« Dopo Carosello / Storia di alcuni libri e di una collaborazione | Main | Un giorno qualsiasi »

31.08.05

Best off: il meglio delle riviste letterarie italiane / edizione 2006

di giuliomozzi

[Questo articolo contiene una richiesta di collaborazione. Sarà pertanto ripetuto. gm]

occhio_alle_riviste.jpgLa casa editrice Minimum Fax ha pubblicato a inizio 2005 il volume: Best off: il meglio delle riviste letterarie italiane / edizione 2005, a cura di Antonio Pascale, che raccoglieva appunto quanto di meglio (secondo Antonio Pascale) pubblicato dalle riviste letterarie italiane nel corso del 2004.
La curatela del Best off edizione 2006 (quindi riferito alle riviste letterarie pubblicate nel corso del 2005) è stata affidata al sottoscritto. Quindi mi sono messo d'impegno: in questi mesi ho letto, ritagliato, fotocopiato, salvato eccetera tutto quanto mi sembrasse interessante. Ovviamente però non posso vedere leggere capire apprezzare tutto; ci sono decine o centinaia di riviste pubblicazioni fanzine siti blog che mi sfuggono.
Pertanto, care voi e cari voi, vi chiedo di darmi una mano, segnalandomi (nei commenti: in modo che la segnalazione fatta da Tizio possa magari far venire in mente qualcos'altro a Caia, ecc.) articoli di riviste letterarie a vostro giudizio interessanti (e magari spiegando anche in due parole perché vi sembrano interessanti).
Per sicurezza, indico qualche criterio:

* intendo raccogliere nel Best off articoli, non racconti o poesie;
* intendo raccogliere quindi testi del tipo: saggi di storia o critica letteraria; recensioni a libri nuovi o vecchi; riflessioni o opinioni o discussioni sull'idea o sulla teoria o sulla pratica della scrittura; riflessioni o opinioni o discussioni sull'idea o sulla teoria o sulla pratica della lettura; polemiche non fatue; profili storici, sguardi d'insieme, brillanti analisi o sintesi; eccetera.
* per "riviste letterarie" intendo: riviste che sono inequivocabilmente riviste (tipo: Fernandel, R, PaginaZero, Tabula Rasa, Maltese eccetera); pubblicazioni in rete, singolari o collettive, che si propongono esplicitamente come riviste (tipo Sacripante, Pseudolo, Nazione indiana, Marsilioblack, Il posto dei libri, Miserabili, lo stesso vibrisse - che però escluderei dalla raccolta - eccetera); pubblicazioni in rete che pur non proponendosi esplicitamente come riviste sono difatto assimilabili alle riviste (tipo Paese d'ottobre, Licenziamento del poeta, Quasi quasi faccio anch'io un corso di scrittura, Universo poesia, Frenulo a Mano eccetera); e financo quelle pubblicazioni in rete che, pur non avendo un carattere esplicitamente letterario o non essendo assimilabili a riviste, tuttavia abbiano interessi letterari regolari e frequenti (e qui non faccio esempi, sennò dovrei citare il 20% della blogosfera, temo).
Se (come è assai probabile) accoglierò alcuni suggerimenti, il suggeritore sarà nominato e segnalato nel libro; per ora ringrazio tutti coloro che vorranno offrire dei suggerimenti.

Pubblicato da giuliomozzi, il giorno e l'ora: 31.08.05 09:19

Interventi

giuliomozzi, per il capitolo "riflessioni o opinioni o discussioni sull'idea o sulla teoria o sulla pratica della scrittura" ti segnalo Il Verri, maggio 2005, dedicato a scritture in corso d'opera. C'è il bel brano ipocondriaco di Arminio, ripreso di recente su Nazione Indiana; c'è anche una riflessione di Michele Mari sul rifacimento di Di bestia in bestia, in occasione della prossima ristampa. C'è, non ultima, la presentazione del numero della rivista, a firma Cortellessa.

Pubblicato da: Luca Tassinari - 31.08.05 10:51

Forse la conosci già. Ti segnalo comunque "La Mosca di Milano", rivista semestrale di poesia e letteratura in genere. Se la chiedi a Gabrifantato@libero.it te ne farà avere senz'altro una copia.

Pubblicato da: riccardo ferrazzi - 31.08.05 10:59

ti posso segnalare, visto che lo sto leggendo ora, l'ultimo numero de "L'ospite ingrato" (sulla copertina è segnato come numero 2 del 2004 ma in realtà è uscito nel giugno del 2005 e infatti la quodlibet lo mette fra le novità del 2005), è il semestrale del centro studi Franco Fortini dell'università di Siena, ed è una rivista notevole, è stampata dalla quodlibet, questo ultimo numero ti dovrebbe interessare particolarmente perchè è dedicato a "Editoria e industria culturale".
A questo indirizzo
http://www.quodlibet.it/generale/ospite.htm#anno04-2
trovi l'indice del numero (e dei numeri precedenti).
Tra gli "ospiti" di questo numero trovi, oltre ad una poesia di Rilke, uno strepitoso Tucholsky.
Se vuoi leggere uno dei suoi "Quattro testi", "Stampa elibertà" io l'ho copiato e postato nel mio blog.
http://georgiamada.splinder.com/post/5448042
Nella rivista c'è anche un saggio dedicato a lui: Susanne Boheme-Kuby, "Kurt Tucholsky ai posteri", pp. 167-183
georgia

Pubblicato da: georgia - 31.08.05 11:23

Segnalo (sfacciatamente) la mia piccola BombaSicilia e Gas-o-line. Rispettivamente raggiungibili da www.bombacarta.com/bombasicilia e www.bombacarta.com/gasoline. I pezzi di demetrio paolin meritano come minimo una segnalazione (soprattutto ri-dire auschwitz). L'annata di BombaSicilia è stata quella delle M: metafora, memoria, mistero. Concluderà il quartetto la monografia sulla meraviglia.
Buona raccolta.

Pubblicato da: tonino pintacuda - 31.08.05 11:47

(ciao tonino, dove si trova questo scritto di demetrio ri-dire auschwitz? non sono riusicta a trovarlo. grazie)

Pubblicato da: monica - 31.08.05 11:59

monica clicca su http://www.bombacarta.com/bombasicilia/bs_1.pdf e buona lettura

Pubblicato da: tonino pintacuda - 31.08.05 12:02

monica

il pezzo in questione lo trovi qui:

http://www.bombacarta.com/bombasicilia/bs_1.pdf

il saggio dovrebbe partire da pag 2 e finire a pag. 9.

(sono saltate rispetto all'originale per motivi di pdf credo, i corsivi e le note: ne ho credo da qualche parte anche una versione word, almeno penso se non l'ho buttata via).

ringrazio tonino per la gentilezza immeritata.

d.

Pubblicato da: demetrio - 31.08.05 12:08

Io conosco e leggo Stilos da i Miserabili che da qualche mese è anche in forma cartacea. Su web invece http://threemonkeysonline.com/blogs/the_grooming_monkey/
Spero di essere stata utile.
K.

Pubblicato da: Klemja - 31.08.05 12:17

Io non escluderei Vibrisse.

Dal web segnalerei:

Carlo Sgorlon: Il trono di legno di Bartolomeo Di Monaco - anche se è già apparso in volume e qui.

Su rivista, per il momento non mi viene in mente qualche cosa di interessante. Avrei bisogno di compulsare gli archivi: se trovo un po' di tempo, lo farò.

Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 31.08.05 12:45

...è scorretto proporre il mio blog? forse sì, ma chi altri potrebbe farlo?
xhara

Pubblicato da: rossella - 31.08.05 13:08

Gentile Giulio Mozzi,
mi permetto si segnalare la nostra rivista elettronica, www.musicaos.it, che ho fondato nel gennaio del 2004 insieme a Stefano Donno e che si avvale della collaborazione di altri valenti scrittori (nella sezione autori può trovare i nomi dei collaboratori più assidui) seminati nel sud delle Puglie. Il taglio della rivista è critico, la scadenza delle uscite è mensile. Qualche lettore ci ha detto che siamo 'pop', forse è vero,
in due anni siamo riusciti, partendo da zero e grazie a molti 'tifosi' - spero anche grazie al nostro lavoro - a raggiungere una media mensile di tredici/quindicimila lettori, segnalo la nostra esperienza e ne approfitto per ringraziare tutti quanti i lettori, collaboratori e sostenitori.
Ci rivediamo sul prossimo numero, che sarà online sabato 11/9
cordiali saluti

Luciano Pagano

Pubblicato da: Luciano Pagano - 31.08.05 14:26

Giulio Mozzi, non la invidio.
Cari lettori di Vibrisse, quando parlate male degli autori italiani, pensate a quanto lavoro culturale svolgono. Immaginatevi di dover immergervi per mesi nella lettura di migliaia di pagine di un'intera annata di riviste, blog, ecc. Immaginatevi i risentimenti che in ogni caso vi procurerete, da redattori di riviste, gestori di blog ecc. che fatalmente verranno esclusi dalla selezione finale, o accuseranno probabilmente Mozzi di non aver nemmeno preso in considerazione la loro rivista blog ecc. (succederà per forza, le riviste e i blog sono innumerevoli).
Sarebbe bello che Giulio Mozzi annunciasse pubblicamente la cifra del compenso per cui farà questo lavoro. Sono certo che è una cifra bassa, ne sono certo perché le case editrici per queste iniziative hanno pochi soldi, è già meritevole che riescano a farle, a stampare libri come questo. Bene, una volta che Mozzi dirà la cifra, cari lettori, domandatevi quale altra categoria di professionisti di qualsiasi campo, arrivati a 45 anni e con un curriculum come quello di Giulio Mozzi, accetterebbero di affrontare una mole di lavoro simile, già spaventevolmente enorme in sé, e per di più con tutta la ricaduta di polemiche e risentimenti che ne conseguirà...

Pubblicato da: Sophòs - 31.08.05 15:01

ciao, giulio, ti ringrazio per avermi citato. effettivamente me lo merito. ne valeva la pena. mi faccio un mazzo quadrato. e cosa importante, senza la rivista non ti avrei mai conosciuto. non avrei conosciuto te, nè la lippa, o bart, gino tasca (che metterei sicuramente, e come annotatore di pagine letterarie, e come frequentatore di corsi di scrittura), o klemia (che ringrazio per i complimenti nell'altro post). sono tanti e sparo a caso partendo dall'affetto e dalla simpatia. spero di postare ogni tanto in vibrisse - che non trovo giusto tu non citi nel volume. io, se posso suggerirti, farei come un elenco telefonico al tuo posto! con pochi elogi, che vada come strumento informativo - cose che trovi interessanti. baci angela

Pubblicato da: angela scarparo - 31.08.05 15:03

@ Angela Scarparo:

Evidentemente non conosci l'edizione di Best Off 2005. Mozzi non farà un elenco telefonico, perché "Best Off" è un'antologia. Dovrà scegliere verosimilmente 20/40 testi che valga la pena "salvare", che valga la pena riproporre in un libro perché sono belli e scritti bene eccetera.
Se posso aggiungere un'impressione, è un poco grave che tu che ti occupi di letteratura non conosca ancora Best Off. E magari poi ambisca a entrarci dentro... Così chiederei a tutti coloro che qui segnalano se stessi: ma avete almeno letto "Best Off" del 2005? Non sarebbe eticamente e culturalmente doveroso un rapporto di reciprocità? Cioè: come minimo uno dovrebbe avere curiosità per il lavoro culturale che fanno gli altri, prima di pretenderne per se stesso. Mi ricorda tanto quelli che scrivono tante tantissime poesie, ma quando gli nomini Zanzotto o Milo De Angelis cadono dalle nuvole e con supponenza dicono che loro i poeti contemporanei non li leggono, non ritengono poesia quella di oggi... Però loro di poesie ne scrivono tantissime, e pretendono di essere letti dai propri contemporanei...

Pubblicato da: Armando - 31.08.05 15:23

Riceverò un compenso di 500 euro lordi, tutto compreso. Per dare un'idea: Minimum Fax sta a Roma, io sto a Padova, un viaggio a/r tra Padova e Roma, in treno, costa circa 82 euro.

Pubblicato da: giuliomozzi - 31.08.05 15:24

Neanche una cassiera di supermercato!

Pubblicato da: Gianni - 31.08.05 15:30

Che gioia. Mozzi chiede ai lettori di segnalare le cose belle che hanno letto nelle riviste (web o cartacee) del 2005 e CINQUE SU OTTO, 5 su 8, ripeto, segnalano... sé stessi. A parte Tassinari e Iannozzi ognuno ha tirato l'acqua al proprio mulino, speranzoso e viscido. E' un post pericoloso, questo: si avvia a diventare il più commentato della storia del Web, appena si spanderà la voce dell'appello.

(quanto a quello di Angela Scarparo, ho il sospetto e spero sia un fake. Sarebbe davvero da ridere se la Scarparo dicesse di se stessa: "me lo merito")

Pubblicato da: piero sorrentino - 31.08.05 16:02

"a parte Tassinari, Iannozzi" e Laura Sica, che ho dimenticato. Io intanto propongo la stroncatura meravigliosa di Andrea Cortellessa al libro di Baricco sull'Iliade (pubblicata su un vecchio Alias): documentata, ben scritta e di piacevolissima lettura.

Pubblicato da: piero sorrentino - 31.08.05 16:05

Io segnalo semplicemente che la "curatela" è un'altra cosa. Da'Nazione Indiana", inoltre, il bellissimo articolo "Nascere da un uovo di cigno":-)

Pubblicato da: Lucio Angelini - 31.08.05 16:06

Tre cose a mio avviso notevoli, che mi vengono in mente qui su due piedi: l'articolo "Una storia già veduta" di Mario Sesti, dal numero di luglio/agosto 2005 della rivista "I duellanti", che partendo da un discorso sul cinema (ovvero sul film "Caché" di Michael Haneke) si trasforma in un ragionamento a tutto campo sulla narrazione. Poi: "Rabbia accorata" di Piero Gelli, da "Linus" di luglio 2005, ricca e vitale recensione dell'impressionante libro "Il crollo delle aspettative" di Luca Doninelli. Infine: il saggio di Leonardo Colombati, pubblicato su Origine in due parti, su "Pinocchio e altri automi in letteratura".

Pubblicato da: davide l. malesi - 31.08.05 16:27

Credo che "Alias" e "Linus" non rientrino nel concetto di "rivista" secondo la logica del progetto "Best off". Nella scheda editoriale del "Best off / 2005" (linkata nel mio post) si legge proprio all'inizio: "Le riviste letterarie sono off quasi per definizione: underground, indipendenti, si muovono spesso fuori dagli abituali circuiti del mercato editoriale e sono pertanto difficili da reperire". "Alias" e "Linus" non mi sembrano corrispondere a questa fattispecie.
Quanto alle autosegnalazioni, non ci trovo niente di male. E quelle che ho lette finora, caro Piero, non mi sembrano per niente "viscide".

Pubblicato da: giuliomozzi - 31.08.05 16:39

qualcuno direbbe che è incredibile. io no. ho appena scoperto che c'è gente che va sui blog e non ha neanche idea di che cosa sia una bibliografia. è assurdo. e non sto scherzando. c'è qualcuno che va sui blog e non sa neanche che cosa una buona bibliografia possa avere in comune con un elenco telefonico, e questo con una buona antologia scolastica.

qualcuno tipo armando direbbe, "uno come fa ad andare su un blog se non ha mai visto una bibliografia, mi chiedo?" io non lo dico. paziento. io voglio diventare santa. perciò non mi meraviglio di niente, di nessuna domanda. sì, è vero, me lo dico, "ma caspita, bsterebbe consultare un elenco telefonico con un po' di accortezza, e uno si farebbe anche un'idea di una bibliografia perchè qualcosa in comune ce l'hanno. così come tutte e due qualcosa in comune hanno con le antologie scolastiche, ripeto" lo penso. però non lo dico. non voglio diventare una di quelle persone acide che stanno tutto il tempo a dire, "e magari vorresti anche un buon lavoro, eh? e che ne dici di andare al lavoro in macchina, eh?" io no, non parlo. magari penso., questo si, penso. penso "impressionante questa civiltà come porti con se il sè e il contrario del sè! tutto condito da bla bla. e sì che basterebbe imparare a leggere un buon elenco telefonico!". e tante cose sarebbero risolte.

