staremo a vedere. I piani si fanno, ne ho appena finito uno pure io (non da solo ovviamente), ma non sai mai come andranno a finire...
Romiti ho già detto persino troppo e mi rende nervoso solo il nome, per il resto preferisco che FIAT, per reperire fondi, lavori sul mercato come tutte le aziende che vederla pescare soldi dalle nostre tasche. Un dato: nel decennio '90-2000 la Sas ha incamerato circa 10.000 miliardi delle vecchie lire di utili a fronte di finanziamenti pubblici (sotto varie forme per circa 11.000 miliardi); in pratica han fatto utili con i nostri soldi.
Per il resto credo convenga continuare in altra sede :-)

Buona serata. Trespolo.

PS: quella del direttivo non era niente male: touche ;-)

Pubblicato da: Trespolo - 11.10.05 22:24

Be', Trespolo non mi pare che tu viva girando bulloni, quindi per te si potrebbe dire la stessa cosa, e cioè: che il tuo parlare del mondo industriale sia poco più di una barzelletta ben scritta, anche se non scrivi romanzi. No?

mi pare di aver capito che tu sia un 'dirigente' - quindi a ciascuno il suo teatrino da 'assistiti' - a chi scrive, polemizzare 'contro' il capitalismo, salvo poi sedersi alla sua tavola, e 'sputare nel piatto in cui si mangia' - e a chi dirige difenderlo - il capitalismo. quando si dice i luoghi comuni...

In quanto all''insulto': avresti dovuto insultare me, perchè io ho scritto L'UOMO NUOVO. hai pensato che fosse del benforti e hai insultato lui. niente di male.

Pubblicato da: angela scarparo - 11.10.05 22:41

Bel tema quello sollevato da Trespolo: se cioè chi non abbia mai frequentato un certo ambiente possa scriverne con credibilità. Al riguardo l'inchiostro è scorso a fiumi, come il sangue di chi si cimenta. Ti invito, Tres, a leggere su Vibrisse 'L'origine dei romanzi' n° 2, di Pietro Daniele Uezio.
Saluti

Pubblicato da: Carlo Capone - 12.10.05 00:10

Angela: continuo a non capire perché, come e con quali termini avrei insultato. Non mi pare di avere detto nulla di strano e non mi pare (almeno così credo) di essere uno che va a zonzo a insultare gente. Mi chiarisci i passaggi? Continui a non spiegarmi dove sia l’insulto e inizio a pensare che sia tu ad insultare me con un’affermazione gratuita.

Per parlare del mondo industriale credo di essere più che autorizzato e di poterlo fare con cognizione di causa visto che il mio lavoro è quello di fare l'imprenditore. A parte rare eccezioni (sono molto interessanti e ben fatti i post di Mozzi sulla distribuzione), non vedo in giro molti scrittori di professione con conoscenze approfondite del mondo industriale. Inventano, immaginano ed è quello che devono fare, ma non credo possano essere presi a modello o considerati significativi.
Che poi chi scrive polemizzi contro il capitalismo, liberissimo di farlo ci mancherebbe, ma liberissimo io di scrivere che racconta assurdità. Non credi? Oltre a fare polemica (spesso sterile e fine a se stessa) è necessario, per affrontare un tema così complesso, conoscere i "fondamentali" e utilizzare informazioni attendibili e certe altrimenti, bene che vada, si fanno solo dei gran minestroni e sterile polemica.

Che poi fare il "capitalista" possa avere delle controindicazioni mi trovi d'accordo; a ognuno il suo ruolo: da una parte lo scrittore "disperato e perennemente incompreso dal mondo", dall'altra l'imprenditore "capitalista e con le malattie psicosomatiche". Alla fine piangono entrambi, ma, se proprio devo scegliere, preferisco piangere in una vasca idromassaggio che in una vaschetta di plastica in mezzo al cortile (non è mia, ma di un “famoso filosofo” valtrumplino, mi è piaciuta e l'ho solo adottata).

Per quanto riguarda il girare bulloni ribadisci quello che avevo già scritto: mi annovero tra i fortunati senza alcun dubbio e mi fa piacere che tu sia d’accordo.

