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03.09.05

Una lettera

di Aldo Busi

[Questa lettera di Aldo Busi non è stata pubblicata dal quotidiano La Repubblica. gm]

aldo_busi.jpg31.8.2005 Montichiari


Aldo Busi per la Repubblica, rubrica lettere, s.v.p., si può pubblicare quale articolo a titolo gratuito solo oggi su domani e solo se integralmente

Desidero commentare due articoli apparsi ieri [quindi il 30 agosto, gm] sul Vs quotidiano: il primo è a firma di Giuliano Amato, “Che cosa vuol dire esser laici oggi", che non ho letto dato che mi basta l’emicrania precedente di aver letto altri suoi interventi in materia, e il secondo è “Omosessuali si nasce o si diventa?", che non ho letto dato che mi ripugna già nel titolo.

Quanto al primo, dirò che essere laici oggi, e qui in Occidente, significa essere areligiosi per sé in senso generale e del tutto indifferenti (democratici per convinzione o faute de mieux) alla religione altrui, in senso personale e costituzionale, esattamente come lo si può essere verso i capelli ricci o lisci per strada o in privato a patto di essere drasticamente e tempestivamente anticlericali ogni qual volta dei ministri di un dato dio si insinuino nelle istituzioni di uno stato e pretendano di sovrapporsi ai ministri del bene pubblico imponendo alle capigliature dei cittadini una permanente etica, unica per tutti (rapati a zero sulla pubblica piazza i criniti recalcitranti) e, divina tautologia tricologica, per l’appunto sempiterna (eppure i capelli cadono anche ai preti che governano i preti mancati che ci governano); quanto al secondo (legatissimo al primo, ovvio) sulla cosiddetta omosessualità e, soprattutto, sulla sempre più demente (reazionaria, misogina, omofoba, neo/teo con ecc.) tendenza a far dire a una certa scienza quanto sulla sessualità umana non oserebbe più dire nemmeno il più idiota del villaggio globale, trasmetto qui di seguito l’epigrafe, con commento, al libro di viaggi che ho appena terminato, “Bisogna avere i coglioni per prenderlo nel culo", in uscita chissà quando: “E, così, dov’è considerata brutta cosa compiacere agli amanti, ciò si deve alla malizia dei legislatori, alla prepotenza dei dominanti e alla viltà dei soggetti", Il Convito, Platone, 182, nella traduzione (1922, Sansoni ed.) di Emilio Martini, davvero oscura per i non addetti ai lavori, e che a me piace dispiegare come segue malgrado la sottolineatura didascalica di certi concetti, impropriamente attualizzati, col rischio di apparire tendenziosi, al fine di escludere ogni possibile apologia della pedofilia e nell’originale e nell’interpretazione che ne do: “Ovunque e ogni qual volta si stabilisca che è riprovevole per un maschio adulto essere coinvolto in una relazione sessuale o sentimentale o entrambe le cose con un altro maschio adulto, noi cittadini non dobbiamo farci distrarre dalla speciosa necessità mondana di emettere un nostro qualsivoglia giudizio sulla colpa o sull’innocenza, sul vizio o sulla virtù della relazione in sé, ma dobbiamo concentrare la nostra vigilanza politica su chi con la sua propaganda sessuofobica, inventandosi finti delitti e colpe artefatte, ci sta mostrando un falso bersaglio per distrarci da quello triplicemente vero che dovrebbe preoccupare noi cittadini e metterci in uno stato di allerta civile: la maligna volontà dei legislatori, il dispotismo dei governanti - politici & preti & loro longa manus massmediatica – e la viltà dei sudditi, i quali per paura, ipocrisia, servilismo vivono nelle tenebre ciò che sarebbe loro libertà vivere alla luce del sole poiché ciò afferma un diritto senza lederne alcuno per nessuno. Il finto problema dell’attentato alla moralità pubblica e quindi all’intera società che costituirebbe la sessualità umana nelle sue espressioni di reciprocità tra persone adulte dello stesso sesso e no è brandito dal tiranno in ogni luogo e tempo per occultare il vero problema di chi se lo pone – lui - per imporlo a noi cittadini che volentieri ne faremmo a meno: soffocare la democrazia il più possibile al fine di ingrossare sempre più i proventi della sua tirannia con il nostro servaggio". Già che ci sono e ringraziando in anticipo: può la Repubblica, con le sue conoscenze, farmi invitare a Rimini al prossimo meeting di Comunione & Liberazione?

