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13.08.05
Ieri ho ricevuto una e-mail
Ieri ho ricevuto una e-mail che non mi aspettavo in questo periodo destinato da sempre – almeno per noi ricchi occidentali – alle vacanze e ai riti del divertimento. Addirittura, per chi ama i libri, una delle preoccupazioni maggiori dopo essersi insediati nei luoghi della villeggiatura è quella di non aver sbagliato la scelta delle proprie letture, da fare sotto un ombrellone o al fresco di un'abetaia, o sulla riva di un bel laghetto di montagna.
E invece, proprio a un tiro di schioppo dall’atteso 15 agosto, il giorno del solleone, il giorno che pare messo al centro dell’anno e della vita, una ragazza, una donna, mi scrive, tutto a caratteri maiuscoli, come volesse gridare le sue parole: «DOPO AVER LETTO IL PEZZO DI CUI ALL'OGGETTO, MI SENTO IN DOVERE DI SOTTOLINEARE UNA DELLE POSSIBILI RISPOSTE ALLA DOMANDA "COSA PUÒ FARE DI PIÙ UN UOMO?": DIRE LA VERITÀ SEMPRE E COMUNQUE, ANCHE SE SCOMODA. NEL TUO PEZZO C'È MOLTA VERITÀ... MA NON TUTTA E CIÒ MI HA IRRITATO UN POCHINO. INFATTI, SONO STANCA DI SENTIRE PARLARE DELLE CROCIATE COME AD UN ATTACCO,NEL NOME DI DIO, A POPOLAZIONI POVERE ED INDIFESE NOI OCCIDENTALI ABBIAMO TANTE COLPE MA, LA STORIA PARLA, LA MAGGIOR PARTE DI COLORO CHE SONO PARTITI PER LE CROCIATE SONO PARTITI PER DIFENDERE UN PAESECOLPITO DALLE ARMATE DI QUELLE "POPOLAZIONI POVERE ED INDEFESE", CHE TANTO POVERE ED INDIFESE NON ERANO, CHE GIÀ ALLORA MASSACRAVANO I "CANI INFEDELI". NON HAI MAI SENTITO L'ESPRESSIONE "MAMMA MIA, SCAPPIAMO, ARRIVANO I TURCHI!"? SARÒ POLEMICA MA, COMUNQUE, PER AMORE DI VERITÀ. CIAO.»
Il pezzo a cui si riferisce è una mia riflessione, quasi dimenticata, “Gli immigrati", del 26 gennaio 2001, l’anno in cui, qualche mese più tardi, l’11 settembre, si scatenava l’improvviso attacco alle Torri Gemelle. Che cosa aveva di sbagliato? L’ho riletta e la metto qui, a disposizione dei lettori di vibrisse, di quei pochi, ossia, che sono rimasti a casa, come me.
“Raramente ora faccio un'elemosina all'immigrato che bussa alla mia porta. Il motivo è egoistico: mi sono accorto che, quando i primi tempi ero un po' più generoso, si andava intensificando la loro presenza davanti alla mia casa. Non era sempre lo stesso individuo, ma comparivano volti nuovi. Così la faccenda si complicava, e devo confessare che provavo fastidio a dover tutte le volte sostenere una discussione con l'immigrato, che cercava di espormi la sua mercanzia, nonostante le mie resistenze. "Ho comprato poco fa da un altro, non mi occorre niente. Grazie". Qualche volta, facendo il gesto di offrire un'elemosina, mi vedevo respinto con sdegno. Solo se acquistavo, prendeva denaro da me. Il fenomeno da qualche anno si è andato accrescendo: se ne parla poiché esso è concausa - dicono gli esperti - dell'aumentata microcriminalità . Come uomo di fede sono turbato. La mia coscienza mi spingerebbe ad aprire le porte a questi sventurati, e a donare loro il possibile per renderli sereni. Poi, le asprezze della realtà con cui anch'io devo fare i conti quotidianamente m'induriscono il cuore, e mi difendo. Penso prima di tutto a me stesso e alla mia famiglia. Così l'immigrato è diventato fonte di inquietudine e di contraddizione nella mia vita. Quando vedo lungo la strada del mio paese un ragazzino che, invece di trovarsi a scuola, ha sulle spalle un fagotto di ombrelli e si ferma davanti a tutte le case e spesso se ne allontana deluso, mi domando cosa fa