« Raffaele Nigro: Malvarosa (2005) / 1 | Main | Ancora sul Punto di vista »

22.08.05

P. Citati '60

di Franco Fortini

(da Verifica dei poteri, Mi, 1974)

"Se P. Citati annuncia l'agonia e l'utile morte della società letteraria quale da noi si è configurata fino a ieri, chiede in realtà solo quel riconoscimento del mondo moderno già compiuto dove - cadute le ipocrite illusioni del ribellismo e dell'indipendenza - non esiste nessuna società letteraria nel senso nostro o francese o spagnolo della parola ma, come in USA o in Inghilterra, i produttori di letteratura o di critica accettano le regole del gioco commerciale o sociale..."

Pubblicato da Angela Scarparo, il giorno e l'ora: 22.08.05 11:30

Interventi

A proposito di altre società letterarie, USA, riconoscimento nel mondo ecc., segnalo questo sito, che ogni mese dedica uno speciale a una letteratura nazionale, e da due mesi dedica la sua attenzione alla nuova letteratura italiana:

www.wordswithoutborders.org

Pubblicato da: News - 22.08.05 12:59

Grazie, News.

Però mi pareva divertente notare come già nel 1960 - in un breve saggio intitolato "Verifica dei poteri", un saggio sul ruolo della critica da cui probabilmente il libro prende il titolo - Fortini facesse notare "l'utilitarismo" di certe posizioni.

Oggi si fa addirittura fatica a pensare che la società francese, italiana o spagnola fossero considerate "diverse" da quelle degli USA o dell'Inghilterra, che invece già da allora, accettavano le "regole del gioco".

Pubblicato da: angela scarparo - 22.08.05 13:37

non credo che si possa usare un autore come fortini estrapolandone una semplce citazione come fosse un aforisma, soprattutto per sostenere una tesi che non credo rappresenti franco fortini, anche se devo ammettere che non ho assolutamente capito che tesi vuoi difendere citandolo ;-).
Il libro Verifica dei poteri (gran libro) prende sì il titolo dal saggio da cui tu, un po' "infingardamente", citi. Il lbro uscì edito dal Saggiatore nel 1965, è stato un libro molto importante, anche politicamente, e andrebbe letto con attenzione da tutti e citato con prudenza se non lo si è letto:-)))

Pubblicato da: georgia - 22.08.05 14:45

"Mi spezzo, ma non mi spiego" (Fortini, testimonianza orale di P. Jachia).

Pubblicato da: giovanni - 22.08.05 15:31

Ma qua ginnastica no ne fate mai? Quanti anni avete? Altro che isteria. CLISTERE PER TUTTI!

Pubblicato da: toni - 22.08.05 15:50

be', si credo che Toni abbia ragione. :-)

Al di là del modo, un po' rozzo in cui la cosa è stata detta, credo che un po' di 'rilassatezza' in più non guasterebbe.

Più che per Fortini, georgia - tu che lo conosci così bene - ho ripreso quel piccolo brano di Fortini per dire di come già tanto tempo fa ci fossero 'spennacicì' - specie di avvoltoi ma di quelli fabbricati in casa da Totò, il comico, per chi non lo sapesse! - sulla letteratura italiana. Ma non solo 'tanto tempo fa', anche oggi. E non solo sulla letteratura italiana.

@Giovanni.
Effettivamente Fortini richiede un minimo di studio, anche nelle sue parti più 'semplici', come dire. anche nelle sue parti, come dire, più :-) 'intime'.

ma qua non siamo tutti appassionatissssssimi di letteratura? e allora?

Pubblicato da: angela scarparo - 22.08.05 16:06

Georgia, per amor di precisione. (anche se io e la precisione ci detestiamo) Il saggio che ho citato - Verifica dei poteri - è del 1960. A volte i libri sono fatti di saggi scritti in epoche diverse e hanno diverse edizioni.

Pubblicato da: angela scarparo - 22.08.05 16:09

tu, angela, hai sicuramente un tuo filo logico che riesci a seguire e quindi ti basta postare citazione per pensare di sostenerlo, ma io sinceramente non capisco assolutamente quello che vuoi dirci, a me mancano dei passaggi (forse ero distratta o forse non c'ero) e quindi mi rassegno a non capire.
Non è sempre indispensabile capire di cosa si stia discutendo nei blog, anzi spesso è più rilassante sorvolare ... sicuramente capirò meglio in seguito quando ne discuterete
ciao georgia

Pubblicato da: georgia - 22.08.05 16:19

grazie della precisione, ma non contestavo affatto la data del saggio, semmai facevo una precisione sulla data del libro che hai messo all'inizio del tuo post, 1974, e sei tu che hai parlato del libro che aveva preso il nome da uno dei saggi che contiene.
A proposito che edizione è quella del 1974 (tu hai messo solo mi), è l'edizione del saggio da solo o del libro di articoli e saggi? (lo chiedo solo per curiosita perchè non lo so, e scusami se riterrai di non rispondere, non è poi una cosa molto importante)
georgia

Pubblicato da: georgia - 22.08.05 16:27

Georgia, capisco.