Pubblicato da: angela scarparo - 31.08.05 16:49

così come altri direbbero, "ma se non leggi di finire la frase perchè parli?".

forse la povera signora fake della scarparo, volendo esprimere il suo (forse spropositato - non a proposito, no aveno mai la povera fake visto quelle persone) affetto per giulio, per bart, per klemia, e non avendo il coraggio di dirlo esplicitamente ha trovato la scusa della rivista...", e ha detto, "me lo merito di avervi conosciuto" ma io no, no lo dico. non voglio finire acida come quelli che dicono, "ah, quella dice che vuole bene a quell'altra chissà cosa c'è sotto. chissà cosa sta preparando... lo fa per farsi pubblicità". ecco, non voglio finire così fake di qualcuno sì. ma acida così, no. voglio continuare a scrivere romanzi. forse stupidi, di gente stupida, ma non acidi, di gente acida.

Pubblicato da: angela scarparo - 31.08.05 16:59

Giulio, sono d'accordo sul fatto che Alias non sia assimilabile a una rivista letteraria; però mi chiedo: visto che al best off 2006 hai intenzione di dare un taglio totalmente, diciamo così, saggistico-giornalistico (io interpreto così i primi due punti del tuo post:
* intendo raccogliere nel Best off articoli, non racconti o poesie;
* intendo raccogliere quindi testi del tipo: saggi di storia o critica letteraria; recensioni a libri nuovi o vecchi; riflessioni o opinioni o discussioni sull'idea o sulla teoria o sulla pratica della scrittura; riflessioni o opinioni o discussioni sull'idea o sulla teoria o sulla pratica della lettura; polemiche non fatue; profili storici, sguardi d'insieme, brillanti analisi o sintesi; eccetera.), ecco, visto che vuoi dare questo taglio mi sembra difficile trovare le cose che chiedi su riviste come, che so, Maltese, Fernandel ecc, evidentemente più (o solo) narrative che saggistiche. C'è il rischio (o la fortuna?) di pescare quasi solo dal Web. Quanto alla vecchia scheda editoriale che hai linkato nel tuo post, come certo saprai (e come sanno più o meno tutti in editoria) quella era una vecchia scheda, redatta quando ancora il progetto era appena vagamente accennata nella mente di minimum fax. E infatti (magari qualcuno se lo ricorda) proprio quella scheda attirò le critiche più feroci sul libro (che c'entravano le blasonatissime e patinatissime Il caffè illustrato o Nuovi Argomenti con l'idea di riviste "underground, indipendenti, si muovono spesso fuori dagli abituali circuiti del mercato editoriale e sono pertanto difficili da reperire" ?).
Le autosegnalazioni a me mettono tristezza, e mi sembrano una spia interessantissima di certi meccanismi che lavorano nella mente di chi scrive (anzi: che è all'esordio nella scrittura). E sì, francamente, con tanta bella, bellissima roba da segnalare a nome d'altri, mi sembrano anche viscidosette. Ma magari mi sbaglio io.

Pubblicato da: piero sorrentino - 31.08.05 17:00

qui si parla di sbagli. ma no. non è che uno si sbagli. mai nessuno sbaglia mai in assoluto. dipende tutto dal punto di vista. però su una cosa ha ragione choukhadarian ( se l'ho scritto bene) intitolando i suoi ultimi due post come ha fatto, "prima studiare, poi parlare". ed ecco che rispetto alle mie pretese, direi che il buon giovanni è anche andato troppo avanti. io mi accontenterei di molto meno, santa come sono "prima ascoltare (leggere) poi parlare". ecco che mi andrebbe bene. è poco, ma è tanto, ma è poco. ma è tanto.

Pubblicato da: angela scarparo - 31.08.05 17:06

Ho presa la scheda pubblicata nel sito di Minimum Fax come un "programma". Che poi il libro curato da Pascale sia uscito diverso, è indubbio. Ma il "programma" della scheda mi sembra più interessante...

Pubblicato da: giuliomozzi - 31.08.05 17:09

giulio, a parte gli scherzi. uno/a può anche usare criteri diversi: (le antologia che piacciono a me sono fatte così,e anche il Dizionario dei personaggi di romanzo di Bufalino). All'inizio (bufalino) o alla fine (le antologie) c'è un elenco - da tre a venti pagine, che non sono buttate, almeno per me, di "siti, riviste, blog" di cui non ci sia citato niente, ma segnalate, tipo elenco telefonico, e bibliografia (divise per genere, o come ti pare). la parte centrale del libro come il Best Off dell'anno scorso e qualsiasi altra antologia, che anche il più spovveduto può aver avuto occasione di consultare.
giulio, non è una regola. ti ho detto, come lettrice, cosa mi piacerebbe trovare, e cosa ho cercato l'anno scorso nel Best Off. baci (rubati in quanto è un titolo copiato da truffaut, e perchè immeritati, in quanto io in quanto fake non mi merito niente. o in quanto io non mi merito io? eppure studio. sono anni che mi faccio il mazzo!) affettuosi

Pubblicato da: angela scarparo - 31.08.05 17:17

Sicuramente un elenco delle riviste consultate o comunque interessanti (con i dati per reperirle) e una mappa delle pubblicazioni in rete può essere una cosa utile.
Il "Best off" curato da Pascale restringeva deliberatamente l'attenzione a un numero molto ristretto di pubblicazioni.

Pubblicato da: giuliomozzi - 31.08.05 17:22

ah, giulio, e poi me ne vado. io al tuo posto, senza essere troppo indulgente, metterei più roba possibile. cioè di uno dovrei proprio dire, "ma no, dai, questo no!" che ne so, perchè prosopopeo, o deragliante troppo, o tipo pagina bianca. esagero. insomma, è una buona occasione per tanti, (che spero per loro abbiano il coraggio e la determinazione di dirti che stanno facendo una cosa in cui credono, se la stanno facendo) così.

Pubblicato da: angela scarparo - 31.08.05 17:22

ad esempio. a me è piaciuta molto l'iniziativa di strelnik "A Pinocchio's Bloody Binary Story" (questo è il link: http://www.strelnik.it/pinokkio/).

Il fatto che io ci abbia scritto, non significa niente, e spero che non venga presa come una autorpomozione, ma come una semplice segnalazione di un progetto secondo me molto interessante. (certo ha un taglio più narrativo, e quindi sbalestra i criteri, ma insomma)

demetrio

Pubblicato da: demetrio - 31.08.05 17:22

perfettamente d'accordo con Sorrentino sul viscidume. e poi la scarparo: una di quelle che le dai una mano e si prende tutto il braccio. comincia a diventare un po' invadente.

Pubblicato da: marius - 31.08.05 17:39

Il "best off" curato da Pascale era stato ribatezzato Best Foff... :-)

Pubblicato da: piero sorrentino - 31.08.05 17:52

Il "best off" curato da Pascale era stato ribattezzato Best Foff... :-)

Pubblicato da: piero sorrentino - 31.08.05 17:52

LA VECCHIA STORIA DELLA TRAVE E DEL BRUSCOLO;-)
Forse mi sbaglio ma sorrentino non mi sembra molto simpatico :-), anzi direi un po' supponente e ...
Ognuno segnala quello che vuole, segnalare non vuol dire obbligare l'altro a scegliere, quindi non vedo perchè se la prenda tanto (e addirittura si rattristi) con quelli che hanno segnalato scritti e cose proprie, uno può essere narcisista (e valere un sacco) un altro essere narcisista e un perfetto coglione.
Toccherà al curatore anche scegliere o escludere i coglioni in base ai suoi gusti e alle sue possibilità.
Ad ogni modo sinceramente non riesco a capire perchè fra gli esclusi (quelli che NON tirano l'acqua al proprio mulino) sorrentino non abbia messo pure me ;-)
Io non ho nulla a che spartire con l'università di siena, nè con la quodlibet, nè con L'ospite ingrato (notevolissimo semestrale), quindi l'unica pecca forse è di aver segnalato l'indirizzo di un post del mio blog (che è solo un gioco e non pubblicizza assolutamente me stessa nè altro, all'infuori delle cose che trovo interessanti e che, a volte, segnalo anche se non ne stimo gli autori).
Ma come facevo a farvi leggere il bel pezzo che in rete non esisteva e che ho copiato dalla rivista?
A me sembrava valesse la pena, a sorrentino (per motivi misteriosi), no e va benissimo, ma da lì ad accusare (in assenza) anche me di portare acqua al MIO mulino (io che non ho mulini, neppure a vento) forse ce ne corre, ma forse i motivi sono altri ... :-))))))
georgia
P.S 1
ma dov'è la segnalazione di laura sica?
P.S 2
ma sorrentino non aveva pubblicizzato un sacco stilos?
P.S 3 io ho apprezzato (e sempre apprezzo se non sono invasive) tutte le auto-segnalazioni (che altri non avrebbero certo segnalato:-)