l'Occidente opulento per aiutare questi sfortunati. Credo, infatti, che non sia giusto che un individuo, a causa della povertà e della fame, debba essere costretto ad abbandonare il suo Paese, la terra dove è nato e dove ha sedimentato i suoi affetti. Sono convinto che ciascuno degli immigrati sparsi nel mondo, pur avendo visto la nostra opulenza, risponderebbe di preferire, alla nostra, una vita normale nel proprio Paese. Noi dell'Occidente dovremmo essere capaci di risolvere questo problema. Mi si potrebbe rispondere che già si sta facendo molto per aiutare i Paesi poveri. Ma io dico: non abbastanza, se quel bambino si trova costretto ancora lontano da casa sua. E allora? Voglio di più? Sì: che l'Occidente sacrifichi una buona volta e per sempre il suo egoismo e la sua avidità (quella del denaro, dell'arricchimento incessante è davvero una frenesia infernale), che faccia più di un passo indietro e si assuma il peso, morale e concreto, di aiutare quei popoli a crescere e a restare nella propria terra. Ci sono le dittature, in quei luoghi, mi si può rispondere: gli aiuti finiscono nelle mani di un'oligarchia di potere che si arricchisce a danno del popolo, e quegli aiuti si trasformano in denaro che prende la strada delle banche dell'Occidente. Così, dove c'è bisogno d'aiuto, la fatalità vuole che quei governi siano retti dal dispotismo e dall'avidità pari a quella dei popoli ricchi. Come se ne esce? Con la mia utopia, forse? Non credo che sia un'utopia esigere dall'Occidente il controllo severo sulla destinazione degli aiuti (che non sono solo costituiti da cibo e medicinali, ma spesso da denaro e progetti di investimento tesi allo sviluppo agricolo ed industriale di quel territorio), fino ad arrivare a portare (perfino con la forza) davanti ad una Corte di giustizia i responsabili di ruberie e frodi, fosse anche il Capo dello Stato di quel Paese. Con le Crociate prima, con il Colonialismo poi, abbiamo umiliato e depredato quella che è diventata per nostra colpa la parte povera e miserabile del mondo. Ancora, a distanza di secoli, davvero non ci rendiamo conto di avere sbagliato? E che la ricchezza e il benessere dell'intero mondo sono strettamente dipendenti da questo grande gesto di umiltà e di amore, di partecipazione e di solidarietà ? Ho un'ammirazione sconfinata per i missionari, a qualsiasi confessione appartengano, che si sono spogliati delle comodità dell'Occidente, e sono andati a vivere una vita di stenti col proposito di fare ciò che le Nazioni ricche stentano a compiere: vedere e toccare la miseria; constatare che i sentimenti di quei popoli sono gli stessi dei nostri; che con la dedizione, il sacrificio e soprattutto l'amore, si può fare molto; che la strada da percorrere è proprio quella di andare da loro, conoscerli, aiutarli e amarli. Sulle riviste missionarie che mi arrivano per posta (le mie offerte da molti anni vanno alle missioni), vedo le fotografie della povertà , ma sempre più spesso vedo volti sorridenti, soprattutto dei bambini. Accanto a loro molte volte è ritratto il missionario, e allora io mi sforzo di capire la profondità e la vastità del suo sentimento, e non vi nascondo - conoscendo me stesso, così pigro e misantropo - che avverto una vertigine, e il pensiero si smarrisce e naufraga in quell'amore immenso che intuisco in lui, che lo ha indotto a partire, a lasciare tutto, a diventare povero con i poveri, a soffrire, pur di dare la serenità agli altri. Cosa può fare di più un uomo?"
