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01.07.05
Arriva il postino e mi porta Stilos
La mia casa, come si può vedere qui a fianco, ha una breve rampa di scale, poi un portico a tre archi sotto il quale sta la porta di ingresso e la finestra del mio salotto- studio. Dico “mio", ma è di tutta la famiglia, oggi ridotta a tre membri: il sottoscritto, mia moglie Raffaella e mio figlio Stefano, classe 1977, laureando in medicina.
Sotto il portico alloggiano in santa pace tre sedie e un tavolino di vimini, mai disturbati per almeno tre stagioni all’anno. Solo in estate li molesta un rompiscatole come me. Sul tavolino metto il computer per prendere appunti, un lapis per annotazioni, e il libro da leggere. Prima di aprirlo, do uno sguardo intorno, mi compiaccio di ciò che vedo: il paesaggio lussureggiante, lassù in fondo i pioppi del primo argine del Serchio, e ancora più su e rivolta al cielo la montagna più bella delle Apuane, la Pania della Croce.
Ho fatto così anche stamani. Il libro che ho aperto, iniziandolo a leggere, è Malvarosa di Raffaele Nigro, uno dei miei autori preferiti. Due giorni fa, ho finito Le cose come stanno di Franz krauspenhaar, di cui parlerò uno di questi giorni.
Quando, all’improvviso, sento il suono roboante di un clacson e il fragore di un camion, che fa vibrare la strada.
Il camion passa proprio sotto di me, proveniente da Pisa. Faccio appena in tempo a vedere che sull’altra corsia, fermo in modo assolutamente regolare, in attesa del passaggio del camion, in sella al suo motorino, c’è il postino, che ha già il manubrio voltato verso casa mia.
Il camion è passato e il postino (che poi è una postina, che vive nel mio paese di Montuolo, alla quale vado incontro sorridendo), mi consegna un plico. Sono due numeri di Stilos, a cui mi sono abbonato. Oltre, cioè, al primo numero (da quando esce in modo autonomo), mi hanno spedito anche il secondo.
Li poggio sul tavolinetto di vimini e ho fretta di finire il capitolo di Malvarosa, giacchè sono preso da impellente e selvaggia curiosità. Capitolo finito, chiudo il libro e apro il primo numero. Meraviglia: per 1 euro mi aspettavo un quindicinale striminzito, di poche pagine e di un formato ridotto, e invece mi trovo in mano un formato straripante, 24 pagine da leggere, e ogni pagina densa di articoli. Apro anche il secondo numero, e lo sfoglio. Idem.
Leggo nomi di collaboratori che conosco, anche se non di persona. L’entusiasmo è alle stelle. Il primo numero parla perfino di Angelo Fiore, un autore dimenticato, di cui mi sono occupato nel mio “Quarantatreletture – Il Sud nella letteratura italiana contemporanea", Marco Valerio Editore, Torino 2005.
Ho fatto bene ad abbonarmi, mi dico. Non c’è bisogno nemmeno che mi muova da casa. L’arrivo di questi due numeri dimostra la puntualità e la precisione dell’editore. Pigro come sono (acquisto i libri tramite iBS), penso di aver fatto un altro buon affare nella mia vita.
Ma ecco presentarsi il problema. Avevo dimenticato, nell’euforia che mi prese al momento della scelta di abbonarmi, che da qualche anno non leggo più i giornali, poiché mi portano via troppo tempo.
Sono abituato, ormai, da quando sono in pensione, a dedicare il mio tempo alla lettura dei libri, alla visione dei miei film preferiti, e alla cura, insieme con mia moglie, del giardino e di alcuni campi vicini. Una specie di Cincinnato dei nostri giorni, senza alcuna gloria, però.
Stilos è troppo bello per essere ignorato, mi dico. È una rivista letteraria che deve essere letta, rifletto con sussiego. Devo, però, rieducarmi, riconsiderare i tempi della mia giornata. Un cambiamento di rotta, alla mia età, immane. Ce la farò?
Pubblicato da Bartolomeo Di Monaco, il giorno e l'ora: 01.07.05 15:04
Interventi
mamma che invidia, per la casa, gli alberi, la lettura nel porticato (anche se, e te lo dico da lucano, a Nigro preferisco il più brillante Cappelli (su Stilos si parla anche di lui)) per il tuo tempo liberato dal lavoro...e anche per la postina. Io sto girando a vuoto da una settimana a cercare nelle edicole Stilos (sto a Potenza e mi sento sempre più debole)e quindi mi abbonerò subito. Chissà quale postino busserà (due volte) alla mia porta. Ciao
Pubblicato da: Giancarlo Tramutoli - 02.07.05 18:12
Caro Giancarlo,
Cappelli è uno scrittore che non conosco ancora. Ho letto quello che su Stilos scrive Giuseppe Lupo e apprendo che è un tuo concittadino. Spero di poterlo leggere prima o poi, e ti ringrazio della segnalazione.