Pubblicato da: georgia - 31.08.05 17:55

"raccontare l'italia, dopo l'11 settembre"
lo straniero, n. 54/55

Pubblicato da: diderot - 31.08.05 18:07

Cara Georgia, scusami se non sei stata inserita nella lista dei salvati (quella dei sommersi era chiara, credo). Ma appunto, non era poi una lista, né aveva intenzione di esserlo. Ho fatto un conteggio delle segnalazioni totali (otto, al momento del mio primo commento) e le ho ricontate includendo le autosegnalazioni (cinque, appunto). Tu facevi parte degli etero-segnalatori, certo, mi è semplicemente sfuggito, e di questo mi scuso. La segnalazione di Laura Sica è quella firmata da Klemjia (se clicchi sull'indirizzo vedrai il suo nome). A suo tempo avevo, se proprio vuoi usare questo verbo, "pubblicizzato" stilos perché mi era stato chiesto di farlo, e soprattutto perché mi andava di farlo con piacere, e perché avevo trovato l'accoglienza e la disponibilità di numerosi amici e responsabili di riviste e blog ad accogliere il comunicato col quale annunciavamo l'uscita del primo numero in edicola (un fatto, mi sembrava e sembra, abbastanza importante nel panorama editoriale letterario italiano; dopo anni di vita piuttosto grama, anche se sempre a livelli decisamente sopra la media, almeno a sentire i giudizi di un bel po' di gente, il fatto che in edicola approdasse, in tutta Italia, un giornale come Stilos meritava probabilmente tutta la pubblicità di questo mondo).
Quanto alla mia antipatia e supponenza, davvero non saprei. Ma francamente non è nemmeno poi così importante e centrale, no? Stiamo parlando di altre cose, a chi vuoi che importi quanti emoticon metto nei miei commenti o quante risate strappo agli amici?
un saluto, a presto.

Pubblicato da: piero sorrentino - 31.08.05 18:08

beh che tu (io o altri) sia o meno simpatico non ha nessuna importanza, su questo concordo pienamente.
Però ...eh eh eh otto segnalazioni al momento della tua lettura, e io ero la terza ... non trovi anche tu abbastanza significativa la tua sorvolata (su soli otto post poi)?
Però non ha alcuna importanza, dai, solo ci tenevo a segnalarlo visto che i critici (e penso tu ti consideri tale) sono molto più precisi (e denotanti) nelle assenze che nelle presenze criticate.
I loro gusti (interessi, ideologie, meschinerie, piccole offese, battaglie ecc.) si scoprono molto meglio se si esamina gli autori che non nominano mai che quelli che stroncano.
E forse la tua, suvvia, è stata una deformazione professionale ;-)
A parte il fatto che da quando avete segnalato stilos io (e altri a cui l'ho indicata) la compro sempre :-) e quindi pubblicizzarla è stata una cosa buona (a volte mi piace a volte mi innervosisce, ma nell'insieme le darei un bel voto) a parte questo perchè mai anche chi segnala altre cose a cui collabora o che crea, non dovrebbe avere i tuoi stessi validi motivi per "pubblicizzarla" (anche se il termine in questo caso non è pertinente)?
Altra cosa è se uno si autopubblicizza ossessivamente e con petulanza, ma siccome quello è un sistema ottimo per far scappare dall'oggetto propagandato, il soggetto, prima o poi, fa solo del male a se stesso:-)))))
georgia

Pubblicato da: georgia - 31.08.05 18:30

Ma: in tutta sincerità, a me interessa ricevere delle segnalazioni.
Se poi bisogna anche stare a discutere su quali segnalazioni siano legittime e quali no, quali siano autopromozionali e quali no, quali siano viscide e quali no, eccetera eccetera, in somma: ma chi se ne frega...

Pubblicato da: giuliomozzi - 31.08.05 22:37

eheheheheh
don mozzi, lei (o voi) vuole (o volete) la moglie ubriaca e la botte piena ...
in fondo se passiamo qui o altrove è anche per discutere e non certo solo per segnalare, eppure della rete dovresti intendertene più di me,
ma perche soffi e sbuffi sempre?
Beh che sei un po' divertente mi sembra già di avertelo detto, vero? ...e pure un po' fiscalista (per la verità stavolta fiscaLISTA è stato quell'altro:-)
geo

Pubblicato da: georgia - 01.09.05 00:16

Insomma, devo stare zitto e buono. E se le baruffette e gli insultini e i cazzeggi e le ripicchine e le scemenzuole mi dànno noia, andrò dallo psicoanalista a farmi curare.

Pubblicato da: giuliomozzi - 01.09.05 00:42

Non so, Giulio, ma non mi ritrovo in nessuna delle categorie. Non "baruffette", non "insultini" (a meno che non ci si voglia attaccare a un solo aggettivo...), "non cazzeggi", non "ripicchine", non "scemenzuole". Mi era saltata una cosa agli occhi, mi aveva colpito, l'ho sottolineata scrivendo due righe in un commento. Di solito succede di peggio (e di meglio) in queste colonne.
Grazie per il lavoro che farai con best off 2006, lo leggerò volentieri. Un saluto.

Pubblicato da: piero sorrentino - 01.09.05 09:20

Direi Medicine Show, come esperienza generale... nel particolare: numero di giugno, Malesi su Jarrett, Desiati sul folklore...
andrea

Pubblicato da: andrea - 01.09.05 10:32

c'è anche vertigine, il periodico diretto da rossano astremo. nell'ultimo numero che ho letto c'è una recensione fuori dall'ordinario di desiati sul libro occidente per principianti di nicola lagioia.da tenere d'occhio. spulciando anche il blog vertigine.clarence.com

Pubblicato da: paolo - 01.09.05 11:06

Mi domando: di che si stupisce, il bravo Sorrentino? Mi domando: del fatto che tutti scrivono e ognuno legge solo se stesso? Mi domando: o si sorprende perché Mozzi non si sorprende? Mi domando: ma
Sorrentino l'ha letto l'ultimo numero di Stilos? Mi domando: non l'ha vista la recensione, naturalmente adorante, di "Questo è il giardino" di Mozzi? Mi domando: lo sa che Mozzi in quel giornale è recensito e recensore? Mi domando: è a conoscenza del fatto che il recensore del libro di Mozzi è un suo protetto,
collaboratore di Vibrisse? Mi domando: chi metterà Mozzi nel Best Off? Mi domando: i compagnucci della parrocchietta come Marco Candida, il vuoto pneumatico? Mi domando: o forse Bartolomeo di Monaco, la logorrea sentenziosa? Mi domando: o peggio ancora, il servo fedele Ciucadarianno? Mi domando: ma Mozzi non si vergogna, almeno un po'?

Pubblicato da: carlo - 02.09.05 11:49

Carlo, sei meraviglioso. Io non ho ancora deciso che cosa metter nel Best off, e tu già mi pigli per il culo per quello che ci ho messo dentro! Sei meglio di Mago Merlino, di Maga Magò, di Amelia La Strega Che Ammalia, di Frate Indovino! Vedi, prevedi e stravedi il futuro!
Facciamo così: ne riparliamo quando il libro sarà uscito, eh? Così avremo per le mani un oggetto reale, e non uno ipotetico. E allora potrai pigliarmi per il culo (o elogiarmi: non si sa mai) con un po' più di fondamento.
E intanto, invece che lamentarti e gettare a destra a manca insulti vecchi (che noia!... almeno fossero degli insulti nuovi...), perché non fai delle proposte?
Suvvia, Carlo, sii positivo! Lavora per un mondo migliore! Aiùtami a fare un Best off fatto veramente come si deve!