Pubblicato da Bartolomeo Di Monaco, il giorno e l'ora: 13.08.05 08:31
Interventi
Visto che si parla "per amore di verità ", sarebbe anche giusto dire che le crociate furono molto meno di quello che, oggi, ci appaiono. Alle popolazioni del medio oriente apparvero come l'aggresione di una torma di predoni occidentali e poco più. Ben poco dello scontro epocale di civiltà che oggi ci appare. Ben diversa fu l'epopea colonialistica, più vicina a noi, mossa da motivi e sentimenti ben diversi e, per così dire, "pratici". Capisco l'indignazione dell'autrice della mail: viviamo, nostro malgrado, un'epoca sconvolta da un grande conflitto sempre più etnico, e sempre meno etico, e in molti sentono il bisogno di attribuire senza equivoci i ruoli ai buoni e ai cattivi. Ciononostante rimango convinto che tale attribuzione di ruoli non sia operazione semplice. Sarebbe forse il caso di leggere bene il presente, e di collegarlo opportunamente a ciò che conosciamo sull'espanzione colonialista europea dell'otto-novecento, sull'imperialismo statunitense, sula guerra fredda, sulle grandi contraddizioni (e i grandi mali) del continente africano, sulle società fortemente gerarchizzate e conservatrici del mondo arabo. Alla fine, forse, sarà evidente che le crociate c'entrano poco o nulla con l'11 settembre (e ciò che lo ha preceduto, e ciò che lo ha seguito).
Pubblicato da: mauro - 13.08.05 10:00
ops! Rileggo errori di ortagrafia sparsi e poco eleganti. Chiedo scusa.
Pubblicato da: mauro - 13.08.05 10:01
Un po' autoreferenziale questo post.
Pubblicato da: giorgina - 13.08.05 12:32
Perché? Non è un tema interessante? A me pare di sì. Alla e-mail che ho ricevuto ieri (ore 12,41) ho dato questa risposta (ore 14,04):
"C'è un bel romanzo di Maria Corti, intitolato "L'ora di tutti" che ricorda
il massacro degli otrantini da parte dei turchi nel XV secolo, e un altro
bel romanzo di Carlo Sgorlon, "Il taumaturgo e l'imperatore", che ricorda,
dello stesso secolo, l'assedio di Vienna, sempre da parte dei turchi. Ne
trovi nota tra Le mie letture, nel mio sito.
Dico questo, perché non ci siano fraintendimenti. Io sono contro ogni
fondamentalismo, e quando scrissi nel 2001 quella riflessione non era ancora
accaduto l'attacco alle Torri gemelle, con il quale il fondamentalismo ha
mostrato di essere nient'altro che una forma di terrorismo estremo.
La mia riflessione teneva e tiene conto del popolo minuto, la cui vita
quotidiana non ha niente a che vedere con le lotte sanguinose che infestano
i paesi poveri, per colpa un po' di tutti, dell'Occidente come dei dittatori
locali di turno, che non trovano altro modo per andare al potere e
mantenerlo che fare stragi di innocenti.
Ci sono povertà anche fuori del mondo arabo, in Africa come in tante altre
parti del nostro globo. E' a queste povertà che è dedicata la mia
riflessione, e al modo per sconfiggerla. Il riferimento al mondo missionario
sta ad indicare un modello ispiratore che dovrebbe suggerire interventi
mirati a migliorare le condizioni di quelle popolazioni, senza costringerle
ad una vera e propria barbarie qual è diventata l'immigrazione oggi un po'
dovunque."
E poi sono tutti in vacanza. A me non piace vedere ferma la pagina di vibrisse :-)
Bart
Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 13.08.05 13:03
Non hai voluto il mio gruppo e questo è il risultato;–)
Pubblicato da: Woah - 13.08.05 14:11
Nessuno mi schioda da vibrisse :-)
Solo se Giulio mi prenderà a calci nel sedere... ma è troppo buono ;-)
Se nessuno posterà domani e dopodomani, farò io il grillo parlante. Poi non si venga a dire che è autoreferenzialità . Ma che significa? Non sarà che il caldo dà alla testa anche a quelli da cui ti aspetteresti ben altro?
Tiriamo avanti. E grazie a te (speravo che tu avessi finito con i nick, però).