Fortini dice: "Citati annuncia la morte della società letteraria quale da noi si è configurata fino a ieri...". Da noi, oggi, 45 anni dopo, qualcuno dice...mi potresti chiedere, "Dove?" Sarebbe una giusta obiezione.
Ci penso. Dunque, qualcuno dice sui quotidiani, ma anche in giro, che ne so, a Capalbio! O a Ravello. O dalle Dolomiti. Be', sì, "epoca che passa luogo di discussione che cambia", oppure "ognuno ha la discussione che si merita", scegli tu. (la bellezza e la serietà di Fortini non sono roba per noi)

Quindi, in qualche luogo, oggi, nel 2005 qualcuno dice nei luoghi sopraddetti, "Ah, oggi in Italia i romanzi non sono più quelli di un tempo!".

Citati 45 anni fa diceva quello che dicono oggi! Citati è intelligente come i Capalbiesi di oggi?
I Capalbiesi di oggi sono tutti dei - piccoli o grandi - Citati?

Questa considerazione non somiglia minimamente a una glossa del Tractatus, lo so.

E però: poichè Citati dovrebbe essere uno dei miei "padri" - letterari per carità, se no mi farei fatta pere vere, mica overdose di Silvia Plath! - è giusto che io - così come sono - sia sua figlia.

Pubblicato da: angela scarparo - 22.08.05 16:34

Toni, vecchio Toni. Sei sempre lo stesso, quello della Febbre del sabato sera. 30 anni dopo, ancora in pista, l'unico, l'inimitabile, tozzissimo Toni Manero.
Ma che ci fai da queste parti? Dìcci tutto della vita, il mondo, la disco, le ragazze.

Pubblicato da: giovanni - 22.08.05 16:35

@georgia
"Verifica dei poteri" del '74 è stato pubblicato da Garzanti. "Difesa del cretino" e "Rileggendo Pasternak" sono altri due brevi saggi contenuti nello stesso volume, scritti da una persona diciamo abbastanza seria, un poco dimenticata. ("Perchè abbastanza seria o perchè portava in sè il germe della dimenicanza? Ahi, noi! Ah, saperlo!" )

Pubblicato da: angela scarparo - 22.08.05 16:41

ehilà giovanni come va? sempre io sì. l'inimitabile. va da pezze
a culo. se no non starei qua a cercare una scuola di scrittura e a parlare con te. vorrei scrivere un romanzo sulle mie memoirs danzerecce e clisterecce. non è che per caso sei scrittore e mi puoi dare una dritta. vecchio giovanni?

Pubblicato da: Toni - 22.08.05 17:38

@Giulio Mozzi

Come si fa a parlarti quando non metti "a proposito di questo"? Cmq sono andata a vedere chi è Gino e l'ho inseguito un po' qua e là, merci, danke, gracias.

Pubblicato da: marietta - 22.08.05 18:46

Cara Marietta, il mio indirizzo è: giuliomozzi@libero.it.

Pubblicato da: giuliomozzi - 22.08.05 18:53

No, Toni, non son scrittore: lo fossi, ti pare che scriverei a zonzo? Ballo ballo ballo, come nella canzone della nostra amica Carrà, ricordi? Una sera qui, una sera là, con la disco nel cuore e nelle gambe i ritmi latini di quest'estate che va declinando. Sabato sera, per dirti, What's this thing called love del nostro Porter come una rumba. Gonne svolazzanti nel parco dietro la villa, la band scatenata. La notte è stata piccola per noi. Ci sei mancato.

Pubblicato da: giovanni - 22.08.05 19:10

@Giulio mozzi
grazie, non volevo niente di così quasi intimo, solo ringraziarti perché Gino Tasca mi è piaciuto.

Pubblicato da: marietta - 22.08.05 19:24

Cazzarola e io, giovanni? gonne molto corte eh, scommetto, bastardo! se mi invitate ve la dò io la disco!

Pubblicato da: Toni - 22.08.05 21:09

Cara Marietta: nessuna particolare intimità. Il mio indirizzo di posta elettronica è pubblicato in una quantità di siti, il mio nome è nell'elenco del telefono, il mio indirizzo di casa è pubblicato in vibrisse e nei miei libri, eccetera.
Tu, al contrario, ti nascondi.

