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23.08.05

I concorsi letterari? Li vincono gli organizzatori

di Mauro Daltin

quattrini.JPGOltre 1000 premi letterari ci sono in Italia. Ogni comune, ogni paese, ogni associazione, ogni ente pubblico o privato, prima o poi, cade nella sublime voglia di fare cultura. Come? Organizzando, per prima cosa, un bel concorso letterario. Che cosa c'è di più bello, interessante e coinvolgente nell'organizzare un democratico premio con tanto di bando, stemmi degli enti, patrocini, una giuria, una classifica, un premio? Ah, mi dimenticavo: e una tassa di lettura. Sì perché è proprio di questo che voglio parlare, di questa anomala usanza di questo bel paese di non lettori, ma pieno di organizzatori di premi letterari con tasse di lettura esorbitanti. Perché, a dire il vero e per fortuna, ci sono anche molti bei premi, organizzati da persone serie, in cui si vince una pubblicazione, in cui le modalità di partecipazione sono chiare e gratuite o poco costose.

Mi concentro, adesso, sui premi per gli scrittori inediti, che sono i più succulenti per gli organizzatori. Sia perché è garantita una partecipazione di massa sia perché ha un obiettivo culturale lodevole e si scoprono decine di talenti...
Facciamo subito un esempio: basta fare un giro in rete per capire che queste fantomatiche tasse di lettura si aggirano principalmente fra i 10 e i 30 euro. Per un racconto o per una singola poesia partecipante. Poi, se c'è qualche spendaccione che voglia partecipare a entrambe o a più sezioni, c'è lo sconto. Non preoccupatevi, pensano a tutto. Facciamo quindi una media di 20 euro a partecipante. Alcuni ho trovato sempre on line raggiungono anche i trenta euro, che sono una cifra veramente spropositata considerando anche le spese di spedizione, le fotocopie che si devono sorbire i partecipanti.
Quando c'è in ballo la poesia i partecipanti salgono vertiginosamente, in quanto gli organizzatori sanno bene che sotto la superficie di ognuno di noi, che sia lettore o meno non importa, si nasconde un poeta smanioso di vincere premi, riconoscimenti, di veder finalmente coronato il sogno di una vita.
Il bello è anche che per aumentare gli introiti i premi vengono suddivisi in una marea di sotto-sezioni: saggistica, narrativa breve, raccolta di racconti, romanzi, singola poesia, silloge, autori sotto i 30 anni, autori delle scuole superiori, autori adulti, sezione per gli scrittori che hanno il cognome compreso fra la P e la Q, chi scrive in dialetto o altra lingua, chi è mancino eccetera. Eppure i giurati sono sempre quelli, si dovranno sorbire una marea variegata di testi. Che faticaccia fare il giurato di questi premi.
Sempre facendo una semplice ricerca in internet si capisce che i premi hanno, in media, duecento-trecento partecipanti. Calcolo facile a questo punto: 4.000-6.000 euro. Dieci milioni, o giù di lì.
E arriviamo ai premi che si vincono. Perché, con dieci milioni, si possono comprare bellissimi premi, magari dare a un giovane 2000 euro oppure pubblicare un bel libro con una casa editrice seria. E invece leggo spesso premi come coppe, targhe, attestati, quadri di un artista locale eccetera. Non mettendo in discussione che anche questi oggetti possano essere più o meno costosi, ma dieci milioni sono dieci milioni.
Anche le giurie meritano un'attenzione particolare. Ogni ente patrocinante ha un esponente nella giuria (di solito viene divisa in tecnica, popolare, comitato d'onore, presidente, vice presidente, se il presidente deve recarsi al bagno durante la decisione e così via), di solito c'è qualche assessore e qualche scrittore più o meno sconosciuto. I nomi dei giurati, molte volte, sono sconosciuti ai partecipanti perché verranno "scoperti" il giorno della premiazione. Una sorta di mistero che non si capisce bene che cosa nasconda sotto. Una mia idea ce l'ho: gli organizzatori non hanno una giuria (altrimenti la direbbero pubblicamente nel bando in quanto dovrebbe dare credibilità) al momento della pubblicazione del regolamento. Insomma: intanto si fa il concorso, lo si pubblicizza, poi troveremo qualcuno disposto a designare il vincitore. E intanto il poeta o il narratore deve spedire sei-sette-dieci copie del suo lavoro senza sapere chi e se lo leggerà.
Nella lista dei vincitori si possono leggere decine di nomi: il vincitore assoluto, i finalisti, i segnalati, le attestazioni di merito, quelli che per un pelo non ce l'hanno fatta, quelli che sebbene la loro opera fosse stupenda non si sa per quale motivo non sono fra i fortunati, quelli che...
Arriviamo alla fatidica serata di premiazione, il momento clou, quello dove è doveroso indossare giacca e cravatta e occhiali d'ordinanza. Tavolate lunghe con un panno (di solito rosso), le acque minerali, i microfoni da conferenza, pacche sulle spalle e discorsi, parole, tante parole, ringraziamenti. Se notate la scelta del vincitore è sempre stata difficilissima, il livello degli elaborati giunti alla segreteria del premio è notevolissima e balle varie.
E quindi accontentano tutti, tranne chi vince che si deve, spesso, pagare vitto e alloggio. Ma sono contenti assessori, giurati, organizzatori, pro loco varie, sindaci. Tutti a brindare al successo della manifestazione. Tutti a brindare alla nuova poesia. Tutti a brindare ai quaranta milioni...
Evviva! Per fortuna che ci sono anche esempi contrari e lodevoli...
Evviva! Per fortuna che c'è la poesia, quella inedita, che raddrizza le casse...