Pubblicato da: giuliomozzi - 02.09.05 12:11

Conosci la rivista IBC?
http://www.ibc.regione.emilia-romagna.it/rivista.htm

Pubblicato da: annamaria - 02.09.05 12:14

Giulio, sei fantastico. Sei meglio di Giuliano Ferrara!Stravolgi quello che dico per evitare di rispondere alla domanda più imbarazzante, quella sulla recensione in ginocchio del tuo libro apparsa su Stilos, il quindicinale su cui scrivi da anni, e in più firmata da un tuo collaboratore di Vibrisse. Mi domandavo: ma non ti vergogni? Poi se vuoi ti faccio delle proposte (ovviamente articoli miei, di mio cugino e mia cognata, così non ti spaventi, dato che si sa che"hai orrore della purezza")

Pubblicato da: carlo - 02.09.05 20:34

Tesoro, non ho stravolto niente: ho solo ignorata la parte più penosa del tuo intervento.
Che cosa c'è di vergognoso nel fatto che Stilos, quindicinale di letteratura, recensisca un mio libro? Che cosa c'è di vergognoso nel fatto che questa recensione sia positiva? Che cosa c'è di vergognoso nel fatto che l'autore di questa recensione (puoi dire chi è, per favore? Io non l'ho vista, Stilos non mi è ancora arrivato) sia anche un collaboratore di vibrisse?
Dovrei vergognarmi se avessi preteso da Gianni Bonina, direttore di Stilos, una recensione positiva di "Questo è il giardino": ma non l'ho fatto; non sapevo nemmeno che una recensione sarebbe uscita.
Dovrei vergognarmi se avessi chiesto a un collaboratore di vibrisse di recensire positivamente "Questo è il giardino": ma non l'ho fatto, né mi è venuto in mente di farlo.
Quindi?

Pubblicato da: giuliomozzi - 03.09.05 09:24

Di penoso c'è solo la tua risposta, che finge di ignorare i problemi di opportunità e di decenza che sconsiglierebbero di pubblicare recensioni di libri di autori che compaiono pure come redattori
nello stesso giornale. Regole minime ed elementari che venivano osservate su Nazione Indiana, per esempio. E non te lo dico il nome dell'autore della recensione genuflessa, perché lo sai benissimo, ipocrita che non sei altro.

Pubblicato da: carlo - 03.09.05 13:35

E' così sciocchino e poco sincero lo sdegno di carlo che vien da pensare che il tutto sia stato costruito a tavolino per pubblicizzare l'ultimo numero di stilos.
Dopo la in-cosciente comparsata di sorrentino (forse venuto nel blog proprio solo per dire che stilos sta uscendo e poi ... poi si è distratto ed è stato preso dalla tentazione di intervenire) dopo la sua "sgridata" era diventato un po' difficile dire tranquillamente: "guardate che è uscito stilos". Anche gli uomini tecnologici hanno un rimasuglio di dignità ;-)
Quindi meglio fingere una e-rissa e così veicolare ad effetto l'informazione.
Il presunto Carlo naturalmente ha lasciato le sue impronte digitali accusando giulio di essere MEGLIO di ferrara :-))
A proposito per amore della precisione anche in NI venivano postate recensioni di libri di collaboratori, l'unica cosa che non doveva accadere era che l'autore se la postasse da solo, per evitare il ridicolo che tutti passassero il tempo a postare solo cose su, e di, sè stessi come fa il colombati ;-).
Poi tutte le riviste che si rispettino (anche le mitiche solaria, letteratura, politecnico, quindici ecc.) hanno sempre postato recensioni di libri di collaboratori, l'importante è non esagerare e non pretenderlo.
Se c'è una cosa che detesto è quando la destra, per Fini suoi, usa il linguaggio della sinistra e naturalmente detesto anche quando gli operatori usano infingardamenteil linguaggio dell'utente scandalizzato ;-)
georgia

Eh signora mia 'un ci son più i nepotisti di una volta!
Ma del resto 'un ci son più neppure i nipotini di una volta ...

Pubblicato da: georgia - 03.09.05 14:36

Caro Carlo, dimmi un po': come faccio a impedire che il direttore di Stilos pubblichi una recensione a un mio libro? Ne ho forse l'autorità o il potere legale? E: come faccio a impedire che il direttore di Stilos pubblichi una recensione a un mio libro, se non ho notizia del fatto che il direttore di Stilos intenda pubblicare una recensione a un mio libro? Possiedo forse una sfera di cristallo? E: come faccio a impedire che un collaboratore di vibrisse scriva per Stilos una recensione a un mio libro, se non ho notizia del fatto che il direttore di Stilos lo abbia incaricato (o che lui si sia proposto) di scrivere una recensione a un mio libro, e se non ho autorità o potere legale di impedirglielo? Esercito forse un controllo sull'attività delle persone che collaborano a vibrisse? Ho forse dei diritti su di loro per il fatto che collaborano a vibrisse?
Perché non vuoi fare il nome dell'autore dell'articolo? Non posso farlo io, visto che non ho ancora ricevuto Stilos, non ho letto l'articolo, e non so chi l'abbia scritto (posso presumerlo, come può presumerlo chiunque legga regolarmente vibrisse: ma non posso saperlo con certezza).
In sostanza: perché dovrei vergognarmi, io, di un'azione compiuta da altre persone, della quale non ero informato, e che non avevo alcuna autorità di impedire? Se l'azione ti pare vergognosa, rivòlgiti a queste persone.

Pubblicato da: giuliomozzi - 03.09.05 15:20

l'autentico scandalo della prima edizione del best off era l'assenza di ellittico, una rivista che per un certo periodo (direi fine 2004-inizio 2005), ha sfornato una narrativa di qualità altissima. spero che qualcuno voglia porre rimedio, anche se ora sembra che chuida e quindi forse non si può più prendere in considerazione.

Pubblicato da: Farraginoso - 03.09.05 15:27

ah no, scusa, ritiro tutto, tu parli di articoli. chiedo venia. (e comunque rimango della mia idea riguardo lo scandalo)

Pubblicato da: Farraginoso - 03.09.05 15:28

Guarda, carlo, le tue accuse a Mozzi sono così strampalate che mi ispirano ipotesi mirabolanti e fantasiose sul tuo conto.

Ti vedo come oscuro e occasionale collaboratore di Stilos, roso da un'oscura invidia verso altri che - immeritatamente, a tuo giudizio - pubblicano su Stilos molti più articoli di te, o addirittura hanno l'onore di tenervi rubriche fisse.

Forse hai litigato in passato, magari in rete, con l'autore della recensione al libro di Mozzi, e temi che, rivelandoti, i tuoi "ragionamenti" verrebbero declassati a rosicatine da ultimo dei castori. Per questo ti nascondi dietro làbili travestimenti virtuali.

Nel gurge vasto e rapinoso della fantasia, vedo che posti da un account di Fastweb - che secondo te fa molto chic - e stai preparando un articolo su scrittori morti suicidi, per il quale vuoi prepararti scrupolosamente, nel vano tentativo di accreditarti presso la redazione di Stilos come autore affidabile e degno di maggior considerazione.

Purtroppo, ahimè, la tua scarsa conoscenza del latino, il tuo pessimo carattere e la tua innata bassezza d'animo ti condannano naturaliter al ruolo di irredimibile schiappa letteraria. Ma tu, invece di dedicarti con passione al commercio di mobilio - unica arte nella quale hai potuto dimostrare qualche sporadica capacità - ti ostini a proporti e riproporti come esperto d'arte, moralista d'angiporto, e latinista in saldo, scavando con le tue stesse mani il baratro nel quale un giorno scivolerai ineluttabilmente.

Il tuo destino è segnato, o carlo. Deh, non contrastarlo oltre, o resterai vittima della tua stessa bile!

Vedi quanto le tue accuse ridicole a Giulio Mozzi stimolano la mia fervida fantasia, o carlo?

Pubblicato da: Luca Tassinari - 03.09.05 20:14

Se leggo scrittori italiani contemporanei è grazie a due libri che ho incontrato per caso qualche anno fa: "Forme d'onda" e "Questo è il giardino". Il secondo nell'edizione mondadori non si trovava più, è stato ristampato da Sironi. E' un libro bellissimo, quindi è stato assolutamente opportuno sia ripubblicarlo che recensirlo su Stilos.
Io non scrivo perché non è il mio istinto, però mi viene da dire ugualmente che i libri buoni (forse) non salvano la vita (come per Wenders il rock) ma la possono cambiare in meglio. Sarei una persona molto diversa e soprattutto sarei meno "quello che sono" (magari poco ma poteva andare peggio) se non mi fossero capitati sotto gli occhi quei due libri che sono stati l'occasione per scoprire qualcosa di vivo nelle parole e per incontrare persone.

