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20.09.05
(Capitalismo 8) La sottospecie italiana: io ti caccio, tu mi cacci!
di Laura Lilli e Alba de Cespedes
(Spiace sapere che Enzo Biagi - come Carlo Freccero, che occupa una sedia, si dice, senza possibilità concreta di lavorare - dopo essere stato 'cacciato via' qualche tempo fa, dai funzionari, non sia stato 'reintegrato' in azienda (la RAI). Spiace costatare la 'normalità' di cui tutta la faccenda è entrata a far parte, fino al punto che non se ne parli neanche più. Ci è spiaciuto d'altronde costatare che di questa pratica fastidiosa, il 'cacciar via', Enzo Biagi sia stato a sua volta artefice e nei confronti di una brava, importante scrittrice, Alba de Cespedes. Ci è spiaciuto perchè non è la prima volta che viene fuori una piccola verità, che è questa: In Italia certe 'pratiche', certo malcostume, appartengono sia all'una che all'altra parte politica, così agli uomini come alle donne. La De Cespedes ha avuto fra il '53 e il '61 una rubrica di lettere su 'Epoca'. A un certo punto smise. Leggiamo perchè. A farle le domande, in un'intervista realizzata a Parigi nel 1980 è Laura Lilli, giornalista vivace, intelligente e sintetica come poche.)
Lei è sempre stata molto letta. Ma negli anni passati lo era nel modo giusto, a suo parere?
Non in Italia. In Italia ero considerata una scrittrice 'per donne'. Sì, in Italia gli uomini si vergognavano a leggere una donna.
Non si vergognavano però a scriverle, quando fra il '53 e il '61 tenne su 'Epoca' una rubrica di 'lettere' che si intitolava - guarda caso - Dalla parte di lei , come il suo romanzo sulla moglie assassina.
Sì, però a scrivere erano soprattutto uomini. Gli uomini sono più sicuri di sè, anche se a volte scrivevano certe lettere sgrammaticate...
Anche in quelle risposte lei è stata un'anticipatrice. Una specie di miracolo. Oggi il 'privato' è entrato nella cultura. Ma allora, la posta dei giornali era femminile e 'rosa'. Di solito erano le donne a scrivere ai giornali, non a caso femminili, parlando delle loro cosidette 'piccole cose'. Lei, invece, queste 'piccole cose' le metteva sotto al microscopio, con molta serietà.
Sì. Uno mi scriveva, per esempio, 'io sono geloso'. Io non rispondevo mai 'alla persona'. Dicevo: 'prendiamo il sentimento della gelosia e analizziamolo'. Oppure si parlava di religione. E benchè io sia atea, cercavo di mettere a fuoco una serie di dubbi che so esistere nella maggioranza della gente. Ma è vero: facevo sul serio. Era l'epoca in cui alle donne si diceva: 'dì tutto alla mamma', o 'vatti a comprare il cappellino'. Io di cappellini non parlavo. Una volta citai Voltaire e il Vaticano chiese la mia testa.
E smise per colpa del Vaticano?
No, mi mandò via Biagi - allora era direttore di 'Epoca' - sostituendosi a me in una rubrica in cui dava del tu a tutti. La sostituzione andò così: Biagi mi chiese di andare a intervistare la moglie di Nabokov, per chiedere che cosa pensava di suo marito, che aveva scritto Lolita. Io dissi: 'Così la signora potrà chiedere a mio marito cosa pensa di me, che ho scritto Dalla parte di lei. Ecco', aggiunsi, 'io sono una scrittrice. Nabokov è uno scrittore e se vuole che faccia un'intervista andrò a intervistare Nabokov'. 'Lei deve fare quello che dico io', rispose Biagi. E per dimostrare che nessuno mi leggeva, disse che a lui risultava che i miei lettori fossero solo il 35 per cento di quanti compravano 'Epoca'. 'Allora le cifre sono truccate', risposi', 'perchè non possono essere più del 20 per cento'. A farla breve dal numero successivo fui 'esentata' con una bella letterina, da quella rubrica. In seguito per altri due anni, feci, sempre su 'Epoca' il Diario di una scrittrice.
