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20.09.05

Perceber, La macinatrice, Neuropa: una lettura sinottica

di Gabriele Dadati

[Una discussione di questo articolo nel blog di Giorgio Tesen. gm, 03.03.06]

uomo_leonardesco.JPG[...] L’oggetto di questo scritto sono tre romanzi italiani pubblicati nel corso del 2005. Si tratta del romanzo Perceber (Milano, Sironi) di Leonardo Colombati, di La macinatrice (Ancona, peQuod) di Massimiliano Parente e infine di Neuropa (Lecce, Luca Pensa editore) di Gianluca Gigliozzi. Cosa accomuna questi tre romanzi? Il fatto di essere, secondo la definizione di Franco Moretti, Opere mondo, almeno a nostro modo di vedere. La cosa singolare è che questo tipo di opera non è tra i più frequentati della nostra prosa, anche se negli ultimi anni se ne è dato qualche esempio: Residui. L’avvento dei nuovi umani di Stefano Massaron (Milano, Addictions, 1998), Canti del caos di Antonio Moresco (di cui si ha una Prima parte, Milano, Feltrinelli, 2001 e una Seconda parte, Milano, Rizzoli, 2003. Si attende, almeno riferendosi al progetto iniziale, una conclusione dal titolo Diario del caos) e infine Il suicidio di Angela B. di Umberto Casadei (Milano, Sironi, 2003). Singolare allora è che se ne pubblichino addirittura tre differenti nel corso dello stesso anno.
Di fatto, le opere mondo nella nostra tradizione non mancano, ma erano state finora tutte composte in versi. Indiscutibile opera mondo è infatti la Divina Commedia e così i poemi maggiori della nostra tradizione. Importante apripista prosastico ci sembra invece Il nome della rosa di Umberto Eco (Milano, Bompiani, 1980) , che si arricchisce nel 1983 delle Postille da cui ricaviamo il seguente passaggio: «Scrivere un romanzo è una faccenda cosmologica, come quella raccontata dal Genesi (bisogna pur scegliersi del modelli, diceva Woody Allen)». Proprio tra cosmologia e ironia sarebbe utile ritagliarsi un percorso e poter proseguire. [...]

Leggi tutto il saggio di Gabriele Dadati: "Perceber, La macinatrice, Neuropa: una lettura sinottica", 58K in formato Rtf.

Pubblicato da giuliomozzi, il giorno e l'ora: 20.09.05 01:16

Interventi

se non ricordo male, nello Tristram Shandy, lo zio del protagonista ferito in una battaglia ha "hobby" particolare: quello di ricostruire il campo di battaglia dove è stato ferito, e di riprodurre l'attimo esatto in cui lui venne colpito.
Dato che Leonardo ha sempre dichiarato i suoi 'debiti' verso la narrativa del '700 inglese, penso che questa sia una fonte 'genetica' decisiva per Perceber.

demetrio

Pubblicato da: demetrio - 20.09.05 09:31

NOTIZIA BOMBA!!!!!!!!!!!!
Nunzio vobis che su vmo.splinder.com è uscito un clamoroso scoops in cui viene finalmente disvelata la vera identità di TI-TRONCO Barbieri. Andate e leggetelo tutti, anche Giannozzi basta che non lasci i soliti comments ingiuriosi e omofobi.

Pubblicato da: Achillle Buttafuoco - 20.09.05 09:42

disamina critica piuttosto scrupolosa, questa di Dadati. e tra l'altro smentisce paro paro una delle sentenza di giulio ferroni nell'articolo di ieri.

non ho letto i 3 testi di cui si parla; trovo che creare un'opera-mondo sia obiettivo lodevole ma piuttosto arduo (non basta l'ambizione).

se poi faccio il passaggio (non del tutto lecito) da opera-mondo a "opera che punta ad una conoscenza integrale del mondo", potrei applicare ai 3 testi succitati quel che diceva mozzi ieri: >.
;)

Pubblicato da: paolo beneforti - 20.09.05 10:24

ops, è saltata la citazione. repeat: mozzi: "a tentare una "integrale conoscenza del mondo", chi è che non fallirebbe? Non è, il fallimento, costitutivo di qualunque romanzo che si pensi come "modo di integrale conoscenza del mondo"?]."

Pubblicato da: paolo beneforti - 20.09.05 10:26

Secondo me, caro Paolo, il tuo "passaggio" è del tutto lecito.

Pubblicato da: giuliomozzi - 20.09.05 19:10

Una nuova chiave di lettura e di interpretazione che, almeno a me, era sconosciuta. Complimenti a Gabriele Dadati e a Mozzi che ha deciso di postare il lavoro.

Buona serata. Trespolo.

Pubblicato da: Trespolo - 20.09.05 21:57

giulio, se il passaggio è lecito (*) allora tu ritieni che Perceber, La macinatrice, Neuropa siano dei fallimenti.

(*) dicevo che il passaggio non è lecito nel senso che opera-mondo è anche un testo che _crea_ un universo proprio, tipo "La vie mode d'emploi".

Pubblicato da: paolo beneforti - 20.09.05 23:00

Sì, Paolo: sono dei fallimenti. Delle sconfitte molto onorevoli, secondo me.

Pubblicato da: giuliomozzi - 20.09.05 23:19

perbaquez!
tutto ciò suona molto come apologia della "letteratura debole".

Pubblicato da: paolo beneforti - 21.09.05 12:57