Pubblicato da: giuliomozzi - 23.08.05 00:26

Il fatto è che mi piace l'anonimato, la grande città, gli incontri in treno con gli sconosciuti, le chiacchiere in fila alla posta con gente che non vedrai mai più, parlo qui come parlo con la mia voce vera, una volta ho usato anche il mio nome e la mia mail e mi sono arrivati due "veri" messaggi", mi è piaciuto? No. Dunque, Marietta.
Comunque non ho un nome conosciuto, e dunque anche se lo dicessi sarebbe solo un altro nick.

Pubblicato da: marietta - 23.08.05 09:12

E poi, diciamolo, perché i velami e gli infingimenti di marietta dovrebbero essere vituperandi e quelli di Giulio Mozzi no?

Pubblicato da: Luca Tassinari - 23.08.05 09:20

Caro Luca, la frase: "Tu, invece, ti nascondi" è una semplice constatazione. Dov'è il vituperio?
Cara Marietta, vedi la differenza: io uso un altro nome quando voglio inventare una voce.

Pubblicato da: giuliomozzi - 23.08.05 10:19

@Giulio Mozzi
Infatti, non l'ho presa come vituperio, è vero che mi nascondo.
Però mi è un po' oscuro quello che dici, se usi un altro nome quando vuoi inventare una voce, anche tu usi a volte una maschera, nick o altro, oppure ho capito male?

Pubblicato da: marietta - 23.08.05 10:24

Io non lo so. Questa storia del nick. Forse dipende dal carattere. In generale a me pare faccia bene, prendersi la responsabilità di dire, "Ehi, sono io che parlo!". Per me è così. Mi pare renda "adulti". Ma per altri è più facile dire la verità - quello che sentono in quel momento - dietro un nome di fantasia. E va bene così.

Però a me parlare con uno/a che si nasconda non da fastidio. A qualcuno sì. Io penso che con o senza il nick, ci si possa nascondere e si possa fingere lo stesso.

Pubblicato da: angela scarparo - 23.08.05 11:10

giuliomozzi, è quell'apparentemente innocuo "invece" (che nella versione originale era un ben più marcato "al contrario") che suggerisce l'idea che nascondere la propria identità sia cosa vituperanda.

Ergo chiedevo: perché "giuliomozzi" va bene e "marietta" no? "giuliomozzi", fino a prova contraria, è un nickname, non è abbinato a un indirizzo di posta elettronica valido (ma a un generico sito web che chiunque potrebbe indicare), non riconduce, se non per flebile assonanza, alla *persona* Giulio Mozzi. Non vedo differenze sostanziali con "marietta".

Ma se tu dici che quel "al contrario" diventato "invece" era fin dal principio assiologicamente neutro, io ti credo sulla parola.

Pubblicato da: Luca Tassinari - 23.08.05 11:27

Secondo Tassinari tra giuliomozzi e Giulio Mozzi ci sarebbe una flebile assonanza...
Tassinari dovrebbe farsi un esame audiometrico. Quantomeno.

Pubblicato da: mah - 23.08.05 11:48

@Tutti
Io vedo una certa contraddizione tra queste ripetute perplessità sui nick e il fatto che poi nessuno li blocchi. Se Giulio Mozzi volesse sbarrare la strada ai nick potrebbe farlo benissimo, e come lui molti altri.
La verità è (una delle verità) che il nick chiede una responsabilità limitata e c'è gente, come me, che a volte ha voglia di responsabilità limitata, nel senso che per me venire qui è un gioco, come ho detto sono passata al nick dopo aver usato il nome. Tutte quelle soglie che col nome vero posso interporre nella vita vera tra me e e gli altri, la rete non me le garantisce, nella rete incontro chiunque, non posso scegliere, cosa che nella vita reale faccio eccome, il nick invece mi salva da invasioni indesiderate.
Ho già detto, credo, e se non l'ho detto lo dico adesso, che io vorrei chiacchierare solo con nick, perché vedo che in effetti una contraddizione c'è, che qualcuno può chiedersi: ma come, io dico chi sono e lui no, io risponderei, bè, usa un nick anche tu.
Il fatto è che io dalla rete non mi aspetto niente, non vengo per affermare il mio nome, una mia posizione, una mia piccola fama, o anche grande, non vengo per aumentare il numero dei miei lettori o per aumentare il numero dei visitatori al mio blog.
Non penso che ci sia niente di male ad aspettarsi qualcosa, ma perché non è altrettanto pacificamente accettato che ci sia q. che non si aspetta niente.
Comunque, Mozzi, se davvero tu vuoi sapere come mi chiamo e mi dai la tua parola che te lo tieni per te, per tutto il resto della vita, posso anche dirtelo, ma al Giulio Mozzi vero.