Buona notte. Trespolo.

PS: sono anche andato a leggere (velocemente) alcuni dei link che riporti: la vicenda del tentativo di scalata di Colaninno alla FIAT, mai iniziata seriamente, è preistoria industriale e anche le informazioni contenute nel post linkato sono ERRATE, sia nei dati riportati (Colaninno è uscito da HOPA dopo la scalata a Telecom con 500 miliardi di vecchie lire e su questa cifra ha pagato le tasse non su 1.000, non si lancia un'OPA acquisendo il 15/20% del capitale: è necessario raggiungere il 30%), sia nelle successive considerazioni (negano che il mercato possa, leggi investitori, a fronte di un conferimento a capitale di 1 miliardo di euro partecipare con altri 3 miliardi). Ma dove vive quello che scrive tali assurdità? Che lavoro fa? Il consulente finanziario della banca sotto casa? Quello che consigliava alle vecchiette di acquistare le obbligazioni Parmalat? :-)

Pubblicato da: Trespolo - 12.10.05 00:34

Carlo, prendo il tuo prezioso suggerimento e ti confermo che li sto leggendo attentamente . Non commento perché sto cercando di capire; non è il mio settore.
Sicuramente sono post molto interessanti, ma dubito che riusciranno a farmi cambiare idea. Potrebbe comunque succedere perché escludere a priori la grazia? :-)

Buona notte. Trespolo.

Pubblicato da: Trespolo - 12.10.05 00:37

Be', Trespolo, scrivi al signore che ho linkato e che hai linkato anche tu. Non sarà Federico Caffè, Panzieri o Mario Tronti. Me ne sono servita come di un'opportunità. Visto che non di Hopa, e neanche di OPA, volevo parlare, ma di 'ricchezza, povertà e tragedia' che hanno con 'l'Offerta Pubblica di Acquisto' - su cui hai continuato a insistere per uno o due post almeno - un rapporto come dire, marginale. Dell'OPA le tre cose che ho citato io sono un po' le 'sorelle povere', e come dire, 'sacrificate sull'altare della scienza', di questi tempi.

Per quel che mi riguarda il valore delle cose che dicono i signori che hai linkato è tale e quale a quello delle cose che dici tu.

Conosco una differenza. Con loro mi pare di condividere un modo di vedere il mondo - lo stesso è per quella specie di volantino che ho linkato, fatto dagli operai, forse sarà un po' ingenuo, lo vedo da me, ma lo trovo fresco e vitale, non sussiegoso, neanche presuntuoso, e tanto meno con la pretese di poter spiegare tutto con 'la scienza'.

Ti ribadisco l'intento del post. Parlare di OPA e di quando questa diventi obbligatoria, di quali siano le regole italiane e quali quelle straniere in proposito, dei limiti e delle possibilità, non era intenzione di questo post.

Anche perchè, a proposito di società per azioni, a poco servirebbe dirti "La società per azioni è un'invenzione relativamente recente e appartiene alla mentalità capitalistica! Non è un destino, nè una condanna!" tu risponderesti come se uno avesse bestemmiato o ti avesse staccato la barchetta dal molo. A partire da ciò non posso che consigliarti di leggerti Bianciardi.

Pubblicato da: angela scarparo - 12.10.05 01:22

Ah, per concludere, Trespolo.

Io l'ho detto fino alla nausea che sono laureata in legge e quindi non faccio fatica a immaginare nè cosa sia una holding nè come funzioni un'opa. (se vuoi ne parliamo, ma sul tuo blog, di questa roba) nè quale sia l'assetto societario del gruppo Fiat, ma penso che per uno/a che passi di qui dopo cena, e voglia riflettere su qualcosa che assomigli a 'fenomenologia della ricchezza: quando dal benessere si passi alla tragedia', che mi pare un tema un po' più letterario, imporre il funzionamento - mal descritto! - di una scalata sia cosa noiosa e anche un po' insultante - perchè prevede conoscenze che uno/a non è tenuto/a ad avere.