(brano tratto da: L. Lilli, Passioni e parole, La Tartaruga, 2001)
Pubblicato da Angela Scarparo, il giorno e l'ora: 20.09.05 15:39
Interventi
LETTERA APERTA DI VINCENZO MARIA OSTUNI E BASILE PESARO BORGNA CONTRO I CALUNNIATORI, CON LISTA DI CHI CI PIACE (SEGUIRA' LISTA DI CHI NON CI PIACE, MA MENO IMPORTANTE)
Con preghiere di essere pubblicata!!!! Grazie!!!!
E' nell'atto una operazione vergognosa di calunnia a danno di noi VMO (iniziali di VINCENZO ma per estensione anche BASILE che in questo momento scrive) ad opera di diversi commentatori scatenati nei blog, anzi, ne sono in corso due, operazioni:
PRIMA. la prima, VIOLENTISSIMA!, ad opera di calunniatori (Iannozzi, Barberi, Trespolo, Prakash che però è un nickname) diretta non solo contro noi ma anche contro LUCIO ANGELINI dei cazzeggi, è un attacco frontale con tutte le armi della calunnia, in direzione di un definirci trolls, teppisti, gente che spara la merda e fa un lavoro distruttivo e addirittura impedisce ad altri bloggher (come DAVIDE BREGOLA, ormai nostro amico carissimo dopo lo scambio privato in pubblico) di esprimersi buttando tutto in cacciara. Va avanti da giorni e giorni con inaudita vi(r)ulenza (la "o" al posto della "u" = Scuraglia = Scarpa) ed è arrivata addirittura a negare (calunniandoci!) che esistiamo, che il nostro contatore sia vero (è vero, perché non dovrebbe essere vero??) eccetera. In questo lavoro di calunnia si è distinto soprattutto IANNOZZI (ex-amicoper sempre Peppe I. come I-scariota, calunniatore attivo in rete con vari nicknames in spregio della limpida presa di posizione della ragazza (Brullo) CARLA BENEDETTI), che in una storica crisi isterica (da coda di paglia, tipico!) sulla signora Lipperini ha cominciato a offendere tutti a destra ammanca, chiunque parlava: "STRONZO!!", "IDIOTA!!", "TESTADICAZZO!!", in una performans vergognosissima, indegna della gentilezza con cui la signora Lipperini ospita tutte le tonalità di opinione.
SECONDA. la seconda, meno violenta e nell'apparenza più raffinata (ma invece no!), è nella direzione di uno sminuirci nel nostro lavoro (quello non pagato, non la web agency!) dicendo che noi in realtà facciamo satire, satire qualsiasi, operazioni a cuore aperto contro poveri scrittori ed editori che noi useremo come bersaglio immobile per scaricare rabbia idrofoba in quanto noi in realtà addetti ai lavori (in un certo senso sì perché abbiamo la web agency e adesso abbiamo commesse anche dal Canada!) all'opera in piccole vendette.
Noi vorremo ricordare a tutti questi pezzenti che ci calunniano (soprattutto i primi, e soprattutto IANNOZZI!) che il nostro è lavoro COSTRUTTIVO!!!, in direzione di un segnalare autori ed editori che ci piacciono e sono coraggiosi, anzi curaggiosi (=Scarpa), abbiamo pubblicato interviste e recensioni (Scarpa=recensiuni, grande!!!), abbiamo lottato da tempi proprio non sospetti contro chi inquinava il dibattito sui blogs con finte recensioni, pseudonimi e nicknames e anonimati selvaggi, per sabotare e fare facile ironia = rogna e non voler affrontare i nodi di Gordon del dibattito culturale.
A riprova di quanto abbiamo scritto su, giù ricordiamo una lista anti-calunniatori per fare vedere che il nostro lavoro è COSTRUTTIVO.