Pubblicato da giuliomozzi, il giorno e l'ora: 03.09.05 09:37

Interventi

In tutto e per tutto pienamente d'accordo con Aldo Busi.

Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 03.09.05 10:36

“Bisogna avere i coglioni per prenderlo nel culo”.
Contento lui di prenderselo ..., ma per favore non ne faccia un'apoteosi, una celebrazione: a tanti, tantissimi, quasi tutti, non piace proprio per niente (in senso proprio e metaforico). Quindi, faccia come gli pare, ma non ci rompa i coglioni, che pur abbiamo anche se non ci piace, ecc.ecc.
E non tiri fuori Platone, per favore. Altro che "escludere l'apologia della pedofilia": i Greci di allora,in generale, e pure il buon Socrate e via dicendo, con i ragazzini se la facevano e come! Rinfrescatevi un po'leggendo Luciano di Samosata, tanto per fare un esempio.
za'

Pubblicato da: za' - 03.09.05 10:53

trovo che aldo busi sia persona molto civile e spiritosa, oltre che un bravo scrittore. non è per lamentarsi dell'Italia, ma se vivesse in Francia sarebbe un mito per tutti, non solo per alcuni.

Pubblicato da: angela scarparo - 03.09.05 11:08

Ineccepibile. Ma un appunto, uno soltanto, se me lo permettete. vorrei far notare al Signor Aldo Busi come possedere i coglioni non costituisca di necessità condizione sine qua non al pigliarselo nel culo. Questo detto pur non nutrendo particolare predilezione per la sodomia. Non è per niente se si ha una Fica, dopotutto.

Saluti.

Lu

Pubblicato da: Lu - 03.09.05 11:20

Lu, ma insomma, che accanimento filologico! Mi viene da dire ficologico!

Pubblicato da: angela scarparo - 03.09.05 11:29

Credo che dir di Aldo Busi mito sia riduttivo, e credo che non gli piacerebbe esser definito mito in un Paese, il nostro, che di miti inventati su imposture letterarie avanza a ogni giorno di più. Miti sprecati infestano lo stivale, con o senza tacco alto. Busi non è solo uno scrittore tra i migliori: è il migliore, per capacità naturale, perché scrive non solo per il tempo presente, bensì per quello dei posteri anche.

Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 03.09.05 11:33

Caro Iannox,
considerati abbracciato dal sottoscritto. Con la stessa gioiosa condivisione del tifoso al gol, con il vicino di curva.
Busi è personaggio a-morale. Mi vien da sorridere vedendo che qualcuno - dei commentatori precedenti - sia caduto nella trappola tipica busiana (quella del titolo) ancor prima dell'uscita del libro in questione. Che tra le altre cose promette bene : nel CD "Incipit", Busi ne legge un estratto meraviglioso.

Pubblicato da: Federico - 03.09.05 11:45

precisazione alla precisazione mia di prima ( venuta adesso sotto la doccia): è un po' come buttare i tampax nel cesso quando si ha a disposizione un cestino. O perchè no? spedirli per posta acclusi alle parole: con infinito amore ?

Pubblicato da: Lu - 03.09.05 11:46

cito a memoria, (il che potrebbe ingannarmi): -Al contrario, zia augusta. Capisco solo adesso l'incredibile fortuna di non essere un vecchio frocio.

Pubblicato da: Lu - 03.09.05 11:48

Due cose per l'illustre Mozzi :
1 - Il link di Repubblica non funziona
2 - Sarei curioso di sapere come sei riuscito ad avere la lettera non pubblicata da Busi. Sei in contatto con lui ?

Pubblicato da: Federico - 03.09.05 11:55

@ FEDERICO

Se c'è uno scrittore che seguo sempre, quello è Aldo Busi: perché domani i suoi romanzi saranno per i miei figli adottivi o no, per chi mi sarà accanto.

Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 03.09.05 12:02

"Suicidi dovuti" era un libro bellissimo. Se volete leggerla su ilpostodeilibri.it 38 (per non accavvallare qua roba che poi non si fa in tempo a leggere), sto ricopiando un'intervista che ho fatto al mitico Busi nel...mi pare 95, ma adesso vado a controllare.

Pubblicato da: angela scarparo - 03.09.05 12:11

@ ANGELA

Intervista a Busi? Angela, ti posso sbaciucchiare tutta tutta? Avanti, ripesca quell'intervista, ripescala assolutamente.