Pubblicato da giuliomozzi, il giorno e l'ora: 23.08.05 00:55

Interventi

Be', come resistere alla tentazione di invitarvi a proseguire con l'articolo 'La fetta di torta di Piersandro Pallavicini' nel mio blog?

Pubblicato da: Lucio Angelini - 23.08.05 04:41

Beh, posso testimoniare che esistono pure concorsi dove il membro di una prestigiosissima giuria lamenta - di fronte a numerosa platea, giornali e televisioni locali schierate - la noia provata nel sorbirsi un gran numero di racconti scritti male. Posso anche testimoniare anche del concorso dove i partecipanti, invitati alla serata di premiazione, dovettero inseguire per i vicoli di Perugia il funzionario che teneva nella sua burocratica borsa portadocumenti i rimborsi per le spese di viaggio dei concorrenti. Curiosamente, sto parlano di due concorsi serissimi, fruttuosi di assegni e pubblicazioni.

Pubblicato da: mauro - 23.08.05 09:00

C'è un concorso di fiabe per bambini serio, divertente, fruttuoso: è il concorso Gianni Cordone di Vigevano.
I tre finalisti vincono Euro 500 a testa, sono selezionati da una giuria che, nel corso degli anni, è sempre stata composta da esperti del settore, scrittori affermati del panorama italiano, critici e illustratori. Ma il bello viene col superpremio: una giuria di varie classi elementari vota il racconto più bello. E il supervincitore vince euro 1500. Bè, una favola, no? Se qualcuno ha velleità letterarie per bimbi, a Vigevano sono seri, simpatici, accoglienti.
Tanto per non spalare sempre merda dappertutto!
Baci

Pubblicato da: Laura - 23.08.05 10:15

Stendiamo un velo pietoso anche sulla premiopoli settore ragazzi, con i soliti Roberto Denti & Co.
O su quelli legati alle varie riviste, che assegnano i premi in proporzione alle pagine di pubblicità acquistate dalle case editrici sulle riviste stesse.