Mi sto organizzando per inserire nelle mie giornate anche la lettura di Stilos. Probabilmente non potrò leggere tutti gli articoli presenti, e sicuramente sarò indotto a fare sempre una prima scelta, cominciando dai nomi che conosco e che stimo.
Ho notato che i correttori di bozze non sono molto attenti ed un errore frequente è quello del trattino che divide una parola, a seguito del trasferimento da un sistema di scrittura ad un altro. Lievi distrazioni, a petto della quantità di materiale sviluppato.
Mi ha fatto piacere leggere quanto sul primo numero e in prima pagina, Raffaele La Capria scrive a conclusione del suo articolo "Come vorrei che fosse un giornale letterario": "Infine non sarebbe bello che si pubblicassero brani di pagine di un libro che solitamente viene recensito e basta? Se del libro in uscita venissero pubblicati brani significativi, e si commentassero credo che si darebbe un'idea più esatta di ciò di cui stiamo parlando. In fondo la critica stilistica (e il Grande Auerbach di "Mimesis") hanno fatto così."
Nel mio piccolo è ciò che cerco di fare anch'io, convinto che si debba dare al lettore ragione del contenuto del libro, mantenendo solo un riserbo per certe parti che potrebbero, se svelate, ridurre il piacere della scoperta e della lettura.
Qualche autorevole protagonista di vibrisse potrebbe aprire un dibattito circa il modo migliore di recensire un libro, tenendo di vista non tanto i critici-colleghi, ma il lettore e soprattutto il lettore più debole.
Abito in una frazione del comune di Lucca, che dista appena 5 chilometri dalla stupenda e antica città circondata da mura alberate uniche al mondo.
Vivo molto appartato nella mia casa, avendo vicino le poche e semplici cose che, a parer mio, possono rendere felici: la famiglia, la natura, i libri, i film, la salute (al momento) e la serenità.
vibrisse, inoltre, grazie a Giulio Mozzi, mi ha anche dato la possibilità di far conoscere agli altri il frutto delle mie letture, ciò che non riescono a fare i miei libri.
Che cosa voglio di più?
Un caro saluto.
Bart
Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 02.07.05 22:27
La penso come te. Quando si parla di libri, bisogna fare come per i formaggi: darne un assaggio. Io lo faccio sempre quando parlo (bene o male) di libri. E anche nelle presentazioni, preferisco quelle dove si leggono soprattutto pagine del testo. Sono per questa concretezza. Un lettore bada al sodo e non al fumo apologetico.
Ciao.
Pubblicato da: Giancarlo Tramutoli - 03.07.05 13:07
Di Cappelli ho ordinato Parenti lontani.
Siccome il tuo nome non mi sembrava del tutto sconosciuto, ho fatto qualche ricerca poco fa e ho visto che hai scritto qualche libro.
Mi piacerebbe leggerti (un autore si conosce dai suoi libri, secondo me: difficle camuffarsi, non credi?)
Per di più sei un autore del Sud. Qualche giorno fa ho finito di leggere un autore sconosciuto di Bari, Tommaso Dell'Era, che posterò forse verso giovedì o venerdì.
Ce la fai a scrivermi in giornata perché io possa ordinare subito su ibs il tuo romanzo a cui tieni di più?
Grazie.
Bart
Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 03.07.05 13:18
Leggere o far leggere brani dei libri alle presentazioni è un azzardo da permettersi soltanto se il lettore è come minimo Remo Girone. Altrimenti, meglio un buon riassunto (riassunto, appunto. Un libro di 200 pagine si racconta bene in mezzo minuto) e poi parola all'autore.
Nessuno, nel Novecento recensorio italiano, ha riassunto bene i libri come Eugenio Montale (dopo di lui, a distanza, Pampaloni).
Pubblicato da: giovanni - 03.07.05 16:36
La stai guardando la finale di Wimbledon? Interrotta per la pioggia.
Giancarlo Tramutoli si riferiva anche alle presentazioni di libri, divenute oggi assai defatiganti perfino per un autore straconosciuto. E' divenuto un po' un obbligo per l'autore che ha firmato un contratto per una Casa editrice sottoporsi ad una specie di Giro d'Italia.
Io non simpatizzo molto per le presentazioni.
Il mio intervento voleva riferirsi invece a quanto, su Stilos, ha scritto La Capria.
Spero di averne capito il senso, anche perché vi ho subito colto quello che secondo me non va in una recensione: di non far conoscere il contenuto del libro e di non commentare le parti ritenute più interessanti.
E' vero che le esigenze di spazio di un giornale (ed oggi anche di una rivista) impongono un'estrema sintesi, per poter ospitare molti libri. Forse in questa esigenza torna a farsi pressante l'aspetto economico, ma io preferirei che fossero recensiti meno libri e nel modo auspicato da La Capria.
Tornando a Stilos, sto completando la lettura del primo numero e ho constatato la presenza di molte donne, il che è fatto meraviglioso.
