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04.02.05

Guida ragionevole al frastuono più atroce (e alla migliore delle traduzioni possibili)

di Giovanni Choukhadarian

[un altro libro di Lester Bangs recensito nella Bottega di lettura]

“Si può leggere questo libro come un’antologia, saltando da un punto all’altro, ma per me è comunque una storia": questo scrive Greil Marcus nell’introduzione a Guida ragionevole al frastuono più atroce (in originale Psychotic reactions and carburetor dung: Literature as rock ‘n’ roll rock’n’ roll as literature), di Lester Bangs. Marcus, che è uno fra i giornalisti e scrittori più interessanti che circolino oggi in America, non ha avuto il coraggio di precisare che questa, pur essendo a tutti gli effetti una compilation di articoli fulminanti, è the Great American Novel almeno del secondo Novecento.

La mente spesso obnubilata (o illuminata?) dalle sostanze psicotrope meglio assortite, Lester Bangs, morto giovanissimo e quindi assai caro agli dèi, ha raccontato e reinventato l’America dei suoi tempi, anticipando quella dei nostri, meglio di qualsiasi Pynchon o D. F. Wallace. La sua vita è diventata un bel librone di un giornalista serio come Jim DeRogatis (Let it blurt, Main Street Books, 2000), ma era già contenuta in questi articoli, scritti da un critico più che precoce – il suo primo pezzo è una stroncatura di un classico come Kick out the jams degli Mc5, spedita a Rolling Stone senza che nessuno gliel’avesse chiesta. Era il 1969, Bangs aveva 21 anni. Fino al 1982, ha collaborato con le riviste più importanti: Rolling Stone, Creem, NME, Village Voice. Gli sono bastati 13 anni ed è diventato una leggenda: casi del genere non si dànno, nel giornalismo ordinario. Questo è successo perché appunto Bangs era tutto e anche un giornalista. Ha suonato in gruppi forse non eccelsi, ma intanto li ha messi insieme e li ha narrati a una velocità sbalorditiva. Si è inventato parole che poi sono rimaste e ancora oggi si usano, non soltanto in America, ma anche qui, alla periferia dell’Impero (punk, heavy metal, grunge); quando peraltro non le ha inventate, le ha arricchite di senso, le ha rese diverse da quelle che erano prima di lui. E poi, bisogna ammetterlo, ha distrutto quando c’era da distruggere (la memorabile satira sugli interminabili dischi dei Chicago, qui da pag. 155 a pag. 157). La sua foga, cioè per essere più precisi la sua lust for life gli consentiva licenze che a nessun giornalista, non nel suo tempo certamente più libero, e s’intende nemmeno oggi, vengono manco in mente.
La traduzione di un’opera come questa sembrava impossibile: è come pretendere di tradurre il Talmùd, cioè un testo che contiene la vita e la sostanza di una confessione, ma la esprime in forme quasi inaccessibili. Minimum Fax, che è un editore coraggioso, ha pensato allora di scegliere la migliore traduttrice rock (e mica solo quello) che ci sia in Italia. E’ Anna Mioni, cui già si deve l’edizione italiana di Stoned di Andrew L. Oldham (il primo manager dei Rolling Stones) e, per esempio, l’ottimo Phreak di Denise Danks, pubblicato nella serie noir di Marsilio da Jacopo De Michelis. Quanta sia la familiarità di Mioni non soltanto con l’inglese ma anche con la musica che Lester Bangs descriveva lo spiegano le sobrie, pertinenti note sparse qui e là nel testo: e più di tutto la breve Nota della traduttrice che segue l’utile prefazione, affidata a Wu Ming 1 (al secolo Roberto Bui, autore di New thing e quindi eccellente bangsiano di rinforzo anche lui).
“Forse siete convinti che fare il giornalista (...) sia una ficata e basta, ma al contrario di tutto quel che si dice in giro non è tutta pacchia e cuccagna (...). Ogni tanto, devi farti venire in mente un briciolo di creatività – p. es. facendoti venire in mente idee nuove per un articolo" (Lester Bangs, qui a pag. 214). Un’idea nuova alla Lester Bangs sarebbe da presuntuosi richiederla. Basta dire che, nel 2005, non uscirà in Italia libro americano più importante di Guida ragionevole al frastuono di atroce?

(L. Bangs, Guida ragionevole al frastuono più atroce, Roma, Minimum Fax, 2005, trad. di Anna Mioni, pagg. 444, € 16,50)

Pubblicato da , il giorno e l'ora: 04.02.05 11:04

Interventi

Non così ragionevole, secondo me, la traduzione del titolo:-)

Pubblicato da: Lucio Angelini - 05.02.05 19:15

eh, però tu come avresti tradotto Psychotic reaction and carburetor Dung? In ogni caso, il titolo riprende quello di un capitolo del libro. Tu accàtta, ché oltretutto la traduttrice è quasi tua compaesana.

Pubblicato da: giovanni - 06.02.05 06:17

Certamente la band di Joe Carburetor (Carburetor Dung) fece più scalpore in Malesia che in Italia. Epperò il titolo italiano scelto da Minimum Fax non mi convince lo stesso.

Pubblicato da: Lucio Angelini - 06.02.05 22:58

Fa' una bella roba: compra il paperback americano o inglese e poi la traduzione italiana. Vedrai che lavoro ha fatto Mioni, tu che oltre tutto sei del mestiere.
Poi, vabé, dubito che a te interessino i gruppi e gruppuscoli citati: ma lì si parla di rock per raccontare l'America. Gran libro, daddovéro.

Pubblicato da: giovanni - 07.02.05 09:12

Spiacente, non posso devolvere un paio di settimane della mia ultima giovinezza a un'operazione del genere. Forse a pagamento, per lavoro.
Voglio dire: già immagino tutto il marcio che possa nascondersi dietro lo scintillante showbiz senza andarmi a leggere i particolari:-/
Mi basta la tua "recinzione".

Pubblicato da: Lucio Angelini - 07.02.05 09:45

Ti sono grato del complimento: recinzione mi riporta alla mente il favoloso Johnny Palomba, cui non son degno etc. L'editore sarebbe tuttavia lieto se tu comprassi almeno la trad. it.

Pubblicato da: giovanni - 07.02.05 18:50

Ovvio che sarebbe lieto. Ma io, a differenza di voi giovanissimi, non ho il culto della Minimum Fax e della Fandango. Come sai, preferisco i mitici Fratelli Treves:-)

Pubblicato da: Lucio Angelini - 07.02.05 19:27

Minimum Fax, guarda, è un editore che dovressi cultizzare anche te, se non altro per la narrativa amerikana che sta mettendo o ri-mettendo in circolo (Barth, Yates).
I Treves guarda che mi piacciono anche a me: non per niente vengo dai f.lli Pomba, poi Utet.

Pubblicato da: giovanni - 07.02.05 19:45

[Qui c'era una bestemmia. L'ho cancellata. giuliomozzi]

Pubblicato da: cazzo - 28.10.05 16:55

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