Pubblicato da: angela scarparo - 12.10.05 01:34

Per quello che possa valere il mio giudizio, Trespolo scrive con molta competenza e argomenta lucidamente.

Lo seguo sul suo blog con molto interesse, poiché vi denuncia le magagne indotte dagli ingranaggi del sistema. Le sue denunce sono sempre arricchite da argomentazioni convincenti.

Rende un utile servizio a molti di noi (a me, sicuramente).

Bart

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 12.10.05 08:51

Angela, va benissimo, discutiamone come vuoi e quando vuoi però non dimentichiamo mai che, nel momento in cui ci inventiamo fornitori di informazioni, abbiamo il DOVERE di fornire informazioni CORRETTE, fosse anche solo un link, e non solo semplici pezze giustificative alle nostre idee. Chi legge deve essere rispettato, sempre, e la prima forma di rispetto è fornire informazioni corrette e sta a chi scrive VERIFICARE che le fonti che fornisce siano corrette.

Per il tema lavoro/scrittori ho già detto quello che penso e, credo, potrebbe essere interessante andare a capire quanto uno scrittore possa essere nella condizione di raccontare il mondo del lavoro, pur mantenendo le prerogative dello scrivere e i registri narrativi necessari per la stesura di un romanzo.
Certo non sta a me, non avendone le conoscenze necessarie, innescare una simile discussione, ma non avrei alcun problema a leggere, documentarmi e poi, se il caso, intervenire.

Seguo l'onda delle tue risposte e, riporto pari pari: 'fenomenologia della ricchezza: quando dal benessere si passi alla tragedia'. Che questo sia un argomento prettamente letterario, se non collegato ad uno o più testi letterari ben identificati, mi pare qunato meno "arioso" come concetto. Dovessi trovare una collocazione a un simile tema andrei a cercare all'interno della sociologia.

Buona giornata. Trespolo.

PS: continuo a non capire dove e quando avrei insultato. Ora, visto che non mi chiarisci il dubbio e considerato l'ultimo uso che fai del termine 'insultante', sono quasi arrivato a pensare che attribuiamo un significato diverso alla stessa parola. Chiederò soccorso a un vocabolario :-)

Pubblicato da: Trespolo - 12.10.05 11:14

PER CHI NON AVESSE LINKATO (FORSE QUELLO CHE DICE QUESTO VOLANTINO NON HA NESSUN FONDAMENTO):


LA LOTTA DEGLI OPERAI FIAT

E’ LA LOTTA DI TUTTI I LAVORATORI!

Operai, lavoratori,

Agnelli e soci dopo aver intascato per decenni i soldi della collettività e spremuto come limoni gli operai, vogliono buttare in mezzo ad una strada 8000 lavoratori.

La crisi della FIAT dimostra che il capitalismo non può assicurare alcun domani alla classe operaia. I padroni ed i loro governi se ne fregano degli operai e delle loro famiglie. Pensano solo ai loro profitti e privilegi, mentre continuano a prenderci per i fondelli.

Le soluzioni che stanno architettando alle nostre spalle – d’accordo con i vertici sindacali voltagabbana - non servono ad altro che a peggiorare le nostre condizioni di vita e di lavoro.

Non facciamoci illusioni! La difesa del posto del lavoro e della nostra dignità dipenderà solo dalla capacità di far pagare ai capitalisti la loro crisi!

Abbiamo una sola alternativa: difendere in modo intransigente i nostri interessi di classe, coscienti che la lotta degli operai FIAT riguarda il futuro economico e sociale dell’ intero paese. Se Agnelli ed il regime in costruzione di Berlusconi riusciranno a piegarci arretreranno tutti i lavoratori, verranno smantellati altri settori produttivi.

Si devono dunque estendere ed unificare le lotte – a partire dallo SCIOPERO GENERALE - per difendere il lavoro contro il capitale, per dire basta ai governi reazionari e guerrafondai, per un avvenire che non sia più fatto di speculazioni e disoccupazione.

La chiave della situazione è nelle mani della classe operaia. Non permettiamo che gli stabilimenti si fermino. E' ora di far capire a tutti che le fabbriche appartengono ai lavoratori che danno il sangue per mandare avanti la baracca.