Pubblicato da: andrea barbieri - 04.09.05 02:08

Cara Georgia, con tutta l'onestà possibile alle 2.30 del mattino ti assicuro che quando ho messo le dita sulla tastiera per scrivere il primo dei 3 o 4 commenti a questo post di Mozzi Stilos era piuttosto lontano nei miei pensieri. Di solito, quando ho qualcosa da dire su stilos mando due righe in privato ai responsabili dei siti, che decidono quando come e se pubblicarle, dando loro un po' di visibilità.
Poi. Su Nazione indiana le recensioni dei libri dei collaboratori fissi (per intenderci: quelli con la password per pubblicare in homepage) erano DEL TUTTO impedite (impedite per scelta comune e condivisa, non c'era nessun soviet a decidere). Naturalmente, Georgia, converrai con me sul fatto curioso che si verificava: e cioè che su Nazione indiana si parlava poco di letteratura italiana contemporanea, i suoi collaboratori essendo una fetta importante e rappresentativa della suddetta. Ma questa è un'altra storia.
La recensione a Questo è il giardino sull'ultimo stilos è firmata da Luigi Preziosi. Buonanotte a tutti.
p.s. Georgia, se queste righe dovessero suonarti antipatiche, potresti evitare di segnalarlo per l'ennesima volta nel commento? sempre per quel discorso dell'interesse di tutti che facevamo qualche giorno fa. Grazie!

Pubblicato da: piero sorrentino - 04.09.05 02:32

@mozzi

Domando: ammettendo che tu non sapessi dell'articolo, l'avresti impedito? Io ne dubito, non fosse altro per il fatto che non ci trovi nulla di male. E questo risponde a logiche di potere molto meschine, per cui io ti faccio un favore dandoti spazio e mi aspetto, senza doverlo richiedere esplicitamente, che il favore venga ricambiato. Ecco perché dalla tua curatela di Best Off non mi attendo nulla di buono. E se tu avessi un briciolo di cervello capiresti pure che circondarsi di adulatori non è neppure conveniente, perché prima o poi si vendicheranno
di aver strisciato davanti a te.

@Luca

Forse non si era capito che scherzavo parlando di articoli miei (e di mio cugino e di mia cognata).
Non ho mai pubblicato nulla, di mestiere faccio l'ingegnere e con Mozzi non ci ho mai parlato. Se serve a rassicurarti posso darti in privato l'e-mail corretta, che evito di rendere pubblica per la quantità di spam che mi è arrivata dopo averla messa in un blog. Ci hai azzeccato solo sull'account e sul fatto che non ho studiato latino.

@giorgia

Le tue accuse di cospirazione per pubblicizzare Stilos sono talmente ridicole che non meritano
neppure una risposta. Ad ogni modo non ho mai votato a destra, e non capisco cosa c'entrino questi discorsi in questa discussione.
Ma forse la risposta è semplice: Vibrisse non è una rivista letteraria on line, è una fanzine, e in quanto tale è dovere degli ospiti incensare il padrone di casa. E pur di non replicare nel merito ad accuse precise, si inventano fantasiose congiure e si diffama l'interlocutore. Se vi divertite così, contenti voi...


Pubblicato da: carlo - 04.09.05 04:14

carlo, l'unica affermazione seria del mio post era - e mi pareva abbastanza ovvio, ma pazienza - che le tue accuse a Mozzi sono ridicole, a dispetto del fatto che tu, per chissà quale perverso meccanismo di innamoramento delle tue opinioni, le consideri "precise". Peraltro mi confermi che un paio di cose le ho azzeccate: per le altre mi piace pensare che la realtà superi la fantasia.

Le tue accuse a Mozzi sono ridicole perché ripetono con scarsa fantasia il cliché del complottismo, che consiste nell'accusare una persona o un gruppo di persone di tramare nell'ombra per ottenere vantaggi illeciti a danno di altre persone o gruppi di persone.

Le accuse di tipo complottista, per dare l'impressione di essere fondate, utilizzano luoghi comuni facilmente accettabili da gente di bocca buona e di scarso interesse per la logica, ma non sono mai accompagnate da uno straccio di prova verificabile.

Maestri di complottismo furono i funzionari della polizia segreta zarista tra la fine dell'Ottocento e la rivoluzione bolscevica. Il loro prodotto più noto sono i Protocolli dei Savi di Sion, un pilastro dell'antisemitismo moderno.

Come vedi, o carlo, sei su una brutta china.

Pubblicato da: Luca Tassinari - 04.09.05 07:04

A sorrentino

No, stavolta non mi sono suonate antipatiche (scusa se l'ho detto l'altra volta)
forse alle 2,30 rendi al meglio :-)
Su NI mi sembrava di ricordare una recensione di Nove a Scarpa ma forse sbaglio e magari l'ho letta su Liberazione.
Ad ogni modo, anche se non obbligatoria, mi sembra una cosa molto intelligente scegliere di non parlare di se stessi nei propri blog (o nel web in generale) perchè oggi, tutto quello che serve per attenuare un po' il proprio narcisismo (ormai esibito senza vergogna) non è da disprezzare e ha un suo signficato profondo (anche etico).
Un eccesso di narcisismo in rete (nella realtà è ancora diverso perchè nel virtuale tutto è più volento e senza sfumature) incomincia ad essere veramente insopportabile, anche perchè è invasivo e per niente ironico e dà un fastidio quasi fisico.
Faccio un esempio (per quel che vale) io seguivo giornalmente i miserabili, e lo trovavo molto interessante, poi genna ha cominciato a menarsela con il tormentone di suor Jo e dopo un po' ho cominciato a provare un fastidio reale e non ci sono andata più.
Evangelsti invece che segnala sempre le cose proprie, lo fa naturalmente, senza insistervi e di conseguenza (per ra) non mi dà nessun fastidio E' la ripetizione martellante alla berlusconi, il cui fine è indurre, ottundere e rintontire, che da veramente un fastidio quasi doloroso.
Non c'è nulla di male a essere recensiti da una rivista dove si collabora e nemmeno dal proprio blog collettivo, basta non esagerare (e lì sta il difficile).
georgia


Pubblicato da: georgia - 04.09.05 11:03

A me piace la rubrica polemica di Brolli su Pulp e mi è piaciuta anche nelle sue uscite 2005 fino ad ora. Ora faccio fatica a isolare i passaggi che ho preferisco, volevo soltanto segnalarla.

E poi, premettendo che sono un collaboratore della rivista e che quindi questa è un'opinione a rischio di parzialità, trovo che siano state acute e originali, anche nelle uscite 2005, su Fernandel: le rubriche "libri da evitare" di Giancarlo Tramutoli, "L'Italia che cambia" di Antonio Pascale, "Recensiamo i recensori" di Elio Paoloni
Ciao a tutti
MG

Pubblicato da: Michele Governatori - 04.09.05 13:39

Non ho ipotizzato nessun complotto, ho fatto un esempio preciso di una regola che altrove rispettano e s'impongono per elementari questioni d decenza. Su Nazione Indiana lo facevano, su Stilos no. Ho altresì fatto notare, citando la frase su "l'orrore della purezza", che è proprio sulla "questione morale", sull'invito a farsi portatori di un'etica radicale, che si consumò lo scontro fra Moresco e Mozzi in Nazione Indiana. Moresco, secondo me e molti altri il miglior scrittore italiano vivente, invitava a non cedere ai comromessi, a non vendersi; mentre Mozzi, il miglior scrittore dell'Eurostar delle 09.20 Padova-Verona, non poteva che provare ribrezzo per un modo di agire e di pensare così cristallino e inerme. Chissà perché, dopo che Moresco se n'è andato Nazione Indiana è diventata quella cosa agonizzante e penosa che tutti possono vedere, e chissà perché, ai festival importanti come quello di Mantova invitano Moresco e non Mozzi. Vi lascio ai vostri osanna, parlare con voi è solo sprecare tempo.

Pubblicato da: carlo - 04.09.05 14:37

voglio segnalare su ellittico i resoconti dei reading della signora martini, mi sembrano divertenti e capaci di raccontare in modo leggero una parte importante del pianeta narrativa.