In questi mesi non sospetti abbiamo parlato BENE!!!!! di (in ordine alfabetico di nome di battesimo):
ANGLU FARRUGIA
ANTON CARACCI
ANTONIO MORESCO
CARLA BENEDETTI
CESARE SEGRE
DAVIDE BREGOLA
DAVIDE BRULLO
DOM MINTOFF
EMILIO SALGARI
ERNEST BORGNINE
EUGENIO BARBA
FABIO CIOFI
FERNANDA PIVANO
FRANZ KRAUSPENHAAR (nonostante le incomprensioni)
GIANNI BIONDILLO (quasi)
GIULIOMOZZI
LEON BLUM
LUCIO ANGELINI
SANDRONE DAZIERI
SANDRO PENNA
SERGIO FANUCCI
TIZIANO SCARPA
MASSIMILIANO PARENTE
MASSIMO DEL PAPA
PEPPE IANNOZZI (sbagliando, ma abbiamo il curaggio di ammetterlo)
RENATO SORU
ROBERTO PAZZI
ROMANO LUPERINI
WALTER SITI
e sicuramente ci siamo dimenticati tante altre persone degnissime!
Con rispetto (GRANDE!!!),
VINCENZO MARIA OSTUNI e BASILE PESARO BORGNA
Pubblicato da: BASILE PESARO BORGNA - 20.09.05 16:28
LETTERA APERTA DI VINCENZO MARIA OSTUNI E BASILE PESARO BORGNA CONTRO I CALUNNIATORI, CON LISTA DI CHI CI PIACE (SEGUIRA' LISTA DI CHI NON CI PIACE, MA MENO IMPORTANTE)
Con preghiere di essere pubblicata!!!! Grazie!!!!
E' nell'atto una operazione vergognosa di calunnia a danno di noi VMO (iniziali di VINCENZO ma per estensione anche BASILE che in questo momento scrive) ad opera di diversi commentatori scatenati nei blog, anzi, ne sono in corso due, operazioni:
PRIMA. la prima, VIOLENTISSIMA!, ad opera di calunniatori (Iannozzi, Barberi, Trespolo, Prakash che però è un nickname) diretta non solo contro noi ma anche contro LUCIO ANGELINI dei cazzeggi, è un attacco frontale con tutte le armi della calunnia, in direzione di un definirci trolls, teppisti, gente che spara la merda e fa un lavoro distruttivo e addirittura impedisce ad altri bloggher (come DAVIDE BREGOLA, ormai nostro amico carissimo dopo lo scambio privato in pubblico) di esprimersi buttando tutto in cacciara. Va avanti da giorni e giorni con inaudita vi(r)ulenza (la "o" al posto della "u" = Scuraglia = Scarpa) ed è arrivata addirittura a negare (calunniandoci!) che esistiamo, che il nostro contatore sia vero (è vero, perché non dovrebbe essere vero??) eccetera. In questo lavoro di calunnia si è distinto soprattutto IANNOZZI (ex-amicoper sempre Peppe I. come I-scariota, calunniatore attivo in rete con vari nicknames in spregio della limpida presa di posizione della ragazza (Brullo) CARLA BENEDETTI), che in una storica crisi isterica (da coda di paglia, tipico!) sulla signora Lipperini ha cominciato a offendere tutti a destra ammanca, chiunque parlava: "STRONZO!!", "IDIOTA!!", "TESTADICAZZO!!", in una performans vergognosissima, indegna della gentilezza con cui la signora Lipperini ospita tutte le tonalità di opinione.
SECONDA. la seconda, meno violenta e nell'apparenza più raffinata (ma invece no!), è nella direzione di uno sminuirci nel nostro lavoro (quello non pagato, non la web agency!) dicendo che noi in realtà facciamo satire, satire qualsiasi, operazioni a cuore aperto contro poveri scrittori ed editori che noi useremo come bersaglio immobile per scaricare rabbia idrofoba in quanto noi in realtà addetti ai lavori (in un certo senso sì perché abbiamo la web agency e adesso abbiamo commesse anche dal Canada!) all'opera in piccole vendette.