Ho già letto le tue interviste e i pezzi a confronto di Piero Sorrentino e Sergio Garufi su Wallace. E Mozzi, naturalmente.
Leggerò il pezzo di Avoledo e passerò nei prossimi giorni al secondo numero.
Ciao.
Bart
Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 03.07.05 17:13
Hai fatto benissimo, Bart. Parenti Lontani è un capolavoro! Quando lo leggerai, ti stupirai, come me, di come Cappelli sia uno scrittore che meriterebbe ben altra attenzione (oltre che di critica) soprattutto dai lettori. Per quel che mi riguarda ti ho mandato una mail. Ciao
Pubblicato da: Giancarlo Tramutoli - 03.07.05 19:25
Bartoleomeo - vista la tua csa, hai bisogno di qualcuno che ti tagli la legna?
Giovanni - immagina cosa sarebbe se al posto di girono a leggere ci fosse carmelo bene! ciao fratello armeno, armeno così mi pare.
Pubblicato da: melpunk - 04.07.05 23:11
No, grazie. Ma ti terrò presente:-)
Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 04.07.05 23:20
Yo', brotha Mel: penso che Carmelo Bene, una volta apparso all'autore, chiederebbe più dei 2mila euri di cachet del Girone.
Un altro che presenta spesso, con voce meno interessante ma temi non privi del loro perché, è il quasi omonimo Givone. In 'sti giorni, si è fatto prima il Grinzane Hanbury poi, visto ch'era in zona, gli atti del convegno biamontiano a Bordighera. Agli Hanbury c'ero, per via del buffet - Biamonti, già diedi al tempo, e non potevo certo perdermi l'Enrico Intra trio, in contemporanea poco distante e con la benedizione solenne di mons. prof. Giorgio Bertone.
Pubblicato da: giovanni - 05.07.05 05:32
non sono mai andato all'Hambury.. e bravo giovanni, ti tratti bene!
p.s.
ho visto la tua firma su stilos (labyni) ovviamente non è un articolo, no? ciao
Pubblicato da: melpunk - 05.07.05 17:51
C'è una biasimevole recensione a un libro bellissimo di Lidia De Federicis (Del raccontare - scritti affettivi, Lecce, Manni, 2005). Penso sia uscita a mio nome, e pare sia stata in effetti io a redigerla. Soltanto con quella, ho accumulato tanto e tale karma negativo che alla prossima reincarnazione rinasco pagùro (e lo merito).
L'altra cosa è un'intervista, quindi non è un articolo manco quella.
Pubblicato da: giovanni - 05.07.05 20:55
Ti sei messo un po' in ginocchio, è vero, ma deve essere un pezzo da novanta, questa De Federicis, ed è grazie a te che - mia è la colpa - l'ho sentita per la prima volta nominare.
"è buona cosa tornare a Lidia, l'imprescindibile Lidia De Federicis."
Quell'imprescindibile mi fa ricordare Pietropaolo Bianchi, che ci faceva a pugni, ricordi?
Un caro saluto.
Bart
Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 05.07.05 21:42
Giovanni - inaspettatamente, e finalmente, ho casa libera. quando vieni a milano per ricerche sei mio ospite. ciao.
mlpnk
Pubblicato da: melpunk - 06.07.05 00:23
Compagnissimo Mel, anarchy in Milan! Prima vedo se riesco a organizzare qualche cocktail conference con autori italiani qui da 'ste parti, poi forse a settembre si parla del mè Milàn (che è tardi, che vuol dire che il libro esce a metà 2006, se va bene, ma tanto che fretta c'è).
Nel mentre, grazie infinite per la sodalità cieca e assai fidente.
Pubblicato da: giovanni - 06.07.05 07:31
Giovanni:
fidente un piffero! ti tocca fare le pulizie! e pretendo la caparra...
Pubblicato da: melpunk - 06.07.05 16:22
Oh, beh, se è per così poco (e son pure pratico di cucina mediorientale-armena, per cui)
Pubblicato da: giovanni - 06.07.05 21:12
mmmmm... bene, giovanni e magari suoni al piano la musica di gurdjieff... affare fatto!
Pubblicato da: melpunk - 07.07.05 09:11
P.S. - giovanni
Giuseppe Conte, intanto, ha vinto il Mondello
Pubblicato da: melpunk - 07.07.05 10:50
Cuando yo me muera
enterradme con mi guitarra
(così dicea il poeta, e così io: non col piano, che è pure più scomodo pèi simpatici beccamorti).
Conte è nella triade, nel trittico, nella Trimurti del Mondello. Temo che però sia favorito costaggiù l'assai meno interessante - il del tutto ininteressante - Nigro, sai.
Gurdjeff, l'abominevole ideatore dell'MT, dice che fosse mio paisà, credo per parte materna (ma forse son malelingue, e non ho mai approfondito)
Pubblicato da: giovanni - 07.07.05 18:33