"Suicidi dovuti" l'ho sostituito alla bibbia, a quella vecchia bibbia ciarliera che mi stava proprio sull'anima come un chiovo di ruggine.

Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 03.09.05 12:16

Ah, Peppe ma che te credi, che scherzo? Se vuoi ho intervistato anche Andreotti, e Biagi, Costanzo, nonchè...Andrea De Carlo (e l'ho fatti parlà! ma tanto. ma solo di letteratura) be'. che c'hai da dì, mo?

Pubblicato da: angela scarparo - 03.09.05 12:44

@Angela : sei riuscita ad ottenere un'intervista e a tenergli testa ? :)

@Giuseppe : io sono particolarmente affezionato a "Sodomie in corpo undici".

Pubblicato da: Federico - 03.09.05 12:45

Ma io voglio Aldo Busi, di Costanzo - che ho pure avuto a un palmo dal naso, be' sotto al naso ^___^ -, quello pure io, però m'interessa poco. E guarda che se tu tiri fuori la lista di chi hai intervistato, io poi tiro fuori la mia. ;-)

No, è che mi manca quell'intervista ad Aldo Busi, e la voglio leggere, almeno leggere e salvare in locale, per poi stamparla, e metterla insieme agli altri scritti sparsi di Busi - che ho raccolti per me. Sì, di letteratura, è quella che m'interessa.

Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 03.09.05 12:48

@ FEDERICO

Io scegliere un libro di Aldo e dirlo il migliore o il preferito, non ce la faccio proprio.

@ ANGELA

Angela, cara Angela, ti ho risposto, è solo che ho dimenticato "@ ANGELA": chiedo venia.

Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 03.09.05 12:50

Eccola. Sta su ilpostodeilibri.it. se giulio ha piacere la riposto qui. o se volete ne parliamo, qui, visto che ilposto non è un blog. grazie per l'entusiasmo. se sapevo la tiravo fuori quando era depressa. angela

Pubblicato da: angela scarparo - 03.09.05 13:10

Busi Buso.

Pubblicato da: Renato Zero - 03.09.05 13:14

Tra la 'finta ingenuità' di Susanna Tamaro e la 'parodia della realtà' di Arbasino, lei cosa preferisce?

"La finta ingenuità della Tamaro. Fa meno danni."

E come non esser d'accordo.

Grazie infinite Angela, per averla messa on line. E un grazie personale.

Non so Giulio, ma se posso, se vuoi, potrei, eventualmente...

Ah, ma è vero o no, che ho intervistato una ragazza che si chiama Angela Scarparo e che disturba famiglie felici? ^____^

Smack

Beppe

Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 03.09.05 13:28

Di Busi come scrittore niente da dire: bravo, molto, e potrebbe essere molto più bravo se solo masticasse un po' del suo (giusto) orgoglio e ci mescolasse una briciola di umiltà.

Il ricordo che ho di Busi è molto poco letterario: Montichiari, bar centrale in piazza, noi impegnati a giocare a biliardo (si giocava sul serio ed era frequentato da fior i giocatori) e lui che, a volte, si metteva a rompere i coglioni. Credo si ricordi di Piazza (ex campione italiano ora scomparso) col quale discuteva amabilmente e gran Signore, così come credo si ricordi di Sartorelli, sua spalla nelle partite in coppia.

Attenderò che qualcuno gli pubblichi il suo ultimo lavoro: se lo merita così come meriterebbe maggiore considerazione dall'editoria italiana. :-)

Buon fine settimana. Trespolo.

Pubblicato da: Trespolo - 03.09.05 14:34

Signori scusate, ma questo post voleva sottolineare solo la grandezza (o meno) di busi come scrittore? Immagino che a qualcuno possa piacere, ad altri meno, ma è indubbio che è un uomo di una certa valenza.
Perchè invece non parliamo del contenuto del post, non è più affascinante?
K.

Pubblicato da: Klemja - 03.09.05 15:36

Klemia, tu hai ragione. Però la cosa bella di Busi è che se parla in un'intervista non è che dica cose molto diverse da quello che scrive nella lettere, e soprattutto - cosa rara - dice più o meno sempre la stesse cosa, (dal 1996 - al 2005) "Perchè tante persone sono razziste, in Italia? Colpa della chiesa, o del fatto che sono delle teste di rapa? Perchè? Perchè? Perchè?" Busi è Busi.

Pubblicato da: angela scarparo - 03.09.05 16:50

...in realtà anche da prima del 1996...