Pubblicato da: Lucio Angelini - 23.08.05 10:54

Dio ci scampi dai concorsi: son tutti una truffa immane, dal primo all'ultimo. Pure quello parrocchiale è 'na presa per i fondelli. C'è il tipo buffo che è raccomandato e quello che vuole il suo pezzo di torta, c'è quello che ha già vinto una volta e ci tiene a fare il bis, poi c'è quello che viene da lontano e se non vincesse... ma che bello! Tutti hanno un motivo per vincere a premiopoli, con o senza tassa di lettura, ché quella è poca cosa, ci vuole ben altro.

Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 23.08.05 11:25

Bè, siete un bel gruppetto di snobbetti, lasciatevelo finalmente dire!
Trovo che in Vibrisse viga spesso lo sport nazionale della Volpe e L'Uva, ombelico autoreferenziali...possibile che non funzioni mai niente? Non è che sono affetta da buonismo incipiente, la lobby dei premi c'è e non lo nego, ma c'è anche il tentativo di fare dei premi validi, e il Concorso Cordone lo è.
Anche il curatore di Vibrisse, se non ricordo male, è stato tra i curatori di un premio letterario dell'Arci di Padova....cos'è, merda anche quello? Tutti favoriti anche lì? E allora non partecipate, mandate direttamente tutto alle case editrici, e bòna.
Buona giornata ed un abbraccio a Giulio Mozzi
Laura

Pubblicato da: Laura - 23.08.05 12:02

Ma quali snobbetti: è che è così. Ai concorsi ci partecipa chi sa già dall'inizio che vincerà e chi è disperato per motivi suoi, che possono essere i più svariati. Ovviamente gli organizzatori contano sui disperati per rifarsi le tasche.
Vabbe', vado al ristorante: ho vinto un ticket, cogli amici. ;-)

Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 23.08.05 13:02

@ Laura.
Lasciamo perdere la faccenda della volpe e dell'uva. I concorsi esistono (non solo quelli letterari), e se si decide di partecipare bisogna stare al gioco. Tutto sta nel partecipare a concorsi organizzati da gente seria, e gente seria è quella che ha passione ma anche sale in zucca, e cerca di lavorare per un ideale, ma anche di chiudere in pari i conti. Mauro Daltin ha aperto una discussione interessante, non fosse altro perché il popolo dei concorsi letterari è variegato e numeroso. Del canto mio ho testimoniato due fatti accadutimi in concorsi seri, con giurie composte da nomi credibili e annunciati nel bando, con premi appetibili. Lasciamo perdere posizioni di pregiudizio, e anche le volpi, le uve e gli escrementi. Alcuni concorsi sono più seri di altri, e anche nei concorsi seri accadono cose che ti fanno esclamare: "Mah!". Tutto qui, fatto salvo un discorso sul reale valore letterario dei testi che partecipano ai concorsi. Ma rischio di arrivare troppo lungo. Se poi si è fisiologicamente contrari ai concorsi il discorso è diverso. Non si partecipa è basta lì. Esistono tante cose belle nella vita.

Pubblicato da: mauro - 23.08.05 13:12

@ Iannox
Leggo solo ora il tuo commento. E' ovvio che parli per amore di iperbole. Mi tocca farti da contraltare e affermare che non è vero (oddio! non è sempre vero, diciamo così). Ovviamente ho prove e pezze d'appoggio a conforto di questa affermazione. Il fatto è che esistono i venditori di "grandi occasioni della vita" così come esistono i guaritori e i rabdomanti. Che, per inciso, campano più spesso sulla buona fede dei creduloni piuttosto che su quella dei disperati. Disperati perché, poi?