Bisogna resistere con le dure e giuste forme di lotta che da mesi i lavoratori stanno portando avanti secondo le migliori tradizioni del movimento operaio. A questo punto, l’ obiettivo a cui guardano molti operai è chiaro:

OCCUPAZIONE ED ELEZIONE DEI CONSIGLI OPERAI

PER CONTROLLARE LA PRODUZIONE.

A chi dice che i licenziamenti sono un fenomeno "doloroso ma inevitabile" rispondiamo che sono una conseguenza di questo sistema agonizzante basato sullo sfruttamento. Tutti i problemi dei lavoratori e della società possono essere risolti con il potere nelle mani degli operai, con l' abolizione della proprietà privata dei mezzi di produzione ed il passaggio alla società pianificata dei produttori.

La classe operaia è l’ unica classe che può portare la società fuori dalla crisi divenendo classe dirigente in alleanza con gli altri lavoratori sfruttati. C’e’ un solo modo per uscire dallo sfacelo di questo sistema:

BISOGNA USCIRE DAL CAPITALISMO E PASSARE AL SOCIALISMO,

il solo sistema che può garantire l’ occupazione ed il benessere delle grandi masse.

Per questo occorre ricostruire il partito comunista della classe operaia, che sappia organizzare e dirigere le masse nei conflitti quotidiani come nelle grandi battaglie che ci attendono. Su questa strada debbono sempre più impegnarsi le avanguardie operaie, i migliori figli del proletariato, abbandonando le illusioni riformiste ed abbracciando il marxismo-leninismo.

Nessun licenziamento, nessuna chiusura di stabilimenti devono passare!

Nessuna concessione (salario, orario, diritti) deve essere fatta ai padroni!

Lotta a fondo per cacciare il governo Berlusconi, governo dei padroni!

Avanti per il partito comunista!

"TEORIA E PRASSI", rivista marxista-leninista

Pubblicato da: angela scarparo - 12.10.05 11:46

(il titolone era mio, naturalmente...)

Pubblicato da: angela scarparo - 12.10.05 11:48

QUEST'ALTRO E' TRATTO DA "SPEED OF LIFE" rivista ben fatta anche dal punto di vista grafico. lavorano un po' a rilento e a intermittenza, ma le cose che dicono sono sempre valide. L'autore di questo ezzo si chiama Sbancor.


" E già perché gli operai Fiat non sono operai qualinque. No. Proprio no. Gli operai Fiat sono pezzi di storia, di sangue e di carne di questo maledettissimo Paese.
Sono loro che nel 1919-20 creano i "Consigli Operai" a Torino con Antonio Gramsci. Sono loro a fare il primo sciopero contro il fascismo dopo l'8 settembre del '43, dando un contributo altissimo alla Resistenza. Sono le loro avanguardie comuniste che vengono confinate, evidentemente per premio, dal "kapò" Valletta nell'Officina Stella Rossa. Sono loro a riprendere la lotta operaia nel 1962 a Piazza Statuto, con il PCI che li chiamava "provocatori", loro i "terroni" importati dal Sud, con le magliette a strisce e i bidoni suonati come tamburi. Sempre loro a Corso Traiano. Loro, la punta di diamante del '68-'69 torinese. Loro, in prima fila nelle lotte contro il neo-fascismo e i "golpe" degli anni '70. Loro sui treni a Reggio Calabria lungo i binari minati dei fascisti di Ciccio Franco. Ancora loro, nel 1973, dopo una trattativa sindacale farsesca a occupare la Fiat da soli. Senza partiti, senza sindacati. Solo gli operai Fiat. Lì nacque l'autonomia operaia. Loro vissero sulla loro pelle i cosidetti "anni di piombo". La lotta armata di fabbrica è una lotta dura e cattiva. Senza pietà. Licenziamenti dipolitici, delazioni, intimidazioni, arresti all'alba. A volte operai contro operai. Come quando le B.R. uccisero Guido Rossa. Che ora vorrei fosse ricordato per quello che era: un operaio Fiat. E poi la ristrutturazione: la chiusura dei reparti verniciatura, delle "fosse", l'automazione, i "robot". La fine della lotta operaia, ma anche una vittoria: nessun operaio Fiat morirà più di cancro da vernici! Mai più! E poi gli anni '80 l'ultima occupazione con Berlinguer, la sconfitta, i licenziamenti di massa, la CIG permanente ed effettiva. Erano 90.000 gli operai Fiat degli anni '70: quanti sono adesso?

