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04.09.05
Pedro Shimose \ Riflessioni machiavelliche
Adesso voglio contemplare il fiume.
Adesso voglio solo congedarmi e rammentare
l’amicizia delle palme.
Adesso, per favore, lasciatemi sorseggiare in pace
il buon mate di coca.
Nata da un paio d’anni la casa editrice veneziana Sinopia Libri (nobile “progetto editoriale senza fini di lucro" ) già si distingue nel panorama editoriale italiano per la cura dei volumi proposti (legati a mano) e per la qualità degli autori e delle opere in catalogo. In realtà autori non del tutto sconosciuti, noti (e talvolta notissimi) all’estero, ma qui da noi relegati – vai a sapere perché – a un ruolo marginale o, comunque, fuori dalle grandi case editrici e dal novero dei cosiddetti “autori importanti". A cominciare dallo scrittore colombiano Armando Romero che la casa editrice Sinopia ha fatto conoscere con una raccolta di fulminanti racconti (La radice delle bestie, 2004) per giungere ora al boliviano Pedro Shimose, di cui propone, per la prima volta in Italia e con il testo originale a fronte, la raccolta poetica Riflessioni machiavelliche che vide la luce nel 1980 e, dopo il successo, tradotta in diverse lingue. Il libro, presentato a Roma all’ Istituto Italo-Latino Americano nell’aprile 2005, è arricchito da una introduzione (“Machiavelli di fronte allo specchio") di Luis H. Antezana e dalle dense e approfondite “Appendici" di Claudio Cinti, che di questo prezioso volume è abile traduttore e curatore (nonché promotore del progetto editoriale Sinopia Libri).
Pedro Shimose è nato in Bolivia nel 1940, a Riberalta, nella parte amazzonica del tormentato paese sudamericano. Figlio di emigranti giapponesi giunti a Riberalta attraverso il Perù. Si trasferisce a La Paz per proseguire gli studi letterari all’università per poi, grazie a una borsa di studio, laurearsi a Madrid. Tornato a La Paz si dedica al giornalismo e all’insegnamento universitario ma nel 1971, a seguito del colpo di stato del colonnello Banzer, è costretto a lasciare il paese per stabilirsi a Madrid, dove tutt’ora vive, conservando in modo tenace i legami con la propria terra d’origine.
L’esordio in poesia avvenne nel 1961, a poco più di vent’anni, e quando nel 1980 arrivarono le Riflessioni machiavelliche Shimose è nella piena maturità poetica, avendo già pubblicato sei raccolte, e dopo quasi un decennio d’esilio. Un libro alimentato dalla cultura classica e rinascimentale, dalle riflessione sulla politica e il progresso, con forti accenti di critica sociale. Tutto è centrato sul personaggio di Niccolò Machiavelli (ma si citano molti altri pensatori, tra i quali Gramsci e Leonardo da Vinci), qui rivelato nei suoi aspetti più umani, nella sofferenza dell’esilio, ep-pure sempre lucido e profondo, anche quando descrive aspetti semplici e umili della sua vita quotidiana. Di questi versi sorprende la lucidità e l’ironia che stemperano il dolore, la riflessione amara e pessimistica che sa mutarsi in saggezza, in quel flusso discreto d’umorismo che come un corso d’acqua limpido (Shimose è cresciuto in mezzo a due fiumi) attraversa e salda queste poesie intense, le purifica d’ogni eccesso, d’ogni scoria. I testi di Pedro Shimose calano giù come fendenti di scimitarra: lucidi e precisi, pieni di uomini e vicende, forti e civili.