Pubblicato da: mauro - 23.08.05 13:19

@ MAURO

No, Mauro - con tutto il bene che ti voglio - per cortesia metteci una croce sul quel terribile bruttissimo Iannox, anzi scavagli la fossa. ;-) Insomma, solo Giuseppe o Iannozzi o Beppe, ma Iannox lasciamo che riposi in pace. ;-)

Ok, tornando ai concorsi (e poi chiudo che ho da grattare un po' di "Gratta e Vinci"), parlo anche per amor d'iperbole; tuttavia la più parte dei concorsi... diciamo il 90%... sono venduti come "occasioni per la vita" e per giunta grandi (o glandi). Chi vince ai concorsi? Quello che aveva già vinto l'anno precedente, l'imbucato, poi quell'altro che è tanto tanto amico degli organizzatori, e via di questo passo. Le tasse di iscrizione - e non discuto, sono alte e non giustificate - sarebbero il meno: il grosso è la presa per i fondelli. Allora, Mauro: lo scrittore affermato gliene frega un BIP di partecipare ai concorsi di Tizio e Caio, e se non è per uno Strega, tutti gli altri li manda a BIP. (Accidenti a Mozzi! Manco 'na parolaccia poetica qui. ^___^) Figurati al Grande Scrittore che gliene frega di vincere il gran Premio di Civitavecchia (me lo sono inventato) o quello di una qualche webzine. Però ai disperati - agli scrittori che vorrebbero esser riconosciuti come tali - il piccolo premio fa gola, diciamo pure che li prende per la gola, sì ma con un gancio per dissanguarli nelle tasche e nei sogni pure; alla fine a vincere sempre gli stessi, e si sa dall’inizio. Poi pure i vincitori s’inalberarono ma per finta – vincitori per modo di dire -, perché qualcuno si premura di riscrivere in toto i loro lavori prima di darli in pasto alle edicole, o alle stesse giurie, tanto per dire. Solitamente chi vince i tanti concorsi che in giro resistono nonostante tutto, sono scrittori adatti per i concorsi, ma fuori, nel mondo reale, durano niente, non vendono neanche una copia, o comunque molto poche – tutte quelle che i familiari si premurano di rastrellare dalle edicole o librerie fiduciarie che siano. Il che è molto divertente, almeno per me: io mi diverto, sì a saper di ‘ste storie così, mi fanno rivoltare le budella dalle risate. E lo dico con puro divertimento. Gli scrittori seri non partecipano ai concorsetti, ecco. Al massimo si sprecano di darsi da fare con piccole case editrici per firmare prefazioni, così tengono viva la fama che li vuole fuori dal coro. Ma questo è già un altro discorso che non vale la pena d’affrontare: poi a Vibrisse salta la banda, e io non c’ho voglia di fargli saltare la banda e creare problemi al caro Fabio. ;-)
Ok, adesso prendo i miei 50 centesimi, e comincio a grattar via l’argento dai “Gratta e Vinci”. E Voi, mi raccomando, tenete le dita incrociate: se vinco mi faccio un trapianto di capelli, do ‘na mazzetta a quelli dei concorsi, divento un grande scrittore, tiro coca (con la cannuccia d’oro ovviamente), e mi circondo di donne paradisiache senza un solo grammo di cervello. ^____^’’’

Giuseppe

Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 23.08.05 14:22

Ok, va bene tutto, letto tutto commenti compresi, ma a parte Laura - che cita il premio Cordoni - c'è qualcuno disposto a stilare l'elenco dei Concorsi "seri"? Che detta così mi paiono concorsi che non ridono mai e quindi noiosi e quindi da evitare pure quelli :-)

Se non lo fanno gli addetti ai lavori un simile elenco chi lo deve fare? Io no di certo, non ne ho la conoscenza, al massimo potrei "sparlare" di altri argomenti. O sbaglio?

Buona giornata. Trespolo.

Pubblicato da: Trespolo - 23.08.05 14:42

Scommetto che Iannozzi non sa nemmeno chi è 'sto Gianni Cordone a cui è intitolato il premio di Vigevano. E che se anche Laura glielo facesse vincere e lui andasse in giro dicendo: 'Sapete, sono arrivato primo al premio Cordone' il suo naricure (quello che gli cura le narici) si scompiscerebbe dalle risate:-)

Pubblicato da: www.lucioangelini.splinder.com - 23.08.05 14:47

@ LUCIO

Mi sa che le vacanze t'hanno fatto male. Non sei più quello d'una volta, del "c'era una volta..." ;-) Ma forse non sei neanche il vero Angelini. Però sì, le mie narici son grandi, come tutto il resto che è dabbasso. Ecco, vi prego, non fate cordone adesso che l'ho detto. ;-) Non sono mica un bambino o un infante: e poi Mozzi non è per il bukowskiano, quindi qui prima di parlare bisogna aver letto almeno almeno Andersen, i Grimm, e poi è sempre d'obbligo usare il filo interdentale e il Colgate (quello con le stelline, studiato appositamente per i bambini).