Pubblicato da: marietta - 23.08.05 11:52

Ma, Luca: "giuliomozzi" rimanda a un paio di siti (www.giuliomozzi.com e www.vibrissebollettino.net); in entrambi questi siti sono pubblicati i miei indirizzi. I miei indirizzi sono pubblicati in una quantità di altri luoghi (siti, riviste, libri) oltre che nell'elenco del telefono.
Certo: chiunque può, se vuole, scrivere cose in giro firmandole col mio nome e cognome, e mettendoci anche l'indirizzo elettronico giusto. E questo infatti è successo alcune volte.
Chiunque, difronte a un intervento pubblicato in rete con il mio nome e il mio cognome, può controllare se veramente io ne sono l'autore. E chiunque, se vuole, può scriveremi privatamente (o telefonarmi). E' questo, che fa la differenza.
Io ho scelto questo modo. Altri scelgono altri modi.
Lo scambio tra "al contrario" e "invece" è una svista. La scelta di Marietta (e di tanti altri) è il contrario della mia. Marietta sa che, qualora qualcuno decidesse di "scipparle il nick", lei non avrebbe modo di difendersi: e accetta questo rischio in cambio dei vantaggi che l'uso del nick le dà.

Cara Marietta: capisco le ragioni della tua scelta, e non le condivido: tant'è che, per quanto mi riguarda, ho scelto diversamente; ma so che sono ragioni assai ragionevoli.
(Ah: io non ti ho chiesto come ti chiami. Tu hai scritto: "Come si fa a parlarti?" e io ho data una risposta - credendo, tra l'altro, che tu mi stessi chiedendo proprio quello. Confesso che ieri sera, mosso da curiosità, sono andato a visitare il sito www.marietta.it).
La questione vera, sulla quale si potrebbe ragionare, è proprio quella dell'asimmetria. Immaginiamo quattro comportamenti:
[1] Tizio Caio si firma ovunque (con email autentica ecc.) "Tizio Caio".
[2] Ermenegilda Curiali ha un blog: http://quattropassinelbuio.splinder.com, dove si firma appunto: "quattropassinelbuio"; e interviene in giro firmandosi sempre così e rinviando al suo blog.
[3] Alberto Del Dolore interviene ovunque firmandosi: "Totò Merùmeni" e lasciando sempre lo stesso indirizzo, peraltro inventato: totomerumeni@gozzano.it.
[4] Alessio Frangipane interviene ovunque firmandosi ogni volta con un nome diverso e lasciando indirizzi sempre diversi e sempre d'invenzione.
Ecco. Questi sono quattro modi di comportamento. La questione, ripeto, non sta nella singola scelta di per sé considerata: sta piuttosto nelle asimmetrie che si producono.
Esempio: un paio di mesi fa, ad esempio, una persona che si firmava con nomignolo ed email non valido ha risposto a un mio ragionamento dicendo: "Mozzi, io in queste cose ho più esperienza di te". Ora: a me pare evidente che, se non ci si rende identificabili, non si può fare riferimento alla propria esperienza: si esiste solo come discorso, e le proprie opinioni possono essere sostenute solo nel discorso.
Altro esempio: io sospetto che Marietta abbia usato, nei giorni scorsi, anche un altro nick. Lo sospetto, ma non posso esserne certo. Quindi non so se, nel rappresentarmi mentalmente il soggetto "Marietta" devo o non devo includere anche le opinioni espresse dall'altro soggetto. Non essendomi possibile un contatto diretto e certo con Marietta, non posso sciogliere il mio dubbio.
Terzo esempio: nel corso di una discussione piuttosto animata, una persona è intervenuta dicendo più o meno: "Questa discussione è finta, le persone sono d'accordo di far finta di discutere, anzi forse sono tutte la stessa persona". L'autore di questo intervento si firmava con un nick e un email non valido: il che, nello specifico, mi sembra addirittura paradossale.
Eccetera. Queste asimmetrie ogni tanto sono imbarazzanti. Alcune volte sono fastidiose. Il più delle volte non creano particolari problemi. Alcune volte sono fonte di interessanti invenzioni (questo è un aspetto che viene spesso trascurato).
Credo peraltro che se tu, Marietta, ti senti in diritto di dire: "be', usa un nick anche tu", dovresti concedere il diritto simmetrico di dire: "be', usa il tuo vero nome anche tu".
Devo sbrigarmi, tra un po' ci ho il treno per Vienna.