Poesia di meditazione sulla cultura, la bellezza, la Storia, il significato dell’esistenza e il bruciore dell’esilio, che non rifugge da i toni malinconici in cui si avverte il senso di solitudine di chi, come Shimose, ha vissuto sulla propria pelle la persecuzione politica e lo sradicamento dalla madrepatria, ma anche il sogno di una società migliore – non a caso l’affinità con Machiavelli, non a caso il Rinascimento italiano. Libro più che mai attuale, quindi, visto i tempi d’instabilità, di guerre preventive e terrore. Si parlava di solitudine, sì, ma quella di Shimose è una solitudine stoica e spesso ironica e sottilmente autoironica, in cui resistono la fiducia e l’ammirazione per l’uomo che ascolta, osserva e medita sul mondo e sulla vita, sul passato e sul presente, e che si apre ai giorni che verranno (“Parlare con silenzio. Vedere/il sole che arde nella memoria/del futuro). Per questo nei testi delle Riflessioni machiavelliche spesso ci imbattiamo in versi gioiosi e in attimi di felice abbandono, dove i colori forti e caldi dell’Amazzonia abbracciano le linee perfette dell’architettura di Firenze, fondendosi con il pensiero razionale e moderno del “quondam Segretario".
Opere poetiche:
1961 Triludio en el exilio
1967 Sardonia
1968 Poemas para un pueblo
1972 Quiero escribir pero me sale espuma (Premio “Casa de las Américas")
1975 Caducidad del fuego
1976 Al pie de la letra
1980 Riflexiones maquiavélicas (in italiano Riflessioni machiavelliche, 2004, Sinopia Libri)
1985 Bolero de caballería
1988 Poemas (raccoglie in un unico volume le precedenti raccolte)
1996 Riberalta y otros poemas
2001 No te lo vas a creer
Oltre ai libri di poesia Pedro Shimose ha pubblicato anche un libro di racconti, nonché numerosi studi sulla letteratura latinoamericana.
Pedro Shimose, Riflessioni machiavelliche, Sinopia Libri, Venezia 2004, a cura di Claudio Cinti, pp. 149, € 14,00
Pubblicato da Alessio Brandolini, il giorno e l'ora: 04.09.05 08:02
Interventi
Alessio Brandolini, grazie mille per la presentazione di questa chicca che, mea culpa, era sfuggita alla mie grinfie di avido cultore del sommo Segretario fiorentino. Corro a comprare e a divorare. L'idea che qualcuno abbia identificato e messo in versi la profonda, ironica e saldissima umanità di Machiavelli, mi sollazza oltre ogni ragionevole temperanza.
Pubblicato da: Luca Tassinari - 04.09.05 09:27
Ecco, lo sapevo, ho inopinatamente seguito il link a Sinopia libri, e nella presentazione delle Riflessioni machiavelliche ho trovato il link a una poesia intitolata "Un uomo chiamato Machiavelli". Ho letto e... mi sono commosso! Sentite qua (poi filate a leggerla tutta. Di corsa!):
Frattanto
mi consolo
scrivendo.
poesie d’amore che mai
leggeranno
gli innamorati
Il mio regno è di questo mondo
Solo chi ama dal profondo Machiavelli può scrivere versi così. Grazie ancora, Alessio Brandolini.
Pubblicato da: Luca Tassinari - 04.09.05 09:44
Non è male nemmeno questa chiusa di CRONACA FIORENTINA:
...
Caduto in disgrazia,
lo rimuovono dal suo incarico,
lo imprigionano
lo torturano.
Fu cosí che conobbe gli uomini
– lui, mite e gentile –
e codificò l’infamia.
Mentre per intero, sempre di Shimose e dal sito di Sinopia Libri, voglio riportare questo ricordo del mio concittadino Castruccio Castracani (di cui fu cultore grandissimo lo scrittore viareggino e lucchese ad un tempo Mario Tobino:"Machiavelli a Lucca", Maria Pacini Fazzi Editore - www.pacinifazzi.it):
CASTRUCCIO CASTRACANI DI FRONTE ALLO SPECCHIO
Non lo nego,
possibile che fosse vero.
Condannato a sopportare l’ingiuria dei tempi,
appresi
che nessuno sfugge al suo destino.
Avrei voluto non essere mai nato,
ma sono vivo,
orfano in un giardino,
abbandonato
da genitori che non conobbi.
Adoperai la forza e l’astuzia
che gli uomini usarono per distruggermi.
Signore di Lucca mi fece il coraggio,
e nelle Fiandre, la mia spada difese il mio nome.
Dopo tanta gloria conquistata
sui campi di battaglia
muoio in un letto,
ammalato,
perseguitato da febbri
e solitudine
come
chi mai non seppe nulla dell’amore.