@ TRESPOLO

Una lista dei concorsi seri?
Uhm, fammi pensare.
Trespolo, amico carissimo, ma che mi chiedi? Tu mi chiedi roba da fantascienza. ;-) Manco fossi Douglas Adams. :-)

Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 23.08.05 15:07

Ebbene sì, io ho partecipato a molti concorsi. Qualcuno l'ho vinto, molti no. Spesi molti soldi, certo. Qualche euro l'ho anche intascato. Tutto vero, ci sono concorsini, concorsi e concorsoni con la maiuscola. Premesso che allo Strega, o simili non partecipi se non hai pubblicato, e nessuno ti pubblica così facilmente, se vuoi soddisfare qualche piccola ambizione non ti restano che gli altrettanto piccoli concorsi. Purchè consapevole di quanto andrai a incontrare. Con l'esperienza s'impara a selezionare: no a quelli che ti chiedono la tassa di lettura; no a quelli che ti dicono che non hai vinto ma pagando ti mettono sull'antologia del premio; no dove si vincono solo coppe e targhe. A meno che non hai soldi da buttare. Qualcosa di carino in giro però c'è. Mi piace segnalare il premio Castilenti, perchè non si paga una lira per partecipare, perchè la giuria è composta oltre che da un gruppo di "esperti" anche da quasi un intero paese (il cui voto vale tanto quanto quello dei suddetti esperti) e perchè il premio consiste in soldi veri, di solito 2000 euro che sputaci sopra se sei capace. La partecipazione della gente comune è autentica, sincera, si identificano nei tuoi personaggi e ne fanno oggetto di discussione. Sono persone semplici che vivono di storie e s'immergono con serietà in ognuna. Poi si va a mangiare tutti insieme, e paga il comune con il finanziamento della regione. Ci sono ancora posti dove leggere è passione. E poi, se noi poveri anonimi viviamo in questo modo un momento illusorio di successo, dov'è il male? L'importante è non farsi infinocchiare, e ripeto, qui ci vuole esperienza. Comunque, un applauso è un applauso e stare sotto i riflettori, anche se per una sola sera, fa piacere. Scusate il disturbo.

Pubblicato da: ramona - 23.08.05 15:13

@Ramona
Apprezzo la schiettezza, la semplicità, il buon senso e la grazia.

Pubblicato da: marietta - 23.08.05 15:40

Per Iannozzi: tesoro, non serve un pennello grande, basta un grande pennello! (Nun t'incazzà, lo sanno tutti che Angelini rompe i coglioni):-)

Per Ramona: impossibile raccontare di aver vinto il premio Castilenti (sic!)o simili senza suscitare un senso di pena in chi ascolta. È un po' come per Miss Eleganza Mare (in genere una racchiona dai denti marci) di qualsiasi spiaggetta italiana o Miss Uva alla sagra della Vendemmia di Vattelappesca.
Di solito la giuria dei premi letterari per l'infanzia è composta dal preside della scuola media del paese, dalla sua amante polpacciuta e da Roberto Denti come ospite d'onore (è il prezzemolo dei premi per l'infanzia).

Ma ora, con dolore, devo lasciarvi. Non ho ancora preparato lo zaino per la ferrata di domani. Dò appuntamento a tutti sulla Tofana di Mezzo.