Pubblicato da: giuliomozzi - 23.08.05 12:52

@Mozzi
Sulle asimmetrie ti do perfettamente ragione, vorrei solo sanarle trasformando tutti in nick.
Comunque è vero, ho usato anche un altro nick, lasciando una spia che mi pareva chiara perché chi fosse davvero curioso lo capisse, ma da allora sono sempre marietta, certo, chiunque potrebbe chiedersi se sto dicendo la verità. Ma vista la posta in gioco non mi sembra un gran danno, ero però convinta che tu potessi vedere l'IP di chi scrive e capire se qualcuno si sdoppia, evidentemente ho troppa fede nei miracoli della tecnologia o anche del tempo che puoi dedicare a questo gioco.
Vedremo come andrà a finire, se la rete accetterà di essere asimmetrica per sempre o se si darà un altro ordine. In quel caso ci penserò.
Buona Vienna, o una Vienna giapponese?

Pubblicato da: marietta - 23.08.05 13:07

Sono perfettamente d'accordo su tutto.
Buon viaggio.

Pubblicato da: marietta - 23.08.05 13:07

:–)))

Pubblicato da: marietta - 23.08.05 13:22

giuliomozzi, tu dici: «Ma, Luca: "giuliomozzi" rimanda a un paio di siti (www.giuliomozzi.com e www.vibrissebollettino.net); in entrambi questi siti sono pubblicati i miei indirizzi.»

Ciò non impedisce, come tu stesso dici poco dopo, che chiunque possa postare con le stesse "credenziali". Ne consegue, mi pare, che giuliomozzi è un nickname come un altro (marietta, ad esempio), e come tutti i nickname non identifica univocamente una persona. Che i falsi giuliomozzi siano sgamabili scrivendo un messaggio all'indirizzo di posta pubblicato su quei siti è vero, anche se si potrebbe obbiettare che nessuno, tranne tu e il tuo provider di posta elettronica, può accertare senza fallo che quell'indirizzo è intestato al vero Giulio Mozzi. Ma non siamo in un'aula di tribunale, credo, quindi non obbietto.

Come sa bene chi abbia la ventura di frequentare la rete da qualche anno, l'unico modo per identificarsi univocamente è postare con un indirizzo di posta elettronica valido. Detta altrimenti: tutti i post che non contengono un indirizzo di posta valido sono per definizione inviati da un nickname non univocamente riconducibile a una persona.

La firma di questo post è un esempio pratico di quanto sopra detto.

Pubblicato da: Carlo Emilio Gadda - 23.08.05 13:44

Un'aggiunta. Sono d'accordo che è ridicolo dire "ho più esperienza di te" quando ci si rivolge con un nick a un interlocutore che usa un nome vero, anche a me ogni tanto, dimenticandomi che non esisto, è venuta la tentazione di dire "ma non è così, lo so per esperienza", e mi sono morsicata la lingua.
Se sono l'immateriale marietta non ho alcuna esperienza, ed è ridicolo che possa pensare di averla, e dunque non ho alcuna autorità. Rinunciare a questa comoda "autorità" guadagnata magari sul campo è spiazzante, come è spiazzante essere rimbeccati da un ragazzino di vent'anni quando se ne hanno molti di più, da quello stesso ragazzino che "se ti vedesse" non se lo permetterebbe.
Ma quello che piace a me è proprio questa mancanza di autorità di ruolo che magari uno ha nella vita, questa possibilità di esistere solo come discorso, e di sostenere le proprie opinioni solo nel discorso.

E inoltre, è vero che qualcuno può fingere di essere marietta, (fingere, beh, essere a sua volta marietta, direi piuttosto) ma non reggerà a lungo il tono di voce della marietta originaria, potrà farlo in due righe, in una battuta, poi da un lato non si divertirà più, e dall'altro chi ha l'orecchio fino se ne accorgerà, e anche questo a mio parere è il bello del gioco. Ma appunto, è bello se lo considera un gioco, o una palestra sperimentale per saggiare i limiti dei rapporti interpersonali e dei ruoli, chi non lo considera un gioco può trovarlo irritante.
Il problema è, a mio avviso, che questi blog letterari parlano solo marginalmente di letteratura, postano dei testi letterari certo, ma sono soprattutto delle grandi invenzioni comunicative, il post è quasi sempre solo un'occasione per intrecciare comunicazione, scambi verbali, giochi, è questo che rende tanto noiosi i forum, e tanto divertenti (a volte!!!) i Thread dei blog.
Bene, sono stata un po' lunga, scusatemi

Pubblicato da: marietta - 23.08.05 14:04

Il nickname è questione che appartiene alla comunità che viaggiano sul web. Tra queste anche quella - si può dire? - cui sta a cuore la letteratura.