Noi vorremo ricordare a tutti questi pezzenti che ci calunniano (soprattutto i primi, e soprattutto IANNOZZI!) che il nostro è lavoro COSTRUTTIVO!!!, in direzione di un segnalare autori ed editori che ci piacciono e sono coraggiosi, anzi curaggiosi (=Scarpa), abbiamo pubblicato interviste e recensioni (Scarpa=recensiuni, grande!!!), abbiamo lottato da tempi proprio non sospetti contro chi inquinava il dibattito sui blogs con finte recensioni, pseudonimi e nicknames e anonimati selvaggi, per sabotare e fare facile ironia = rogna e non voler affrontare i nodi di Gordon del dibattito culturale.
A riprova di quanto abbiamo scritto su, giù ricordiamo una lista anti-calunniatori per fare vedere che il nostro lavoro è COSTRUTTIVO.
In questi mesi non sospetti abbiamo parlato BENE!!!!! di (in ordine alfabetico di nome di battesimo):
ANGLU FARRUGIA
ANTON CARACCI
ANTONIO MORESCO
CARLA BENEDETTI
CESARE SEGRE
DAVIDE BREGOLA
DAVIDE BRULLO
DOM MINTOFF
EMILIO SALGARI
ERNEST BORGNINE
EUGENIO BARBA
FABIO CIOFI
FERNANDA PIVANO
FRANZ KRAUSPENHAAR (nonostante le incomprensioni)
GIANNI BIONDILLO (quasi)
GIULIOMOZZI
LEON BLUM
LUCIO ANGELINI
SANDRONE DAZIERI
SANDRO PENNA
SERGIO FANUCCI
TIZIANO SCARPA
MASSIMILIANO PARENTE
MASSIMO DEL PAPA
PEPPE IANNOZZI (sbagliando, ma abbiamo il curaggio di ammetterlo)
RENATO SORU
ROBERTO PAZZI
ROMANO LUPERINI
WALTER SITI
e sicuramente ci siamo dimenticati tante altre persone degnissime!
Con rispetto (GRANDE!!!),
VINCENZO MARIA OSTUNI e BASILE PESARO BORGNA
Pubblicato da: BASILE PESARO BORGNA - 20.09.05 16:30
Angela, aggiungerei un piccolo dettaglio: Biagi non è stato cacciato dalla RAI (anche se l'intenzione era quella probabilmente, ma le intenzioni sono intenzioni...), si è licenziato incassando una liquidazione miliardaria. Non credo che alla De Cespedes sia stata offerta, da Biagi, la stessa possibilità. :-)
Buona serata. Trespolo.
Pubblicato da: Trespolo - 20.09.05 17:35
Trespolo, tu ti attrespoli sempre. Mo' va bene 'malcostume' ma che Biagi fosse una voce di opposizione nel contesto RAI era un dato di fatto. Certo uno/a potrà dire, "Ammazza' e se Biagi è l'Opposizione che sarà il Governo?", ma questa è un'altra storia.
Resta il fatto - non 'inventato' da Biagi prr andare via, incassando la liquidazione, come sembra da quello che tu dici - che un giornalista accreditato non abbia potuto continuare a svolgere liberamente il suo lavoro. Poi che lui, a sua volta, abbia fatto lo stesso un po' di anni prima, con un'altra giornalista brava e riconosciuta è un'altra storia - nostrana, genuina, verace - ancora. Storie.
Ma perchè in Italia (in RAI) non si fa come fa la BBC (eh, non è la BBC!)? Esiste un consesso di saggi messo lì, per assicurare la 'libertà e l'indipenza'dell' emittente pubblica - e cioè, che non vengano fatte telefonatine dai potenti per controllare i TG, o dai governanti; per vedere che non vengano messe come redattrici, o presentatrici le amanti degli amanti. Perchè in Italia si fa - da sempre - finta di non saperlo?
Perchè se la Rai (ah, ah, ah!) è pubblica? (ah, ah, ah!) E' nostra (ah, ah, ah!)?