Bart
Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 04.09.05 10:53
Basta, Bart, ti prego! Vuoi forse ch'io mi sciolga in lacrime d'amoroso affetto per il più grande prosatore fiorentino e italiano di tutti i tempi? Ogni singolo verso di Pedro Shimose è per me il coltello col quale frugo dentro me stesso, e amante mi discopro di quest'uomo così poco amato.
E poi, dico, hai notato il fiore più bello di questo giardino poetico? C'è una poesia intitolata semplicemente Marietta Corsini! Al mondo ci sono solo tre uomini che hanno onorato in lettere la memoria di Marietta, donna innamoratissima e moglie di sovrumana pazienza. In rigoroso ordine cronologico (nonché, del tutto casualmente, alfabetico): Giuseppe Prezzolini, Roberto Ridolfi e Pedro Shimose.
Signore e signori, lo dico e lo ripeto: 'sto Pedro Shimose è una porta spalancata sulla vera natura del maggior poeta fiorentino d'ogni tempo; poeta che, sappiatelo, non è certo quel minore sopravvalutato dell'Alighieri.
'sto Pedro Shimose ha da esser letto e riletto. Assolutamente.
Pubblicato da: Luca Tassinari - 04.09.05 11:43
Se bisogna leggere e rileggere Pedro Shimose boliviano, il che è del tutto verosimile e plausibile, che si farà di Nicolàs Guillèn cubano o, per dirne uno proprio a caso, di Vicente Aleixandre castigliano? No, così per regolarsi, soltanto (e taccio del mai abbastanza ricordato e compianto José Martì, beninteso).
Pubblicato da: giovanni - 04.09.05 12:04
scusate è OT ma ...
volevo segnalarvi una intervista, secondo me, molto nteressante a antonio moresco trovata su Lietocolle (l'ulisse) che potete leggere nel mio blog
http://georgiamada.splinder.com/post/5616687
Prima che vi mettiate a bubare specifico che ve lo segnalo perchè penso che ad alcuni di voi possa interessare se poi ho sbagliato siate così clementi da scusarmi ;-)
Pubblicato da: georgia - 04.09.05 16:19
E' interessante, infatti. Interessante rilevare come una persona di buon gusto e capace di scrivere in italiano persin piacevole (l'intervistatore Marano) abbia trascritto 3-4 cartelle di sproloqui faticosi e pochissimo concludenti di Marano.
A questo serve l'Internet: a far conoscere cose di cui uno ignorerebbe altrimenti l'esistenza.
Pubblicato da: giovanni - 04.09.05 16:29
non ho capito nulla.
marano sciverebbe bene, ma ha trascritto sproloqui di marano?
e internet serve a conoscere cose che si ignorerebbero?
Beh scusa, ma non capisco nè dove stia l'ironia nè la novità.
giovanni mi spieghi meglio? nella foga-strafoga devi esserti perso un passaggio ;-)
ciao con simpatia georgia
Pubblicato da: georgia - 04.09.05 16:58
ehi voi, brutti antipatici! apritevi un bel thread su Moresco per interposto Marano, se del caso. Qui si parla di Niccolò Machiavelli per interposto Pedro Shimose, per interposto Alessio Brandolini. Sciò!
Pubblicato da: Luca Tassinari - 04.09.05 17:09
Ignoravo che persino uno bravo come Marano non riuscisse a rendere leggibile Moresco. Questa, per me, la novità.
Non faccio uso di ironìa, che mi pare uno strumento debole e anzi ipocrita. Meglio il sarcasmo, migliore di tutti il paradosso, che naturalmente non è fatto per la scrittura elettronica.
Pubblicato da: giovanni - 04.09.05 17:10
scio?????
mio dio tassinari che fai come il bossi con i giornalisti? (lui diceva raus solo perchè è più nazista che fascista, ma il significato è lo stesso)
All'anima, che anima democratica ti ritrovi
Pubblicato da: georgia - 04.09.05 17:23
Risposta all'ottimo Tassinari: come la mettiamo, allora, fra Nicolas Guillèn, Jose Martì, Vicente Alexaindre e lo Shimose?
Pubblicato da: giovanni - 04.09.05 17:38
Ussignur, georgia, "Prendi il mondo allegramente"! (Versi tratti da La gelosia non è più di moda, del Trio Lescano).