Pubblicato da: luca - 04.09.05 16:11

[a] Carlo mio, alla domanda: "Ammettendo che tu non sapessi dell'articolo, l'avresti impedito?", la risposta è: "No, perché Stilos è un quindicinale diretto da Gianni Bonina, e Gianni Bonina è responsabile delle sue azioni". In effetti, tu scrivi: "Ho fatto un esempio preciso di una regola che altrove rispettano e s'impongono per elementari questioni di decenza. Su Nazione Indiana lo facevano, su Stilos no": la questione, semmai, quindi, riguarda Stilos e non me.
[b] Scopro finalmente, e non da te (Stilos non mi è ancora arrivato), chi è l'autore dell'articolo: Luigi Preziosi. Che è un collaboratore di vibrisse nel senso che una volta (una) in vibrisse ho ospitato un suo articolo: http://www.vibrissebollettino.net/archives/2005/06/come_cresce_uno.html.
[c] Penso anch'io che Antonio Moresco sia "il miglior scrittore italiano vivente". Questo non mi impedisce di essere in disaccordo con lui.

Ma potremmo affrontare la faccenda in un altro modo, secondo me con più utilità. Quando uscì, qualche mese fa, la ristampa del mio primo libro ("Questo è il giardino"), Sergio Garufi scrisse in un commento [a questo post: http://www.vibrissebollettino.net/archives/2005/07/il_primo_libro.html ]: "Il primo libro è anche la testimonianza di una clandestinità [*], 'Questo è il giardino' è Giulio Mozzi prima che diventasse 'Giulio Mozzi'.". E girano attorno a questo, se non mi sbaglio, le domande che ho accatastate qui: http://www.vibrissebollettino.net/archives/2005/08/la_restaurazion_1.html

[*] "Clandestinità" è il titolo del primo libro pubblicato di Antonio Moresco (Bollati Boringhieri, 1993).

Pubblicato da: giuliomozzi - 04.09.05 21:18

Carlo scrive "Mozzi, il miglior scrittore dell'Eurostar delle 09.20 Padova-Verona" e indica come mail xxx@zzz.it, dunque i suoi non sono ragionamenti credibili perché sono assolutamente liquidatori (nella stessa misura in cui i critici hanno liquidato Moresco), e non ha nemmeno il coraggio di attribuire alla sua identità quei ragionamenti volutamente incredibili, e allora, scusa Giulio, ma che senso ha rispondergli?
Lo so che uno fa come vuole, ma mi vengono in mente proprio alcune parole di Moresco: decidere di non passare dal via. Ovviamente quando la gara è stupida, fa perdere tempo, non è utile a nessuno, figuriamoci al mondo.

Pubblicato da: andrea barbieri - 04.09.05 21:39

Ma, Andrea, sulla questione dei nicknames e degli indirizzi email validi o non validi (che continua a rispuntare) io la penso più o meno come Sergio Garufi: l'uso di pseudonomi (fissi o variabili) non mi sembra "una sorta di rinuncia all'assunzione di responsabilità verso i propri enunciati"; piuttosto, "in molti casi", si tratta di "una rinuncia al protagonismo, o della consapevolezza che l'io è plurale e contradditorio" [vedi nei commenti a questo post: http://www.vibrissebollettino.net/archives/2005/07/lautore_inesist.html ]. Vista l'accusa che Carlo porta contro di me, ha senso che egli usi uno pseudonimo: in questo modo, ad esempio, nessuno potrà attribuire la sua posizione a legami d'interesse o di convenienza (cosa che è possibile fare per me, visto che uso regolarmente il mio nome anagrafico), nessuno potrà rintracciarvi coerenza o incoerenza con altri suoi interventi (cosa che è possibile fare per me), nessuno, in somma, potrà valutare la sensatezza di ciò che egli volta per volta dice se non strettamente sulla base di ciò che egli volta per volta dice.

Pubblicato da: giuliomozzi - 04.09.05 22:05

mozzi, tassinari, ditelo! pensate che è garufi l'autore dei post scritti da carlo? ditelo! Niente paura, ditelo!

Pubblicato da: rocketman - 04.09.05 22:10

No, Rocketman: sei tu.

Pubblicato da: giuliomozzi - 04.09.05 22:24

rocketman, penso che l'autore dei post scritti da carlo *sia* un tale che si firma "carlo" per paura di rivelare a sé medesimo l'abisso di luogocomunismo in cui, chissà perché, ama calarsi.

Ciò detto, attendo con una certa trepidazione il giorno in cui vedrò pubblicato da qualche parte un articolo su scrittori suicidi: stando a quello che dice carlo, sarà il terzo sigillo che la mia fervida fantasia avrà spezzato sul suo conto, dopo la sua ignoranza del latino e la sua preferenza per Fastweb.

Quando il terzo sigillo sarà spezzato, o rocketman, chiuditi in casa e sparati a palla David Bowie in cuffia, perché la fine del mondo, secondo la miglior letteratura complottista, sarà vicina!

Pubblicato da: Luca Tassinari - 04.09.05 23:41

Sono l'innominabile autore della recensione genuflessa a "Questo è il giardino" di Giulio Mozzi apparsa sull'ultimo numero di Stilos che tanto ha scandalizzato Carlo. Pur se in ritardo a causa di inconvenienti al mio computer, a quanti hanno scritto sulla questione mi pare dovuta una replica. A Carlo non devo nulla, se non un sentito ringraziamento per aver attirato l'attenzione dei lettori di Vibrisse sull'articolo . A Giulio, invece, e agli altri lettori di Vibrisse, devo alcuni chiarimenti.
a) L'articolo nasce da un contatto tra me e il direttore di Stilos: Giulio era all'oscuro di tutto. Non vedo perchè avrei dovuto informarlo, del resto: non si trattava di uno studio critico, in cui può essere utile recepire opinioni o interpetazioni dall'autore stesso. D'altro canto, io non sono un dipendente nè di Giulio nè di Vibrisse, e non ho alcun obbligo di preavvisarlo di ciò che scrivo.
b)Quanto ai rilievi circa l'"opportunità e alla decenza che sconsiglierebbero di pubblicare recensioni di libri di autori che compaiono pure come redattori nello stesso giornale" invocati da Carlo, si tratta di critiche (a mio parere palesemente pretestuose e prive di senso logico) che andrebbero semmai eventualmente rivolte al direttore di Stilos, non a me, che ho proposto la recensione, nè tanto meno a Giulio, che non ne è stato nè l'editore nè l'autore.
c) Quanto al grado di adorazione contenuto nella recensione, sono in grave imbarazzo. Rimanderei chi ha ancora un filo di interesse per questa questione alla lettura dell'articolo su Stilos, se non temessi di ricadere nel sospetto di voler surrettiziamente stimolare le vendite del giornale (ma sarebbe poi così grave? Non siamo tutti qui sempre a piangerci addosso che non si legge, che le riviste letterarie vivacchiano fino ad estinguersi per consunzione...?). Ho riletto la recensione, e francamente non ho trovato espressioni di sconfinata ammirazione verso il testo esaminato ("recensione adorante"), nè di supina sottomissione all'auctoritas del narratore ("recensione in ginocchio"). Se chi si avventura imprudentemente in affermazioni così avventate (e non suffragate per giunta da nessun riscontro testuale) si fosse minimamente documentato, avrebbe scoperto che all'epoca della sua prima uscita "Questo è il giardino" ricevette valutazioni ben più apertamente positive della mia, e da critici ben più autorevoli di me. Tutti adoranti? Tutti genuflessi di fronte ad un autore allora esordiente? La questione vera (l'unica interessante, per chi si occupa di letteratura) è un'altra: Quanto vale questo testo? che cosa è capace di smuovermi dentro, e che cosa io critico sono in grado di trasmettere ai lettori? O ancora: la sua narrazione è legata alla contingenza, o gli anni passati dalla sua prima uscita ci fanno apprezzare prospettive che non apparivano a prima vista nei vari racconti che compongono il libro?
d) Una osservazione, infine che riguarda noi tutti
che abbiamo partecipato a questo dibattito. Su una sessantina di post inviati a Giulio ben diciassette (e con il mio fanno diciotto) riguardano la recensione apparsa su Stilos, cioè una questione completamente diversa dall'oggetto di discussione iniziale: non saremo per caso un po' troppo invadenti tutti quanti?
Cordiali saluti.
Luigi

Pubblicato da: luigi preziosi - 05.09.05 00:15

I nickname non darebbero luogo a discussioni se qualcuno non li usasse per dire con un nickname una cosa e smentirla con un diverso nickname; oppure per insultare barbaramente con un nickname e apparire una persona irreprensibile, educata nelle migliori famiglie, quando usa il suo nome vero.