Pubblicato da: angela scarparo - 20.09.05 18:01
Angela, hai ragione, mi attrespolo sempre: mi ci siedo sopra e incomincio ad osservare, annotare e spulciare :-) Hai anche ragione quando sottolinei le differenze fra la via dell'italico giornalismo e la via anglosassone; che dirti: aspetterò il giorno in cui, anche in Italia, scomparirà quella casta di potere che si chiama Ordine dei Giornalisti e nasceranno meccanismi diversi per la gestione dell'informazione: a tutti i livelli.
Fino a quel momento, e sono venale lo so, uno che se ne va incassando qualche miliardata (ribadisco, nessuno l'ha cacciato si è dimesso lui, anche se l'aria era quella che tutti conosciamo e te ne do atto, ci mancherebbe) non ha, secondo la mia contorta morale, nessun diritto di protestare: si goda i miliardi senza scassare i maroni e, se non gli va bene, li investa per un'informazione alternativa che ne avrebbe avuto e ne ha tutte le possibilità il "buon" Biagi.
Sul fatto che Biagi fosse una voce di opposizione... boh, questione di punti di vista; a mio parere è molto più giornalista e d'opposizione Milena Gabanelli di Report; una delle poche, se non l'unica, che in Italia continua a fare giornalismo d'inchiesta vero e non opinionismo discutibile camuffato da inchiesta. A me personalmente i "santoni" del giornalismo italico, pieni di miliardi e di boria, per non fare nomi, ma i cognomi (Biagi, Santoro, Bocca) hanno rotto le scatole: sono anni che campano di rendita e raccontano sempre, fra una liquidazione miliardaria e l'altra, le solite storie.
E non parliamo di RAI, che non ho la tv da quando ho traslocato (quasi 15 anni fa oramai) e mi è rimasta solo una causa, con RAI che insiste nel pretendere che le paghi il canone :-)))
Buona serata. Trespolo.
Pubblicato da: Trespolo - 20.09.05 21:54
Ciao Trespolo, adesso si che non ti attrespoli. Sulla RAI hai ragione. Così ragione che devi aspettare solo una decina di minuti. Ho trovato una bella intervista abbastanza rara del 1969, - naturalmente lasciata rara - in cui il grande - davvero - Roberto Rossellini annuncia l'intervista è stata raccolta da Cipriani di Paese Sera che andrà in Francia a lavorare. Descrive i meccanismi dei funzionari (RAI, 1969) che impediscono qualsiasi impegno serio, parla della difficolta di svolgere in Italia il lavoro artistico - della 'viltà' di certi artisti, come carattere tipicamente italiano, anche dice. Insomma, vado, e fra dieci minuti su ilpostodeilibri.it. non posso mica sommergere il gentile giulio con tutta la mia paccottiglia! eh! ne sono piena!
Pubblicato da: angela scarparo - 20.09.05 22:28
mah, trovo un po' strano accomunare un atto di ordinaria gestione di un periodico (il direttore che cambia la gestione di una rubrica) con un abuso di potere (il capo del governo che fa cacciare un giornalista perché non sta dalla sua parte ed ha molto séguito).
Pubblicato da: paolo beneforti - 20.09.05 23:09
Paolo, ciao. Sono d'accordo con te sull'abuso di potere nel caso di 'Biagi cacciato'. Ma secondo me - può essere che mi sbagli - non si può chiamare 'ordinaria gestione di un periodico' trattare la De Cespedes - se si dà credito alle sue parole, certo in caso contrario è un altro discorso - come l'ha trattata Biagi. Su ilpostodeilbri.it ho pubblicato una bella intervista a Rossellini ( del 1969) anche lui "costretto ad andare". Non lo so.
Pubblicato da: angela scarparo - 20.09.05 23:13
Non lo so, nel senso che sto cercando di non giudicare. Solo vorrei mettere assieme spezzoni di frasi, interviste, testimonianze di persone serie per capire come va questa storia del cacciare e dell'essere cacciati, come è andata nel tempo. se è una cosa che uno/a si debba augurare, o se è il peggio che possa accadere. e perchè vada così. e se è inevitavile che vada così. insomma, mi intriga e mi diverte.
