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21.07.05

Nei romanzi degli scrittori più giovani c'è tanta realtà. O no?

Loredana Lipperini riprende il passaggio dell'intervista a Consolo, di cui si discute ancora qui in vibrisse, e rincara la dose citando un passaggio di un'intervista a Raffaele La Capria. [gm]

Pubblicato da giuliomozzi, il giorno e l'ora: 21.07.05 10:45

Interventi

Sì, dice La Capria, la realtà c'è, ma manca la visione del mondo. E te pareva che non mancava qualche cosa? A parte questo, però, mi rammarico che La Capria non abbia usato il ben più pregevole Weltanschauung per esprimere il concetto.

Vuoi mettere la bellezza statuaria delle parole composte tedesche appo le nostre peritose e infantili perifrasi? Chi oserebbe paragonare il maestoso ieratico "Bildungsroman" al timido impiegatizio "romanzo di formazione"? Sarà per questo che I dolori del giovane Werther è un capolavoro e Le ultime lettere di Jacopo Ortis una cagata pazzesca? Son domande epocali, queste.

Pubblicato da: Luca Tassinari - 21.07.05 12:06

Non so, Consolo rimpiange Moravia, La Capria Tolstoi, il prossimo intervistato rimpiangera' Dante.. Mi sembra piu' che plausibile che Tolstoi e company avessero un'altra coscienza e quindi scrivessero in altro modo, perche' vivevano in un altro mondo, di due secoli fa, ed in questo tempo ne sono cambiate di cose.. e se cambia il mondo cambia anche il modo(e la coscienza) di raccontarlo..
si e' perso l'insieme ? puo' darsi.. ma non in chi oggi racconta, credo.. ma in cio' che oggi si deve raccontare..
e infine, a mio giudizio, " Ma manca una visione del mondo. Io faccio sempre l’esempio del bicchiere: oggi la coscienza dello scrittore è come un bicchiere caduto per terra. Si è rotta l’unità della coscienza, si è perso l’insieme, sono rimasti tanti frammenti" sono solo banalita' di mestiere, quasi accademiche, parole che lasciano il tempo che trovano.. anzi, che non trovano..

Pubblicato da: andrea d'urso - 21.07.05 13:16

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