Basta. E' ora di offrirgli un premio, un reddito di cittadinanza, congruo, una rimborso sul plusvalore estorto a generazioni di operai, un'assicurazione sulle malattie da lavoro. Gli Agnelli possono fallire nell'indifferenza della gente. Le Banche possono aspettare quei 3.000 miliardi incautamente prestati a una "famiglia" di vampiri. Gli operai Fiat non possono aspettare. Hanno già aspettato. Troppo. Hanno aspettato una rivoluzione che non c'è stata o forse c'è stata, ma è stata diversa da come la sognavano loro. Basta. Dategli i soldi. Ora, subito, per tutta la vita. Per tutti quelli a cui sono stati rubati anni di vita, costretti ad alzarsi all'alba, ad entrare in fabbrica che è ancora buio, con la bicicletta e il pranzo nelle mani e il cartellino di riconoscimento fra i denti. Così li ricordo io negli anni '70, adolescente sprovveduto, che volantinava ai cancelli di Mirafiori. Basta. Pagate Subito. Pagate Tutto!

Pubblicato da: angela scarparo - 12.10.05 11:56

Bart, tu fai bene a considerare Trespolo un esperto. Il problema è che oggi qui, siamo tutti esperti. Il pezzo che ho postato sopra - lo dico solo per la credibilità di chi ci scrive, non mia - è tratto da una rivista che ruota attorno a Valentino Parlato, non fatta da mia sorella, che pure lavora in Rifondazione. Io personalmente ti dirò, sono un po' stufa degli 'specialisti' anche perchè ben che vada - e se va davvero bene - 'cercano' di essere onesti nel compilare la polizza alla vecchietta sotto casa. ma non è detto che poi gli riesca.

Pubblicato da: angela scarparo - 12.10.05 12:04

Trespolo sono venuta sul tuo blog per riprendere la conversazione come tu chiedevi, a un livello più tecnico-specifico, meno parziale e di parte: ma vedo che ognuno di noi ha il suo modo di 'distrarsi'. Io tiro fuori volantini romantici e vecchi numeri di rivista che mi appassionano. Tu - pensavo di aver sbagliato data - tiri sempre fuori la stessa storia di tuo nipote e della signorina dalle grosse tette che si è offesa e vi ha costretto a mangiare al Mac Donald's.

"E' tremendo il nipotino e me ne ha sempre combinate di tutti i colori. Una delle prime e delle più divertenti capitò quando aveva poco meno di tre anni; era un sabato pomeriggio quasi estivo e me ne stavo a casa tranquillo e in compagnia di una cara amica con la quale avevamo pianificato una cena per la serata. Solo la cena, non pensate male.
Mi chiama la sorella e mi chiede se può portare il nipotino da me per un paio d'ore che deve uscire per la spesa. Acconsento ovviamente e anche l'amica pare entusiasta.
La sorella arriva, lui entra e l'amica inizia, come fanno sempre tutte le donne, a fargli i complimenti e a vezzeggiarlo mimando quella vocina da bambino che a me sta un po' sulle scatole, ma tant'è, fan sempre così e lui se lo merita: non è come lo zio, piccolo, brutto e cicciottello, lui è veramente bello.
Ma dicevo, lei lo vezzeggia, lui la osserva a distanza di sicurezza per evitare sbaciucchiamenti e abbracci vari, che non sempre sopporta, e poi se ne esce con la frase nefasta, scrutandola prima con sguardo serio e quindi ignorandola: "Ma zio, quella dell'altra volta aveva le tette più grosse!".