Pubblicato da: angela scarparo - 20.09.05 23:17
Paolo: non capisco perché per la De Cespedes (che non conoscevo e scopro grazie ad Angela) doveva trattarsi di un atto di ordinaria amministrazione e per un Biagi invece di un abuso di potere.
Fino a prova contraria, e non potrà mai sostenerlo neppure lui perché non è vero, non è mai stato licenziato, semplicemente e dato che perdeva audience, gli era stata proposta una diversa collocazione o forse un altro programma.
Dal punto di vista dell'ascolto ha avuto ragione chi voleva spostarlo: rai si è ripresa alla grande. Più normale amministrazione di così.
E' lui che si è dimesso negoziando e incassando, ripeto, una liquidazione miliardaria.
Che poi Biagi avesse più seguito in tv che sui giornali è tutto da dimostrare e in ogni caso, dal punto di vista della gestione aziendale, non ci vedo nulla di strano.
Non so perché, ma ho sempre la vaga impressione, quando si parla dei totem dell'informazione (?) e rifaccio i nomi (Biagi, Bocca, Santoro) che di informazione ne facciano pochissima e si siano trasformati in opinionisti prezzolati: molto prezzolati visti i soldi che guadagnano e le inchieste che NON fanno e, aggiungerei, non hanno mai fatto.
Se confronto il curriculum di questi tre signori con quanto è riuscita a produrre la Gabanelli mi viene da piangere pensando a quanto sono pagati questi tre signori (solo due dalla rai fortunatamente) e a quanto costa un intero anno di programmazione degli ottimi lavori di Report.
Fossi al posto del direttore generale della rai un signore che pretende quelle parcelle senza produrre un cazzo e perdendo ascolti l'avrei cacciato ben prima e, magari, avrei promosso in pianta stabile la Gabanelli in prima serata. Ed è pure successo se ricordi.
Poi c'è un'altra cosa che mi lascia perplesso. Perchè la "gente" (ma sarà poi vero?) si incazza sempre e solo per i totem e mai per le De Cespedes? Non è che si spaccia per incazzatura della "gente" l'incazzatura di pochi privilegiati e con una risonanza mediatica molto mal riposta vista la loro scarsissima produttività?
Buona serata. Trespolo.
Pubblicato da: Trespolo - 21.09.05 23:04
E' falso che Giorgio Bocca non abbia mai fatto inchieste. Sull'Italia del boom, sul terrorismo, sulla storia del Paese ha scritto libri d'inchiesta che sono pietre miliari. La sua biografia di Togliatti, frutto di un lavoro d'archivio titanico, è stata la prima non targata PCI, ha suscitato un vespaio ed è tuttora la più importante e famosa (la mia copia reca stampato: "dodicesima edizione"). Dopodiché, il lavoro di un giornalista non si esaurisce con l'inchiesta, ci sono anche la divulgazione e il commento (ragionato o meno che sia). Sulla guerra partigiana, Bocca ha fatto ottima divulgazione.
Altrettanto falsa è l'affermazione che Santoro non abbia fatto inchiesta. Ricordo almeno tre puntate memorabili di suoi programmi: un "Moby Dick" sul caso Lorenzo Artico (incredibile episodio di orrore giudiziario), un "Moby Dick" in collegamento da Belgrado bombardata e un "Raggio verde" sull'uranio impoverito.
Nella sua redazione d'assalto (Ruotolo, Cuffaro e compagnia) c'era anche Riccardo Jacona, uno dei più bravi giornalisti d'inchiesta italiani, autore della recente trilogia di documentari "Viva gli sposi", "Viva il mercato" e "Viva la ricerca", quanto di meglio ci abbia offerto la tv da dieci anni a questa parte.
Biagi non l'ho mai sopportato, quindi non mi soffermo sul suo caso.
Niente da dire sulla Gabanelli, anzi. Ma per parlare bene della Gabanelli non è indispensabile negare i meriti di altri.