Ne consegue che tu puoi arrivare a stimare una persona (quel nome vero o quel solito nickname) e invece non la conosci affatto perché non è "soltanto" la persona che hai imparato a conoscere con il nome vero o con "quel" nickname, ma è l'essere spregevole che si alimenta di falsità, mascheramenti, inganni, e che quando ti guarda in faccia e ti stringe la mano con fare amichevole, se la ride del fatto che tu non sappia che lui è anche quell'altro.

Ma non insisto.

Tutte le volte che viene fatto il mio nome (carlo lo ha fatto più sopra), la persona fisica che ci sputa sopra veleno è sempre la stessa, perché commette ogni volta lo stesso errore. Non si presenta mai con lo stesso nickname, ma, per uno scherzo davvero beffardo del destino, lascia sempre la sua inconfondibile impronta digitale. La giudico una persona che non riesce a vivere serenamente con se stesso, ed è il suo principale tormento. Mi dispiace.

Si è fatto il nome di Sergio Garufi. Potrebbe essere: devo ammettere che lui quell'errore nei miei confronti lo commetteva sempre, anche quando su it.cultura.libri si firmava sergio garufi o sg. Come pure non mancava mai, su it.cultura.libri, l'occasione di denigrare Mozzi.

Ma non voglio credere che Garufi abbia bisogno per rivolgere le sue accuse di nascondersi sotto vari nickname. E' persona intelligente, e un comportamento simile non gli farebbe onore.

Sono certo che si farà vivo e smentirà queste nostre libere insinuazioni

Comunque dico la mia: Luca Tassinari è bravissimo a smascherare gli anonimi, e se vuole, carlo ha le ore contate (...potrebbe già aver fatto centro).

Bart

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 05.09.05 00:17

1. carlo, il primo racconto di "questo è il giardino" uno come moresco se lo sogna

2. che cazzo tiri fuori moresco? che cos'è mozzi- moresco, un incontro di pugilato?

3. il libro "Questo è il giaridno", merita o no una recensione?

4. hai scritto questo, per vendetta: sono mesi che i LETTORI di vibrisse prendono per il culo Moresco. Il primo che fa parrocchietta sei tu. E giulio è un coglione, sì. ma solo perchè ti ha risposto. carlo, pppppprrrrrrr! ma vaffanculo!

Pubblicato da: carloma - 05.09.05 00:25

luigi preziosi, a mio modestissimo avviso non hai bisogno di discolparti di alcunché, specialmente nei confronti di un "carlo" qualsiasi, uno che si atteggia a fine moralista nel momento esatto in cui si vergogna del suo nome e cognome (peraltro facilmente desumibile dalle sue univoche e inconfondibili tracce digitali). Se carlo avesse letto in Platone quell'esempio di dirittura morale che fu Socrate, forse si vergognerebbe del suo moralismo da pretino di campagna. Ma carlo non sa una fava di latino, figuriamoci di greco.

Bart, mi spiace deluderti, ma non sono il Tom Ponzi d'Internette che tu credi. Sono invece affetto da un'inguaribile allergia agli imbecilli, e fesserie come quelle di "carlo" la scatenano immancabilmente. Non è cosa di cui valga la pena gloriarsi, e spero di non aver rotto troppo le scatole all'inclito e rispettabilissimo pubblico di Vibrisse con le mie riprovevoli incazzature.

Pubblicato da: Luca Tassinari - 05.09.05 01:16

una gentile amica della rete mi ha appena segnalato di essere balzato agli
onori della cronaca. tanta attenzione nei miei confronti mi lusinga e mi imbarazza, ma sono spiacente di dover deludere i miei ammiratori chiarendo che non sono io il famigerato *carlo*. a tassinari, che ringrazio per la stima e per il fedelissimo ritratto che mi ha confezionato e in cui mi riconosco totalmente, ricordo solo che sulla questione della *restaurazione* io mi schierai apertamente dalla parte di mozzi e montanari, condividendo con loro *l'orrore per la purezza*;
come alcuni miei interventi su stilos e blog vari testimoniano. aggiungo inoltre che se è vero che non amo i libri di mozzi, è altrettanto vero che non mi si può includere nella lista degli ammiratori di moresco, che reputo sì il miglior scrittore italiano vivente, ma dopo tutti gli altri. tutte affermazioni che ho sempre firmato con nome e cognome, ma che non potevano che passare inosservate essendo io solo *un oscuro e occasionale* scribacchino. nel merito della discussione non entro perche non ho letto l'articolo di preziosi, ma a carlo rammenterei che su nazione indiana apparvero alcune poesie della figlia di moresco, e cosa elegantissima proprio non mi parve.

Pubblicato da: sergio garufi - 05.09.05 11:03

sergio garufi, perché mi ricordi tutte quelle cose che dici di ricordarmi e sulle quali non ho speso una parola in questo thread?

Perché mi ringrazi della stima, eccetera, se non ho mai fatto il tuo nome in questo thread, nemmeno dopo che altri lo hanno fatto?

Sono lieto che tu ti riconosca nel ritratto immaginario di carlo. Ciò nonostante per me quello era e resta il ritratto immaginario di un tale che, firmandosi "carlo", accusa Giulio Mozzi di turpi violazioni della morale editoriale.

Pubblicato da: Luca Tassinari - 05.09.05 12:13

A me la smentita di Garufi è sufficiente perché attribuisca ad altre persone fisiche il pateracchio firmato da carlo. Non voglio pensare che garufi si diverta alle nostre spalle.

Mi fa piacere, anzi, che firmi sempre con nome e cognome ciò che scrive.

Mai aver paura di ciò che si pensa e poi si scrive. Il nickname, che - si deve ammettere - molti usano correttamente, ha però questo grosso buco nero al suo interno: che consente, ossia, ai pusillanimi rosi da una latente malattia biliare di insinuarcisi per tarlare a poco a poco tutto l'edificio.

Io continuo ad auspicare che tutti (proprio come affermazione e difesa della propria libertà) si arrivi a firmare con il nome vero tutto ciò che si pensa e si scrive.

Quanto tempo ci vorrà? Molto? Ma intanto vediamo di cominciare a percorrere questa strada...

Bart

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 05.09.05 13:14

"Orrore per la purezza" non mi sembra il nome giusto. Semplicemente Mozzi aveva chiesto in concreto "che fare", sottintendendo che l'affondo (l'urlo come lo chiamava Montanari) non dà molte garanzie di miglioramento editoriale. A me pareva una domanda così sensata, ma non è stata presa in considerazione per "piccolo cabotaggio". Eppure, se Pinocchio è sopravvissuto grazie al passaparola dei lettori (come ha scritto in un intervento bellissimo Moresco), non è giusto dire che tanti, tantissimi atti di minuscolo cabotaggio possono salvare e diffondere su scala planetaria un capolavoro?
Quanti libri sono stati salvati da un grande affondo?

Pubblicato da: andrea barbieri - 05.09.05 13:19

Beh, uno che si piglia un lavoro simile per 500 euro credo non possa essere accusato di nulla. Oggi, per quella cifra, non ti mandano nemmeno un programmatore di primo pelo per modificare due colori su una pagina web. Spese escluse ovviamente. :-)

Buona notte. Trespolo.

Pubblicato da: Trespolo - 05.09.05 23:38

"La forza del niente: il caso Fallaci"
di Valerio Evangelisti
da CarmillaOnline

qui

Pubblicato da: Giorgio Tesen - 06.09.05 23:19

chiedo scusa,
ecco il link all'articolo di Valerio Evangelisti:

http://www.carmillaonline.com/archives/2004/12/001120.html#001120

buon lavoro

Pubblicato da: Giorgio Tesen - 06.09.05 23:20

non saprei dire se rientrano appieno nei requisiti che cerca mozzi, ma le "cronache di una casa editrice" su terranullius le trovo piacevoli da leggere, e anche istruttive.

Pubblicato da: luca - 07.09.05 02:17

su terranullius la rubrica di cucina "kitchen" ma anche la sezione open-source
http://www.terranullius.it/

Pubblicato da: riccardo - 11.09.05 23:14