Pubblicato da: Luca Tassinari - 04.09.05 17:41
E perchè mai, luca, perchè quando si si piglia il mondo con allegria si fa sciò sciò?
Pubblicato da: georgia - 04.09.05 17:57
giovanni, tutti quelli lì che hai nominato hanno dedicato una raccolta di versi a Machiavelli? Davvero? ommaremma, ne avrò da leggere, quest'inverno.
Pubblicato da: Luca Tassinari - 04.09.05 18:03
No, nessuno di questi ha mai scritto un rigo sul tuo beneamato, di cui peraltro credo poco si conosca a Cuba e in Ispagna, come dire, un filino meno che in Italia. Non di meno, Martì, Guillèn e Aleixandre (questo amato persino da Montale, che lo tradusse) sono poeti leggibili con altrettanto profitto - e io direi maggiore - del bravo Shimose.
Pubblicato da: giovanni - 04.09.05 18:15
@ georgia.
Come si naviga nel tuo sito: http://georgiamada.splinder.com/ ?
Te lo chiedo perché, come faccio con altri siti, mi ci affaccio ogni mattina, ma trovo sempre il post su Robert Pape.
Ora invece vedo (e andrò a leggere) che c'è un post nuovo.
@giovanni.
Non ce la puoi fare con Luca. Non scambierà mai Shimose con i poeti che suggerisci tu, e forse, a questo punto, con chissà quanti altri.
Salvo che, Luca, devi trattare un po' meglio Dante:-)
Bart
Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 04.09.05 18:37
Bart, uno dei poeti che cito io ha vinto il Nobel nel '77. Un altro ha scritto, fra mille altre cose, anche il testo di Guantanamera. Veda Luca se questo vale un'opera dedicata a Machiavelli o che altro.
Pubblicato da: giovanni - 04.09.05 18:42
giovanni, come tu sai molto meglio di me, la vita è breve, l'arte lunga, eccetera eccetera: no Machiavelli, no Martì (e compagnia). In area ispanofona il mio beneamato compare sicuramente nell'incipit di O Cesare o nulla, romanzo di Montalbàn di qualche annetto fa.
Pubblicato da: Luca Tassinari - 04.09.05 18:47
bart non sapevo che il mio blog ti avesse fra i suoi lettori.
Mi fa piacere.
Nel mio blog si naviga, credo (perche io non ci navigo mai) come in tutti i blog splinder.
Cioè alla fine della pagina ci sono dei numerini
Il numero uno corrisponde alla pagina corrente, col 2,3 3ecc vai all'indietro.
Poi l'archivio si divide per mesi, o per argomenti (si trovano sulla sinistra in fondo).
Poi ogni post se viene aperto tutto ha naturalmente un suo url particolare.
Se usi l'indirizzo
http://georgiamada.splinder.com/ vai sempre alla pagina corrente, evidentemente tu avevi salvato l'url del post su pape e a quello sempre ti rimandava (capitò anche a me tanto tempo fa con NI andavo sempre ad un post di Scarpa con un quadro di de sade e trovavo il blog molto lento ;-)
Chiedo scusa a giulio (non avrei dovuto mettere qui queste spiegazione) ma non avevo la e-mail di bart
georgia
Pubblicato da: georgia - 04.09.05 19:19
Grazie georgia.
La mia e-mail è: bartolomeo.dimonaco@tin.it
Ho letto l'intervista a Moresco.
Quando ero giovane (giovanissimo, va', sui 17 anni) scrissi un raccontino che si trova sul mio sito "La ragazza e il cavaliere" (al quale sono molto legato), sulla base di questo assunto di cui ancora oggi sono convinto e che continua a suggestionarmi:
"Il tempo è simile ad una superficie eternamente ruotante; su di essa vivono tumultuosamente, quasi sempre allo stato incompiuto, milioni di azioni o storie, cioè la realtà. La nostra esistenza è così un passaggio continuo da un’azione all’altra; si tocca per un rapido momento ciò che è contenuto in ciascuna storia e nessuno conosce mai se stesso."
Bart
Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 04.09.05 20:21