Pubblicato da: www.lucioangelini.splinder.com - 23.08.05 15:45

@ramona, non badargli, io non ho provato nessuna pena, ho pensato a queste cose che hai detto
" La partecipazione della gente comune è autentica, sincera, si identificano nei tuoi personaggi e ne fanno oggetto di discussione. Sono persone semplici che vivono di storie e s'immergono con serietà in ognuna. Poi si va a mangiare tutti insieme, e paga il comune con il finanziamento della regione. Ci sono ancora posti dove leggere è passione."
e mi chiedo perché debbano fare pena, a me sembra solo una cosa positiva, allo Strega (al quale dubito angelini abbia partecipato) c'è senz'altro molta meno aria fresca che in una situazione del genere:–))

Pubblicato da: marietta - 23.08.05 15:49

@ LUCIO

Sì, ma i miei pipini potresti lasciarli in pace? Soprattutto quando leggi faloticherie da altri blog (che per inciso non frequento più essendo che son pieni di anonimi buoni all'insulto gratuito e basta) per poi riportarle qui, risparmiati.

Stammi bene e salutami l'uomo del Monte... della Montagna Incantata. ;-)

Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 23.08.05 15:52

Mizzica, Pe', Iannox è andato e io lo vengo a sapere così. Che dire? Una prece.
Per il resto, Ramona scrive cose che condivido parecchio. Taluni concorsi hanno una dimensione umana che travalica quella letteraria: si parte dal racconto o dalla poesia e si finisce dar Borgataro a parlare della dentizione dei figli e dei rispettivi lavori. Si conosce gente, ci si scambia il numero di telefono. Conosco gente che ha avuto anche delle avventure amorose (non è vero, ma conosco uno al quale stava per capitare: lo ha salvato la foto dei figli nel portafogli). C'è tutta un'umanità di contorno che forse vale la pena conoscere, magari per poi descriverla a margine di un'invettiva contro i concorsi. E' così, i concorsi letterari più diffusi (quelli per racconti inediti) non sono cose da scrittori veri. Vanno bene per il professore, l'impiegato, l'imprenditore. Lo scrittore vero dal concorso letterario passa una volta, quando ancora non sapeva di essere scrittore, poi vola verso lidi diversi, verso pagine migliori. Ci sono buone eccezioni, come quella di Nicola Verde, che vince Lama e Trama (concorso dedicato ai maestri coltellai di Maniago), incontra Luigi Bernardi e pubblica il suo primo romanzo con Flaccovio a cinquanta anni e passa. Ma sono eccezioni, appunto.
In ogni modo le dinamiche del concorso per inediti sono abbastanza semplici, poco o nulla delle trame che Iannozzi immagina. Se si piazzano sempre i soliti (ma ne siamo poi sicuri?) magari è perché c'è un manipolo di abitué (non rispondo dell'ortografia) che scrivono meglio degli altri pur senza essere veri scrittori. E anche l'affermazione "qualcuno si premura di riscrivere in toto i loro lavori" mi spiazza. Non mi risulta sia vera, almeno per quella che è la mia esperienza. E aggiungo purtoppo, soprattutto quando si riversano i testi in volume senza un editing serio che li emendi da ingenuità ed errori (speso banali errori di battitura). E qui si potrebbe aprire una grande parentesi sul reale valore letterario (o almeno commerciale) delle antologie dei concorsi. Gli editori sfuggono come il demonio queste antologie, così come quelle dei corsi di scrittura. Ma vado lungo. Mi fermo qui.

Pubblicato da: mauro - 23.08.05 16:33

@ MAURO

Come? Solo tu non lo sapevi che Iannox è andato: se qualcuno c'ha voglia di spenderci su una prece, al nickname intendo, facci pure, come direbbe fantozzi. ;-)

In quanto al resto... ognuno padrone di dondolarsi nelle proprie illusioni. Fosse una questione di editing, magari fosse 'na questione di editing - che poi ci vuole, non dico di no. Ma non è l'editing.
I soliti che scrivono meglio degli altri... Vabbe', scrittori abituati a vivere dentro ai concorsi: prova a buttarli sulla strada veramente, e non ti tirano su nemmeno un nichelino.

Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 23.08.05 16:50

@ Marietta e Mauro: grazie per la solidarietà. In effetti non dico nulla di nuovo, nulla di quanto non possa giungere in modo spontaneo alla mente di coloro che conoscono l'argomento perchè lo hanno vissuto. Tanti parlano senza sapere, come in tutte le cose. Il buon senso dovrebbe accompagnare ogni nostro comportamento. Certo, che sia meglio allora spendere soldi su soldi per mandare i propri capolavori a case editrici che nemmeno li leggeranno fino all'ultima pagina? Ragazzi, ciò che conta sono le prime cinque pagine, non scrivete una nuova Commedia. E se poi vi chiedono soldi per pubblicare siatene certi, non hanno letto nemmeno quelle cinque. E comunque anche questa strada si può percorrere. Con fiducia, leggerezza, ma senza farsi imbrogliare.
@ Angelini: Castilenti non è un premio per l'infanzia, sebbene preveda anche la partecipazione di studenti, che vengono giudicati e premiati come i grandi. Il discorso è molto serio, e ripeto, molto sentito. La partecipazione di un piccolo paese è totale mentre nei grandi premi non esiste e vince chi è più raccomandato. Inoltre lì la dimensione umana è rispettata. Ti pare poco? Dovresti provare.
E per inciso non sono proprio una racchiona e i miei denti non sono marci. E se ti arrampichi sulla Tofana, guarda dove metti i piedi: con questa pioggia e questo freddo non si sa mai. E' brutto tempo anche qui a valle.
@Iannozzi: se fosse vero che premiano quelli dell'anno prima, a quest'ora avrei 4000 euro in tasca, invece che 2000, perchè ci ho riprovato e mi è andata buca. Giustamente. Certo che non si vive di sola scrittura. Gente come me che ama talvolta scrivere ha il suo piccolo successo così e si accontenta per un po'. Poi prova altro. Magari apre un blog. E se poi è fortunata incontra l'uomo della sua vita che fa l'editore e che per amore le pubblica qualsiasi cosa. Ma non è il mio caso. E avere coscienza di quanto si vale è una gran bella cosa.
E' bello sapere, dopo tutto questo, che ognuno rimarrà sulle proprie convinzioni. Saluti a tutti.

Pubblicato da: ramona - 23.08.05 20:01

A proposito di Concorso di letteratura per l'infanzia Gianni Cordone vi informo che è uscito il bando 2005/2006. Lo travate nel sito www.comune.vigevano.pv.it,
buon anno a tutti

Marilena Catozzo
(responsabile biblioteca dei ragazzi Gianni Cordone e della biblioteca Lucio Mastronardi di Vigevano)

Pubblicato da: Marilena - 09.01.06 16:00

Concorso letterario per romanzi gialli
I romanzi partecipanti devono essere inviati 30 settembre 2006.

La tassa di iscrizione è di 20 euro e comprende: iscrizione all'Associazione
Delos Books (con la possibilità di acquistare libri con lo sconto sul Delos
Store) e una copia (incluse spese postali) del volume contenente il romanzo
vincitore, che sarà pubblicato nel corso dell'anno prossimo.

La giuria sarà composta da esperti selezionati dalla direzione editoriale
della Delos Books, e comprenderà gli scrittori Alan D. Altieri, Stefano Di
Marino, Franco Forte, Carlo Lucarelli e il curatore di ThrillerMagazine
Mauro Smocovich.

Per chi vince il premio
Il primo premio consiste nella pubblicazione del romanzo in volume, nella
nuova collana I Libri di ThrillerMagazine.
All'autore verrà fatto firmare un regolare contratto di pubblicazione che
prevederà il versamento di royalties sulle copie vendute.

http://www.delosbooks.it/premi/thrillermagazine/regolamento.php

Pubblicato da: Giampaolo - 05.02.06 23:23

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Pubblicato da: Aryan - 26.02.07 02:41