Riprendendo Fortini: tutto sommato aveva ragione a essere fiducioso, e a dire che la società letteraria non era morta e che stava solo assumendo un'altra forma. Non poteva sapere quale.

Adesso se fosse vivo, e lo chiedesse a noi, l'attuale società letteraria italiana (forse con troppo ottimismo?) gliela descriveremmo così:

Da una parte l'esercito dei "professionisti" (fra cui Fortini aveva già messo allora Citati) - stipendiati, al servizio (non sempre ma spesso) di case editrici, giornali. più o meno in buona fede nel giudicare i libri, gli argomenti, gli autori. si muovono fra carta stampata e web.

Dall'altra l' esercito del "web" - non stipendiati, abbastanza liberi (anche sul web viene fuori ogni tanto qualche sudditanza, ma mettiamola nelle normali dinamiche della personalità umana), e non che questa "libertà" sia sempre voluta, poichè si tratta di tempo non remunerato.

abbastanza in buona fede, molto spesso più preparati dei cosidetti "professionisti" (che non sempre per malafede, ma spesso per stare appresso alle scadenza si dimenticano di approfondire, studiare, ridiscutere) quelli del web, per quanto riguarda la letteratura sono ormai "imprescindibili dal sistema".

magari il mercato li rincorre, quelli del web perchè sono tutti potenziali compratori, ma il motivo non ha importanza...la rincorsa c'è. l'esercito del web ha accesso alla carta stampata solo in rari casi.

Pubblicato da: angela scarparo - 23.08.05 14:30

Non ho messo le tv, perchè in Italia - è tipico dell'Italia! - l'accesso ad esse - tv di stato - è indipendente da quello che uno/a fa. "il libro in tv non tira". gabriele la porta, cinzia tani, marzullo (! che fa cinema e libri !) vecchie cariatidi che sorreggono neanche tanto poderosi volumi sono in video per "fa vedere" che i libri esistono. poi se uno chiede, "Quali libri?", si dimenticano di rispondere. O forse non lo sanno. Sono Marzullo e compagnia, come i "misteri della fede". Lo spettatore sa che ci sono, ma non deve chiedersi perchè. Accettarli e basta.

Pubblicato da: angela scarparo - 23.08.05 14:36

Luca, mi costringi a ripetere: non solo il mio indirizzo di posta elettronica è pubblicato nei miei siti: ma anche l'indirizzo di casa. E il mio nome è nell'elenco del telefono. O mal che vada, aggiungo, uno può telefonare in Sironi e chiedere di me.
Ripeto: per chiunque è possibile (ed economico) verificare, tramite un contatto diretto con me (via email, telefono, posta, di persona ecc.) se un testo pubblicato col mio nome è effettivamente un testo scritto da me.
Non è possibile fare altrettanto per Marietta; né, credo, per te (tanto per fare un tentativo: lì dove abiti, tu, abiti al numero civico 160?).

Pubblicato da: giuliomozzi - 23.08.05 14:59

ma tu sei il giuliomozzi vero, quello falso, o sei giulioarrivatoavienna? no, perchè quello vero dovrebbe stare in viaggio :-)

Pubblicato da: angela scarparo(vera?) - 23.08.05 15:04

@Mozzi
Ma perché tu non obblighi i passanti a dare un indirizzo di mail vera? Con un indirizzo di mail vera, anche aperto appositamente per questo sito, che i miei interventi fossero davvero miei me lo potresti sempre chiedere.
Oppure, domanda ancora più radicale, perché questo blog non diventa un forum?
Perché ci si chiede sempre perché i nick restano nell'anonimato, ma mai perché chi non condivide glielo lascia fare?
E ancora, perché la Ferrante sì e Marietta no?

Pubblicato da: marietta - 23.08.05 15:09

@ marietta

diciamo però che il libro è presenza un po meno "dinamica" e presente di "un/a portatore/ice di nick".

nessuno mi pare critichi in sé, la scelta dell'anonimato. è la disparità che comporta nel rapporto - il rapporto che si ci crea sul web - ("tu sai tutto di me e io non solo non so niente di te, e magari quel che poco che so è falso") quello che qualcuno/a critica.

Pubblicato da: angela scarparo(vera?) - 23.08.05 15:18

No, quel "vera" nel secondo post non era voluto era uno scherzo, che "remember me" ha trattenuto.

sorvoliamo sugli errori e i refusi da vagabonda.

Pubblicato da: angela scarparo - 23.08.05 15:22

Marietta, non ho nessuna intenzione di obbligare "i passanti" (parola che mi piace) a lasciare un indirizzo e un nome autentici. Copio e incollo quello che ho scritto prima rivolgendomi a te: "Capisco le ragioni della tua scelta, e non le condivido: tant'è che, per quanto mi riguarda, ho scelto diversamente; ma so che sono ragioni assai ragionevoli".
Vibrisse non diventerà un forum perché la mia intenzione è di fare una pubblicazione, non un forum.