Bart
Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 13.08.05 14:36
Volevo solo precisare che la giorgina, che accusa bart di autoreferenzialità , naturalmente NON SONO IO, lo dico a scanso di equivoci.
Io non entro volentieri nell'argomento perchè l'approccio di burt al problema è così lontano da me che non saprei proprio da che parte affrontarlo ;-)
georgia
P.S
Però burt se vuoi parlare di questi argomenti, per onestà (che credo tu abbia) dovresti prima informarti e documentarti meglio e non fare così tanta confusione:-): arabo vuol dire una cosa, turco un'altra, islam un'altra ancora, attacco alle due torri non c'entra nulla con il povero senegalese che ti vuole vendere gli ombrelli e soprattutto fondamentalismo è parola che nasce in america e sta ad indicare un fondamentalismo religioso sì, ma cristiano e non islamico ;-).
Sei un curioso concentrato di "conformismo marziale" allo stato puro ;-)
g.
Pubblicato da: georgia - 13.08.05 16:32
Devi tener presente, georgia, che io rispondevo alla persona che nella sua e-mail mi parlava, oltre che delle Crociate, dei turchi.
La strage dell'11 settembre 2001, e gli attentati terroristici che l'hanno seguita, con il massacro di innocenti, sono una risposta a che cosa? E soprattutto, a qualunque cosa si voglia rispondere, lo si deve fare a quel modo?
Che differenza c'è, allora, tra le Crociate, le stragi dei turchi, il Colonialismo da una parte, e il terrorismo dei nostri giorni?
Io dico nessuna.
Il ragazzo che vendeva gli ombrelli nel gennaio del 2001 è cresciuto, è riuscito ad acquistare una bicicletta e va ancora in giro a vendere ombrelli e altre cose chiuse in un sacco di plastica.
Siamo così sicuri che le condizioni della sua vita non c'entrino nulla con le Torri Gemelle, lui che vorrebbe sicuramente un mondo migliore, e non fare quella vita randagia che lo ha condotto fuori della sua terra? La strada dello scontro tra popoli, tra religioni, tra interessi economici, che aiuto gli arreca?
Essendo credente, ho fatto l'esempio dei missionari, ma se ne possono fare altri.
Quando parli di fondamentalismo cristiano, intendi l'integralismo cristiano?
Bart
Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 13.08.05 17:10
Non ancora, per ora sono più interessata alle potenzialità dell'anonimato, però riconoscerai che non me ne servo né per insultare né per intasare, solo un po' di stelline filanti, scusa se sono OT, ma era solo un saluto:–)
Pubblicato da: Woah - 13.08.05 17:11
Sono perfettamente d'accordo con Georgia e Woah, che stimo moltissimo e con cui ho molte cose in comune ;-)))))))))))))))
Pubblicato da: marietta - 13.08.05 17:40
Ah ah ah ah marietta ;))))))
Pubblicato da: georgina - 13.08.05 17:42
Breve ragazze, vi cedo volentieri il copyright, ma siate all'altezza dell'originale, per favore! :–))) e ricordatevi che Mozzi vede l'IP puro e autentico!!
Pubblicato da: Woah - 13.08.05 17:45
Vi ricordo la ricetta, ironia, belle citazioni, non troppo OT e soprattutto niente offese, altrimenti sa di acido, e adesso usate pure tutta la compagnia, e così vedremo che siete state davvero tanto abili da beccarli tutti e dieci e da sostituirmi davvero!! Abbi pazienza, bart, è agosto:–))
Pubblicato da: Woah - 13.08.05 17:52
Woah ha ragione. C'è qualcuno che ha insinuato che io, Georgia e Woah siamo in realtà la stessa persona. Ebbene: smentisco categoricamente. Anche se è vero che abbiamo moooolte cose in comune... ;-))))))
ps: Ciao Woah ;-))))))
Pubblicato da: marietta - 13.08.05 17:54
A proposito, ciao GEorgina ;–)
Pubblicato da: Pippo - 13.08.05 17:58
Ah ah ah Pippo ci sei anche tu? Ah ah ah ah
:-))))))))))))))))
Pubblicato da: georgina - 13.08.05 18:28