Pubblicato da: Wu Ming 1 - 21.09.05 23:48
WM1, scusa, ricordi ben tre episodi di inchieste giornalistiche di Santoro? Pochini mi pare in anni di attività e per un tizio che viaggia a miliardate di ingaggio saltabeccando da una tv all'altra, che racconta a noi (lui secondo me non ci ha mai pensato seriamente oppure voleva farlo, come al solito, con i soldi degli altri) del fantomatico "terzo polo" televisivo, libero ovviamente.
Scusa WM1, ammetto di avere una "strana" morale, ma come precisavo già prima: uno che piglia miliardi a palate non può permettersi le manfrine che questi signori (escludo Bocca dal novero dei televisivi) si sono inventati. Dovrebbero questi signori, appunto perché oramai liberi da condizionamenti (anche economici), permettersi un'informazione seria. E invece no: prima accumulano miliardi e poi scompaiono nel limbo della loro fama (e dei conti in banca). Sia chiaro non nego i loro meriti (casomai li peso), però mi concedi di considerarli almeno un pochino opportunisti?
Sulle inchieste (?) fatte da Bocca potremmo discutere per giorni: tu a sostenere che è un grandissimo giornalista d'inchiesta (era, forse), io a sostenere che è un voltagabbana. Furbo e bravo nel suo lavoro, ma sempre voltagabbana. Questione d'opinioni e di considerazione che ognuno di noi si costruisce partendo da presupposti diversi.
Su Jacona mi trovi d'accordo: niente da dire, è un altro che ha la sana abitudine (uno dei pochi con la Gabanelli) di fornire quasi sempre in modo esaustivo e completo anche le fonti delle sue informazioni e metterti nella condizione di ragionare autonomamente al di là delle sue opinioni personali.
Sono d'accordo quando dici che il giornalismo non è solo d'inchiesta, ci mancherebbe, ma ho la vaga impressione che da noi si faccia quasi esclusivamente opinione, totem del giornalismo in testa. Molto più comoda, incontestabile, rivoltabile, smentibile, insomma: una bella plastilina da modellare a uso e consumo degli umori del momento.
Hai visto come è stata trattata sulla stampa la manovra (molto ben congegnata) degli Agnelli per riprendersi FIAT e fottersi le Banche? Ridicolo!
Hai visto come è stato montato e smontato l'accordo economico tra De Benedetti e Berlusconi? Lasciamo perdere che è meglio...
E la bagarre estiva sulle acquisizioni bancarie?
Scusami, ma di opininionisti più o meno credibili personalmente ne ho pieni i maroni e ambirei (visto che non ho la tv) a non dover continuare a leggere le notizie serie andandomele a pescare sui giornali esteri, ma, una volta tanto, ritrovarmele anche su quelli italiani all'edicola sotto casa :-)
Buona giornata. Trespolo.
Pubblicato da: Trespolo - 22.09.05 10:52
Santoro, Biagi, Gabanelli: a me interessa una cosa.
Perchè un giornalista viene estromesso se non dimostra particolari inadempienze?
E ancora: perchè persone senza particolari capacità vengono a sostituire quelle che avevano dimostrato di sapere adempiere al loro mandato?
Pubblicato da: angela scarparo - 22.09.05 11:38
Angela: hai ragione, come al solito si sfora la domanda, ma le parole son così: peggio delle ciliege.
I motivi possono essere gli stessi di tutte le aziende del mondo: riorganizzazione, cambio di obiettivi, cambio di gestione, antipatie. Non credo ci sia una risposta univoca.
La seconda domanda è molto interessante, ma credo che la risposta sia nota a tutti: raccomandazioni :-)
Buona giornata. Trespolo.
