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18.06.05

Stilos, in edicola dal 21 giugno

di Gianni Bonina

[Stilos, l'eccellente settimanale di letteratura diretto da Gianni Bonina e finora pubblicato come supplemento del quotidiano La Sicilia, diventa una testata autonoma. Uscirà ogni quindici giorni, sarà a colori, e avrà un sacco di pagine. Il primo numero del nuovo Stilos sarà nelle edicole di tutta Italia il 21 giugno. Gianni Bonina lo aprirà con l'editoriale che pubblichiamo qui. L’abbonamento annuale a Stilos costa 20 euro ed è possibile sottoscriverlo intestando il versamento a Amministrazione Stilos Viale O. da Pordenone 50, – 95126 Catania, conto corrente postale n. 218958.]

stilos.JPGPrimo: ci piacciono i libri. Paperback o hard cover che siano. Di storie, di storia, di arte, di parte. Dal sapore pastoso della carta ai times e ai garamond disposti in fazione. I libri non allineati nelle biblioteche secondo collane e colori, ma quelli tutti orecchiette lasciati sugli scaffali e nel cofano, aperti sul divano e pigiati nel comodino, sottolineati e scarabocchiati, con le pagine bianche riempite di appunti. I libri che muoiono vissuti.
Secondo: ci piace leggerli e parlarne. Come di un film che ci dà più gioia se poi lo raccontiamo. E ci piace discuterne con i loro autori: maghi ai quali, dopo lo spettacolo, andiamo a chiedere nel loro camerino il trucco dei sortilegi che ci hanno incantato.
Il programma di Stilos è tutto qui. Non vogliamo cambiare le lettere né i caratteri. Non vogliamo rifare l’Italia. Non vogliamo nuove temperie, scuole, correnti, mode, gusti, stili. Anche noi codesto solo oggi possiamo dire: ciò che non siamo, ciò che non vogliamo. Non perseguiamo idee e ideali, non lanciamo proclami né proponiamo manifesti. Siamo una combriccola di lettori che non avendo più pollai dove accucciarci con un libro sulle ginocchia cerchiamo aie dove radunare altri amici per letture a voce alta. E che all’aula di un ateneo, a un seminario di studi, a un ciclo di conferenze preferiamo la cantina e gli erbosi fossi: come quei carbonari che per riunirsi e congiurare senza rischi crearono un circolo letterario pieno di libri che cominciarono a leggere finché non cospirarono più perché divennero tenaci lettori facendo del loro covo un club.
Questo giornale non nasce oggi, ma viene da un’esperienza quasi settennale come supplemento del quotidiano La Sicilia. Rinasce oggi come magazine nazionale: risalendo il continente non con il passo chiodato dei garibaldini né con quello schiodato degli emigranti ma con la crescenza della palma: una palma che sarebbe piaciuta anche a Sciascia perché al nord non intende portare più mafia ma cultura. E rinasce come giornale nazionale perché i libri non possono avere territorio né recinti, né lingua né politica. La letteratura, come la medicina, non distingue razze e religioni: e come un medico non chiede la nazionalità a un uomo che soccorre, così un lettore non pretende i documenti di un autore che avvicina.

Siamo lettori in compagnia di letterati. Facciamo un giornale, non una rivista. E del giornale abbiamo voluto l’aspetto. Anche il prezzo di un euro è una scelta editoriale: perché, come un quotidiano, queste 24 pagine non ambiscono a selezionare i lettori, a crearsi un target e una platea, a costituirsi in patina di carta e di orpelli, di allori e laticlavi. E quanto ai libri, non li brandiamo come Atlante o Prospero ma ci meravigliamo come Bradamante e Calibano che siano ritenuti uguali ad armi. Né vediamo, come fa Carlyle, nella rilegatura delle seconde edizioni la pelle di quelli che si sono burlati delle prime. Vediamo invece che non possiamo esperire nulla che non abbiamo già letto da qualche parte. La pensiamo come Madame de Staël e come Mallarmé: tout s’aboutit à un livre.
Al governo che scarcera Paolo Maura in cambio di un poema d’invettiva contro Messina preferiamo quello che grazia Eugene Sue perché continui solo a scrivere I misteri di Parigi. Leggiamo Macbeth non per conoscere la storia della Scozia ma per vedere, come suggerisce Frye, come si sente un uomo dopo aver perduto la propria anima. Cerchiamo emozioni e non concezioni, parole e non termini. E siamo con Schnitzler quando si nega a un duello, sfidato per avere inventato un sottotenente codardo e immorale, ma dimostratosi ancora più coraggioso perché fermo a non rendere conto nemmeno alle autorità militari della sua attività letteraria.
C’è chi come Bloom crede che ogni libro letto vada a scapito degli altri. E chi come Borges (e noi) è convinto che ogni libro letto accresca la possibilità di essere felici. Ogni libro, dunque: non importa se scritto al nord, «tra le pareti di una camera scaldata da stufe» o al sud, «sotto un cielo azzurro e dorato», perché troviamo ingiustificata la teoria di Leopardi secondo cui ci sono due Italie e «la civiltà va progredendo dal sud al nord». Non vogliamo crederci. I libri sono mezzi di trasporto che percorrono il mondo trasferendo sentimenti e idee, i doni che Prometeo fece agli uomini senza guardare a ceto, censo, confini e cittadinanza. Crediamo nella pluralità e nella multanimità. Pubblicheremo recensioni contrastanti, giudizi opposti, lasciando a chi li esprime di riuscire a convincere il lettore. Siamo un giornale senza linea né tesi da sostenere né amici da promuovere. Non siamo né a destra né a sinistra. Abbiamo solo tessere di biblioteche e un solo recapito da lasciare: ci trovate dove ci sono libri.

