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20.01.05

Un editore giovane e fantasioso al debutto

di Giovanni Choukhadarian

G. Papi, Accusare, Milano, Isbn, 2004, pagg. 204, 14 euro.

Il cosiddetto Secolo Breve, cioè quello passato, non è mai stato lungo come nelle 366 foto segnaletiche raccolte da questo eccentricissimo Accusare di Giacomo Papi. Papi, che è giornalista a Diario, ha scelto una foto al giorno (di anno bisesto, si capisce) per raccontare, con il supporto non celato di Walter Benjamin, Cesare Lombroso, naturalmente Michel Foucault e altri, non già la Storia del Novecento – così recita il sottotitolo – ma episodi di cronaca memorabili soprattutto perché hanno coinvolto personaggi celebri o uti singoli o come classi sociolo-storiografiche (le vittime dei gulag, le prostitute bambine). A ogni coppia di foto segnaletica è abbinato un testo di taglio schiettamente giornalistico: e meno male, perché la natura stessa di quel genere d’immagine mal si adatterebbe a a rimuginamenti teorici. Le facce ritratte, da Michael Jackson a Kobe Bryant, da Johnny Cash (!) a Steve Mc Queen, da James Brown a David Chapman, hanno quasi tutte l’aria di domandarsi, con Almodòvar: che cosa ho fatto io per meritare tutto ciò? In genere, non sempre, hanno meritato la foto segnaletica; alcuni anche di più, per non parlare di quelli che poi si sono suicidati in carcere, tipo Gaetano Bresci o Gavrilo Princip, cui si addebita per comodità lo scoppio della Grande Guerra.
Qualche riflessione di ordine metodologico Papi se la riserva per l’ultima dozzina di pagine, che rivela nell’autore un giornalista di quèi di una volta, cioè incline alla ricerca e all’indagine sulle fonti. Con questo libro, d’altronde, Giacomo Papi inaugura una nuova casa editrice, che si chiama col più inconfondibile tra i nomi: Isbn. Assieme a lui, guida l’avventura Massimo Coppola, finora noto come vee-jay e opinionista per l’edizione italiana di Rolling Stone. I due hanno in cantiere titoli molto interessanti e soprattutto difficili da incasellare: una Breve storia delle delusioni moderne di Francis Wheen, biografo di Marx e membro del Socialist Party inglese (che sta a sinistra di Bertinotti, per intendersi); e una Storia del pop dal big-bang a Kylie Minogue dovuta a Paul Morley, che fu tra i soci fondatori di The Face e, con gli anni, è diventato una specie di Lester Bangs inglese: non per niente il Guardian ha scritto che è il miglior libro sul pop mai uscito (Morley è anche l’autore, forse plagiario ma forse no, di un brocardo spettacolare: “Scrivere di musica è come danzare l’architettura". Lui, in realtà, scrive di musica con passo di ballerino architettonico, perché è un fuoriclasse).
Sarà magari roba non per tutti, ma perché invece non può esserla? Da nessuno parte sta scritto che si deve morire baricchiani.

Pubblicato da , il giorno e l'ora: 20.01.05 10:02

Interventi

Bravo Ciucca! Questa volta mi sei piaciuto. Segnali meritevolmente un libro che è piaciuto molto anche a me. Questo è onesto e utile giornalismo. Allora ti segnalo amichevolmente anch'io qualcosa: un refuso. "uti (?) singoli" nelle prime righe. E se ti devo dire la verità, mi disturba non poco quel "sociolo-storiografiche". E' decisamente errato. Se fosse "socio-psicologiche" intenderemmo "sociologiche e psicologiche", cioè due parole che condividono il comun suffisso denominatore e possono quindi semi-fondersi in una semi-crasi con trattino. Ma "sociolo-grafiche" è un monstrum! Tenendo "sociolo" volevi evidenziare che avevi abbreviato "sociologiche", non il termine (poco praticato, se non inesistente) "sociografiche". Ma "Sociologiche" non condivide alcunché con "storiografiche"! Si dice forse "sociolografiche"? Pertanto non lo puoi assolutamente fondere in semi-crasi con "storiografiche". Devi rassegnarti a scrivere "sociologiche e storiografiche", o, se proprio ci tieni, "sociologico-storiografiche". Mettici un po' di attenzione, quando scrivi, Ciucca. Oppure bevi un po' meno.

Pubblicato da: solita zuppa - 20.01.05 16:54

"sociolo-storiografiche" è un lapsus calami per "socio-storiografiche". "Uti singuli" va bene come'è: non è obbligatorio aver studiato le pandette, ma chi lo ha fatto sa che si tratta di espressione del tutto corrente.
Per il resto, grazie di avermi letto, e magari bevi un po' meno anche tu (io bevo poco e soltanto roba buona, sul serio)

Pubblicato da: giovanni - 20.01.05 21:15

Ciucca! Sei grande: se avessi scritto "uti singuli", (magari in corsivo), l'avrei capito perfino io. Il fatto è che hai scritto "uti singoli", testolina. Un po' di acqua minerale ogni tanto, invece d'inciuccarsi di Tavernello...

Pubblicato da: solita zuppa - 20.01.05 21:41

La cosa strepitosa di Vibrisse è che in Italia escono più o meno 56mila titoli nuovi ogni anno - il trend è stabile, lo diceva ancora ier l'altro il Carlo Feltrinelli. Ciò premesso, esistono soggetti ammirevoli i quali, avendo letti i 56mila titoli nuovi per intero e magari qualcuno un paio di volte, trovano ancora il tempo di bazzicare Internet e leggere altro, talora facendo pure osservazioni condivisibili. Dio c'è, insomma, e così oscuramente si manifesta.

Pubblicato da: giovanni - 21.01.05 06:46

Ma Ciucca mio carissimo! Ti voglio tanto bene. Sulla tua osservazione: sai com'è, quando si scopre che qualcuno parla di un libro che hai letto anche tu, a maggior ragione lo si legge, sul giornale o in rete, per vedere che ne pensa. Siamo talmente abbandonati a noi stessi nel testa a testa con il linguaggio solitario (cioè con il linguaggio dei libri), che trovare un compagno di lettura fa sempre piacere e scalda il cuore. Alziamo dunque i calici e brindiamo a questa bella lettura comune, Ciucca! (Non col Tavernello, però, eh! Lo so che tu per sbevazzarne di più vuoi costringere anche me a tracannarne direttamente dal cartone).

Pubblicato da: solita zuppa - 21.01.05 09:42

Io non voglio bene se non al Padreterno, alla mia amica e ad alcune altre persone, il cui nome non è tuttavia legione.
Ignoro che sia il Tavernello di cui si fa promotrice la solita zuppa. Immagino sia un prodotto della società dei consumi e in quanto tale non rientra fra i miei interessi. Dolente di non poter brindare.

Pubblicato da: giovanni - 21.01.05 11:34