Pubblicato da: angela scarparo - 03.09.05 16:51

Torno a danzare
con Aldo Busi, solo un danzare
derviscio, voglio vedermi danzare
come una statua di Brancusi
con Aldo Busi.
Mi avviluppo su due piedi
nell'infinito
e uno + uno
fa tre (Aldo, Busi e me).
Abbiamo un riff
geghegeghegeghege'
un passo dietro l'altro
Aldo, Busi e me.

Pubblicato da: Fan di Iannozzi - 04.09.05 16:02

Significativo il fatto che Repubblica abbia censurato Aldo Busi.
Il discorso di Busi è condiviso dalla gran parte dei fruitori del quotidiano progressista. Così come sono convinto che risulti condivisibile anche per la maggioranza dei dipendenti del giornale.
Rivendicare come proprio il valore della tolleranza assoluta e disinteressata per il 'diverso' - culturalmente inteso come 'specifico' e democraticamente difeso come 'unico'; dichiarare la disponibilità totale alla lotta per l'affermazione definitiva di tale valore nella nostra società, la quale risulta ancora oggi deficitaria da questo punto di vista - vuoi per l'attitudine, ancora radicata nel Paese, al servilismo nei confronti del potere, vuoi per le difficoltà endemiche a formarsi una libera opinione personale in Italia; dimostrare le proprie opinioni, ovvero attuare la liberazione dalla repressione nei modi che si ritengono maggiormente idonei a farlo, nel pieno rispetto del complesso dei vincoli sanciti dall'ordine costituzionale democratico; denunciare e infine denudare la strategia di autodifesa del potere, descrivendo i mezzi e i meccanismi che precludono la liberazione degli individui... Tutto questo non può non venir considerato patrimonio comune di quella cultura che si intende col termine 'progressista'.
Allora perché l'odiosa censura di Busi?
Perché forse dice la verità quando afferma che ci vuole coraggio ad essere omosessuali, scrittori, intellettuali e polemisti in Italia?

Pubblicato da: kristian - 06.09.05 20:24

Mi pare esagerato dire che "Repubblica" ha "censurato" Aldo Busi. Lui - senza che glielo chiedessero - ha spedito a "Repubblica" una lettera; e quelli di "Repubblica", con un'autonomia di giudizio alla quale hanno pieno diritto, hanno deciso di non pubblicarla. Per quel che ne so, potrebbero aver deciso di non pubblicarla perché quel giorno il quotidiano era pieno d'altre cose (cinque o sei pagine su New Orleans, ad esempio): e Busi aveva ben specificato che accettava la pubblicazione solo in un determinato giorno.

Pubblicato da: giuliomozzi - 06.09.05 21:36

Giulio, o tu credi che Busi non sia un intellettuale in grado di gestire una polemica culturale, magari con toni aspri e con qualche gratuità di giudizio, per cui bene hanno fatto quelli di Repubblica a rigettare la sua lettera non richiesta, impubblicabile (per questioni di gestione dello spazio editabile), offensiva e in definitiva inutile - senza contare che Busi ci aveva messo pure il discrimine temporale...
oppure non concepisci la censura (anche) come l'insieme di tutti questi atteggiamenti che, a loro modo legittimamente, quelli di Repubblica hanno tenuto nei confronti dello scrittore.
Ma la sostanza per me non cambia: si tratta di censura, pur se legittimabile.
Nello specifico: censura da sinistra di un discorso di sinistra, quali che siano i motivi (questa è casa mia e tu ci entri solo in pantofole; è inopportuno tirare in ballo in quel modo preti e compagnia cantante; che cazzo c'entrano i pedofili con la situazione attuale del Paese; il linguaggio di Busi è inammissibile per il giornale...),

Pubblicato da: kristian - 07.09.05 11:53

Anche secondo me "il linguaggio di Busi è inammissibile per il giornale".
Ho deciso che scriverò a Augias per chiedere lumi.

Pubblicato da: andrea barbieri - 08.09.05 12:51

Spero tanto che di tutte le cose che si possano dire su Aldo Busi una si possa davvero avverare: che si faccia davvero invitare ad un meeting di CL e che qualcuno finalmente con un goccio di umanità e di coscienza possa mettere fine ad una platea dove migliaia di persone applaudono quando degli omosessuali se ne parla come "invertiti", uno scandalo poco degno nel nobile Cattolicesimo.

Pubblicato da: Massimiliano - 23.11.05 00:00

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Pubblicato da: overhead door - 15.06.06 09:01