Pubblicato da: angela scarparo - 12.10.05 12:57

Angela, il link al file pdf che contiene anche il volantino che riporti, non si limita al volantino, ma riporta anche una decina di articoli legati al tema FIAT, che mi sono letto (assieme al volantino che non ho mai citato nei miei interventi) e che riportano le notizie ERRATE delle quali parlavo in uno dei commenti precedenti.
Ora, non vorrei sembrare troppo pedante, ma se la tua intenzione era solo quella di far leggere il volantino la via migliore, forse, era quella di trascriverlo oppure dirlo chiaramente: leggete solo il volantino. Da parte mia se trovo il link ad un documento pdf sono portato a leggere tutto il documento pdf. L'articolo a cui facevo riferimento è il primo di quella rassegna stampa che contiene pure il volantino.
Anche perché non vedo cosa ci sia da commentare in un volantino scritto da persone che, senza averne mai visto le conseguenze, propugnano il ritorno al marxismo/leninismo come unica soluzione.

Sullo stesso livello colloco gli interventi "visionari" di Valentino Parlato che, giustamente e come ribadisce lui stesso, si è limitato a volantinare davanti alle fabbriche senza mai andarci a lavorare, senza sapere come funzionano se non per sentito dire, senza mai provare lui a creare la fabbrica dei "suoi sogni".
Comodo, molto comodo, da dietro un volantino, una scrivania, una televisione, quattro libri, stracciare giudizi e sputare sentenze proponendo soluzioni che la storia, non io illustre sconosciuto e neppure tu sconosciuta tanto quanto me, ha già bocciato e che ci hanno regalato decine di milioni di morti e intere nazioni ancora alla deriva: che al confronto Hitler pare un dilettante.

Ribadisco Angela, liberissima tu di scrivere e sostenere quello che vuoi, liberissimo io di contestare e non approvare, anche duramente, quello che sostieni. Sono le regole del gioco se non sbaglio e con queste regole sono abituato a giocare e andando a scavare, per una mia strana abitudine, all'interno dei documenti che mi vengono proposti senza mai prenderli per oro colato indipendentemente dalla fonte e dall'autore cercando di non farmi condizionare dal nome portato a sostegno: comodo schermo per raccontare balle a tutti i livelli.

Buona giornata. Trespolo.

PS: sugli esperti non sono d'accordo. Solo è un peccato che quelli veri siano pochi e ancora meno quelli che utilizzano la loro esperienza in modo onesto e non asservito agli interessi o all'ideologia di qualcuno.

Pubblicato da: Trespolo - 12.10.05 13:02

No, Trespolo, il volantino non è in formato PDF, si vede che ti sbagli a linkare, capisco allora tutta questa agitazione. sbagli a linkare. sbagli a leggere. su valentino parlato, diciamo che fai osservazioni a cui onestamente non so che rispondere.

adesso vado che ho una riunione di un consiglio di amministrazione fuori dal cancello della quale riunione c'è collegata una barchetta dentro cui credo che a fine riunione, se valentino vorrà con me, farà un bagno! buona riunione.

Pubblicato da: angela scarparo - 12.10.05 13:09

Angela, la "linea editoriale" (che definizione esagerata...) del mio sgangherato blog posso deciderla da solo? Stamattina non mi andava di trattare argomenti seri e mi sono divertito a scrivere quel pezzo che riporti anche qui. Se vuoi trovi, appena prima e nei giorni precedenti, post che trattano, compatibilmente con lo spazio e l'impaginazione accettabili per un blog, argomenti seri.
Poi se vuoi utilizzare una mia "fisima" per cercare la rissa, beh, hai sbagliato direzione: non sono abituato ad arrabbiarmi nemmeno per considerazioni peggiori, figurati se me la prendo per un tentativo simile e anche abbastaza puerile :-)

Buona giornata. Trespolo.

Pubblicato da: Trespolo - 12.10.05 13:09

neanche io mi arrabbio mai, caro Trespolo. forse per questo ci parliamo sempre. da sconosciuti e assistiti quali entrambi siamo. io però adesso vado davvero a farmi un giro in barchetta.

Pubblicato da: angela scarparo - 12.10.05 13:11

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