« Saramago / Saggio sulla lucidità | Main | Che cosa intendo pubblicare in vibrisse »

14.12.04

Giuseppe Cornacchia / Ottonale

di Giuseppe Cornacchia

Idolatrare la manifestazione del pensiero
per vederci appigli di conoscenza o verità
non mi convince. Tutto questo spolvero
d'analisi in cicli chiusi e aperti affastellandosi
sull'opinione fa torto del vero problema
che è: a chi giova? A chi deve giovare?
Perché, ecco, se si dovesse ammettere
che può tranquillamente non interessare,
la partita è chiusa, torniamo al cuore/amore
ed avremo più pubblico.
Io penso: uno dei segreti è non rinchiudersi
in qualche idea fondante;
io credo sia nostro dovere rischiare ogni volta
si possa trovare un contatto;
ed un contatto è possibile sempre,
s'accetti una dialettica comunque posta.
Ma senza virtù d'astrazione saremmo parziali
schiavi di tecniche compositive e procedure
che portano a dettati privi di spessore.

Giuseppe Cornacchia mi ha spedito Ottonale, dichiarando di considerarlo la sua "prima raccolta organica di poesie", tuttora in cerca di un editore su carta. Poiché mi sembra una cosa pregevole (e piuttosto atipica), sono lieto di offrirla per intanto ai lettori di vibrisse.

Scarica Ottonale in Pdf (solo 33 K).

Giuseppe Cornacchia su Google.

Pubblicato da giuliomozzi, il giorno e l'ora: 14.12.04 23:12

Interventi

è vero che la poesia esiste perché esiste una comunità di lettori che la giudica tale, anche per fortuna nei suoi margini slabbrati e convulsi; e tuttavia non c'è canone cui attenersi, o comunque mi pare rinviato a data da destinarsi (a meno che non si aspiri alla claustrofilia e ci si voglia asserragliare nelle confortevoli posizioni di taluni critici e teorici);
ma...la scelta di paolo cornacchia è costruire una sinossi testuale di microsaggistica persino condivisibile a volte: ci hanno provato Bertolucci con La camera da letto, Pasolini con la sua poesia giornalistica, etc...è una strada difficile.
chi opta per questa via si scontra ineluttabilmente con il cul de sac delle opinioni coagulate che tornano a capo. la p. è adibizione di moduli formali ( e non parlo di assonanze, rime, figure, etc), credo, e le scelte radicali necessitano di ulteriori rodaggi. qualcosa qui non risuona. buon percorso di ricerca a Giuseppe Cornacchia

Pubblicato da: Roberto - 22.02.05 00:06

Ringrazio Roberto per la nota e l'augurio. In realtà credo di aver già finito e mi auguro che qualcuna di quelle poesie sopravviva, magari mandata a memoria. Iperanalisi e autoimbozzolamento mi renderebbero ancor più didascalico, se non piatto.

Pubblicato da: GiusCo - 26.02.05 11:49

cornacchietto ha fatto un libro brutto ma valido

Pubblicato da: lilupipu - 12.04.05 15:29

E ora dà pace a noi,
a noi per sempre,
che viviamo il giogo del tempo
la fiamma che rigenera l'istante
la facile attesa
in uno spasmo di luce
e ora, qui resta il paesaggio tagliato dal gelo
qui mozza il veemente amore
il già scarnito decoro delle dolcezze stagionali
ancora, dicevo, scendi nell'agone
preparati a spolpare
chi.

Pubblicato da: stefano - 13.05.05 00:47

E ora dà pace a noi,
a noi per sempre,
che viviamo il giogo del tempo
la fiamma che rigenera l'istante
la facile attesa
in uno spasmo di luce
e ora, qui resta il paesaggio tagliato dal gelo
qui mozza il veemente amore
il già scarnito decoro delle dolcezze stagionali
ancora, dicevo, scendi nell'agone
preparati a spolpare
chi.

Pubblicato da: stefano - 13.05.05 00:48

E ora dà pace a noi,
a noi per sempre,
che viviamo il giogo del tempo
la fiamma che rigenera l'istante
la facile attesa
in uno spasmo di luce
e ora, qui resta il paesaggio tagliato dal gelo
qui mozza il veemente amore
il già scarnito decoro delle dolcezze stagionali
ancora, dicevo, scendi nell'agone
preparati a spolpare
chi.

Pubblicato da: stefano - 13.05.05 00:50