Pubblicato da giuliomozzi, il giorno e l'ora: 18.06.05 11:46

Interventi

Urgente.

Chi può darmi i riferimenti per un abbonamento che me lo faccia arrivare a casa? Primo numero compreso.

L'abbonamento si può fare on line con carta di credito?

Grazie.

Bart

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 18.06.05 14:45

Speriamo che prima del 21 giugno Bonina impari l'uso della parola "codesto" in modo appropriato. Perché com'è scritta in questo editoriale non lascia speranze sugli altri contenuti

Pubblicato da: Sifossifoco - 18.06.05 16:34

Spiacente di dover deludere il purista Sifossifoco (sifosse Cecco si firmerebbe tuttavia: Sifossefoco): quella è l'editio ne varietur del testo di Bonina, da lui stesso stabilito e pubblicato.

Pubblicato da: giovanni - 18.06.05 17:42

Codesto non vuol dir nulla, caro Giovanni, questo ti dico

Pubblicato da: Sifossifoco - 18.06.05 21:47

Non chiederci la parola che squadri da ogni lato/
l'animo nostro informe, e a lettere di fuoco/
lo dichiari e risplenda come un croco/
perduto in mezzo a un polveroso prato./

Ah l'uomo che se ne va sicuro,/
agli altri ed a se stesso amico,/
e l'ombra sua non cura che la canicola/
stampa sopra uno scalcinato muro!/

Non domandarci la formula che mondi possa aprirti,/
sì qualche storta sillaba e secca come un ramo./
CODESTO solo oggi possiamo dirtiI,/
ciò che non siamo, ciò che non vogliamo./


(Eugenio Montale, Ossi di seppia)

Pubblicato da: ozarzand - 19.06.05 04:05

Sifossi, ho capito che cosa intendevi. Faccio tuttavia notare che, giusta l'Accademia della Crusca, codesto è il terzo aggettivo pronominale e indica persona od oggetto vicino a colui al quale si parla. Vuole l'accento tonico acuto ed è senza dubbio uscito dall'uso parlato, mentre ha qualche sopravvivenza nell'italiano letterario (cfr. il notissimo Montale citato). Più corretto, e anche meno usato, cotésto, comunque.

Pubblicato da: giovanni - 19.06.05 07:11

L’abbonamento annuale costa 20 € ed è possibile sottoscriverlo intestando il versamento a Amministrazione Stilos Viale O. da Pordenone, 50 – 95126 Catania, conto corrente postale n. 218958.

Pubblicato da: Annamaria - 19.06.05 08:35

Grazie Annamaria. Nel primo numero, in edicola martedì, c'è fra l'altro l'intervista più ampia che credo si sia mai letta a Franz Krauspenhaar.

Pubblicato da: giovanni - 19.06.05 10:18

Ah ecco, Giovanni, quella di Bonina è dunque una dotta citazione mètrica!!!
In ogni caso, checché ne dicano i cruscologi, codesto lo si usa assai spesso nella lingua parlata: dal fruttivendolo all'avvocato, e financo al parrucchiere.

Pubblicato da: Sifossifoco - 19.06.05 10:20

Caro Sifossi, hai ben ragione tu / non turbare di ubbie / il tuo sorridente presente: codésto ha una forte sopravvivenza in Toscana, là dove è la tua dimora. Costà l'adopera davvero chiunque. Già dove sto io è lemma presso che ignoto.