Pubblicato da: Trespolo - 22.09.05 12:11
Raccomandazioni, eh? Ne so una bella: e la voglio decifrare. allora, "Tanti anni fa...mi presento con Ranuccio Bianchi Bandinelli che era la mia passione dell'epoca a un colloquio da me cercato telefonicamente a un caporedattore (: "posso collaborare con voi?". "Vediamo, abbiamo i nostri collaboratori, ma venga...Bianchi Bandinelli, ok! Pascali, pure! Pure Castellani!"). Collaboro. Tre, quattro, cinque. Poi questo caporedattore fa, "Scusami, non si può più. Ci sono i raccomandati". No, non lo racconto per questo. Questa è roba quotidiana. Ho apprezzato questo caporedattore che mi ha permesso di fare quelle tre o quattro collaborazioni. Passano anni. Torno in quel giornale per altre cose, non collaborazioni. Lo incontro: "Ehi, ...lavorate sempre con i raccomandati? (io, maldestra)" Lui (simpatico e gentile, lo giuro): " Ma non si dice! Ti ho fatto una confidenza!". Normale anche questo. Abnorme una mia amica: "Ma sei scema, a dire una cosa così? Magari c'erano anche altre persone! Ma certo che aveva ragione lui! Non è educato! Angela, ma quando capirai?". Colpo di pistola. Anzi, due colpi di pistola.
Pubblicato da: angela scarparo - 22.09.05 12:25
Bé, visto che siamo in vena di aneddoti: mai capitato di essere bocciata all'orale di un concorso che utilizzava, come riferimento, un articolo scientifico scritto da te medesimo?
A me è capitato pure quello: essere bocciato perché la "commissaria" pretendeva di insegnarmi quello che io avevo scritto in quell'articolo. Non male vero? :-)
Buona giornata. Trespolo.
PS: stiamo uscendo per l'ennesima volta dal tema.
PPS: l'articolo in questione riguardava l'applicazione del nomogramma di Barber per la valutazione dei livelli funzionali dei reparti ospedalieri e fu pubblicato, se non ricordo male, nell'84 da Hospital Management. O forse l'85...
Pubblicato da: Trespolo - 22.09.05 14:43
Trespolo, sarei curiosa di leggere questi tuoi articoli. Me ne mandi qualcuno?
In quanto ai alle 'raccomandazioni' e i 'licenziamenti facili' - mi paiono una diversa faccia dello stesso fenomeno, cioè un 'malcostume' diffuso. Così diffuso aggiungerei, che il ribellarsi fa dire - come alla mia amica, in buona fede, e per proteggere me(!) - 'E' maleducato ribellarsi'!" Qualche caso specifico per spiegarci non mi pare faccia male
Il 'malcostume': che bella parola, però. Suona trasgressione anni '50. In un sistema di 'mercato' - ha ragione chi lo sostiene - è organico ( non voglio pensare, mi fa orrore solo la frase, "E' tipico dell'uomo! Ci sarebbe in tutti i sistemi!") in un sistema capitalistico, è 'fisiologica' un'entità data di corruzione. In Italia mi pare che si superi ampiamente il limite della fisiologicità. Perchè?
Come può non risultare evidente che un piccolo pagamento qua, un calcio in culo là, una spintarella su e una giù, mette me, i miei figli, la moglie, il marito, in una condizione di vassallaggio? Non posso credere che sia un 'carattere' degli italiani, come direbbe Piero Ottone - per dirne uno, il volere essere 'vassalli'. E allora, perchè? Perchè vale la regola, "cummanari è megghiu ca futtiri"? Perchè la 'corte' non è poi così lontana? Ammazza e quanto deve passare perchè uno/a si dimentichi di dover fare il/la 'cortigiano/a', cacchio? C'è chi dice che tutto parta dal Sud. Per la verità lo scandalo dell'ospizio dei vecchietti con cui cominciò la Tangentopoli successe a Milano. A Milano dicono che la corruzione arriva dal Sud. Al Sud dicono che se non ci sono i soldi come fa a esserci la corruzione?
Pubblicato da: angela scarparo - 22.09.05 15:27
Angela, mica è difficile; lasciami il tempo di scartabellare fra i vecchi floppy (più semplice che cercare le vecchie riviste imballate dai tempi del trasloco) e te limando. Però poi non protestare dovessero rivelarsi... soporiferi :-)
Buona serata. Trespolo.
PS: sul seguito, il malcostume, non mi pronuncio...
Pubblicato da: Trespolo - 22.09.05 18:34