Pubblicato da: giuliomozzi - 23.08.05 15:29

Beh, meno male, il forum è noiosissimo, sembra un luogo sotterraneo con luce artificiale e aria condizionata.

Pubblicato da: marietta - 23.08.05 15:36

La marietta di prima ovviamente non ero io.

Pubblicato da: marietta - 23.08.05 16:36

@marietta
ciao, bella;–)

Pubblicato da: marietta - 23.08.05 16:44


Come volevasi dimostrare, alcune mariette passano così, come spruzzi di imprendibile sfottò, ma di solito si fermano a questo perché dopotutto tengono più alla propria maschera che alla mia, che toglie energie per ben altre imprese:–)) e del resto potrebbero dire come la farfalletta della filastrocca, che male ti fo?
A me certo nessuno:–))

Pubblicato da: marietta - 23.08.05 16:50

La marietta qui sopra non ero io ovviamente. O forse sì. Non lo so. Comincio a confondermi anch'io ;-)))))

Pubblicato da: marietta - 23.08.05 16:53

Allora una domanda potrebbe essere: chi è che a volte è giorgina, altre è georgia, altre è marietta, altre è kant, altre è coram populo, altre è taz, altre è sgamatore, altre è pizzul, altre è Woah, eccetera? E chi è invece la marietta che è quasi sempre marietta, tranne qualche volta che sembra essere Woah? E chi è la marietta che è sempre marietta?

L'unica cosa che so di preciso è questa: che la "forumizzazione" (come ho sentito dire un paio di volte) del blog, ossia il trasformarsi (che talvolta avviene) delle discussioni in calce agli articoli in puri esercizi di conversazione futile e in giochini di identità, ha una conseguenza: chi si diverte a questi giochi (e non so chi sia che ci si diverte) sta lì a connettersi e riconnettersi di continuo, incrementa senza profitto per alcuno il "traffico" attorno a vibrisse, e mi costringerà tra breve a spendere più soldi (come spiegato nelle Comunicazioni di servizio: http://www.vibrissebollettino.net/archives/2005/08/comunicazione_d_1.html ).

[Scrivo questo dopo avere data un'occhiata agli Ip. Chiunque si diletti di questi giochi sa benissimo che io posso vedere gli Ip; e che, per quanto questi siano "dinamici", qualche informazione più o meno buona se ne tira fuori. Sottolineo: più o meno buona.]

Pubblicato da: giuliomozzi - 23.08.05 16:54

Bravo!
Spero che non sia stato "solo" l'IP. Comunque quell'idea dell'euro, come al British, io penso che potrebbe essere buona.

Pubblicato da: marietta - 23.08.05 17:41

no, calma giulio
io sono stata sempre e solo georgia.
Non amo mentire.
E sono serissima mentre lo dico.
Non amo far confusione come hai insinuato tu ;-)
e ho SEMPRE messo una e-mail vera (tra l'altro tu lo sai perchè credo che l'e-mail la puoi vedere benissimo).
Non ho avuto MAI altro nome che georgia in rete e chi, in rete (ma anche fuori dalla rete) mi conosce da anni in varie liste lo può testimoniare.
Non amo cambiare nick (anche se a volte magari ti ci costringono distruggendoti l'account) e ho sempre firmato mess e interventi ovunque con il nome georgia.
Se poi qualche cretino si diverte a far finta di essere me e a dire che io sono altre tre, so che fa parte del gioco, ma NON della mia filosofia.
Con un po' di buona volontà lo puoi capire anche da solo visto che io sono pure un po' monocorde e monotematica :-)
A meno che ... non sia tu che ti diverti a far confusione :-) e anche quello fa parte del gioco.
Che poi oggi ci si somigli tutti è una amara verità, ma io sinceramente non uso mai altri nomi.
Naturalmente sei padronissimo di credermi o meno, non ne farò certo un dramma e il mondo resterà lo stesso, lo dico solo perchè un po' mi scoccia che mi si faccia dire cazzate con dei nick del c****, io rispondo solo delle cazzate che dice georgia e con l'e-mail che ho sempre messo dal primo commento.... quindi abbozzala ..
georgia