Pubblicato da: giovanni - 19.06.05 10:45

Eccezionale polemica letteraria, speriamo che Stilos se ne occupi, su http://vmo.splinder.it.
Come si vede, la Restaurazione lanciata da Carla Benedetti è un'analisi esatta e coinvolge Romano Luperini e Loredana Lipperini, c'è spazio anche per realtà diverse e nuove come il periodico STILOS, come si fa a abbonarsi???

Pubblicato da: marco - 19.06.05 11:53

Attenzione, ho sbagliato dominio, quello non è più attivo, un errore veniale, per la precisione è http://vmo.splinder.com

Pubblicato da: marco - 19.06.05 11:54

L'autore dell'intervista ampia disconosce altrettanto ampiamente la paternità della faccia da pesce lesso che compare a un certo punto della pagina... :-)

Pubblicato da: piero sorrentino - 19.06.05 19:21

Grazie Annamaria. Ho compilato il bollettino (ne conservo copie a casa) e domattina vado alla posta per l'abbonamento.

Riguardo a "codesto" è usato correntemente a Firenze in luogo di "questo". Già nella mia città di Lucca, che dista dal capoluogo regionale, appena 70 km, scompare del tutto.

Bart

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 19.06.05 21:26

Bartolomeo, a Firenze s'usa codesto in luogo di codesto e questo in luogo di questo. Per amor di precisione sai?

Pubblicato da: Sifossifoco - 20.06.05 01:03

Il fidanzato di mia nipote, che è di Firenze, lo usa come ho scritto più sopra.

Non ho contato se qualche volta gli capiti di dire "questo", e forse sì, venendo a Lucca, a sciacquare i panni :-)

Comunque, se tu sei di Firenze, mi taccio, ma solo se sei di Firenze, altrimenti mi riprendo le mie ragioni.

Bart

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 20.06.05 07:11

ajoooooooo, welcome back stilos! bart, a lucca ci sta lavoro pe' cevvelletti tecnici, periti o ing? cià cià ciààààààààààààà.

Pubblicato da: trrùn - 20.06.05 10:56

A Lucca, si boccheggia per trovare lavoro come succede un po' dappertutto.
Se sei ingegnere informatico, c'è una grande azienda www.grupposervizi.it in continua espansione che ha clienti in tutta Italia.

Attinge all'Università di Pisa, ma puoi provare ad inviare il tuo curriculum. Bisogna essere, però, bravi davvero!

Se riuscissi ad entrare lì, saresti molto molto fortunato. In questo caso, ti diranno i titolari come rintracciarmi per farmelo sapere.

Auguri!

Bart

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 20.06.05 11:35

'azzie Bart, nient informatico e nossono cossi bravo... road to Mediolanum dunque... bella Lucca però, bellissimo teatro, belle figlie. cià cià. salut. goodbye. dasvidania. burp.

Pubblicato da: trrùn - 20.06.05 12:47

Per SORRENTINO:
Se ti interessa ancora, Stilos ha Firenze si trova ovunque, e senza problemi, l'ho comprata pure io e ora mi leggerò subito l'intervista di Giovanni a Ferrero.
georgia

Per BART che scrive:
Riguardo a "codesto" è usato correntemente a Firenze in luogo di "questo". Già nella mia città di Lucca, che dista dal capoluogo regionale, appena 70 km, scompare del tutto.
Bart

A firenze (o meglio nel contado di firenze) codesto è usato sì correttamente, ma non certo in luogo di "questo" :-). Codesto è sempre lontano da chi parla e vicino alla persona a cui ci si rivolge, semmai può somigliare di più a "quello" ma mai a "questo" :-).
Quasi nessuno, soprattutto nelle ultime due generazioni lo usa più, ma i fiorentini ne conservano intatta e innata la competenza e capiscono subito quando è usato correttamente e quando invece è uno stupido artificio snobistico, un inutile toscanismo per fare i colti (come quando i non-fiorentini usano scorrettamente le aspirate. Sì, perchè anche la famosa "c" aspirata ha le sue regole precise e inderogabili, e non certo facili per chi non l'apprende da bambino)
Aspirare per snobismo, un po' come quando si usava il latino, può essere pericoloso perchè usare scorrettamente sia il latino che il fiorentino può apparire pacchiano e ridicolo.
geo

Pubblicato da: georgia - 22.06.05 12:51

@ georgia.

Hai ragione tu, codesto sta per "quello". Nella fretta, mi ha tratto in inganno un post precedente ("Codesto non vuol dir nulla, caro Giovanni, questo ti dico").

Bart

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 22.06.05 18:50

Le probabilità che io mi abboni a Stilos sono molto, molto alte. Direi il cento per cento.

R4

Pubblicato da: Stefano - 27.06.05 19:47