Pubblicato da: georgia - 23.08.05 17:44

una domanda seria e spero qualcuno mi rispnderà primao poi

Ma come mai, sia qui che in NI, vi lamentate sempre per i commenti e continuate a tenerli?
In fondo secondo me i commenti sminuiscono sempre la serietà delle cose postate (quando sono serie) quindi perchè tenerli se addirittura provocano danni al funzionamento del blog?
E' un onore avere tanti accessi e commenti o un disonore?
I miserabili a volte ha raggiunto anche il numero di 5000 accessi quotidiani (e non ha commenti) e nessuno si è domandato se fosse dovuto a reale interesse o al nervosismo del mouse degli utenti :-)
Ho visto che a volte, giulio, posti cose senza possibilità di commenti, e nessuno se ne è mai lamentato, potresti farlo sempre.
oppure potresti tenere questo blog per cose serie e aprire una succursale (magari con splinder) gratis (dove uno se vuole commenta).Oppure aprire un sito con accesso solo agli iscritti (da cui puoi pretendere anche nome e cognome vero).
In rete tutto è possibili e risolvibile.
Perchè quindi lamentarsi? fa parte anche quello del gioco?
Non è un po' paranoico lamentarsi per l'uso o abuso degli utenti?
Non sto provocando, sia chiaro, la cosa mi incuriosisce veramente.
georgia

Pubblicato da: georgia - 23.08.05 18:22

giuliomozzi, se qualcuno telefona al numero di telefono o va all'indirizzo di casa indicato su quei siti Web, molto probabilmente incontrerà il vero, unico, irripetibile Giulio Mozzi. Fin qui ci siamo.

Tuttavia, questa possibilità di incontrare il vero, unico, irripetibile Giulio Mozzi non fornisce *di per sé* alcuna garanzia che un qualunque giuliomozzi che posta commenti su Vibrisse col nickname "giuliomozzi" e il link a www.vibrissebollettino.net coincida nella vita reale con il vero, unico, irripetibile Giulio Mozzi.

Telefonarti tutte le volte che su Vibrisse compare un commento a firma "giuliomozzi" per sapere se è tuo o meno, non mi sembra un rimedio realisticamente applicabile.

D'altro lato, invece, un giuliomozzi che postasse con l'indirizzo email giuliomozzi@libero.it ha da essere quanto meno quel Giulio Mozzi (o altri) che ha sottoscritto il contratto di fornitura del servizio di posta elettronica con il titolare del dominio libero.it. Se non lo fosse, chi ha sottoscritto quel contratto (Giulio Mozzi o altri), può denunciare il sullodato "giuliomozzi" per sostituzione di persona e mandarlo allegramente in galera. C'è la sua brava differenza, no?

A parte ciò, marietta dice una cosa molto interessante: «quello che piace a me è proprio questa mancanza di autorità di ruolo che magari uno ha nella vita, questa possibilità di esistere solo come discorso, e di sostenere le proprie opinioni solo nel discorso.»

Mi sembra un modo intelligente per eliminare dalle discussioni qualunque accenno, anche fortuito o involontario, al classico e italianissimo "lei non sa chi sono io".

georgia, giuliomozzi, a quanto posso vedere rileggendo il thread, non si è ancora lamentato di alcunché.

Pubblicato da: Luca Tassinari - 23.08.05 18:40

Cara Georgia, come al solito prendi fischi per fiaschi: che è precisamente ciò che io chiamo: "fare confusione".
Intanto continui a rivolgerti a un "voi" che non si capisce chi sia.
Poi: una cosa è vibrisse, una cosa è Nazione indiana. Vibrisse è una pubblicazione in rete che esiste, con un'interruzione nel 2003, dal 2000. Nazione indiana è una iniziativa collettiva, comprendente anche una pubblicazione in rete, che esiste dal 2003.
Poi: mi sono forse lamentato per l'esistenza dei commenti? Non mi risulta. Certo: se uno scrive scempiaggini, mi dà sui nervi.
Poi: ti ho accusata di usare più nicknames? No: ho scritto che, così a occhio, per quello che posso ricavare dalla lettura degli Ip, c'è una persona che usa diversi nicknames, tra i quali quello che tu usi di solito. Non ti ho accusata di essere quella persona.
E non credo di essere paranoico.

Pubblicato da: giuliomozzi - 29.08.05 10:40

Caro Luca, a me pare che la credibilità di un'informazione dipenda dalla possibilità, per chi la riceve, di andare alla fonte per controllarla.
Certo: andare a controllare è oneroso. Fatto sta che ci sono informazioni (e anche una firma è un'informazione) che vengono fornite con possibilità di controllo, e informazioni che vengono fornite senza possibilità di controllo (non solo in rete: anche nei giornali, nei libri, in televisione ecc.).
Ora: io preferisco un'informazione con possibilità di controllo a un'informazione senza possibilità di controllo.

Pubblicato da: giuliomozzi - 29.08.05 10:46

Pubblica un intervento




Vuoi che mi ricordi di te?